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L’apporto dei pedagogisti italiani agli studi comparativi in educazione nel secondo Novecento
L’influenza di Sergej I. Hessen e Edmund J. King sulla pedagogia italiana del dopoguerra
L’obiettivo del saggio è quello di porre in evidenza come la conoscenza del pensiero di studiosi stranieri da parte dei pedagogisti italiani
che si sono occupati di educazione comparata, li abbia condotti ad essere attenti alle tendenze europee e mondiali, nell’ottica di sprovincializzare e internazionalizzare la ricerca educativa che si era progressivamente chiusa nei decenni precedenti dentro un’autarchia, anche culturale, e faticava a trovare una dimensione più ampia. Il fermento pedagogico-educativo che attraversa il Novecento
comincia negli anni Trenta e si intensifica nel dopoguerra. In quel momento i temi e i problemi pedagogici diventano comuni a molti stati europei e comune diventa anche la ricerca di soluzioni valide che ptessero scaturire dalla comparazione. In quelmomento storico il contributo della pedagogia italiana non è mancato e i pedagogisti di allora hanno saputo dialogare con icolleghi di altre nazioni in un libero e proficuo scambio cultural
Le trasformazioni storiche della famiglia e della casa attraverso un albo illustrato
La casa e la famiglia in alcuni albi illustrati per l’infanzia sono al centro della narrazione scritta e iconica: i mutamenti anche recenti della struttura familiare e l’affermarsi delle “costellazioni familiari” hanno data vita a molte pubblica-zioni, ma in questo contributo si è scelto di prendere in considerazione il solo albo illustrato, Casa del tempo, ormai diventato un classico, non tanto per sviscerare il problema della frammentazione odierna delle forme familiari, quanto per ripercorrere la storia della famiglia nel Novecento.
I due pluripremiati autori, Roberto Innocenti e Roberto Piumini, infatti, narrando i cambiamenti subiti da una vecchia casa posta sulle colline dell’Appennino, raccontano anche i cambiamenti della famiglia, evidenziando aspetti positivi e negativi delle trasformazioni legate ai ruoli parentali e al rapporto tra le generazioni, entro un ambito più vasto che è quello dei mutamenti socioeconomici e politici italiani del Novecento.
Pur nella sua brevità, Casa del tempo è un libro che racconta tante storie e permette molti livelli di lettura: attraverso l’analisi del testo, soprattutto delle tavole di Innocenti, è possibile riflettere su alcune idee cardine che hanno guidato le trasformazioni della famiglia nel corso del Novecento e aprono interrogativi per il futuro
Reasons for the research on The construction of the sense of espace vécu in European children’s literature in the second half of the 20th century (1945-2010). An international historical and comparative survey on picturebooks: goals, method, tools, and preliminary results
The concepts of home and espace vécu play a large role in children’s literature. The home is not just an objective and architectural space, but also an intimate space with sensory, symbolic, cultural, social and political dimensions. The concept of espace vécu refers to a relationship between what "exists" and what "is perceived". Children build their own identity in the context of their families, developing relationships not only with people, but also with places and things. The aim of this special issue is to identify and analyse the evolution of the representation of these spaces in European picturebooks published in the period 1945-2010. An historical and comparative international survey on picturebooks has been carried out by researchers of children's literature, comparative education and geography from various European countries (Italy – coordinator, Croatia, France, Germany, Norway, Portugal), emphasising as the interdisciplinary study of domestic spaces represented in picturebooks is a particularly promising investigative field for reading, within an original perspective framework, social and cultural changes also occurring in the history of childhood
The journey as a pedagogical research method
During the 20th century, several important educational theorists conducted journeys thatgave them the opportunity to develop particular personal and professional relationships,and to get to know other educational and pedagogical realities. They could then criticallyappraise what they had seen and experienced, deriving significant ideas which wouldconsolidate, complete, and be integrated with their own pedagogical theories. The journeyas an opportunity for discovery and the acquisition of scientific knowledge, as asource of innovation, enrichment and professional training, can be seen as a pedagogicalresearch method that anchors today’s international exchanges (all too often considered asource of novelty) to their historical roots. By drawing on several examples of scholarswho have a special place in the history of pedagogy – Leonarduzzi, Montessori, Hessen,Volpicelli, Calò, Maritain and Borghi – and looking at their differences and similarities,we can identify the fundamental features of this research method, which enables life andthought to be interwoven into fruitful and original theories.Nel Novecento alcuni pedagogisti hanno realizzato viaggi durante i quali, intrattenendorelazioni umane e professionali, conoscendo altre realtà educative e pedagogiche e riflettendocriticamente su ciò che avevano visto e sperimentato, hanno tratto spunti significativiper consolidare, completare, integrare le proprie teorie pedagogiche. In questo sensoil viaggio, come opportunità di scoperta e conoscenza scientifica, si potrebbe considerareun metodo di ricerca pedagogica che radica nel tempo gli odierni scambi internazionali,spesso ritenuti una novità. Attraverso alcune esemplificazioni relative a studiosi chericoprono un posto significativo nella storia della pedagogia –ad esempio Hessen, Maritain,Montessori, Volpicelli –, raffrontando e facendo emergere le similitudini, si rintraccerannole caratteristiche fondamentali di questa metodologia che permette di intrecciarevita e pensiero in fruttuose e originali sintesi teoriche
Ricerca storica ed educazione comparata
L’articolo pone l’attenzione sulla relazione tra storia della pedagogia e educazione comparata mettendo in evidenza le specificità dei due campi di studio, i possibili intrecci e gli eventuali reciproci apporti. Le riflessioni, epistemologiche e metodologiche, sono esemplificate prendendo spunto dalla concezione della scuola nell’ebraismo ashkenazita, cultura di antico radicamento nell’Europa dell’est
CLASSICS OF THE HISTORY OF EDUCATION. EDUCATING FOR PEACE AND A PEDAGOGY OF HOPE
In explaining their thinking, authors whose works have become classics of the history
of education have reflected on the founding theoretical, practical and poietic elements
of the discipline. Their ideas enable us to attribute multiple meanings to the
fundamental terms of the topic, combining philosophical, scientific and ideological
theories with educational practice. Reading the classics as part of an active learning
process stimulates our intellectual capacities, but also promotes our emotional understanding
and personal interpretation, which are also of huge educational value.
This article concerns a topic of great interest today, and one that is also discussed in
the classics: education for world peace
M. Ferrari, M. Morandi, R. Casale, J. Windheuser (a cura di), La formazione degli inse-gnanti della secondaria in Italia e in Germania. Una questione culturale, Milano, Fran-coAngeli, 2021, pp. 342, Euro 25.00.
A comparative history of childhood: Current research perspectives
This set of reflections aims to indicate some possible paths, to be followed in the field of comparative education, which might contribute to defining the idea of childhood and to seeking the best form of educational care for children in the context of a European and world history of education.
This new history, which also poses numerous methodological questions, has not yet been fully delineated in its development and its anthropological declinations: an attempt is made here, including through examples (which are in no way intended to be exhaustive, but only with the aim of clarifying the discourse), to give a glimpse of its possibilities in terms of epistemology, methodology and content
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