183,947 research outputs found

    Christian Wolff - Pianist: Pieces

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    A 3-CD set of solo piano music by the American experimental composer Christian Wolff. CD1 comprises all the works from the 1950s; CD2 consists of one piece, 'Long Piano (Peace March 11)'; and CD3 is a collection of works written since 2001, including a number of works recorded for the first time

    "Asset Poverty in The United States: Its Persistence in an Expansionary Economy"

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    From this paper's Preface, by Dr. Dimitri B. Papadimitriou, President: Economic growth and a rising stock market in the 1990s gave the impression that everyone was accumulating wealth and asset poverty rates were declining. The impression was supported by the official, income-based poverty measure, which exhibited a sharp decline. According to Senior Scholar Edward N. Wolff and Research Scholar Asena Caner, poverty measures should include wealth as well as income. Their study of asset poverty in the United States between 1984 and 1999 focuses on the lower end of the wealth distribution and shows that asset poverty rates did not decline during the period studied, and that the severity of poverty increased. It also shows that asset poverty is much more persistent than income poverty.

    Introduction: Mapping the Contours of East Asian Commercial Law for the Asian Century

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    The centre of economic gravity in the new century is shifting to the East. Since 200 1, according to the International Monetary Fund (IMF), Asia's contribution to world economic growth has matched that of the United States and Europe combined, and, since 2006, has even exceeded it (IMF, 20 I I; Neumann and Arora, 20 II ). This surge is easy to explain: China has emerged as a global super-power; Japan remains the third-largest world economy, despite only recently emerging from over twenty years of economic stagnation (The Age, 2013); South Korea and the ' tiger ' economies of Taiwan, Hong Kong and Singapore have achieved high-level economic development through capital investment and technological innovation; and Indonesia, Thailand, the Philippines and Malaysia have supplied riches in labour and resources to the regional economy (Macintyre and Naughton, 2005, p. 78). A growing middle class is lifting consumption. ‘Billions of Asians,' writes Mahbubani (2008, p. 3), 'are marching to modernity.’ This book examines scholarly interpretations for the role commercial law has played in East Asia's economic rise. At first blush, this might seem a daunting task. After all, as some theorists have argued, the East Asian experience is largely neglected in writings on Jaw generally and commercial law more broadly (Wolff, 20 12). This is because law, as a discipline, was largely forged in the prior European and American centuries; these 'Anglo-American moorings' ill-serve legal analysis in the new Asian Century (Cossman, 1997, p. 539)

    Ontologie und Psychologie-von Wolff zu Brentano

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    La ricerca mette in luce la distinzione che Wolff traccia tra forza (vis) e facoltà o capacità (facultas) e ne mostra il rilievo storico e teorico, con particolare riferimento al pensiero di Kant edi Brentano, presentando in una nuova prospettiva le critiche che essi hanno rivolto a Wolff e la possibile influenza wolffiana sul loro pensiero. Proprio la distinzione tra vis e facultas è rilevante per la concezione della spontaneità del soggetto e delle sue funzioni, che è presupposto sia dal pensiero di Kant che della dottrina brentaniana dell’intenzionalità. Secondo l’ontologia di Wolff, l’anima è una sostanza semplice capace però di modificare se stessa; l’anima è infatti provvista di una forza (vis activa) caratterizzata da un impeto (conatus) ad agire: la forza può quindi mettere in attività la facoltà di iniziare azioni e provocare modificazioni. Secondo Wolff, sono possibili molteplici e varie manifestazioni della forza e differenti facoltà, come quella della percezione, del sentimento, della conoscenza. Si tratta sempre di facoltà dell’anima, la cui vita è ricca di manifestazioni ed eventi. Questo aspetto del pensiero di Wolff non è stato colto da filosofi che pure lo hanno apprezzato e ne hanno ricavato stimoli, perché sia Kant, Meyer, Brentano, Lotze (in un senso negativo), sia Herbart (in un senso positivo) hanno ritenuto che Wolff attribuisse all’anima solo una forza o facoltà cognitiva; di qui è derivata la critica – rivolta anche a Herbart che, come è noto, era a sua volta critico nei confronti della dottrina delle molteplici facoltà dell’anima – secondo cui Wolff aveva una concezione molto povera e uniforme della vita dell’anima. Queste critiche divenute tradizionali non considerano proprio il fatto che Wolff aveva distinto tra forza e facoltà, allo scopo di fondare la psicologia sull’ontologia e allo scopo di distinguere tra psicologia razionale e psicologia empirica, ponendo la forza sul piano ontologico e la facoltà sul piano psicologico. In questo modo, Wolff poteva sia giustificare l’unitarietà della vita dell’anima, sia la varietà delle sue manifestazioni. Per questo, quando Kant distingue tre originarie facoltà, quella del conoscere, quella del sentimento e quella del desiderare, ritiene di doversi contrapporre a Wolff, con il quale è d’altra parte in accordo, sia per la concezione della spontaneità delle facoltà stesse, sia per l’importanza data alla psicologia empirica. Con la sua distinzione Wolff ha infatti contribuito, in particolare, allo sviluppo della psicologia come disciplina empirico-descrittiva, grazie alla quale Kant ha compreso fin dagli anni Settanta – come dimostrano le sue lezioni di psicologia – l’importanza del sentimento come facoltà autonoma e dei suoi fenomeni, un aspetto del suo pensiero particolarmente apprezzato da Meyer, da Lotze e da Brentano; e Brentano stesso ha potuto sviluppare ulteriormente la distinzione tra psicologia razionale e empirica, elaborando un metodo analitico-descrittivo quale strumento per comprendere sia la ricchezza della vita psichica, sia il tratto unitario di tutti i fenomeni psichici, l’intenzionalità

    Molecular physiology of renal p-aminohippurate secretion

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    Renal proximal tubules secrete various organic anions, including drugs and p-aminohippurate (PAH). Uptake of PAH from blood into tubule cells occurs by exchange with intracellular alpha -ketoglutarate and is mediated by the organic anion transporter 1. PAH exit into tubule lumen is species specific and may involve ATP-independent and -dependent transporters

    Molecular physiology of renal p-aminohippurate secretion

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    Renal proximal tubules secrete various organic anions, including drugs and p-aminohippurate (PAH). Uptake of PAH from blood into tubule cells occurs by exchange with intracellular alpha -ketoglutarate and is mediated by the organic anion transporter 1. PAH exit into tubule lumen is species specific and may involve ATP-independent and -dependent transporters

    Wolff e l'ontologia

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    Il termine "ontologia" viene quasi a identificarsi con l'opera di Christian Wolff, ma è stato utilizzato dallo stesso Wolff con significati diversi: nel saggio si ricostruisce la genesi del suo utilizzo e soprattutto le incertezze di Wolff al riguardo, con riferimento a quella che veniva indicata piuttosto come "Grundwissenschaft" in polemica con l'ontologia della tradizione scolastica

    Forma literária e forma social: fragmentação e totalidade em À mão esquerda, de Fausto Wolff

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    Dissertação (mestrado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão. Programa de Pós-graduação em LiteraturaA dissertação tem por objetivo analisar o romance À mão esquerda, de Fausto Wolff, um romance histórico escrito de forma aparentemente fragmentada nos anos 90. Buscando recuperar, nesse sentido, a história narrada, que se entrevê em meio ao fragmentário, recompõe-se, inicialmente, a seqüência original e fragmentada do romance. Uma vez exposta a seqüência narrativa do romance de Wolff, tal qual ela se apresenta ao leitor, rastreia-se, no segundo capítulo, a forma subjacente ao romance, o que lhe imprime uma determinada estrutura para além do aparente caos. Para tanto, reúnem-se os sete subenredos que se encontram separados cronologicamente no romance, que narram desde os primeiros registros da família Traurigzeit na Europa, no século doze, até a história de Pérsio, o herói do romance, que culmina nos anos 90. Explicitam-se também os temas, que, recorrentes nos diversos subenredos da narrativa, acabam por uni-los e relacioná-los entre si. Na parte final desse capítulo segundo, discute-se a tensão que surge do conflito entre fragmentação e totalidade, presente em toda a obra. No terceiro capítulo, a intenção é vincular a tensão entre fragmentação e totalidade, sobre a qual se sustenta o romance, com a história recente do País, também ela tensionada entre o fragmento e a totalidade. Percebe-se, enfim, que a tensão que perpassa o romance é também uma tensão existente no tecido social do País, constituindo-se o romance na enformação de uma forma social

    Christian Wolff tra psicologia empirica e psicologia razionale: atti del seminario internazionale di studi, Verona, 13-14 maggio 2005

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    Il confronto tra psicologia empirica e psicologia razionale costituisce senz’altro uno dei nodi più significativi del pensiero di Christian Wolff e permette non solo di ricostruirne dall’interno le motivazioni e gli sviluppi più significativi, ma anche di apprezzarne l’influsso nel dibattito successivo. Allo stesso tempo, tuttavia, proprio tale nodo centrale del suo pensiero si presta forse più degli altri al fraintendimento che si può riassumere nello schema, tante volte ripetuto nella letteratura critica, di un Wolff epigono della tradizione scolastica, della quale si limiterebbe a fornire una versione aggiornata sulla base delle nuove istanze del pensiero moderno. Quando Kant nella Critica della ragion pura, all’interno della Dialettica trascendentale, si confronterà con la grandi tesi della metafisica tradizionale, saranno proprio i grandi volumi delle opere wolffiane a costituire il termine di riferimento, al di là dell’assenza di un rimando esplicito e puntuale. L’impressione, che il lettore comune per lo più ne ricava, sembra avvalorare una sorta di continuità rispetto alle impostazioni scolastiche, quasi che la distinzione tra psicologia empirica e psicologia razionale fosse ormai assodata e non costituisse invece un elemento di novità. Una novità, del resto, che potrebbe risultare con tutta evidenza anche solo dal fatto che possiamo in effetti rintracciarla solo a partire dalle Institutiones del Thümmig pubblicate nel 1725, mentre risulta assente, sul piano strettamente terminologico, nelle stesse opere wolffiane anteriori a quella data, per essere invece consacrata in modo definitivo solo con l’edizione dei due grossi volumi latini, la Psychologia empirica e la Psychologia rationalis, apparsi la prima volta tra il 1732 e il 1734. Come spesso accade, l’uso dei termini corrisponde anche in Wolff ad uno specifico nodo problematico che si era venuto sviluppando già dalle prime opere, per trovare una prima formulazione compiuta nel testo della cosiddetta Metafisica tedesca, apparsa in prima edizione agli inizi del 1720. Nel tracciato di quest’opera, che solo in parte corrisponde alla scansione delle grandi opere latine degli anni Trenta, il discorso sull’anima viene ad occupare due capitoli ben distinti, il terzo e il quinto, sulla base di una precisa distinzione che fin d’ora suona, da una parte, come richiamo alla concretezza dell’esperienza (« Von der Seele überhaupt und was wir nehmlich von ihr wahrnehmen »), dall’altra, come tentativo di chiarirne l’essenza, in un discorso che si allarga, come riporta il titolo del capitolo, alla considerazione in genere di ogni soggetto spirituale («Von dem Wesen der Seele und eines Geistes überhaupt »). Si avverte fin d’ora tuttavia che i termini empirica e razionale risultano solo in parte appropriati ad indicare la distinzione, se non altro per il motivo che già nel terzo capitolo si parla di qualcosa che deve valere überhaupt e non solo sul piano della contingenza empirica. Per questo il confronto tra i due livelli della ricerca non dovrà mai dimenticare l’intreccio continuo che li collega costantemente, al di là delle facili schematizzazioni che vorrebbero un Wolff legato esclusivamente ad una deduzione a priori che parta dalla definizione dell’essenza dell’anima escludendo ogni rapporto con l’esperienza. Dal punto di vista metodologico, quella che potrebbe sembrare una manchevolezza dell’impianto wolffiano, soprattutto per la ridondanza dei richiami tra i due livelli appena indicati, risulta agli studi più recenti come uno degli aspetti più significativi e interessanti di un pensiero che rivela una complessità e una ricchezza notevoli, al di là delle difficoltà che inevitabilmente lo percorrono a motivo del difficile equilibrio che cerca di raggiungere sulla base delle diverse istanze tipiche del pensiero moderno. Senza voler passare da un Wolff come espressione compiuta del razionalismo illuministico ad un Wolff filosofo dell’esperienza sulla base di un modello che potremmo sinteticamente definire “scientifico-sperimentale”, occorre riconoscere che entrambe le interpretazioni possono trovare delle giustificazioni all’interno delle opere wolffiane, e tra queste proprio le due grandi Psychologiæ latine ne forniscono l’esempio più articolato e significativo. Tra gli studi che costituiscono come l’occasione per le indagini svolte nel volume che qui presentiamo, possiamo certamente ricordare i contributi delle giornate di studio ad Halle, presso il Centro interdisciplinare di ricerca sull’Illuminismo europeo (IZEA), nell’aprile del 2002, promosse da Jürgen Stolzenberg (Halle) e Pierre-François Moreau (Lyon) e dedicate appunto alla psicologia di Wolff nella sua elaborazione sistematica, oltre che al suo significato e agli influssi nel pensiero successivo 1. Ma non possiamo allo stesso tempo non ricordare anche il primo Convegno internazionale su Wolff, in occasione dei duecentocinquant’anni dalla sua scomparsa, tenutosi sempre ad Halle, nell’aprile del 2004, dal titolo « Christian Wolff und die Europäische Aufklärung »: un’occasione unica che ha visto il concorso di gran numero di studiosi, permettendo un bilancio quanto mai significativo sulla fortuna del suo pensiero nel più vasto contesto del dibattito filosofico europeo attorno alla metà del Settecento. Le giornate di studio, svoltesi a Verona nel maggio del 2005, di cui qui presentiamo i contributi, intendono porsi sulla linea di tale rinnovato interesse per le problematiche wolffiane, e in particolare della sua psicologia, non solo dal punto di vista dell’articolazione interna del suo pensiero, ma anche da quello dei riferimenti storici che ne possono consentire una migliore comprensione, così come degli influssi e delle discussioni che ha contibuito a determinare. Nel segno di un ideale collegamento con il Convegno di Halle, in apertura delle giornate veronesi si è voluto anzitutto ricordare la figura di Hans-Werner Arndt, che a quel Convegno aveva tenuto la relazione inaugurale su « Christian Wolff - Philosophie als Weltweisheit », in una sorta di continuità nel campo della ricerca scientifica, che si può senz’altro ravvisare nell’accentuazione del ruolo dell’esperienza all’interno del pensiero wolffiano, al di là degli schemi usuali invalsi nella storiografia filosofica. Il filo che riannoda i diversi contributi del volume può essere infatti ravvisato nel tentativo di accentuare, sia pure in maniera diversa, il richiamo alla concretezza dell’indagine psicologica presente nelle opere wolffiane. Se non si può certamente dimenticare che la nascita della psicologia come disciplina scientifica autonoma si avrà solo con la seconda metà dell’Ottocento, va riconosciuto all’insieme delle indagini compiute da Wolff nel corso delle diverse opere – non solo le due Psychologiæ, ma anche la Physik e i Versuche, per ricordare solo alcune tra le più significative oltre la Metafisica tedesca –, il merito di aver approfondito in modo rigoroso il vissuto umano, giungendo all’individuazione di alcune leggi specifiche che lo regolano, tra le quali basti ricordare, ad esempio, il ruolo svolto non solo dai processi dell’associazione mentale, ma anche dal complesso intreccio tra tendenze e atti della volontà che regola il nostro comportamento. Nell’insieme, potremmo dire che rimane costante il confronto tra fatti psichici e considerazioni filosofiche, in un intreccio di considerazioni che si potrebbero riassumere nel connubium tra ragione ed esperienza, al quale Wolff più volte si richiama. Senza ripercorrere qui l’apporto fornito alla discussione dai singoli contributi, basti ricordare, a titolo di esempio, il confronto con Locke e Malebranche, oltre che l’analisi delle cosiddette ideae sensuales o dei processi tipici dell’immaginazione e del linguaggio simbolico, e insieme la possibilità dell’utilizzo della matematica nella psicometria

    RARE AND ENDEMIC PIMPINELLA SPECIES FROM TURKEY: P. SINTENISII H. WOLFF

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    Pimpinella sintenisii H. Wolff was collected by Sintenis in 1888 from Mardin, Southern Turkey named as Reutera intermedia Stapf. In 1937 Wolff. changed the genus as Pimpinella and named P. sintenisii. Its distribution recorded in Flora of Turkey Mardin, Siirt and Northern Iraq. The specimens from Northern Iraq were (1961) described as a new species P. nephrophylla Rech. F. H. Rieldl and it is also recorded in Turkey by Ertekin. P. sintenisii and related 3 species are yellow flower and distributed in Southern Turkey. A comprehensive study has been carried out in P. sintenisii, Pimpinella nephrophylla, Pimpinella paucidentata V. A. Matthews and Pimpinella flabellifolia (Boiss.) Benth. ex Drude
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