181,020 research outputs found

    Der Durch seine Untreue zuletzt Glückseelige Paleron : in einer Liebes-Geschichte Vorgestellt von J. C. ; mit schönen Kupfern gezieret

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    Autopsie nach Ex. der ULB Sachsen-AnhaltVorlageform des Erscheinungsvermerks: Freystadt, Bey Johann Georg Wolff. 1719.Frontisp. (Kupferst.

    J. Wolff

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    J. WOLFF J. Wolff ( -

    Christian Wolff - Pianist: Pieces

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    A 3-CD set of solo piano music by the American experimental composer Christian Wolff. CD1 comprises all the works from the 1950s; CD2 consists of one piece, 'Long Piano (Peace March 11)'; and CD3 is a collection of works written since 2001, including a number of works recorded for the first time

    "Asset Poverty in The United States: Its Persistence in an Expansionary Economy"

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    From this paper's Preface, by Dr. Dimitri B. Papadimitriou, President: Economic growth and a rising stock market in the 1990s gave the impression that everyone was accumulating wealth and asset poverty rates were declining. The impression was supported by the official, income-based poverty measure, which exhibited a sharp decline. According to Senior Scholar Edward N. Wolff and Research Scholar Asena Caner, poverty measures should include wealth as well as income. Their study of asset poverty in the United States between 1984 and 1999 focuses on the lower end of the wealth distribution and shows that asset poverty rates did not decline during the period studied, and that the severity of poverty increased. It also shows that asset poverty is much more persistent than income poverty.

    Wolff, Mrs J, Shanghai

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    This record was harvested from a previous catalogue system and will be withdrawn in 2025. Information in this record may be superseded or incomplete. Visit this record in UMA's new catalogue at: https://archives.library.unimelb.edu.au/nodes/view/426892Surname: WOLFF. Given Name(s) or Initials: MRS J. Military Service Number or Last Known Location: SHANGHAI. Missing, Wounded and Prisoner of War Enquiry Card Index Number: 51099.248907 Item: [2016.0049.59153] "Wolff, Mrs J, Shanghai

    Wolff (J.) - La prévision.

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    Flouzat Denise. Wolff (J.) - La prévision.. In: Revue économique, volume 16, n°1, 1965. p. 152

    Ontologie und Psychologie-von Wolff zu Brentano

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    La ricerca mette in luce la distinzione che Wolff traccia tra forza (vis) e facoltà o capacità (facultas) e ne mostra il rilievo storico e teorico, con particolare riferimento al pensiero di Kant edi Brentano, presentando in una nuova prospettiva le critiche che essi hanno rivolto a Wolff e la possibile influenza wolffiana sul loro pensiero. Proprio la distinzione tra vis e facultas è rilevante per la concezione della spontaneità del soggetto e delle sue funzioni, che è presupposto sia dal pensiero di Kant che della dottrina brentaniana dell’intenzionalità. Secondo l’ontologia di Wolff, l’anima è una sostanza semplice capace però di modificare se stessa; l’anima è infatti provvista di una forza (vis activa) caratterizzata da un impeto (conatus) ad agire: la forza può quindi mettere in attività la facoltà di iniziare azioni e provocare modificazioni. Secondo Wolff, sono possibili molteplici e varie manifestazioni della forza e differenti facoltà, come quella della percezione, del sentimento, della conoscenza. Si tratta sempre di facoltà dell’anima, la cui vita è ricca di manifestazioni ed eventi. Questo aspetto del pensiero di Wolff non è stato colto da filosofi che pure lo hanno apprezzato e ne hanno ricavato stimoli, perché sia Kant, Meyer, Brentano, Lotze (in un senso negativo), sia Herbart (in un senso positivo) hanno ritenuto che Wolff attribuisse all’anima solo una forza o facoltà cognitiva; di qui è derivata la critica – rivolta anche a Herbart che, come è noto, era a sua volta critico nei confronti della dottrina delle molteplici facoltà dell’anima – secondo cui Wolff aveva una concezione molto povera e uniforme della vita dell’anima. Queste critiche divenute tradizionali non considerano proprio il fatto che Wolff aveva distinto tra forza e facoltà, allo scopo di fondare la psicologia sull’ontologia e allo scopo di distinguere tra psicologia razionale e psicologia empirica, ponendo la forza sul piano ontologico e la facoltà sul piano psicologico. In questo modo, Wolff poteva sia giustificare l’unitarietà della vita dell’anima, sia la varietà delle sue manifestazioni. Per questo, quando Kant distingue tre originarie facoltà, quella del conoscere, quella del sentimento e quella del desiderare, ritiene di doversi contrapporre a Wolff, con il quale è d’altra parte in accordo, sia per la concezione della spontaneità delle facoltà stesse, sia per l’importanza data alla psicologia empirica. Con la sua distinzione Wolff ha infatti contribuito, in particolare, allo sviluppo della psicologia come disciplina empirico-descrittiva, grazie alla quale Kant ha compreso fin dagli anni Settanta – come dimostrano le sue lezioni di psicologia – l’importanza del sentimento come facoltà autonoma e dei suoi fenomeni, un aspetto del suo pensiero particolarmente apprezzato da Meyer, da Lotze e da Brentano; e Brentano stesso ha potuto sviluppare ulteriormente la distinzione tra psicologia razionale e empirica, elaborando un metodo analitico-descrittivo quale strumento per comprendere sia la ricchezza della vita psichica, sia il tratto unitario di tutti i fenomeni psichici, l’intenzionalità

    Identifying perioperative patient safety risks. Towards prospective measurement

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    Contains fulltext : 216171.pdf (Publisher’s version ) (Open Access)Radboud University, 21 februari 2020Promotores : Meijerink, W.J.H.J., Wolff, A.P. Co-promotores : Calsbeek, H., Hofland, J

    Christian Wolff in Italien. Zwischen Mathematik und Metaphysik

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    The presence of Christian Wolff in the Italian philosophy of the eighteenth century began with the works of mathematics, reprinted in Verona by the Sereri, and later expanded with the reissue of the great philosophical treatises in Latin, from the mid-thirties. The report tracks the strokes of good fortune to Wolff and clarifies certain moments in its reception in Italy. In particular, this report focuses on the relationship between mathematics and metaphysics in the fortune of the Wolffian thought. La fortuna di Wolff, non solo in Italia, ma anche in ambito europeo, appare legata ai suoi “Elementa matheseos universae” con i quali offriva una versione degli antichi elementi di Euclide accresciuta con l’analisi e il nuovo calcolo infinitesimale, oltre che dell’applicazione della matematica ai più diversi campi del sapere. In qualche modo, l’edizione stessa delle opere metafisiche, avvenuta a Verona negli anni trenta del Settecento, appare legata al rapporto che Wolff teneva con Giovanni Poleni, dell’Università di Padova. Attraverso delle lettere inedite, si ricostruisce così il rapporto tra il curatore dell’edizione veronese delle opere metafisiche, il Sereri, e Wolff, oltre che tra il Poleni e Wolff stesso, dal quale l’illustre professore patavino chiedeva una redazione delle sue opere di metafisica, dapprima apparse in tedesco, anche nella lingua latina, così da assicurare ad esse, analogamente a quel che era accaduto per gli Elementi di matematica, un pieno successo a livello europeo. La ricostruzione delle circostanze che portarono all’edizione veronese si accompagna nel saggio alla precisazione della presenza di Wolff nell’Università di Padova lungo il Settecento, dove, attraverso i testi del Baumeister, venne addirittura a sostituire ad un certo punto la lettura dello stesso Aristotele: testimonianza di una presenza sotterranea e diffusa, che difficilmente può essere trascurat

    Une histoire du Périgord : Escande (J.-J.), Histoire du Périgord, 2* éd., Paris-Bordeaux, A. et J. Picard, et Féret 1957

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    Wolff Philippe. Une histoire du Périgord : Escande (J.-J.), Histoire du Périgord, 2* éd., Paris-Bordeaux, A. et J. Picard, et Féret 1957. In: Annales du Midi : revue archéologique, historique et philologique de la France méridionale, Tome 70, N°42, 1958. p. 241
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