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    Restauro, Architettura e Città Per il Cinquantenario della Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Ateneo federiciano

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    l volume celebra i primi cinquant’anni della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio dell’Università Federico II di Napoli attraverso una serie di saggi che ne ripercorrono la storia, l’evoluzione, i protagonisti e le attività. Fondata nel 1969, su iniziativa di Roberto Pane, col nome di Scuola di perfezionamento in restauro dei monumenti, poi di Specializzazione dal 1973, l’istituzione ha assunto un ruolo cruciale quale comunità interdisciplinare ante litteram, approcciandosi allo studio del patrimonio costruito con uno sguardo poliedrico, consapevole della complessità di approccio che richiede il tema della conservazione del patrimonio architettonico. La Scuola si propone l’obiettivo di formare specialisti di alto profilo professionale nel campo del Restauro, nello specifico settore della tutela, della conservazione, della gestione e valorizzazione del patrimonio culturale architettonico e paesaggistico, nonché nella catalogazione, manutenzione, nel recupero e nelle valutazioni economiche degli interventi. Sin dall’origine, l’attività didattica e culturale della Scuola si è caratterizzata per lo stretto rapporto tra la teoria e l’operatività, per l’attenzione per gli aspetti statico-strutturali, per quelli economico-valutativi e a scala territoriale, tenendo ben saldo il rapporto tra la pianificazione urbana e l’intervento sul singolo edificio, nonché il confronto internazionale sui temi della tutela, restauro e valorizzazione del Patrimonio. Attraverso il racconto e le testimonianze dei docenti e dei direttori che si sono avvicendati nell’istituzione, il testo mira a far emergere i plurimi saperi messi in campo nel corso dell’ultimo cinquantennio per la formazione di tecnici specializzati, formati per operare consapevolmente sul patrimonio costruito e sul paesaggio storico

    Biblia. A.T. Italiano

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    Según BN-OPALE Plus, 11/02/2011, el autor de la obra es François-Philippe MésenguySign.: A-L\p8\s, M\p4\sPort. con grab. xi

    Ut theatrum pictura. El escenario de Veronese

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    Il vcontributo (nel catalogo della mostra presso il Museo de Prado di Madrid dedicata a Paolo Veronese) è dedicato al rapporto tra teatro e pittura nella Venezia di metà del XVI secol

    Higher secant varieties of Pn×Pm\mathbb{P}^n \times \mathbb{P}^m embedded in bi-degree (1,d)(1,d)

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    Let X(1,d)(n,m)X^{(n,m)}_{(1,d)} denote the Segre-Veronese embedding of Pn×Pm\mathbb{P}^n \times \mathbb{P}^m via the sections of the sheaf O(1,d)\mathcal{O}(1,d). We study the dimensions of higher secant varieties of X(1,d)(n,m)X^{(n,m)}_{(1,d)} and we prove that there is no defective sths^{th} secant variety, except possibly for nn values of ss. Moreover when (m+dd){m+d \choose d} is multiple of (m+n+1)(m+n+1), the sths^{th} secant variety of X(1,d)(n,m)X^{(n,m)}_{(1,d)} has the expected dimension for every ss

    Tracking Jespersen’s cycle in Veronese and Bresciano: Diatopic variation in sentential negation

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    This article provides an insight in the expression of sentential negation in two Italo-Romance varieties, i.e., Bresciano and Veronese. The fieldwork data gathered in Lumezzane (BS), Brescia, San Giovanni Lupatoto (VR) and Nogara (VR) shows an intriguing range of variation. The Veronese peripheral data displays the particle mia (local form of mica ) as a reinforcing negative element; central Bresciano shows a homogeneous pattern of postverbal negation, whereas in Lumezzanese the negative particle mia is completely grammaticalized. The general picture illustrates homogeneous negation patterns across the analysed structures, with all three stages of Jespersen’s cycle represented

    “Un mondo supremamente vestito”: note sulla semantica dell’abbigliamento nella pittura di Veronese

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    Il saggio analizza la carriera di Paolo Veronese e le modalità con le quali traduce differenti tessuti nelle sue oper
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