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    Poteri signorili e feudali nelle campagne dell'Italia settentrionale fra Tre e Quattrocento: fondamenti di legittimità e forme di esercizio

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    Il volume raccoglie gli atti del convegno di studi tenuto a Milano l'11 e 12 aprile 2003. Obiettivo di quelle giornate è stato considerare quali poteri signorili vengano esercitati nelle campagne dell'Italia centro-settentrionale tra la metà del Trecento e la fine del Quattrocento, quali strumenti, quali fondamenti di legittimità abbiano tali poteri, e in quale relazione essi si pongano con l'autorità del principe e del comune cittadino da un lato, con la comunità e gli homines dall'altro.This volume contains the proceedings of the conference for the study took place in Milan on 11 and 12 April 2003. The aim of those days was regarded as noble powers are exercised in the countryside of northern Italy between the mid-fourteenth century and the end of the fifteenth, which tools, such as foundations of legitimacy have such powers, and in what relationship they arise with the authority of the prince and the ordinary citizen on the one hand, with the community and other homines

    Esame autoptico

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    L’apertura del sarcofago rivelò la presenza di una mummia naturale (cioè non sottoposta a processo di imbalsamazione) in un sorprendente stato di conservazione. Il corpo, avvolto in bende di lino e coperto con un drappo di seta, giaceva sul dorso a braccia conserte sul torace, con la mano sinistra posizionata sul gomito destro. Gli arti inferiori sono apparsi completamente distesi; i piedi erano assenti, ma alcune ossa tarsali e metatarsali sono state ritrovate sotto le bende e in prossimità delle caviglie, insieme a foglie di salvia ed altre piante aromatiche. I lineamenti della faccia apparivano ben conservati, ma la retrazione delle labbra scopriva gli incisivi superiori che mostravano alcune linee di ipoplasia dello smalto, indici di episodi di stress, nutrizionale o morboso, nel primo periodo infantile. I capelli apparivano riccioluti, di un colore castano. Le dita delle mani recavano ancora le rispettive unghie. L’addome, strettamente fasciato in un imponente bendaggio di lino passante dagli inguini, appariva assai espanso, di aspetto globoso. La cute è apparsa di colore marrone scuro in corrispondenza della testa e delle gambe, più chiara alle braccia e alle mani, di colore camoscio chiaro sotto le bende. L’esame esterno del corpo non evidenziò la presenza di alterazioni patologiche macroscopicamente rilevabili. L’esame autoptico, effettuato per motivi di praticità dalla cavità addominale, evidenziò una importante patologia epatica, caratterizzata da un fegato di grandi dimensioni, correttamente posizionato al disotto dell’emidiaframma di destra. Il reperto è tanto più interessante in quanto anche la semplice conservazione del fegato costituisce nelle mummie un evento raro. L’esame istologico , effettuato dopo reidratazione, ha rivelato un totale sovvertimento della struttura epatica, caratterizzata da tralci fibrosi delimitanti micronoduli di parenchima epatico ormai degenerato e da piccoli vasi venosi dilatati. Si tratta un quadro istologico tipico di una cirrosi micronodulare in fase non avanzata, di cui non è stato possibile, al momento, stabilire l’eziologia. Il reperto riveste una grande importanza paleopatologica in quanto i casi pubblicati di cirrosi, ritrovati quasi tutti in mummie egizie e perlopiù di origine parassitaria, sono estremamente rari, mentre finora è noto solo un altro caso di cirrosi di epoca rinascimentale, di tipo però macronodulare

    «Tutti erano ignudi e tutti neri». La fisiognomica dell’alterità musulmana, in Deformità fisica e identità della persona tra medioevo ed età moderna

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    The essay explores the representation of physical deformity and religious and moral otherness of Muslims in the Middle Ages, with a particular focus on physiognomy. Through the analysis of literary and iconographic texts, it highlights how Muslims were often depicted with distorted physical features and associated with negative connotations. This representation aimed to justify their social and religious exclusion, emphasizing somatic differences to underscore an inherent otherness. The author examines various historical and literary examples to demonstrate how such descriptions were instrumental in perpetuating stereotypes and prejudices

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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