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Il futuro che vorrebbe ricomporre la frammentazione del presente
La società italiana si presenta come un Paese sfiduciato e, talora, addirittura incattivito. Ma la fiducia è davvero in crisi? In realtà, la forza dei processi di frammentazione sociale svela la profonda ambivalenza che alimenta la nostra quotidianità e le tensioni tra la destrutturazione e la ri-strutturazione sia del presente sia del futur
Allegro non troppo. Vedere la musica e ascoltare i disegni
Allegro non troppo (1976) di Bruno Bozzetto si ispira al film Fantasia (Walt Disney): entrambi fondono riprese dal vero e disegni animati, e questi sono commentati da brani del repertorio di musica colta. Ma in Allegro non troppo i disegni si adattano alle musiche e ai loro aspetti ritmici, melodici, armonici, timbrici, formali, in un modo più profondo e strutturale rispetto a quanto avviene nel film americano, a tal punto che può essere considerato un magistrale esperimento di cinema musicale, di resa visiva della musica, che talora potrebbe sembrare una resa sonora delle immagini, se non fosse che le musiche utilizzate negli episodi animati sono preesistenti.
Probabilmente però l'elemento di differenza più eclatante tra Allegro non troppo e il film-prototipo a cui si ispira è rintracciabile sul piano dei contenuti. Laddove il film Disney non presenta uno sviluppo di tematiche ben definite, l'opera di Bozzetto si configura invece come una riflessione filosofica. Il film non ha avuto l'attenzione critica che merita soprattutto considerando il grande rilievo estetico offerto dalla relazione tra musica e immagine. Questo libro si propone di dimostrare la ricchezza di soluzioni cui Allegro non troppo ha dato vita associando dei racconti per immagini a brani musicali preesistenti rispettandone la natura
Photonic quasi-crystal terahertz lasers
Quasi-crystal structures do not present a full spatial periodicity but are nevertheless constructed starting from deterministic generation rules. When made of different dielectric materials, they often possess fascinating optical properties, which lie between those of periodic photonic crystals and those of a random arrangement of scatterers. Indeed, they can support extended band-like states with pseudogaps in the energy spectrum, but lacking translational invariance, they also intrinsically feature a pattern of ‘defects’, which can give rise to critically localized modes confined in space, similar to Anderson modes in random structures. If used as laser resonators, photonic quasi-crystals open up design possibilities that are simply not possible in a conventional periodic photonic crystal. In this letter, we exploit the concept of a 2D photonic quasi crystal in an electrically injected laser; specifically, we pattern the top surface of a terahertz quantum-cascade laser with a Penrose tiling of pentagonal rotational symmetry, reaching 0.1–0.2% wall-plug efficiencies and 65 mW peak output powers with characteristic surface-emitting conical beam profiles, result of the rich quasi-crystal Fourier spectrum
Laser a Cascata Quantica in quasicristalli fotonici bidimensionali
Durante l’ultimo decennio è stata svolta un’intensa attività di ricerca volta a generare sorgenti luminose in grado di emettere radiazione nella regione dello spettro elettromagnetico compresa tra i 30µm e i 1000µm di lunghezza d’onda (regione THz). A causa della bassa energia del fotone (1–40meV) l’implementazione di sorgenti laser a semiconduttore operanti all’interno della regione del THz risulta particolarmente complicata. Progressi ragguardevoli sono stati ottenuti a seguito della realizzazione di sorgenti laser a cascata quantica (QCL) operanti nella regione del THz. I livelli energetici degli stati che sostengono l’emissione di radiazione luminosa all’interno di un QCL sono sostanzialmente indipendenti dal band-gap elettronico dei materiali semiconduttori utilizzati, ma sono determinati dallo spessore degli strati che compongono l’eterostruttura. Questa particolare progettazione permette di ingegnerizzare opportunamente le transizioni intersottobanda, consentendo ai QCL di coprire l’intera regione dello spettro elettromagnetico dal medio al lontano infrarosso (dai 3µm ai 300µm di lunghezza d’onda). Nei QCL operanti nella regione del THz (QCL THz), la guida d’onda per la radiazione elettromagnetica è realizzata (nella maggior parte dei casi) inserendo la eterostruttura tra uno strato metallico (nella parte superiore) ed uno strato inferiore ad alto drogaggio (guide d’onda SISP, Semi Insulating Surface Plasmon) oppure tra due strati metallici (guide d’onda MM, Metal Metal). Il fascio della radiazione uscente risulta avere tipicamente una elevata divergenza ottica, a causa delle strutture geometriche stesse trapezoidali dei dispositivi. Per ovviare a questo problema sono stati sviluppati laser QCL con emissione superficiale, in cui un pattern opportuno di scatteratori è inciso sullo strato di metallizzazione superiore del dispositivo. In particolare, un pattern periodico di scatteratori agisce per la radiazione elettromagnetica all’interno della eterostruttura come un cristallo fotonico (PC). Il campo elettrico all’interno di un QCL risulta essere orientato nella direzione di crescita degli strati: questo rende complicata la progettazione di un QCL THz con emissione superficiale. In generale infatti, nei QCL THz la radiazione estratta non risulta ben collimata e con intensità uniforme, aspetto rilevante per diversi tipi di applicazioni tecnologiche. Inoltre, per motivi di simmetria, il modo della radiazione elettromagnetica su cui il laser opera, presenta una bassa efficienza radiativa.
Il presente lavoro di tesi verte sullo studio teorico e sulla realizzazione sperimentale di dispositivi QCL con emissione superficiale basati su quasicristalli fotonici (PQC); lo studio teorico effettuato su questo tipo di strutture ha evidenziato l’esistenza di un modo “quasi-stazionario”, con un buon fattore di qualità ed un un profilo di emissione uniforme e contenuto all’interno di un cono con apertura di circa 5 gradi. I PQC a differenza dei PC, non godono di alcuna simmetria traslazionale, ma sono caratterizzati comunque dall’essere strutture ordinate. Il PQC usato in questo lavoro è stato realizzato a partire da una tessellatura di Penrose tipo P2, sostituendo ai vertici dei triangoli di Robinson, degli scatteratori circolari di raggio opportuno. A causa dell’assenza di simmetria traslazionale si sono effettuati i calcoli su una struttura limitata e bidimensionale utilizzando il Metodo dell’Indice di rifrazione Efficace (EIM), con un solutore numerico FD-FEM (Metodo agli Elementi Finiti nel Dominio della Frequenza). Le stime numeriche ottenute implementando i metodi citati su dispositivi THz QCL operanti a 3THz hanno evidenziato la possibilità di ingegnerizzare strutture QCL quasiperiodiche in cui l’emissione di radiazione avviene in maniera uniforme e ben collimata.
I primi test di fabbricazione e caratterizzazione di dispositivi QCL THz con struttura aperiodica di tipo Penrose style hanno esibito un regime di trasporto quantistico adeguato alle strutture attive di riferimento, potenziale per lo studio delle proprietà ottiche dei suddetti emettitori
L'illuminazione del parco della Reggia di Caserta
La luce artificiale è elemento fondamentale per sottolineare ed esaltare le caratteristiche di opere di rilevante valenza storica, architettonica, artistica e ambientale: il suo progetto è un’operazione di grande peso culturale e impegno tecnico, in cui occorre coniugare capacità di lettura e decifrazione delle logiche compositive e abilità nell’uso non invasivo di una complessa e talora sofisticata strumentazione tecnologica.
Il compito dell’architetto progettista illuminotecnico diventa particolarmente delicato quando si tratta, come nel caso in questione, di illuminare la regale scenografia paesistica del monumentale Parco della Reggia di Caserta, opera di Luigi e Carlo Vanvitelli, con l’obiettivo di consentirne la visita notturna guidata tramite apposito servizio di navette.
La sapiente articolazione plano-altimetrica del verde d’alto fusto lungo i viali in crescente pendio, la presenza delle fontane ricche di magnifici gruppi scultorei, la successione delle innumerevoli cascatelle gorgoglianti, che accompagnano il percorso delle acque dai monti del Tifata fina al grande prato disteso ai piedi della Reggia, costituiscono gli episodi salienti di una casistica quanto mai ampia e complessa di intervento: le soluzioni adottate, in molti casi particolarmente ingegnose ed originali, mirano a sottolineare, con interventi sempre rimovibili e rispettosi dell’integrità originaria dei luoghi, le valenze architettoniche e percettive di questo grandioso teatro paesistico, popolato da mitiche figure di dei, ninfe ed eroi.
L’illustrazione dell’intervento, partendo dalle necessarie premesse storiche ed architettoniche, giunge ad indagare nel dettaglio le scelte tecniche, relative alla scelta ed ubicazione dei diversi apparecchi subacquei e ad incasso utilizzati e gli specifici supporti progettati soprattutto per l’illuminazione delle vasche e delle sculture in acqua, fino alla selvaggia cascata terminale, analizzando ogni volta le caratteristiche fotometriche dei singoli corpi illuminanti, le verifiche illuminotecniche eseguite ed i risultati percettivi ottenuti
Gli aspetti economico-sociali della crisi degli anni ’70 e le trasformazioni successive
Si tratta di un insieme organico e programmato di contributi presentati in un convegno internazionale di studi. Lo scopo delle ricerche originali che sono state illustrate al convegno e pubblicate nel volume è quello di un'ampia ricognizione degli aspetti economici, sociali, politici, culturali che contrassegnarono la "grande svolta" degli anni Settanta, specie nei paesi a capitalimo maturo. Il processo di crisi e trasformazione che si avviò in quegli anni e proseguì nei decenni successivi comportò profondi mutamenti che segnarono molti aspetti della realtà sociale e politica di quei paesi.
Il quadro internazionale costituisce, da questo punto di vista, lo sfondo per un'analisi rivolta anche a mettere in luce le peculiarità del caso italiano. Anche le vicende che contrassegnarono la società,la politica e la cultura del contesto emiliano-romagnolo contribuirono ad evidenziare gli elementi nuovi, ma anche contraddittori e talora drammatici, dell'Italia di quegli anni
Nobilitas e merita nell’epistolario di Simmaco e nell’ideologia senatoria tardoantica
Il lavoro mette a confronto nell’epistolario di Simmaco e nelle iscrizioni romane tardoantiche
dedicate a senatori romani il contenuto ed il rapporto reciproco tra due componenti
essenziali dell’identità aristocratica di questi senatori, la nobilitas ed i merita. La nobilitas,
il richiamo cioè alla storia ed alle tradizioni della famiglia di origine, può limitarsi ad
un richiamo generico o estendersi in un elogio di varia ampiezza, in qualche caso anche
con la citazione degli antenati illustri. I merita, l’apporto personale a questa storia, consistono
spesso nel solo cursus honorum, sottintendendo le qualità con le quali le cariche
erano state esercitate; talora queste virtù sono richiamate esplicitamente e si compongono
in piccoli encomi. Nel caso di iscrizioni onorarie dedicate da città o da provincie il
quadro viene talora ulteriormente arricchito aggiungendo il richiamo, sintetico o relativamente
ampio, ai meriti specifici acquisiti nell’amministrazione o nel patronato della
comunità dedicante. Il giudice dei merita e degli onori resi ai personaggi l’imperatore
stesso o il senato, con l’imperatore che approva il giudizio del senato
La prevenzione del tabagismo negli ambienti di lavoro
Sono ormai inconfutabili le evidenze scientifiche che dimostrano la nocività del fumo attivo. Circa il fumo passivo non si può negare, malgrado sforzi interessati compiuti da più parti, come numerose siano le evidenze di una nocività scientificamente provata, almeno in relazione a determinate categorie di persone: infanti, adolescenti, soggetti defedati, portatori di patìe respiratorie etc. Altrettanto dimostrati, persino dalla cronaca di tutti i giorni, sono gli effetti secondari, anche gravissimi o catastrofici, legati a scorretti comportamenti di fumatori.
Relativamente al problema del tabagismo negli ambienti di lavoro, vi è poi da sottolineare quanto siano chiare le sinergie, talora moltiplicative, tra fumo di tabacco e fattori di rischio professionali: esemplare è il caso della inalazione di fibre di asbesto, per la quale è accertato come la contemporanea abitudine al fumo di tabacco moltiplichi vistosamente il rischio di neoplasie. Tutto ciò, non soltanto a livello dell’apparato respiratorio: altrettanto esemplare è infatti il caso delle ammine aromatiche, per le quali il rischio di neoplasie vescicali è sensibilmente aumentato dalla contemporanea abitudine al fumo.
L’attuale normativa a protezione dal fumo di tabacco, come si è visto pienamente giustificata, si può riassumere citando i provvedimenti di legge generici (Legge n. 584 del 1975; Sentenza n. 462/1995 del T.A.R. del Lazio; Circolare del Ministero della Sanità pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 85 dell’11 aprile 2001), che cioè sono rivolti alla protezione di tutti i cittadini che frequentino per le ragioni più diverse determinati ambienti aperti al pubblico e i provvedimenti specificamente riguardanti gli ambienti di lavoro. In particolare, tali ultimi provvedimenti concernono l’obbligo posto al datore di lavoro di proteggere i propri dipendenti dagli agenti cancerogeni (D.P.R. 303/1956, art. 9; Decreto legislativo n. 626/1994, artt. 4, 33, titolo VII), nonché l’obbligo, posto dallo stesso D.lgs. 626/94, di provvedere alla informazione e alla formazione dei lavoratori (Capo VI): è evidente che tale obbligo concerne anche quanto detto in apertura a proposito delle evidenze scientifiche relative ai danni prodotti dal fumo di tabacco, attivo e passivo.
Circa infine gli interventi pratici, non si può non ricordare l’annosa diatriba sul potere intimidatorio della pena e quindi non ci si può astenere dal sottolineare come la scarsa osservanza delle norme contro il fumo di tabacco contrasti con l’entità anche cospicua delle sanzioni previste contro gli inosservanti (Legge 584/1975; Legge 758/1994). Seguendo la propria visione “preventivistica” il medico non può non auspicare azioni rivolte, più che a sanzionare, a formare e informare i cittadini, e in particolare i lavoratori, circa i danni accertati che il fumo produce. La prima misura che pertanto si impone è la più puntuale osservanza delle norme che appunto impongono, al datore di lavoro, formazione e informazione per i propri dipendenti. In questa linea sono anche utili opuscoli, manifesti, adesivi e quant’altro giunga a interessare e a coinvolgere le persone. Circa questo materiale, che anche la nostra Scuola ha prodotto in un passato ormai lontano, vi è da sottolineare come il messaggio debba essere opportunamente graduato e anche sul piano emotivo non debba, per così dire, passare il segno: l’esperienza, e persino la storia, dimostrano come -anche nel campo specifico- il messaggio tende ad essere respinto quando è macabro, catastrofico o altrimenti eccedente il limite di tolleranza della persona media.
Poiché più sopra abbiamo accennato alla storia e poiché -soprattutto- ci interessa sottolineare come anche nel campo specifico il messaggio debba essere opportunamente graduato perché non determini rifiuto o addirittura effetti opposti a quelli desiderati, terminiamo ricordando un aneddoto storicamente attribuito a Mark Twain (peraltro, accanito fumatore), aneddoto che dimostra come un messaggio mal concepito e maldetto possa prestarsi a sortire effetti opposti a quelli che si proponeva. Trovandosi di fronte a un manifesto che drammaticamente riproduceva l’incendio di San Francisco successivo al noto terremoto e che rivolgeva l’esortazione “Non fumate! Ricordatevi dell’incendio di San Francisco”, il grande umorista con un carboncino vergò le seguenti parole: “Non sputate! Ricordatevi dell’inondazione del Mississippi”
Sulle orme dell'Iliade. Riflessi dell'eroismo omerico nell'epica d'età flavia
Tradizionalmente la poesia epica d’età flavia è stata studiata in rapporto all’Eneide virgiliana; questo volume, invece, si sofferma sulla ricezione in Argonautiche, Tebaide e Punica di quattro grandi episodi dell’Iliade legati alla dimensione dell’eroismo. Omero non è soltanto archetipo della virtus, talora arcaica e primitiva, messa in campo dai protagonisti dei poemi esaminati, ma è usato persino come modello delle perversioni e della negazione della virtus stessa. Il volume, che evidenzia affinità e differenze tra Valerio Flacco, Stazio e Silio Italico in rapporto alla tecnica poetica e all’uso dei modelli, spazia lungo l’arco della poesia epica fino al I sec. d.C. e affronta anche questioni di cronologia relativa, piuttosto spinose specialmente per quanto riguarda Tebaide e Punica
Un dramma "tormentato". L'Oreste e le formule euripidee
Nel volume si tenta una nuova chiave di lettura di un dramma, che risulta estremamente “tormentato”, e non solo per le talora evidenti difficoltà testuali, ma anche per gli interventi di numerosi editori, che ne hanno risolto le apparenti contraddizioni, per lo più espungendo interi versi o addirittura gruppi di versi. Non si è spesso tenuto conto della congruenza di lunghe e decisive sezioni della tragedia con peculiari situazioni storiche, congruenza che invece garantiva la millenaria esegesi scolare. È, d’altra parte, in genere sfuggito un meccanismo compositivo, che l’attenta analisi di alcuni studiosi, a partire dagli anni settanta del secolo scorso (in primis Carlo Prato), ha invece prospettato, ovvero la singolare riproposizione, da parte di Euripide, di una tecnica versificatoria del tutto simile a quella dell’epos orale. E non senza ragione: in un momento in cui il testo scritto cominciava a diffondersi anche tra il suo pubblico, il drammaturgo, paradossalmente quanto genialmente, riscopriva l’ efficacia di meccanismi del tutto intrinseci a quella “pubblicazione” orale, che in definitiva comportava la messa in scena tragica.
The book try a new interpretation of a drama, which is extremely "troubled", not only for the obvious difficulties sometimes textual, but also for the actions of many publishers, who have resolved apparent contradictions, mostly expunging whole lines or even groups of lines. It is not often considered the consistency of long and decisive sections of the tragedy with peculiar historical situations, but that consistency is guaranteed by the millennial scholia’s esegesis. It is, however, generally escaped a mechanism of composition, that careful analysis of some scholars, since the seventies of last century (primarily Carlo Prato), has identified, namely ,the singular repetition, by Euripides, of a formulaic technique similar to that of oral epic poetry. And not without reason: in a time when the written text began to spread among his audience, the playwright, paradoxically as brilliantly, rediscovered the efficacy of mechanisms at all intrinsic to the "publication" oral, which involved the tragic performance
