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L'HB-HTA: esperienze, buone pratiche e strumenti del progetto europeo AdHopHTA
Il capitolo discute e presenta alcune evidenze sviluppate nell'ambito del Progetto Europeo AdHopHTA. Il Progetto si pone l'obiettivo di maturare metodi, strumenti e buone pratiche per l'implementazione dell'Hospital-Based Health Technology Assessment nelle organizzazioni sanitari
COVERAGE UNDER EVIDENCE DEVELOPMENT: L’ESPERIENZA DELL’HEALTH POLICY FORUM
È stato delineato il sistema ideale per la generazione di evidenze utili ad informare le
coverage decisions e indirizzare le decisioni di prezzo e rimborso delle tecnologie sanitarie
in un contesto di risorse “scarse” in cui è necessario individuare criteri oggettivi
per comprendere il reale valore delle tecnologie al momento dell’introduzione nella
pratica clinica in presenza di evidenze non considerate sufficientemente “mature”.
Per i dispositivi medici, i registri rappresentano lo strumento fondamentale per valutare
i potenziali benefici in termini di salute derivanti dall’adozione condizionata di
una tecnologia. La qualità di un registro dipende dalla qualità dei dati inseriti e per tale
motivo è importante individuare i parametri da monitorare per ottenere dei risultati
utili, nel rispetto della privacy dei dati inseriti. Tali registri dovrebbero essere implementati
a livello nazionale e l’oggetto di tali registri dovrebbe essere l’insieme dei
dispositivi medici ad alto costo per i quali non esistono sufficienti prove di efficacia.
Nel valutare l’impatto di un nuovo farmaco a livello centrale, sono stati definiti gli
aspetti preponderanti per ogni stakeholder così da supportare la conseguente decisione
informata. Gli aspetti individuati sono:
• accessibilità della tecnologia da parte dei pazienti;
• efficienza del Servizio sanitario nazionale, intesa come capacità di massimizzare la
salute prodotta a fronte delle risorse investite;
• appropriatezza, intesa come individuazione della popolazione di pazienti che può
trarre massimo beneficio dall’utilizzo di quella tecnologia;
• efficacia in condizioni di pratica clinica reale;
• efficacia comparativa, rispetto alla migliore alternativa disponibile per quella categoria
di pazienti;
• sicurezza (safety);
• controllo della spesa rispetto al budget assegnato;
• qualità della vita connessa alla salute.
Ad ogni criterio e per ogni stakeholder è stato associato un peso che identifica il ruolo
di ogni stakeholder nella specifica fase.
Il livello regionale ha un ruolo attivo nell’individuazione delle evidenze dal momento
che essa funge da collettore e gestore capillare del flusso delle informazioni, raccoglie
dati di tipo epidemiologico, amministrativo e di ricorso alle risorse. Resta, tuttavia,
la grande difficoltà di gestire ed interpretare a livello macro tali informazioni, che
provengono da sistemi fortemente differenziati tra di loro
Il ruolo degli stakeholder nel processo di Health Technology Assessment
L’identificazione degli stakeholder, che possono contribuire al processo di Hta, è legata
all’articolata concezione del “valore” assegnabile alle tecnologie sanitarie.
Sono state determinate le principali categorie di stakeholder da coinvolgere nel processo
di Hta, individuate tramite criteri che mirano a garantire che ciascuno possa
perseguire gli obiettivi dell’organizzazione che rappresenta.
Il contributo che i singoli stakeholder possono fornire al processo di Hta è stato individuato
definendo il peso, la rilevanza e la pertinenza dello stesso in ogni singola fase del
processo di valutazione del ciclo di vita della tecnologia.
Il coinvolgimento degli stakeholder nel processo di valutazione deve avvenire tramite la
definizione di metodi rigorosi. In particolare, nella fase di prioritizzazione, il loro contributo
riguarda la definizione del bisogno di salute
L’ARMONIZZAZIONE DEI METODI PER L’HTA: L’ESPERIENZA DELL’HEALTH POLICY FORUM
Sono state identificate le principali problematiche relative alla trasferibilità e alla generalizzabilità
dei risultati di una valutazione Hta tra i vari livelli decisionali e l’opportunità
di adottare metodologie standardizzate per la valutazione dei farmaci e dei
dispositivi medici.
L’armonizzazione delle procedure di valutazione richiede che siano applicati i seguenti
principi fondamentali che possono rappresentare anche dei driver della decisione a
livello istituzionale: Economicità, Trasparenza e Gestione dei conflitti.
L’armonizzazione dei contenuti, che prevede coinvolgimento di tutti gli stakeholder e
la trasparenza del confronto, i domini relativi alla descrizione e caratteristiche delle tecnologie,
sicurezza ed efficacia possono essere coerentemente applicati ad un livello
aziendale, ma sono altresì considerabili anche nell’ambito di valutazioni condotte a livello
regionale; di contro, il dominio organizzativo deve essere applicato a livello della
singola unità produttiva e quindi del singolo ospedale. Infine, dimensioni quali quella
etica, sociale e legale trovano parziale applicazione ad entrambi i livelli decisionali.
La principale opportunità offerta dall’armonizzazione dei metodi per l’Hta nella valutazione
dei farmaci è la riduzione della duplicazione degli sforzi di ricerca grazie
all’adattamento di quei domini che sono generalmente considerati context-specific,
rendendo le valutazioni non solo più trasparenti e rigorose, ma anche più tempestive
e meno dispendiose. Tra gli ostacoli all’armonizzazione dei metodi riscontriamo il
commitment politico, il quale è ancora troppo limitato, e la mancanza di un processo
strutturato e trasparente di valutazione critica dei report forniti dalle aziende.
Con riferimento ai farmaci, i domini relativi al problema clinico e uso corrente della
tecnologia, alla descrizione delle caratteristiche tecniche, all’efficacy e alla safety
sono considerati generalizzabili in quanto non dipendenti dal contesto specifico in
cui la tecnologia sarà utilizzata, mentre per i dispositivi medici sono stati definiti come
generalizzabili i domini relativi alla descrizione delle caratteristiche tecniche, all’efficacy
e alla safety
HTA E DECISION MAKING: PROPOSTE E RISULTATI DELL’HEALTH POLICY FORUM
Il ruolo dell’Hta per informare le decisioni cambia in relazione al livello decisionale:
nazionale, regionale e aziendale.
Nella prospettiva nazionale l’Hta può essere adottato per le decisioni inerenti l’intero
processo del ciclo di vita delle tecnologie: l’introduzione in commercio ai fini
dell’inserimento delle prestazioni nei Lea o della definizione delle condizioni per la
rimborsabilità e il prezzo, nonché a quelle relative alla loro revisione ed eventuale
disinvestimento.
L’Hta può supportare le decisioni a livello regionale secondo prassi e strumenti
condivisi con il livello centrale, al fine di evitare sovrapposizioni nelle attività di valutazione.
Il compito delle Regioni è di adottare i report nazionali e renderli compatibili
al proprio contesto organizzativo, promuovendo così un utilizzo più appropriato
delle risorse.
L’Hta a livello aziendale può giocare un ruolo importante come strumento sia per il
management sia come supporto alla pratica clinica. A livello manageriale, un accurato
processo di Hta supporta la definizione della strategia tecnologica e le scelte
di adozione e allocazione delle tecnologie. Quale supporto alle decisioni cliniche
quotidiane, l’Hta permette di valutare l’impatto della tecnologia sull’intero percorso
assistenziale.
Il sistema così delineato è un sistema coordinato e articolato tra i diversi livelli sul
modello organizzativo della “rete aperta”. All’interno della “rete aperta” spetta alle
autorità nazionali un ruolo di “regia”, con il principale compito di valorizzare le competenze
ad oggi distribuite sul territorio nazionale indirizzandone l’attività sulle priorità
fissate a livello politico
IL RUOLO DELL’HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT NELLA DEFINIZIONE DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA
La definizione e l’aggiornamento dei Lea prevede la collaborazione del livello centrale,
il quale definisce le prestazioni essenziali da garantire ai tutti i cittadini, e il
livello regionale, al quale è invece assegnata la responsabilità dell’erogazione dei
Lea stessi, sia dal punto di vista organizzativo che finanziario.
L’Hta offre un prezioso contributo alla definizione dei criteri d’inclusione ed esclusione
che determinano l’inserimento delle prestazioni sanitarie nei Lea che possono
essere determinati in base alla struttura/servizio (approccio tradizionalmente ed
attualmente seguito), ai Pdta, agli esiti. In particolare:
• Nel caso in cui il Lea sia definito come struttura/servizio, il processo di Hta ha come
oggetto l’analisi delle implicazioni dell’adozione di un determinato modello di erogazione
sotteso alla struttura o servizio attivati.
• Nel caso il Lea sia un percorso (es. una procedura chirurgica, o un programma di
screening), l’Hta dovrà chiarire le condizioni di appropriatezza, allorché ogni prestazione
è prevista solo in un determinato momento clinico. Questo permette di
avere una consistenza con quanto previsto dalle linee guida costruite sulla base di
evidenze scientifiche derivanti dalla letteratura. Tale approccio permette di superare
la definizione di una precaria lista di condizioni per cui ogni singola prestazione
è da considerarsi appropriata.
• Considerare ed identificare i Lea rispetto agli esiti di salute che si intende conseguire
esprime un impegno sul risultato unitamente alla complessità gestionale ed operativa,
e richiede, in fase di implementazione, un forte consenso intorno ai livelli di
esito che si intendono raggiungere. L’Hta in questo caso ha l’obiettivo di valutare le
implicazioni dell’adozione del Lea in termini di contributo ad esiti clinici misurabili.
Sono stati individuati i punti di forza e di debolezza di ogni modalità di identificazione
dei Lea sia sotto il profilo organizzativo, economico e di implementazione e
monitoraggio, specificando anche il ruolo dell’Hta in ogni singola fase del processo
di individuazione
Ruolo e Regole degli stakeholder nel processo di HTA. Le Evidenze emerse dall’Health Policy Forum della SIHTA
L'articolo discute il ruolo degli stakeholder nel processo di HT
A Wideband High-Gain Circularly-Polarized Dielectric Horn Antenna Equipped With Lamé-Axicon Stacked-Disk Lens for Remote Sensing, Air Traffic Control and Satellite Communications
A wideband high-gain circularly polarized (CP) shaped dielectric horn-lens antenna (SDHLA) operating in the frequency band between 6.7 and 18.2 GHz [fractional impedance bandwidth (FIBW) of 92.4%] with a 3-dB axial-ratio in the frequency range from 8.1 to 16.3 GHz [fractional axial-ratio bandwidth (FARBW) of 67.2%], is presented. The antenna, composed of a suitably shaped dielectric horn, integrated with a super-ellipsoidal-axicon dielectric lens made out of stacked thin dielectric disks, is mounted on a printed circuit board (PCB) where a microstrip line terminated with a wideband radial stub is used to excite a S-shaped slot through which the circular polarization is achieved. Parameterized 3D Lamé curves, describing the horn and lens profile, are used to optimize the antenna design. The antenna features a peak realized gain exceeding 13.1 dBi that is beneficial in a variety of applications, such as digital video broadcasting (DVB), remote sensing, weather monitoring, satellite communications, and air traffic control. The full-wave electromagnetic solver CST Studio Suite™, based on a locally conformal finite integration technique (FIT), was employed to design and characterize the antenna whose performances were found to be in good agreement with the experimental measurements.</p
A compact high-gain wideband lens Vivaldi antenna for wireless communications and through-the-wall imaging
Compact high-gain wideband antenna systems for through-the-wall imaging and wireless communications, featuring 160% fractional bandwidth, are presented. Each radiating system, consisting of two orthogonal Vivaldi antennas forming a cross-shaped configuration so to excite linear (horizontal/vertical) and circular polarization (CP), is equipped with a top-mount spherical-axicon dielectric lens. The optimized shaping of the lens and of the outer edge Vivaldi arms allow achieving gain levels exceeding 15dBi with good front-to-back-ratio. The proposed antenna features a broadside gain diagram with stable radiation pattern and wideband impedance matching in the frequency range between 650 MHz and 6 GHz. CST Microwave Studio®, implementing a full-wave locally conformal finite integration technique (FIT), was employed to design and characterize the antenna and to guide its physical realization. Two-port equivalent circuits were developed to characterize parasitic coupling effects between the Vivaldi antennas ports, while a full-wave analysis allowed characterizing their frequency and time domain behaviors. The numerical results concerning the antennas parameters, illustrating the suitability of the proposed antennas to support narrow and ultra-wideband signal waveforms, are found to be in good agreement with the experimental measurements performed on an antenna prototype
A Wideband High-Gain Dielectric Horn-Lens Antenna for Wireless Communications and UWB Applications
A wideband high-gain dielectric horn-lens antenna (DHLA) for wireless communications and ultra-wideband (UWB) applications, featuring 122% fractional bandwidth, is presented. The antenna, consisting of a dielectric horn equipped with a spherical-axicon dielectric lens that increases and equalizes the gain within the operating band, is placed on a PCB featuring a wideband eight-shaped slot fed by a tapered microstrip line employed to excite the radiating system. The lens, integrated within the body of the dielectric horn, has the property of focusing the RF energy near its vertex on an extended frequency band, thus ensuring compact size, excellent field coupling with the antenna excitation system, and a significant increase of antenna gain. The antenna operates in the 3–12.4 GHz frequency range with relatively flat group delay, making it suitable for operating with narrowband, broadband, and impulsive UWB signals. The antenna can work properly without or with a metal reflector useful to enhance gain (up to 19 dBi), improve the front-to-back ratio, and reduce the impact of the antenna characteristics from the installation site. CST Studio Suite, implementing a full-wave locally conformal finite integration technique (FIT), was employed to design and characterize the antenna. The antenna characteristics estimated numerically were found to be in good agreement with the experimental results performed on an antenna prototype
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