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Recensione de G. SPALLACCI, I commerci adriatici e mediterranei di Ancona nel secolo XV, Bologna, 2020
Il volume di G. SPALLACCI, "I commerci adriatici e mediterranei di Ancona nel secolo XV", Bologna, 2020, è prezioso perché offre materiale archivistico e documentario inedito per lo studio di una "Romània" anconetana, cioè della rete commerciale creata dal comune di Ancona tra pieno Medioevo e la prima età moderna. Si tratta di controllare il traffico nei poti dell'Adriatico e del Mediterraneo orientale, fino agli avamposti lontani del Mar Nero, per controllare la produzione e la circolazione dei prodotti, facendo, quindi, economia in senso lato. Il risultato è del tutto nuovo, presentando una mole di imprese e commerci assai più vivo di quanto non fosse risultato prima
Recensione de Ravenna and the Traditions of Late Antique and Early Byzantine Craftsmanship. Labour, Culture and the Economy, Ed. by S. COSENTINO, Berlin-Boston, 2020
Il volume "Ravenna and the Traditions of Late Antique and Early Byzantine Craftsmanship. Labour, Culture and the Economy", curato da S. COSENTINO, Berlin-Boston, 2020, rappresenta un ulteriore passo avanti nello studio dello sviluppo dell'area altoadriatica, adriatica tra tarda Antichità e Medioevo (secc. VI-XI), soprattutto in relazione ai rapporti col Mediterraneo orientale e ai rapporti con Costantinopoli. Nonostante una bibliografia già esistente vasta e complessa, le campagne di scavo recenti, la riconsiderazione di serie documentarie, in particolar modo per quanto concerne la produzione e lo sviluppo commerciale, permettono nuove considerazioni e nuovi approcci.
Il volume si va ad inserire, dunque, nell'ambito più vasto aperto dalla pubblicazione della "Storia di Ravenna" a partire dal 1991: forte la partecipazione di équipe di lavoro dell'Ateneo di Bologna
Recensione de M. LOSACCO, Leggere i classici durante la resistenza. La letteratura greca e latina nelle carte di Emilio Sereni, Roma, 2020
Si recensisce il volume di M. LOSACCO, "Leggere i classici durante la resistenza. La letteratura greca e latina nelle carte di Emilio Seren"i, Roma, 2020, che mette in luce la passione per la lettura dei classici, in generale, e degli autori bizantini, in particolare, come antidoto per le tragedie della Seconda Guerra Mondiale e come fonte di ispirazione per la scelta tra bene e male in un periodo terribilmente buio della vita di Emilio Sereni, filologo e studioso di vaglia
Recensione de M. CORTÉS ARRESE, "Las mil caras de Teodora de Bizancio", Madrid, 2021
Il volume di M. CORTÉS ARRESE, "Las mil caras de Teodora de Bizancio", Madrid, 2021, rappresenta un brillante contributo allo studio delle correnti culturali, ideologici e storiografici che hanno portato alla considerazione odierna della civiltà romana orientale della quale la figura di Teodora diviene un simbolo e metafora allo stesso tempo. In modo particolare, si mette a fuoco l'ambiente parigino della fine del secolo XIX che vide storici di professione (Charles Dihel),medici, nobildonne appassionate di "orientalismi", una alta borghesia che scopriva il viaggio in Oriente, drammaturghi, pittori e attori dar vita ad un modello di imperatrice romana che il cinema - tra gli anni '20 e '60 del Novecento - fece proprio e consegnato al nostro immaginario, dove la figura di Teodora finisce per sovrapporsi a quelle della odalisca, delle varie Cleopatra e di varie donne di potere sospettate di "provenire dai bassifondi"
Considerazioni sui cosiddetti “catasti” dell’Egeo
Analisi di undici documenti epigrafici provenienti dall'area dell'Egeo orientale e dalle coste micrasiatiche, variamente datati, da vari studiosi, tra fine terzo - fine quinto secolo. Si propone una datazione di fine quarto secolo e s'ipotizza un'origine legata a una qualche rivolta contadina e alla successiva repressione da parte del governo centrale
“De hereditate olim domini Ylarionis cardinalis Niceni”: icone e altre opere di Bessarione
Correva l’anno 1472: Bessarione, rientrando da una missione fallimentare in Francia, malato, secondo alcune fonti avvelenato, moriva a Ravenna durante la notte tra il 17 e il 18 novembre in casa dell’amico veneziano Antonio Dandolo.
L’anno successivo, un personaggio della cancelleria vaticana redigeva un elenco di oggetti che si conservavano allora nella sagrestia della basilica di San Pietro e provenivano, come il redattore ci informa, dall’eredità del cardinal Niceno: icone, suppellettile ecclesiastica, tessuti, pergamene. Il documento è inedito ed è stato da me rintracciato in un fondo della Biblioteca Apostolica Vaticana; si pubblica qui l’edizione grazie al paleografo Angelo Restaino.
Questo nuovo ritrovamento arricchisce le notizie già note sull’eredità del cardinale greco al Vaticano, derivanti da un inventario più tardo, datato 1489, e pubblicato alla fine del XIX secolo da Müntz e Frothingham. L’elenco del 1473, infatti, presenta alcune interessanti varianti che, da una parte, hanno permesso di confermare per alcune opere la proprietà dell’illustre prelato, dall’altra, hanno condotto all’identificazione di nuovi pezzi, anche grazie ad una più ampia ricerca della documentazione archivistica.
Da questo nucleo di opere emerge la profonda devozione di Bessarione, la sua fede ortodossa, il suo contributo al Concilio di Firenze, il suo rapporto con Isidoro di Kiev o il suo disegno di alleanza occidentale con la Russia e la sua vicinanza a Venezia. Il nostro personaggio doveva custodire gelosamente questo ‘tesoretto’, che racconta materialmente, la sua biografia, lasciata da parte la collezione libraria che nel 1473 era già partita per l’altra Bisanzio, cioè per la città lagunare
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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