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    Arcipelago delle maree. Esplorare gli incerti confini della Venezia anfibia

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    Il contesto geografico di Venezia e della sua laguna, con le peculiari fisionomie insulari, è tra i sistemi ambientali e urbani più studiati al mondo. Le zone umide costiere, le lagune e le isole sono state a lungo considerate spazi soglia in cui terra, cielo e acqua si incontrano in dinamiche condizioni di materialità. Per apprezzare la molteplicità di significati e la produzione di conoscenza ricavate da questi ambienti anfibi, dobbiamo comprendere non solo la politica e le grandi narrazioni, ma anche memorie personali, riflessioni, tradizioni locali e pratiche vernacolari. Il libro raccoglie la traduzione dall’inglese di un numero speciale dedicato a Venezia e laguna, uscito nel 2021, per la rivista scientifica internazionale di studi insulari Shima. L’argomento affrontato prendeva in considerazione Venezia e il suo intorno lagunare, come un congiunto territoriale ibrido in cui la continua mutazione, trasformazione e negoziazione ne fanno il carattere distintivo. Un ‘cyborg-paesaggio’ dove i limiti tra natura e cultura, acqua e terra, assenze e presenze, affollamento e desolazione sono precari e incerti, nonché continuamente da negoziare e discutere. Questo è il punto di partenza per cogliere la complessità locale e la marginalità di queste aree di transizione, comunque in grado di richiamare ed evocare temi globali e opportunità transdisciplinari

    Il grigio oltre le siepi. Geografie smarrite e racconti del disagio in Veneto

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    Il volume costituisce l'esito di un progetto di ricerca congiunto tra docenti dell'Università di Padova e di Venezia Cà Foscari sulle geografie del disagio nel Veneto contemporaneo. Il grigio oltre le siepi cui fa riferimento il titolo del libro non è solo il colore degli orizzonti del Veneto contemporaneo. Richiama il rischio dell' assenza stessa di orizzonti, il colore dello spaesamento, dello smarrimento interiore che assale chi prova a guardare oltre il proprio backyard, oltre il fragile paravento che limita la proprietà privata, oltre il vantaggio effimero di un' azione speculativa. Siepi reali e metaforiche difendono il raggiunto traguardo del benessere individuale, ma impediscono di allungare lo sguardo verso spazi e tempi più ampi, di pensare a prospettive di senso condivise, per questa terra e per queste genti

    A Countryside to Sip: Venice Inland and the Prosecco’s Uneasy Relationship withWine Tourism and Rural Exploitation

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    In 2016, Italian production of wine exceeded 51 million hectolitres and among the twenty regions, the region with the most production by volume (millions of hectolitres) was the Veneto region, north-east of Italy, with almost 11 million. In particular, the success of Prosecco at the global level is the most important driving factor at both the economic and productivity levels. The worldwide success of Prosecco wine entails a remarkable change in both the local and regional configuration of agrarian landscapes. Traditional winegrowing swiftly changed into an intensive monoculture with remarkable investments and the spread of new viticulture entrepreneurships. The discussion proposed here intends to investigate the process of heritage construction or ‘heritagisation’, UNESCO candidacy, as an important issue for rural tourism promotion in the context of a productive winescape. We concentrated our analysis on the DOCG area, a complex space where several forces need to coexist; the productive drive of growing requests (global and local) of Prosecco, as well as rural representation based on local habits and a concrete hilly landscape. Rural tourism is clearly an important sector in terms of revenue and employment, especially for local communities, and it can help to ensure economic stability; however, doing so in a way that benefits the area and the landscape is not so straightforward. There are potential problems in facilitating increased urbanization, such as the standardization of landscape and damage to the area if plans are mismanaged. In the case of best practices, a desirable model of tourism can be tapped into while helping rural regions take advantage of more sustainable tourism development and landscape management

    RE-IMAGINING URBAN WETLANDS : Watery heritage and food policies in the Albufera de València

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    Urban food policies require interdisciplinary research and action. Based on a holistic vision, these policies aim to facilitate the transformation of the food systems of cities in a sustainable, equitable and resilient manner. Food availability is key to urban food policies and involves recognition of the widespread disconnect between agriculture and consumers and the central role that food-related practices can play in the transition towards sustainable and resilient cities. This article addresses this topic by investigating the strategic role of one area of urban wetlands that has fostered new positive and shared attitudes towards watery heritage. The recovery of waterscapes in the Albufera, in close proximity to one of the most rapidly expanding Spanish urban areas, València, has allowed for a remarkable improvement of both traditional fisheries and paddy fields that has facilitated the regeneration of sustainable food practices. In 2019, the Horta de València, comprising a system of fields extending over a 28 km2 area that is irrigated by the Túria River, was recognised by the United Nations Food and Agriculture Organisation (FAO) as a Globally Important Agricultural Heritage System (GIAHS). The area includes the historic Huerta and a section of the Albufera National Park that still maintains elements of traditional Arab heritage. The Albufera is thereby a significant repository of watery memories related to fisher people, peasants and sailors that an increasing number of environmentalists and seaside tourists interact with, and it thereby exemplifies the nature of wetlands as knowledge resources that can inspire sustainable food practices and policies

    La macchina-MOSE. Un approccio antropologico allo studio del progetto per la salvaguardia dalle inondazioni nella laguna di Venezia

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    Con questo articolo si intende ricostruire e analizzare le reazioni e le percezioni dei pescatori e degli abitanti della laguna di Venezia riguardo ai ricorrenti eventi alluvionali, alla fragilità degli ecosistemi e al progetto di salvaguardia denominato MOSE, un progetto che appare essere percepito dai residenti come un fattore di rischio maggiore delle stesse alluvioni. Durante il complesso sviluppo di questo progetto, che ha comportato lunghe tempistiche legislative e tecniche, l’opinione pubblica è stata ignorata, i Traditional Ecological Knowledge (TEK) trascurati a favore dei saperi tecnici e l’impatto ambientale dell’opera è stato a sua volta trascurato. È durante le fasi della costruzione del MOSE che i pescatori iniziano a descrivere la laguna come un organismo ‘malato’ e che sta cambiando velocemente. Questi racconti sono diventati il punto di partenza per indagare le interpretazioni e le percezioni dei pescatori sui cambiamenti ambientali, trasformazioni che osservano in prima persona durante le quotidiane battute di pesca. La causa dei cambiamenti osservati viene per lo più attribuita agli invasivi interventi antropici necessari alla realizzazione del sistema MOSE. La mancanza di considerazioni etiche, affettive e ambientali che hanno caratterizzato la lunga storia del progetto ha portato a una contrapposizione tra la conoscenza locale e quella tecnico-scientifica

    La macchina-MOSE. Un approccio antropologico allo studio del progetto per la salvaguardia dalle inondazioni nella laguna di Venezia

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    Con questo articolo si intende ricostruire e analizzare le reazioni e le percezioni dei pescatori e degli abitanti della laguna di Venezia riguardo ai ricorrenti eventi alluvionali, alla fragilità degli ecosistemi e al progetto di salvaguardia denominato MOSE, un progetto che appare essere percepito dai residenti come un fattore di rischio maggiore delle stesse alluvioni. Durante il complesso sviluppo di questo progetto, che ha comportato lunghe tempistiche legislative e tecniche, l’opinione pubblica è stata ignorata, i Traditional Ecological Knowledge (TEK) trascurati a favore dei saperi tecnici e l’impatto ambientale dell’opera è stato a sua volta trascurato. È durante le fasi della costruzione del MOSE che i pescatori iniziano a descrivere la laguna come un organismo ‘malato’ e che sta cambiando velocemente. Questi racconti sono diventati il punto di partenza per indagare le interpretazioni e le percezioni dei pescatori sui cambiamenti ambientali, trasformazioni che osservano in prima persona durante le quotidiane battute di pesca. La causa dei cambiamenti osservati viene per lo più attribuita agli invasivi interventi antropici necessari alla realizzazione del sistema MOSE. La mancanza di considerazioni etiche, affettive e ambientali che hanno caratterizzato la lunga storia del progetto ha portato a una contrapposizione tra la conoscenza locale e quella tecnico-scientifica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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