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Inni epigrafici greci di provenienza microasiatica
Testo, apparato critico e commento degli inni greci dell'Asia Minore conservati in forma di iscrizioni
Le traduzioni italiane dell’Iliade nel Cinquecento: alcune note preliminari
Questo contributo si propone l’obiettivo di verificare e integrare il quadro delle
traduzioni dell’Iliade nel Cinquecento italiano seguendo la traccia dei benemeriti
repertori settecenteschi sui volgarizzatori. Si tratta, come è noto, dei lavori di Filippo
Argelati, Biblioteca degli volgarizzatori, o sia notizia dall’opere volgarizzate d’autori
che scrissero prima del secolo XV, in quattro tomi, con le aggiunte di Federico
Agnelli (Milano, Agnelli 1767) e di Jacopo Maria Paitoni,2 Biblioteca degli autori
antichi greci e latini volgarizzati, in cinque tomi (Venezia, Storti, 1766-1767). Chi
legga la voce Omero tanto dell’uno quanto dell’altro autore, troverà che, all’interno
del più ampio gruppo di traduttori in italiano di una o più delle opere comprese
nel corpus omerico dal Quattro al Settecento (Iliade, Odissea, Batracomiomachia),
entrambi ricordano gli otto traduttori cinquecenteschi dell’Iliade con preziosi anche
se scarni riferimenti bibliografici, ancor oggi indispensabili per chi voglia illuminare
quest’angolo in ombra della circolazione di Omero in Italia. Per quanto sia
logoro il cliché accademico che lamenta la mancanza di studi sull’argomento che ci
si dispone ad affrontare, è nondimeno vero che dal Settecento in qua uno studio sistematico
delle traduzioni italiane dell’Iliade nel Cinquecento non è più stato tentato
e che da quei repertori deve ancora oggi ripartire chi voglia conoscere i rari nantes
che nel corso del secolo XVI si cimentarono con la traduzione di Omero.
Le pagine che seguono presentano quindi le notizie ulteriori che sono
riuscita a rintracciare sulla minuscola e composita coorte dei volgarizzatori cinquecenteschi
noti dell’Iliade
«L’oro di Bisanzio» nei cataloghi della Biblioteca Marciana tra XVIII e XIX secolo
Il testo ripercorre l'interesse nei confronti dei codici greci della Biblioteca Nazionale Marciana, attraverso i cataloghi settecenteschi redatti dai bibliotecari. Nel testo viene evidenziato il quasi totale disinteresse per i repertori ornamentali e per i cicli miniati. Fanno eccezione il ritratto dell'imperatore Basilio II, contenuto nel suo salterio e l'uso di decorazioni in oro nei codici di lusso. Nella seconda metà dell'Ottocento, il ruolo ancillare della miniatura rispetto al testo viene messo in crisi dal francese Labarte, per essere sovvertito dal russo Kondakov
Letteratura e cristianesimo. Tommaseo e il canto dei popoli oppressi
Si propone un percorso sul tema del dolore dei popoli oppressi in Niccolò Tommaseo, collocando in una riflessione tra letteratura e cattolicesimo liberale i suoi "Canti popolari toscani corsi illirici greci" (1841-42) – una delle opere più belle del nostro pieno Ottocento secondo Pier Paolo Pasolini, e forse quella più intensamente romantica
Sinonasal tumor in 3 dogs after successful topical treatment for frontal sinus aspergillosis
Three dogs diagnosed with aspergillosis developed sinonasal tumors several months after successful treatment with topical clotrimazole solution. Chronic rhinosinusitis was also detected in all cases prior to diagnosis of sinonasal tumors. The inflammatory response to Aspergillus, clotrimazole treatment, and chronic inflammation after treatment are discussed as possible neoplastic promoting factors
Morfologia e storia del greco antico
La prima parte è una breve storia della lingua greca. dalle origini indoeuropee ai nostri giorni, con una prevalente focalizzazione sulla fase antica, sui dialetti greci e sulle lingue letterarie greche (da quella epica alla koine). La seconda parte contiene i fondamenti della fonetica storica del greco antico e una trattazione sistematica della morfologia storica del greco antico, aggiornata e funzionale alle esigenze della formazione universitaria
Greek acrostic verse inscriptions
Testo critico e analisi dei carmi epigrafici greci con acrostico; fenomenologia degli acrostici nei carmi epigrafici greci
IL RUOLO DELLA FORMAZIONE NELLA PROMOZIONE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA ITALIANA. INTERVISTA AL PROFESSOR ROBERTO GRECI, PRESIDE DELLA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA
La formazione rappresenta uno strumento basilare nella promozione della lingua e della cultura italiana. L’argomento è articolato e complesso perché abbraccia diverse questioni. Da un lato va sostenuto l’utilizzo di mezzi adeguati, come quello telematico, che favoriscono e facilitano la diffusione all’estero. Dall’altro la proposta didattica di università e scuole deve essere riorganizzata alla luce delle nuove esigenze formative. Il ruolo degli atenei italiani potrebbe diventare più incisivo se si adeguassero maggiormente agli standard esteri, in modo da favorire la circolazione di studenti anche verso e non soltanto dall’Italia. Per quanto riguarda, invece, il tipo di formazione da sostenere, va riqualificata quella umanistica e tradizionale, non perché rappresenti la cultura nella sua totalità ma perché costituisce un patrimonio che caratterizza il nostro paese e non deve andare perso. Abbiamo parlato di queste tematiche con il Professor Roberto Greci, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Parma e Presidente del Consiglio scientifico e didattico del Consorzio Interuniversitario ICoN, Italian Culture On the Net. The role of training in the promotion of Italian language and culture. An interview with Professor Roberto Greci, Dean of the Literature and Philosophy Faculty at the University of Parma Training represents a basic tool in promoting Italian language and culture. The topic is complex because it encompasses diverse issues. On the one hand appropriate means are needed, like telematic resources, which encourage and facilitate spreading abroad. On the other, university and school courses need to be reorganized in light of the new training needs. The role of Italian universities could to be stronger if they met foreign standards, to promote the circulation of students towards and not just away from Italy. As far as regards the type of training to be undertaken, the humanistic, traditional approach needs to be requalified, not because it represents culture in its entirety but because it is a patrimony which characterizes ou country and should not be lost. We talked about these topics with Professor Roberto Greci, Dean of the Literature and Philosophy Faculty at the University of Parma and President of the Scientific and Didactic Committee of the inter-university Consortium ICoN, Italian Culture On the Net.</p
Nuove fonti della Francesca da Rimini
Si propone un commento selettivo della Francesca da Rimini di d’Annunzio, mirato alle nuove fonti emerse dallo scavo dell’edizione critica: i contatti ulteriori con fonti già note (l’indice della Tavola ritonda, le novelle di Sacchetti, il Dizionario della lingua italiana di Tommaseo-Bellini e soprattutto i Canti popolari greci e illirici di Tommaseo) e le contiguità inedite con il Pro Sordello di De Lollis e principalmente con il Filocolo di Boccaccio. Parole chiave · D’Annunzio, Francesca da Rimini, intertestualità, fonti. Abstract · Uncovered sources on Francesca da Rimini · This paper oπers a selective commentary on d’Annunzio’s Francesca da Rimini, focusing on newly uncovered sources emerged from the critical edition. Particular attention is given to previously unexamined connections with already known sources, such as the index of the Tavola Ritonda, Sacchetti’s Novelle, the Dizionario della lingua italiana Tommaseo-Bellini, and especially Tommaseo’s Greek and Illyrian Canti popolari, as well as to new parallels with De Lollis’s Pro Sordello and, most significantly, Boccaccio’s Filocolo
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