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Vuoto
VUOTO: ovvero privo di contenuto; area libera che consente il movimento; impronta, sottrazione di volume. In fisica il v. è strumentale alla conoscenza della struttura della materia. Nel senso comune, radura, area scoperta priva di funzione univocamente definita, vano; volume racchiuso da elementi dotati di corporeità.
“Fuor delle costruzioni di muraglie, di chiusi, fortificazioni che non ammettono vuoti, tutti gli altri lavori dell’arte di costruire sono un assieme di parti piene e vuote” (A. C. Quatremère de Quincy). Il v. presuppone sempre una relazione con il pieno e implica la definizione di un limite. In ragione della prevalenza di v. e pieno, di chiuso e aperto, assume qualità di interno o di esterno. Il v. sta all’architettura come il silenzio sta alla musica; in composizione rimanda alla relazione tra figura e sfondo e alla nozione di intervallo.
A partire dalla relazione artificio/natura, lo scavo, la radura, l’antro, sono gli archetipi del v. inteso come luogo della proiezione individuale di se, che diviene stanza, custodia dell’uomo privato; nella cultura europea, ambito delle ritualità domestiche.
Il progetto contemporaneo riconcettualizza ogni volta queste molteplici connotazioni del v.: inteso come principio di sottrazione, applicato alle densità variabili del costruito, il v. è strumento di conoscenza e di progetto, capace di dare senso anche a condizioni insediative che sfuggono a tipologie codificate; come scavo, impronta, intervallo, il v. rappresenta una frontiera del progetto di architettura (v.) , che ritrova nel paesaggio (v.) il fondamento delle ragioni archetipiche del costruire
The effect of puberty on insulin resistance in obese children.
J Endocrinol Invest. 2009 May;32(5):401-5.
The effect of puberty on insulin resistance in obese children.
Pilia S, Casini MR, Foschini ML, Minerba L, Musiu MC, Marras V, Civolani P, Loche
S.
Pediatric Endocrinology Unit, Microcitemico Hospital, ASL Cagliari, Cagliari,
Italy.
OBJECTIVE: Insulin resistance (IR) increases during puberty in normal children.
IR is the first adverse metabolic event of obesity, and the marker of the
metabolic syndrome. We aimed to study the effect of puberty on IR in obese and
normal-weight children.
DESIGN: Cross-sectional evaluation of fasting glucose, insulin concentrations,
and homeostasis model assessment of IR (HOMA-IR) in obese and control children
throughout puberty.
PATIENTS AND METHODS: We recruited 424 obese children (207 pre-pubertal and 217
pubertal divided in Tanner stages 2-3, 4, and 5) and estimated IR using the
HOMA-IR index. Data were compared to those obtained in 123 healthy normal-weight
children (40 pre-pubertal and 83 pubertal divided in Tanner stages 2-3, 4, and
5).
RESULTS: In the obese children mean HOMA-IR increased progressively across Tanner
stages, and was significantly higher in all groups (pre-pubertal and Tanner
stages 2-3, 4, and 5) of obese than in control children. HOMA-IR was
significantly correlated with BMI.
CONCLUSIONS: HOMA-IR in obese children increases at puberty more than in
normal-weight children and does not return to pre-pubertal values at the end of
puberty.
PMID: 19794287 [PubMed - indexed for MEDLINE
Materiali didattici multimediali e cartacei per alunni sordi e udenti di scuola primaria
Lo studio della comprensione del testo nei bambini sordi e delle modalità didattiche con cui si possa promuoverla è un campo ancora poco esplorato in Italia, presenta difficoltà sul piano sia metodologico che pratico. In questo studio si intende studiare il metodo della facilitazione, che consiste nell’aggiungere al testo aiuti di vario genere (disegni, foto, sinonimi, schemi) e confrontare la facilitazione in formato cartaceo con quella presentata nell’ambiente multimediale della piattaforma DELE (Deaf-centered E-Learning Environment). DELE è un ambiente virtuale di apprendimento progettato sulla base dei modelli teorici dello Storytelling e dell'Embodied Cognition: in esso è possibile visualizzare il testo e contemporaneamente accedere alle facilitazioni. Con il presente studio, che confronta un approccio tradizionale alla facilitazione con quello basato sul modello altamente interattivo di DELE, si avranno informazioni sulle strategie cognitive messe in atto dai bambini per giungere alla comprensione.
A 12 bambini sordi e 24 udenti di III, IV e V classe primaria sono stati somministrati individualmente tre testi (bilanciati per leggibilità e comprensibilità) in formati diversi: senza aiuti, con facilitazioni in cartaceo ed in ambiente multimediale. Per ogni testo i partecipanti hanno risposto a domande di comprensione e ad una intervista videoregistrata. Hanno svolto inoltre le prove MT, le Matrici di Raven e un test di giudizi di grammaticalità. I dati raccolti saranno analizzati sia in modo quantitativo che in forma descrittiva. È attualmente in corso la fase delle somministrazioni.
Dai video della ricerca pilota si è visto che i bambini sordi: facevano ragionamenti e deduzioni sia in situazioni di avvenuta comprensione sia quando erano di difficoltà, usavano diverse strategie anche per decidere la risposta giusta del questionario inoltre i bambini bilingui (Italiano/LIS) usavano strategie personali per esprimersi durante la lettura che lasciavano intuire i loro processi cognitivi. Perché la didattica per gli alunni sia efficace è necessario avere informazioni sui processi cognitivi messi in atto dai bambini in particolare nel caso dei testi facilitati. I dati che emergeranno da questo studio daranno indicazioni sia sulla metodologia adatta a studiarli che possibili indicazioni per l’intervento didattico, in particolare per l’efficacia degli strumenti multimediali nel supportare la comprensione del testo degli alunni sord
Arene-Ruthenium(II) curcuminoid complexes as photosensitizer agents for antineoplastic and antimicrobial photodynamic therapy: in vitro and in vivo insights
Metastasi cutanee di tipo teleangectasico-angiomatoide di carcinoma adenoido-cistico della parotide.
Meta Transfer Learning for Early Success Prediction in MOOCs
Despite the increasing popularity of massive open online courses (MOOCs), many suffer from high dropout and low success rates. Early prediction of student success for targeted intervention is therefore essential to ensure no student is left behind in a course. There exists a large body of research in success prediction for MOOCs, focusing mainly on training models from scratch for individual courses. This setting is impractical in early success prediction as the performance of a student is only known at the end of the course. In this paper, we aim to create early success prediction models that can be transferred between MOOCs from different domains and topics. To do so, we present three novel strategies for transfer: 1) pre-training a model on a large set of diverse courses, 2) leveraging the pre-trained model by including meta information about courses, and 3) fine-tuning the model on previous course iterations. Our experiments on 26 MOOCs with over 145,000 combined enrollments and millions of interactions show that models combining interaction data and course information have comparable or better performance than models which have access to previous iterations of the course. With these models, we aim to effectively enable educators to warm-start their predictions for new and ongoing courses
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