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    Povertà

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    L'analisi del concetto di povertà rappresenta un classico della sociologia. Nel presente contributo si cerca di far luce sui principali approcci strategici alla povertà in due realtà sostanzialmente differenti, quella di Bologna Nord e qualle di Rimini. Il confronto mette in luce punti di eccellenza e criticità di entrambe le realtà di studio

    Immigrazione

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    L'immigrazione rappresenta un tema complesso e di notevole investimento per i servizi socio-sanitari. La realtà riminese e quella bolognese si differenziano per sommi capi e nello specifico: Rimini, propone una gestione trasversale con un'integrazione socio-sanitaria di fatto; mentre Bologna Nord propone un modello che si muove dall'emergenza all'integrazione. Per entrambe le realtà Rimini e Bologna Nord si evidenzia la necessità di co-integrazione

    Una sessualità dai confini incerti

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    La sessualità, così come il consumo di alcol e di nuove droghe, sono trattati ripercorrendo le relative rappresentazioni culturali e collocati all'interno di stili di vita giovanili. Il rischio e la tutela della salute rappresentano due assi tematici fondamentali approfonditi nel presente contributo

    La spendibilità della sociologia dei processi economici, organizzativi e del lavoro

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    Che cosa intendiamo quando usiamo la parola economia? E che cosa è il mercato? Si tratta di termini coincidenti oppure indicano aspetti distinti della realtà? C’è un rapporto tra i fenomeni economici e sociali? Sono i caratteri sociali e culturali di un Paese a determinare la sua economia, oppure sono le caratteristiche economiche di un determinato contesto territoriale a condizionare se non a determinare la vita sociale e politica? Questo genere di domande ci servono per avvicinarci al campo di indagine della sociologia dei processi economici, organizzativi e del lavoro, che in prima approssimazione possiamo descrivere come un insieme di studi e ricerche volti ad approfondire i rapporti di interdipendenza tra fenomeni economici e sociali. L’obiettivo della disciplina è quello di affrontare tali questioni con metodo scientifico e di individuare regolarità nei rapporti tra i fenomeni studiati. Tuttavia, al fine di avanzare un poco e di precisare questa definizione per ora ancora approssimativa, dobbiamo tornare alla domanda iniziale. Che cosa è l’economia? Si tratta di una domanda di ricerca indispensabile per focalizzare meglio l’oggetto specifico della sociologia dei processi economici, organizzativi e del lavoro, perché nella storia delle scienze sociali vi sono due modi differenti di rispondere a questo interrogativo. La prima posizione è quella della cosiddetta scuola sostanzialista, secondo cui l’economia si definisce in rapporto al soddisfacimento dei bisogni materiali di una comunità e riguarda il processo istituzionalizzato – cioè guidato da regole tendenzialmente stabili - di interazione tra l’uomo e il suo ambiente naturale (Polanyi, 1983). L’economia è allora costituita da quell’insieme di attività volte a garantire la riproduzione materiale di un dato gruppo sociale. Da questa affermazione deriva un’implicazione importante: i modi per soddisfare tali bisogni sono storicamente diversi e hanno a che fare con l’organizzazione complessiva della vita collettiva (Borghi, Magatti, 2002). Questa impostazione, apparentemente semplice e condivisibile, non è tuttavia così diffusa e accettata. In effetti, soprattutto nella scienza economica, tende a prevalere una seconda posizione: quella cioè della scuola formalista secondo la quale i fenomeni economici hanno a che fare con la scelta individuale di impiego di risorse scarse che potrebbero avere usi alternativi al fine di ottenere il massimo dai propri mezzi. Agire economicamente significa “economizzare”, sfruttare cioè al meglio le risorse di cui si dispone in vista di determinati fini. Il prius logico è l’attore individuale dotato di un sistema di preferenze tendenzialmente stabile mediante il quale stabilisce gli obiettivi da perseguire, mentre il soddisfacimento dei bisogni diventa dipendente dal funzionamento dei mercati, al cui interno l’allocazione delle risorse e la formazione dei prezzi sono condizionati dai rapporti fra domanda e offerta. Queste due definizioni, apparentemente in contrapposizione tra loro, sono in realtà due ottiche diverse di analisi dell’economia, da cui discendono potenzialità e limiti. La prospettiva formalista è come abbiamo visto la più diffusa tra gli economisti e ha consentito di ottenere conoscenze sui meccanismi autoregolativi dell’economia, cioè sui movimenti della domanda e dell’offerta sulla formazione dei prezzi e sull’allocazione delle risorse. Ciò ha permesso di sviluppare modelli ad elevata generalizzazione anche attraverso l’applicazione del calcolo matematico. Tuttavia è scarsamente utile quando si vuole “complicare l’economia” (Hirshmann, 1988), ossia quando si inseriscono all’interno del quadro di analisi variabili legate al contesto e al ruolo che la realtà sociale ha nella formazione delle preferenze e delle scelte individuali. Quando, ricordando Max Weber (1982), ci si riferisce a forme dell’agire che non siano solo quelle razionali rispetto allo scopo, ma rispetto al valore, alla tradizione, alle abitudini cons..

    Croce Rossa e società civile secondo un'interpretazione storico-sociale

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    Il presente contributo tende a dimostrare la spendibilità della sociologia in un caso concreto. Nello specifico, nell'introduzione si illustrano per sommi capi due particolari branche della disciplina, ossia la sociologia storica e la sociologia delle istituzioni: esse sono strettamente correlate, dato che l'esistenza delle istituzioni si sviluppa in una prospettiva storica. La loro spendibilità consiste nell'individuare ed evidenziare tendenze costanti in tale prospettiva, allo scopo di tenere queste tendenze in debita considerazione anche nel presente. In base a tali premesse si affronta la ricostruzione, in chiave storico-sociale, delle vicende della Croce Rossa: dapprima un'analisi delle circostanze che portarono alla nascita dell'istituzione internazionale (la battaglia di Solferino, l'impressione suscitata su Jean Henry Dunant dall'entità delle perdite e dallo sforzo delle popolane, improvvisatesi soccorritrici, il ruolo cruciale dello stesso Dunant nel concepire e fondare l'associazione, sia pure insieme ad altre eminenti personalità ginevrine), e in seguito un breve riassunto della storia della Croce Rossa Italiana nelle sue varie fasi (il primo periodo pionieristico, l'istituzionalzzazione da parte dello Stato italiano, il coinvolgimento nelle guerre coloniali, l'apertura a iniziative in tempo di pace e al contributo femminile ecc.). Nella conclusione si riassume quanto esposto e si individuano due tendenze costanti nella storia della CRI: un rapporto molto stretto con lo Stato italiano e uno altalenante con l'opinione pubblica, disponibile a sostenere l'associazione solo in determinati periodi di emergenza

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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