262,607 research outputs found
Mother-young recognition in an ungulate hider species: A unidirectional process
This version is the final, definitive version of this article. Mother‐Young Recognition in an Ungulate Hider Species: A Unidirectional Process.
Marco V. G. Torriani, Elisabetta Vannoni, and Alan G. McElligott
The American Naturalist , Vol. 168, No. 3 (September 2006), pp. 412-420
Published by: The University of Chicago Press for The American Society of Naturalists
Article DOI: 10.1086/50697
Il libro d'Ore Torriani
Il Libro d'Ore Torriani è corredato di un volume di commentario scientifico curato dai principali esperti e studiosi della materia. Il volume, redatto in corso d'opera e quindi aggiornato sulle ultime risultanze emerse nel corso della campagna fotografica, consente di approfondire in tutti i suoi aspetti le vicende storiche e artistiche del codice, fornendo inoltre un'esauriente scheda codicologica e un ragguaglio su tutte le pagine del prezioso manoscritto
Il libro d'Ore Torriani
Il Libro d'Ore Torriani è corredato di un volume di commentario scientifico curato dai principali esperti e studiosi della materia. Il volume, redatto in corso d'opera e quindi aggiornato sulle ultime risultanze emerse nel corso della campagna fotografica, consente di approfondire in tutti i suoi aspetti le vicende storiche e artistiche del codice, fornendo inoltre un'esauriente scheda codicologica e un ragguaglio su tutte le pagine del prezioso manoscritto
Appaxximento expertise: studiare la complessità delle vinificazioni spontanee per mimarla in modo controllato
Lo studio della biodiversità microbica degli ambienti naturali è il primo passo per individuare lieviti candidati ad essere impiegati in fermentazioni controllate. Tale attività consente, infatti, di individuare nuovi ceppi ben adattati a peculiari processi produttivi e di costituire bio-banche di ceppi autoctoni specifici. Il passo successivo riguarda la valutazione delle proprietà tecnologiche degli isolati, che consente di selezionare i ceppi candidati più promettenti. Tali ceppi possono dominare i processi fermentativi e dare quindi un’ “impronta” caratteristica. L’uso di ceppi autoctoni permette di valorizzare la biodiversità di specifici territori, e differenziare i prodotti cantina per cantin
I latti fermentati: lo yogurt ed i prodotti dell'ultima generazione
La fermentazione lattica è un evento biologico che consente una migliore conservabilità del latte e parallelamente di ottenere un prodotto con caratteri organolettici e nutrizionali migliori. Questo processo è da millenni applicato in modo empirico e negli utlimi anni è stato meglio finalizzato attraverso una sempre più profonda conoscenza delle caratteristiche tecnologiche, metaboliche e genetiche dei batteri lattici.
Differenti culture ed abitudini alimentari hanno determinato, nelle varie parti del mondo, una notevole diversificazione dei latti fermentati e tra questi lo yogurt è quello più conosciuto e diffuso.
Allo yogurt sono stati attribuiti benefici effetti sulla salute e sulla longevità tuttavia esistono scarse dimostrazioni sperimentali a conferma di questa ipotesi.
Per aumentare le proprietà probiotiche dello yogurt sono stati sviluppati latti fermentati contenenti, oltre a quelli tipici dello yogurt, batteri lattici di origine interstinale umana.
Questi nuovi latti fermentati esigono l'allestimento di linee tecnologiche modificate nonchè la selezione di ceppi con caratteristiche probiotiche e tecnologiche specifiche
Metodi per il controllo microbiologico dei mosti e dei vini in assenza di anidride solforosa
Il tema del controllo microbiologico in cantina è cruciale per risolvere problemi di contaminazione indesiderate che possono essere presenti in ogni fase del processo di vinificazione abbassando la qualità, la stabilità e la salubrità del prodotto finale. Il metodo tradizionale per stabilizzare qualsiasi tipo di mosto e vino è rappresentato dall’aggiunta di anidride solforosa (SO2), che unisce la praticità d’uso a un’efficace attività antimicrobica e antiossidante. Tuttavia, il suo impiego deve essere limitato per gli effetti negativi sulla salute e per la crescente domanda dei consumatori di alimenti senza additivi chimici di sintesi aggiunti. C’è quindi un forte impulso ad attuare forme di controllo alternative alla solfitazione. Tra i vari metodi fisici sviluppati negli ultimi anni, l’irradiazione di luce nell'intervallo delle lunghezze d'onda ultraviolette (UV-C) rappresenta indubbiamente una tecnologia molto promettente. Infatti, in sperimentazioni condotte in cantina su diversi tipi di mosti e vini bianchi e rossi, l’applicazione della tecnologia UV-C sviluppata da SurePure Ltd (Milnerton, Sud Africa) è risultata efficace per assicurare la stabilità microbiologica senza modificare negativamente i parametri chimici e fisici dei campioni, anche quando sono stati usati dosaggi elevati. Nel prossimo futuro questo approccio potrebbe avere un forte impatto nell’industria enologica eliminando o riducendo l’uso della SO2
The design activity of Orazio Torriani in the Lazio possessions of the Orsini family - Abstract
Nella prima metà del Seicento Orazio Torriani (1578-1657) lavora per Paolo Giordano II Orsini (1591-1656), duca di Bracciano.
Nel vasto feudo egli realizza architetture civili (i palazzi di Oriolo e di Campagnano) ed ecclesiastiche (il monastero della Visitazione e la Collegiata di Santo Stefano a Bracciano); opere idrauliche (le mole di Anguillara, Bracciano, Campagnano, Formello, Oriolo e Trevignano), militari (gli interventi nella rocca di Bracciano, la fortezza di Palo) e stradali (i ponti a Cerveteri, a Campagnano e ad Anguillara); i progetti per le tenute di Valle Troia, Crete, Pantane e Viano, oltre a edifici minori in diverse località (osterie, forni, stalle, fienili, ferriere, polveriere).
Il saggio, partendo dello studio già affrontato sul palazzo Municipale di Bracciano (1630-1641) [Dal Mas 2020], approfondisce per la prima volta l’attività progettuale di Orazio Torriani nel territorio laziale e si pone i seguenti obiettivi.
1) la catalogazione cronologica e l’analisi critica delle opere attribuibili a Torriani, sulla base dell’indagine storica e archivistica e l’inquadramento della sua figura professionale nell’area di influenza romana all’inizio del XVII secolo;
2) l’individuazione della relazione tra le sue scelte architettoniche e il paesaggio nella produzione di Torriani, nel territorio di Bracciano;
3) la definizione dei rapporti tra l’architetto e la committenza Orsini nel conteso culturale non solo romano dei primi decenni del 1600
Pre-precipitation Study in the 7012 Al-Zn-Mg-Cu Alloy by Electrical Resistivity.
A study of the microstructural evolution of a commercial 7012 (Al–Zn–Mg–Cu) age-hardenable alloy following artificial ageing by high resolution and conventional transmission electron microscopy and positron annihilation lifetime spectroscopy is presented. At the early stages of decomposition, the microstructure included precipitation of either pre-precipitate solute clusters or Guinier–Preston zones and semicoherent η′ precipitates, with typical sizes between 1 and 10 nm. Quantitative information on the size, number density and morphology of the particles present in the microstructure was obtained. The results were correlated with those obtained using positron annihilation lifetime spectroscopy
Orazio Torriani e l'intervento sulle preesistenze in alcune chiese romane
Il saggio analizza l’attivita’ progettuale di Orazio Torriani nel quadro storico-culturale della Roma dell’inizio del Seicento, attraverso lo studio di alcune opere romane, che consente di riguardare la sua architettura da un’inedita prospettiva.
Nelle prime realizzazioni in San Lorenzo de’ Speziali in Miranda (1602-1666) e nei Santi Cosma e Damiano (1626-1632), Torriani rielaborando le preesistenze di eta’ antica, tardo-antica e di periodi successivi, progetta una planimetria di tipo gesuita a navata unica con cappelle laterali e presbiterio leggermente approfondito. In entrambi i casi, l’architetto, in rapporto con le compagini costruttive del passato, utilizza un repertorio linguistico finalizzato al recupero del lessico cinquecentesco che non va al di la’ della combinazione meccanica di frammenti della tipologia manierista e che non supera la semplicita’ del modello consolidato della chiesa congregazionale, al di fuori dal dibattito che, su questo tema, si svolgeva tra Roma e Milano. Pur cogliendo nelle tendenze culturali del tempo, la rinnovata importanza per la conservazione delle memorie cristiane, attribuita al presbiterio; concepito nelle due chiese come sacello a sé stante, rialzato dal piano della navata per accentuare la focalizzazione prospettica verso l’altare. Dopo la meta’ del XVII secolo, nella basilica di San Marco (1654-1657), Torriani, lasciando inalterate le dimensioni planimetriche ed altimetriche dell’impianto a tre navate e dell’area presbiteriale della chiesa precedente, e non modificando la struttura in elevato e di copertura, rienterpreta in maniera piu’ creativa la realta’ architettonica esistente, sperimentando inconsuete cadenze per movimentare le superfici murarie laterali e per articolare lo spazio in un’alternata varieta’ tra preesistenza (le nicchie quattrocentesche) e il suo inserto progettuale (le otto cappelle rettangolari); a cui aggiunge la ricca decorazione interna. Scelte di progetto che, pur adattando la basilica marciana agli orientamenti di funzione e di stile del periodo, attestano il superamento degli schemi cinquecenteschi verso nuove modulazioni della parete, che accomuna Orazio Torriani agli architetti contemporanei che lavorano a Roma tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento
- …
