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    Fare parentele nello Chthulucene: riprodurre la giustizia multispecie

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    Fare parentele attraverso pratiche multiformi, multispecie, multisituate non è mai stato così urgente. Chiamo Chthulu- cene questo tempo, il nostro tempo, per evidenziare i poteri e i processi dei mortali che insieme resistono alle maledizio- ni e alle lusinghe di Piantagionocene, Antropocene e Capita- locen

    Introdurre Making Kin. Fare parentele, non popolazioni.

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    Il tema centrale di Making Kin. Fare parentele non popolazioni mira a generare studi femministi sulla scienza in grado di modellare politiche di giustizia riproduttiva per tutte le spe- cie, politiche che siano pro-parentele e non-nataliste, e imma- ginari futuri che, nella crisi e nella devastazione ambientale attuali, sappiano sostenerle. Le pressioni legate all’umano e causate dall’umano sul pianeta, inclusi i nostri numeri in crescita e le ingiuste e devastanti pratiche estrattive del vivere e del morire, sono immensamente corrosive e distruttive per troppi modi di vivere, umani e non umani

    Por uma teoria do ciberfeminismo hoje: da utopia tecnocientífica à crítica situada do ciberespaço

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    A noção de tecnossocialidade desenvolvida no contexto dos estudos sociais de tecnologia (STS), amplamente debatida no âmbito da reflexão tecnofeminista, traz à tona a construção social de gênero e tecnologia, e a necessidade de considerar conjuntamente as tecnologias de gênero e a criação de tecnologias. Este ensaio analisa a contribuição teórica e prática do ciberfeminismo para o debate, analisando as fases utópica e crítica do ciberfeminismo, para se debruçar sobre o encontro entre o ciberfeminismo, o pensamento pós-colonial e o feminismo transcultural. Voltando à raiz política do pensamento de Donna Haraway sobre o conhecimento ciborgue e situado, o ciberfeminismo situado e transcultural recupera a dimensão encarnada das novas tecnologias e utiliza e analisa novas tecnologias de informação e comunicação considerando seus efeitos materiais e simbólicos em relação à dinâmica de produção e consumo, de colocação e mobilidade, para reivindicar uma ação feminista que brota dos contextos e histórias em que o entrelaçamento de corpos e tecnologias faz a diferença.AbstractThe notion of technosociality elaborated in the sphere of Social Studies of Technology (STS), is widely debated within technofeminist thought, and brings to the fore the social construction of gender and technology, and the necessity of considering the conjunctions of technologies of gender and the engendering of technologies. This essay analyses the theoretical and practical contribution of cyberfeminism to the debate, analysing the utopian and critical phases of cyberfeminism to explore the encounter between cyberfeminism, postcolonial thought and transcultural feminism. Returning to the political roots of Donna Haraway's thought on the cyborg and her situated thoughts, a situated and transcultural cyberfeminism recuperates the dimension embodied by new technologies, and adopts and analyses new information and communication technologies through considering material and symbolic effects in relation to the dynamics of production and consumption, of collocation and mobility, to then revindicate feminist action which emerges from those contexts and stories in which the entwining of bodies and technologies creates difference

    Postfazione. le parole delle parentele: dal tradurre al fare

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    In Making Kin. Fare parentele non popolazioni l’invito condi- viso a fare giustizia multispecie contro ogni sfruttamento suprematista emerge da sette tastiere differenti, e dunque da sette differenti posizionamenti personali e politici. Clar- ke, Haraway, Benjamin, Murphy, TallBear, Yu-Ling Huang e Chia-Ling Wu insieme, ma con argomentazioni e collocazio- ni diverse, sostengono che ai tempi del Capitalocene occorre ripensare la riproduzione della specie sapiens in relazione alla rigenerazione della Terra tutta, allo scopo di favorire il diffondersi di parentele transpecie, degeneri, crossrazziali

    Rosi Braidotti, Posthuman feminism

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    Ultimo di una trilogia iniziata con Il postumano. La vita oltre l’individuo, oltre la specie, oltre la morte. Vol. 1 (2013, ed. it. 2014) e Il postumano. Saperi e soggettività. Vol. 2 (2019, ed. it. 2022), questo volume sistematizza, con i pro e contro del caso, la riflessione sul femminismo postumano che Brai- dotti è stata tra le prime ad avviare e alimentare in Europa: un femminismo che riflette sulla fine dell’eccezionalismo e dell’antropocentrismo occidentali e apre alle connessioni con l’alterità organica e macchinica

    Le questioni vitali dell’intelligenza artificiale e la tecnoscienza femminista

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    Un approccio femminista all’IA non dovrebbe tanto, o perlomeno non soltanto, domandarsi dove sono le donne (categoria di analisi di per sé insufficiente e limitante) nella IA, e che tipo di conoscenza le esclude, quanto dove si colloca l’IA nel femminismo, e che tipo di mondo l’IA femminista può contribuire a con- figurare, riattualizzando quanto affermato da Sandra Harding (1986), quando auspicava il passaggio dalla domanda sulle donne nella scienza alla domanda sulla scienza nel femminismo
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