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La crisi del rapporto d'imposta
Negli ultimi anni, l’ordinamento tributario italiano è stato caratterizzato da una stratificazione legislativa e regolamentare che ha complicato, oltre ogni ragionevole misura, il modo di assolvere gli obblighi tributari dei contribuenti. Per certi aspetti, i nuovi adempimenti fiscali non hanno conseguito l’obiettivo che il legislatore si era prefissato, ovvero quello di prevenire e ridurre il rischio di evasione fiscale. Tutto ciò è stato avvertito dai soggetti passivi come un ingiustificato aumento degli adempimenti burocratici, oltre a quelli già esistenti. Pertanto, l’attuale contesto normativo ha messo in forte tensione il rapporto pubblicistico di assolvimento dei tributi, intercorrente tra fisco e contribuent
Il momento rilevante ai fini Iva. L'utilizzo dei buoni-corrispettivo
La Direttiva 2016/1065 del 27 giugno 2016, modificativa della Direttiva 2006/112 (Direttiva IVA), ha armonizzato nell’ordinamento europeo la disciplina IVA dei c.d. voucher o buoni-corrispettivo, introducendo disposizioni volte a re- golamentare in maniera uniforme il trattamento fiscale dei buoni che conferiscono al titolare il diritto all’acquisto di beni e servizi. Secondo il nuovo art. 30-bis della Direttiva 2006/112, il voucher è uno strumento che contiene l’obbligo di essere accettato come corrispettivo a fronte di una cessione di beni o una prestazione di servizi. L’ordinamento italiano, nel recepire le nuove regole impositive IVA entro il 1° gennaio 2019, col d.lgs. 29 novembre 2018, n. 141, ha introdotto nel D.P.R. 633/1972 gli artt. 6-bis, 6-ter, 6-quater e il comma 5-bis dell’art. 13. Il nuovo quadro normativo europeo ha avuto il pregio di eliminare forme di doppia imposizione o non im- posizione IVA, posto che il “momento” rilevante, al ricorrere del quale l’IVA diviene esigibile, è stato chiaramente fissato dal legislatore. Tuttavia, alcuni punti controversi non hanno ancora trovato soluzione, quali, ad esempio, la definizione delle ipotesi di esclusione e il trattamento tributario connesso allo scambio dei buoni-corrispettivo
L'armonizzazione europea della tassa rifiuti. L'applicazione del principio pay as you throw
La Direttiva 2018/851/UE, che dovrà essere recepita entro il 5 luglio 2020, impone agli Stati membri dell’Unione europea di istituire sistemi di tassazione dei rifiuti che devono incidere solo sull’inquinatore. Il prelievo dovrà essere parametrato sull’effettiva quantità di rifiuti generati. Dunque, qualsiasi forma di prelievo in materia di rifiuti dovrà assumere l’effetto di disincentivare scelte inquinanti e promuovere, invece, procedure di riciclo delle materie prime. Attualmente, negli ordinamenti nazionali vigono tributi che si uniformano più al principio “user pays” (l’utente paga il tributo anche se non è lui l’inquinatore), piuttosto che al principio “pay as you throw” (si paga l’imposta in base a ciò che si butta). La Direttiva, in forza di quest’ultimo principio, intende promuovere un sistema di tassazione proteso a salvaguardare l’ambiente, ma ciò – evidenzia il legislatore europeo – non può prescindere dall’armonizzazione dei sistemi nazionali di tassazione degli scarti
Monitoraggio post-chirurgico dei pazienti operati per carcinoma del grosso intestino
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Validità del controllo post-chirurgico nei malati operati per cancro del colon e del retto.
(La Garangola, Padova
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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