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Didier Fassin, La forza dell'ordine. Antropologia della polizia nelle periferie urbane, Bologna, La Linea 2013 [Paris 2011]
La recensione sintetizza e commenta il libro di Didier Fassin mettendo in evidenza la rilevanza delle questioni affrontate anche per il contesto sociale italiano
1. G.M. Ceci, Il terrorismo italiano. Storia di un dibattito, Carocci, Rom 2013
Recensione di uno studio di sintesi generalle sul dibattito scientifico, storiografico e pubblico in merito al terrorismo italiano e internazionale negli anni Settanta
De l'université à l'usine. Italie et Allemagne (1968-1973)
The article focuses on the declining phase of 1968 both in Italy and in Western Germany, with particular attention for changes concerning the relationships between workers and students. It will be argued that the specific interaction forms developed during the high phase of 68 were conducive for the successive transformation of part of the student movements into political militants devoted to the mobilisation of workers along a revolutionary path.
With regard to some categories and concepts offered by social scientists, the article highlights the most influential factors for the evolution of both the Italian and the West German students’ movements into fragmented groups with different political strategies.In fact, in both countries the students’ movements slowly dissolved in favour of other forms of political activism addressing the “proletariat” in different ways
L'Italia dei movimenti. Politica e società nella prima Repubblica
A fronte di una storiiografia orientata a fare del Sessantotto il movimento che più di ogni altro ha segnato sviluppi sociali, politici e culturali nella seconda metà del Novecento, il libro propone una lettura dei movimenti collettivi nell'Italia repubblicana in un più ampio orizzonte temporale, spaziando dalla seconda metà degli anni Cinquanta per giungere alla prima metà degli anni Ottanta. Ne risulta una ricostruzione che rivisita, ponendoli sotto una nuova luce, alcuni snoti fondamentali dei processi di mobilitazione della società civile e i rapporti che ne scaturiscno con le istituzioni - partiti e sindacati in primo luogo -, offrendo nuovi spunti di riflessione sul ruolo dei movimenti all'interno della "Repubblica dei partiti"
Terrorisme
Il lemma "terrorisme" viene affrontato negli slittamenti semantici subiti in Europa a partire dal fenomeno de "la terreur" dispiegatosi nel contesto rivoluzionario francese. Particolare attenzione è dedicata all'uso del termine da parte sia di chi si trova in posizioni di dominio ed esercita un potere politiico (come nella fase della terreur francese), sia di chi invece intende sfidare l'ordine costituito e i rapporti esistenti ricorrendo alla violenza come strategia di autolegittimazione politica (come nel caso del decabrismo russo di fino Ottocento, ma anche dei terrorismi europei nella seconda metà del Novecento)
Dall’anticolonialismo all’anti-imperialismo yankee nei movimenti terzomondisti di fine anni Sessanta
The article focuses on the rise of third-worldism as a form of political solidarity with many decolonization conflicts spread in the 1950s and 1960s and its transformation in a one-sided idea of anti-imperialism that put the US foreign politics at the centre of the international stage. This kind of selective criticism – addressing the so-called yankee imperialism – grounded principally on the US military intervention in Vietnam since 1965 but eventually it evolved in a kind of ideological paradigm that made of the USA the unique cause of all problems affecting states emerged from decolonization. This ideological turn hindered a deep and wide understanding of the complex and manifold forms of entanglements that followed, replaced and in some cases occurred as new factors within the world order established in the second half of the 20th century
Rita Levi Montalcini, Rossana Rossanda, Carla Lonzi - Drei verschiedene Formen von Engagement
Il saggio considera tre percorsi biografici di donne italiane molto diverse tra loro - la scienziata Rita Levi Montalcini, la pubblicista Rossanda Rossanda, la critica d'arte e teorica del femminismo Carla Lonzi - ma occumunate da una simile attitudine intellettuale che si traduce nella capacità di dare voce, pubblicamente, al loro particolare sguardo sul mondo e alla volontà di intervenire attivamente su ciò che ognuna di loro considerava cruciale per combattere inaccetabili forme di dominio e subordinazione sociale e di genere. L'analisi si avvale di strumenti concettuali sviluppati nell'ambito di considerazioni storiche più generali sul mutamento del ruolo degli intellettuali lungo il XX e l'inizio del XXI secolo e si sforza di mettere particolarmente a fuoco il ruolo, spesso volutamente negletto ma ancor più spesso inconsapevolmente ingnorato delle donne intellettuali. I tre casi considerati sono emblematici di questa propensione, basti pensare che Carla Lonzi, forse la più intellettuale tra le tre biografie, è anche colei che fino a tempi molto recenti ha goduto di minimo interesse culturale al di fuori degli studi più specifici sul femminismo italiano
Il potere: forme, rappresentazioni, contestazioni. Presentazione
Presentazione del dossier monografico su Potere: forme, rappresentazioni, contestazion
Hat der bewaffnete Kampf ein Geschlecht? : politische Militanz und Gewaltfrage im Italien der Siebziger Jahre. Eine Betrachtung aus der Gender-Perspektive
L'articolo affronta la dimensione di genere della lotta armata nel caso specifico di organizzazioni terroristiche italiane, tra cui le Brigate Rosse, cercando di intrecciare le testimonianze e la memoria, la dimensione soggettiva di alcune protagoniste con un approccio analitico contestualizzante le diverse forme della militanza politica femminile negli anni Settanta
From the soutien to the cooperation. Third Worldism in Italy among Centro di Documentazione Frantz Fanon and Movimento Liberazione e Sviluppo.
Lo scopo di questa ricerca è definire e analizzare storicamente quel movimento di solidarietà politica verso i movimenti di liberazione dei paesi del Terzo Mondo emersi in Italia tra gli anni '60 e '70, definiti come terzomondismo. La ricerca si è basata sull'analisi di due specifici protagonisti di un esplicito attivismo verso il Terzo Mondo come rappresentanti dei due principali filoni politici italiani, il marxismo e il cattolicesimo. In Europa c'erano le realtà della Nuova Sinistra, i circoli politici e culturali al di fuori dei partiti politici di massa a sentirsi più ispirati da questo tipo di interpretazione. In Italia, all'interno di una radicata cultura politica centrata sul ruolo fondamentale del proletariato, alcune organizzazioni hanno cercato di sviluppare un ragionamento del terzo mondo partendo dalle teorie di Frantz Fanon e dallo slancio di attivismo per la guerra d'indipendenza algerina. In particolare, l'esperienza del Centro di Documentazione "Frantz Fanon" di Milano, che costituisce il nucleo principale della mia tesi, rappresenta un caso esemplare da questo punto di vista. La sua attività principale era studiare, documentare, analizzare, sostenere concretamente la realtà della lotta anti-colonialista e antimperialista nei paesi del Terzo mondo nel tentativo di trovare punti di collegamento e di azione congiunta con le battaglie del movimento operaio europeo nella lotta contro l'imperialismo e il neocolonialismo. Allo stesso modo, il movimento "Liberazione e Sviluppo", nato dalla scissione di alcuni membri del movimento cattolico "Mani Tese", aveva lo scopo di promuovere una lotta antimperialista e anticolonialista in Italia in appoggio soprattutto alle lotte per l'emancipazione dei popoli dell'Africa chiamata portoghese. Questo obiettivo è stato perseguito in particolare cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sui crimini portoghesi in Africa, realizzata con l'indispensabile sostegno della NATO, attraverso pubblicazioni, organizzazione di eventi, dibattiti, riunioni, ecc.The aim of this research is to define and analyze historically that movement of political solidarity towards the liberation movements of Third World countries that emerged in Italy between the 1960s and the 1970s, defined as Third Worldism. The research was based on the analysis of two specific protagonists of an explicit Third World activism as representative of the two major Italian political strands, Marxism and Catholicism. In Europe there were the realities of the New Left, political and cultural circles outside the mass political parties to feel more inspired by this kind of interpretation. In Italy, within a deep-rooted political culture centered on the fundamental role of the proletariat, some realities have tried to develop a third-world reasoning starting from the theories of Frantz Fanon and the momentum of activism for the Algerian war of independence. In particular, the experience of the "Frantz Fanon" Documentation Center in Milan, which forms the main core of my thesis, represents an exemplary case from this point of view. His main activity was to study, document, analyze, disseminate and concretely support the realities of anti-colonialist and anti-imperialist struggle in Third World countries in an attempt to find points of connection and joint action with the battles of the European labor movement in the fight against imperialism. and neocolonialism. Likewise, the "Liberation and Development" movement, born of the splitting of some members of the "Mani Tese" Catholic movement, aimed to promote an anti-imperialist and anti-colonialist struggle in Italy in support above all of the struggles for the emancipation of the peoples of the Africa called Portuguese. This objective was pursued in particular by trying to sensitize the Italian public opinion on the Portuguese crimes in Africa, accomplished with the indispensable support of NATO, through publications, organization of events, debates, meetings etc
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