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    Adeguamento delle competenze della pubblica amministrazione sulla tutela del paesaggio: l'esperienza della Regione Sardegna

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    La Regione Autonoma della Sardegna sta svolgendo un’attività di alta formazione sulla tutela del paesaggio con attività didattiche capillarmente diffuse sul territorio. Il percorso didattico, denominato I.T.A.C.A., è finalizzato all'adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione ed è quindi rivolta a personale operante nei Settori Tecnici degli Enti Territoriali dalla scala Regionale a quella Comunale. Vengono illustrate le singolarità dei moduli didattici relativi alla Rappresentazione del territorio ed all'implementazione dei Sistemi Informativi a Base Geografica. Le finalità didattiche di tale modulo, esteso su tre blocchi formativi, tendono alla costruzione di una conoscenza approfondita sull'uso dello strumento cartografico numerico e sulla interazione fra progettazione di area vasta e pianificazione a livello locale.The Sardinia Region is making an high level training on the landscape protection with teaching activities widespread diffused on the territory. The didactics path called I.T.A.C.A., aims at the competences of Public Administration and is therefore addressed to the operating employees of the Technical Sectors of the Territorial Authorities from the regional to the municipal level. Are illustrated the peculiarities of the didactics modules related to the territorial representation and the implementation of Geographical Information System. The teaching aims of this module, divided into three educational sections, tend to the building of an in-depth knowledge on the use of digital cartography and on the interaction between a widespread land and local planning

    L’informazione geografica e la didattica. I nuovi orizzonti della geomatica

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    L'evoluzione della didattica, nei corsi universitari finalizzati alle applicazioni geo-topografiche, ha seguito negli ultimi venti anni gli sviluppi tecnologici derivanti dal passaggio dagli strumenti ottici e ottico-meccanici a quelli a funzionamento quasi totalmente digitale. E' il caso della cartografia che si è radicalmente trasformata da semplice "rappresentazione del territorio" su supporto cartaceo a Data Base di oggetti geograficamente riferiti o alla fotogrammetria che è passata da un complesso procedimento ottico-meccanico ad una procedura integrata di processi totalmente digitali dalla acquisizione delle immagini alla restituzione numerica

    Le ortofoto digitali ad alta risoluzione: nuove frontiere nelle analisi ambientali e territoriali

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    La costruzione di una base di conoscenza territoriale a scala regionale, omogenea per contenuti, tolleranze geometriche ed epoca delle acquisizioni appare oggi possibile solo con l’uso dei sensori digitali ad alta risoluzione su piattaforma aerea o satellitare. Le tecniche di produzione di ortofoto digitali, sia a colori che in bianco-nero, hanno conosciuto una buona diffusione ed una media rapidità esecutiva essendo basate tipicamente sul processo ibrido analogico-digitale che a partire da riprese aeree su pellicola conduce alla ortoproiezione digitale attraverso l’acquisizione digitale dei fotogrammi. La Regione Puglia, prima in Italia, ha acquisito la copertura ortofotografica a scala regionale eseguita con processo totalmente digitale e completata in pochi mesi. Lo strato informativo disponibile, strutturato in sezioni di ortofoto digitali a colori alla scala nominale 1:10.000, possiede una risoluzione a terra molto elevata (0,5 x 0,5 m) maggiore di tutti i prodotti ortoproiettati fino ad oggi disponibili in pari scala. Vengono esaminate le caratteristiche produttive dell’intero processo digitale, le prestazioni geometriche e radiometriche delle immagini e le problematiche connesse all’uso ed all’archiviazione di basi di dati raster di grandi dimensioni ed al loro impiego cartografico in ambiente GIS.The building of a base of land knowledge at regional scale, homogeneous in its contents, in its geometric resolution and time of acquisition, appears possible nowadays only with the use of high resolution airborne or satellite digital sensor. The production of digital orthophotos, both in colour and in black & white, have known a good diffusion and a medium executive speed being typically based on the hybrid analogical-digital process which starting from aerial shooting on film arrives at the digital orthoprojection through the acquisition of the single photo frames. The Puglia District (in south of Italy), first in Italy, acquired the global covering executed with a totally digital process and completed in a few months. The available layer of information, has a very high ground resolution (0,5 x 0,5 m) higher than all the satellite images available today on the same scale. The entire digital process are examinated, in particular the geometrical and radiometric performance of the images and the problems related to the use of raster data base of very high size and their integration in GIS procedures

    Attualità e futuro nella costruzione dei modelli digitali per l'archeologia

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    Tradizionalmente la documentazione per la ricerca archeologica prevede tra i vari tipi di dati da produrre anche l'acquisizione di dati grafici, di misure e dimensioni degli elementi analizzati per documentare caratteristiche geometriche e morfologiche. Il passaggio dalle tecnologie analogiche a quelle digitali ha posto il problema del corretto recupero dei materiali documentali d'archivio. Vengono affrontate le caratteristiche necessarie ad una corretta georeferenziazione sia del materiale documentale d'archivio che di quello di nuova acquisizione alla luce delle moderne tecnologie.Tradizionalmente la documentazione per la ricerca archeologica prevede tra i vari tipi di dati da produrre anche l'acquisizione di dati grafici, di misure e dimensioni degli elementi analizzati per documentare caratteristiche geometriche e morfologiche. Il passaggio dalle tecnologie analogiche a quelle digitali ha posto il problema del corretto recupero dei materiali documentali d'archivio. Vengono affrontate le caratteristiche necessarie ad una corretta georeferenziazione sia del materiale documentale d'archivio che di quello di nuova acquisizione alla luce delle moderne tecnologie

    Correlazioni spaziali degli insediamenti rupestri alla scala territoriale: salvaguardia e ricostruzione storica del paesaggio

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    Negli studi finalizzati all’habitat rupestre l’analisi mirata ai singoli elementi, privi del contesto geografico in cui si sono sviluppati, comporta gravi limitazioni nella ricostruzione storica delle tipologie, delle caratteristiche costruttive e delle correlazioni spaziali e sociali derivanti dal loro posizionamento sul territorio. Bisogna anche riconoscere, come appare evidente dalla letteratura esistente, la difficoltà degli autori nella collocazione spaziale (“cartografica”) degli elementi rilevati che non ha mai conosciuto una sistematicità ed omogeneità nella raccolta e diffusione dei dati. Allo stato attuale ci troviamo, quindi, in un grave difetto di conoscenza sulla distribuzione a scala regionale di questo habitat che dovrebbe generare, nella pianificazione di area vasta e ad iniziativa pubblica come i Piani Paesaggistici Regionali (in Puglia Piano Urbanistico Territoriale Tematico/Paesaggio) vincoli ed aree di rispetto necessarie alla loro salvaguardia. Una ricostruzione ed un’analisi dettagliata della disposizione geografica degli insediamenti rupestri, distribuiti sul territorio pugliese e lucano, si presenta con grandi difficoltà per l’elevatissimo numero di elementi ancora visibili e distribuiti su un’area di grande variabilità orografica e paesaggistica. Sono stimabili alcune migliaia di unità e gran parte di queste hanno conosciuto e vissuto un riutilizzo, con cambiamenti strutturali e funzionali, nel corso dei secoli. Tutto ciò, assieme a molti altri fattori, ha reso estremamente difficile il riconoscimento delle motivazioni originali che hanno portato al posizionamento, alla scelta e trasformazione strutturale e funzionale, oltre alla valutazione dei fattori distributivi che rispecchiano logiche insediative di grande variabilità

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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