22 research outputs found

    L'identità personale nella disabilità: (II) Le configurazioni dell'identità sessuale profonda in soggetti con disabilità mentale.

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    Mediante l’utilizzo di uno strumento psicometrico (il FDCT: Olivetti Belardinelli, 1982, 1994) intendiamo rilevare l’incidenza delle "barriere" (influenze ambientali, interculturali ed educative) sulla costruzione dell’identità sessuale profonda di disabili in contesti diversi – familiari, socio–educativi ed assistenziali – e con diverso inserimento socio culturale. Sono stati presi in esame 362 soggetti (147 donne e 215 uomini) nelle città di Roma, Lecce, Catania e Formia. Il tipo di assistenza ambulatoriale o domiciliare non risulta influenzare significativamente l’identità sessuale profonda. L’unica differenza significativa a questo proposito risulta essere quella delle donne ambulatorializzate nel fattore ‘Apertura e dialogo’. Sono state, inoltre, riscontrate differenze significative tra i soggetti rispetto alle diverse città in cui sono state effettuate le rilevazioni. Questi risultati sono stati interpretati a sostegno del modello sociale

    Compendio di diritto ecclesiastico

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    Il volume si propone di esporre in modo chiaro ed esaustivo le tematiche fondamentali del diritto ecclesiastico, al fine di offrire un agile ed efficace strumento di studio a coloro che devono prepararsi alla prova orale dell’abilitazione forense. Il volume si propone, altresì, di fornire una visione di sintesi della materia agli studenti universitari che devono sostenere l’esame di diritto ecclesiastico. L’uso del grassetto insieme all’indice sistematico agevolano lo studio, la memorizzazione e soprattutto l’individuazione delle tematiche più rilevanti in dottrina e in giurisprudenza. Il testo è aggiornato agli ultimi provvedimenti normativi che hanno inciso, anche indirettamente, sulla materia anche alla luce dell’emergenza Covid-19 ed ai più recenti arresti giurisprudenziali nazionali e sovranazionali

    Compendio di Diritto Ecclesiastico

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    Il volume si propone di esporre in modo chiaro ed esaustivo le tematiche fondamentali del diritto ecclesiastico, al fine di offrire un agile ed efficace strumento di studio a coloro che devono prepararsi alla prova orale dell’abilitazione forense. Il volume si propone, altresì, di fornire una visione di sintesi della materia agli studenti universitari che devono sostenere l’esame di diritto ecclesiastico. L’uso del grassetto insieme all’indice sistematico agevolano lo studio, la memorizzazione e soprattutto l’individuazione delle tematiche più rilevanti in dottrina e in giurisprudenza. Il testo è aggiornato agli ultimi provvedimenti normativi che hanno inciso, anche indirettamente, sulla materia anche alla luce dell’emergenza Covid-19 ed ai più recenti arresti giurisprudenziali nazionali e sovranazionali

    Compendio di Diritto Ecclesiastico

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    Il volume si propone di esporre in modo chiaro ed esaustivo le tematiche fondamentali del diritto ecclesiastico, al fine di offrire un agile ed efficace strumento di studio a coloro che devono prepararsi alla prova orale dell’abilitazione forense. Il volume si propone, altresì, di fornire una visione di sintesi della materia agli studenti universitari che devono sostenere l’esame di diritto ecclesiastico. L’uso del grassetto insieme all’indice sistematico agevolano lo studio, la memorizzazione e soprattutto l’individuazione delle tematiche più rilevanti in dottrina e in giurisprudenza. Il testo è aggiornato agli ultimi provvedimenti normativi che hanno inciso, anche indirettamente, sulla materia anche alla luce dell’emergenza Covid-19 ed ai più recenti arresti giurisprudenziali nazionali e sovranazionali

    Francesco Stefano di Lorena e l'abolizione del Sant'Uffizio. I processi Crudeli (1739-1747) nella Toscana della Reggenza

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    Il volume ricostruisce la lotta massonica nella Toscana della Reggenza, entro ilcontesto del moto riformatore avviato da Francesco Stefano di Lorena, e si concentra attorno a documenti nuovi o non vagliati finora in maniera esaustiva. Tenendo in vista il racconto dell’"Istoria della carcerazione del dottor Tommaso Crudeli" (opera di Crudeli stesso e del fidato Luca Antonio Corsi) e le direttive della Congregazione della Fede di Roma all’Inquisitore di Firenze, si fa uso, in particolare, delle note diaristiche di Antonio Cocchi affidate agli oltre 100 quadernetti delle sue "Effemeridi", dei documenti relativi a Tommaso Crudeli conservati nell’archivio della Grand Lodge di Londra e dei carteggi del marchese Antonio Niccolini: figura di spicco dell’aristocrazia e della cultura fiorentina del primo Settecento, che fu uno dei motori dell’azione di sostegno al prigioniero del Sant’Uffizio. Nel contesto della persecuzione si colloca anche il pur ridotto epistolario di Tommaso Crudeli, che qui è ricostruito con l’integrazione di lettere inedite, tra le quali spicca quella davvero ragguardevole, anche perché in italiano, inviata a Crudeli dal ministro inglese Horace Mann, che testimonia lo stretto vincolo intercorrente tra i due. Al caso di Tommaso, segue lo studio e la trascrizione di materiali che integrano utilmente la vicenda dello scontro tra potere temporale ed ecclesiastico a margine della massoneria, relativi al ‘secondo’ processo Crudeli; quello celebrato in sede civile contro Antonio, fratello minore di Tommaso, incriminato e condannato per aver attentato alla vita del padre vallombrosano Prospero Celandri. La vicenda è affidata al racconto di un inedito "Estratto", che fu opera di un altro vallombrosano, il padre Francesco Maria Romani, priore del convento di Santa Trinita a Firenze; all'Estratto si affiancano le carte superstiti del processo, qui trascritte, conswervate negli atti degli Otto di Guardia e di Balia.In fine, un capitolo è dedicato alle lettere di Lady Walpole, figura eroica della massoneria, ad Antonio Niccolini: le lettere documentano la conoscenza della Walpole con l’abate padovano Antonio Conti, anch’egli finito nelle mire del Sant’Uffizio veneziano, ma difeso dalle sue parentele in seno all’aristocrazia veneziana, e, soprattutto, la sua famigliarità col marchese Antonio Niccolini

    La trasformazione dello spazio liturgico nelle chiese medievali di Napoli durante il XVI secolo: alcuni casi di studio

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    Prendendo spunto da studi recenti sulla trasformazione dello spazio sacro fra tardo Medioevo e prima Età Moderna, questo articolo esamina alcuni casi di rimozione del coro dalla navata delle principali chiese medievali di Napoli. Un esempio precoce è offerto dalla chiesa del Carmine, in cui il coro fu trasferito in uno spazio sopraelevato all’ingresso nel 1480. L’iniziativa è riconducibile alla necessità di disporre di uno spazio sufficientemente ampio, adeguato al rango acquisito dalla chiesa nella seconda metà del secolo, quando l’edificio, ubicato nei pressi della grande piazza del Mercato, fu definitivamente inserito nel circuito murario e divenne meta di processioni e rituali pubblici, nonché sede di numerose corporazioni artigianali. La liberazione della navata favorì inoltre la massima visibilità di due immagini medievali di culto, l’icona della Madonna Bruna e il Crocifisso miracoloso, tuttora oggetto di devozione e fulcro visivo dell’intero edificio. Partendo da una testimonianza dello storico napoletano Giovanni Antonio Summonte, che attribuiva al frate domenicano Ambrogio Salvi il merito di aver introdotto per primo a Napoli questo nuovo tipo di allestimento, si esaminano quindi altri casi di riconfigurazione del coro e del santuario nelle chiese degli ordini mendicanti, in particolare a San Pietro Martire, a San Lorenzo Maggiore e a Santa Chiara, oltre che nella cattedrale di Napoli e nelle principali basiliche urbane. L’iniziativa di Salvi in San Pietro Martire, di cui fu priore nel 1551, è ricondotta da Summonte alla maggiore comodità dei frati e dei laici, ma sulla base di altre fonti è possibile stabilire che, come in altri casi analoghi in Italia, l’operazione s’inquadrava nella più generale necessità di conferire massimo risalto all’altare maggiore, su cui Salvi fece collocare un tabernacolo eucaristico, presumibilmente riconducibile alla tipologia a tempietto adottata con sempre maggiore frequenza in età controriformistica. In San Lorenzo Maggiore, il coro fu invece rimosso in seguito a una delibera dei frati del 1563, mentre era priore Ottaviano Caro, che aveva partecipato alla fase conclusiva del Concilio di Trento. L’iniziativa fu motivata, come in san Pietro Martire e al Carmine, dalla necessità di “magnificare e adornare la chiesa” a vantaggio dei laici e dei frati, e aumentò la visibilità del grande altare marmoreo di Giovanni da Nola, celebrato nelle guide napoletane di età successiva per i suoi raffinati rilievi. Summonte scrive inoltre che la nuova soluzione non fu adottata né in Santa Chiara, né in Cattedrale. Nella prima, il coro fu mantenuto nella navata, sia perché l’edificio era già sufficientemente ampio, sia perché dietro l’altare si trovava la tomba di Roberto d’Angiò, fondatore della chiesa. L’importanza di questo monumento per la storia dell’edificio e della città intera è senza dubbio il motivo per cui si mantenne l’antico allestimento medievale, sebbene importanti novità si registrino a fine Cinquecento nella riconfigurazione dell’altare con la creazione di un ciborio sul modello delle basiliche romane e con l’istallazione di un tabernacolo eucaristico a tempietto, ritratto in una medaglia commemorativa della vittoria nella battaglia di Lepanto. In cattedrale invece, secondo Summonte, non si volle alterare l’allestimento del santuario concepito a inizio Cinquecento dal cardinale Oliviero Carafa. Anche in questo caso però sono documentate modifiche all’area presbiteriale per opera dell’arcivescovo Alfonso Gesualdo, che fece rimuovere le tombe dei sovrani angioini favorendo la creazione di un vero e proprio pantheon arcivescovile, che enfatizzava il legame dell’episcopato cittadino con la tradizione cristiana delle origini anche attraverso un nuovo ciclo pittorico realizzato dal pittore Giovanni di Balducci. Gesualdo fece anche rimuovere il coro dalla navata, ma il suo successore Decio Carafa, discendente di Oliviero e appartenente a un casato che aveva occupato quasi ininterrottamente la carica arcivescovile, lo fece ripristinare nella navata, ristabilendo così la tradizione antica e il prestigio familiare. Nel frattempo però il nuovo allestimento col coro posto dietro l’altare maggiore era stato adottato nelle principali basiliche urbane, San Giorgio Maggiore, Santa Maria Maggiore e San Giovanni Maggiore. In tutti questi edifici, successivamente ricostruiti o profondamente alterati, la rimozione del coro servì innanzitutto a favorire la visibilità del santuario, enfatizzando le antiche memorie visive della chiesa locale. Tutti questi casi dimostrano che la liberazione della navata e la maggiore enfasi sull’altare maggiore dipesero da fattori non sempre riconducibili alle norme post-conciliari, ed esprimevano un legame consapevole con la tradizione locale, aspetto fondante dell’identità cittadina

    ADDITIVE EFFECT OF MUTATIONS IN LDLR AND PCSK9 GENES ON THE PHENOTYPE OF FAMILIAL HYPERCHOLESTEROLEMIA.

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    Patients homozygous or Compound heterozygous for LDLR mutations or double heterozygous for LDLR and apo B R3500Q mutation have higher LDL-C levels. more extensive xanthomatosis and more severe premature coronary disease (pCAD) than simple heterozygotes for mutations in either these genes or for missense mutations in PCSK9 gene. It is not known whether combined mutations in LDLR and PKCS9 are associated with such a severe phenotype. We sequenced Apo B and PCSK9 genes in two patients with the clinical diagnosis of homozygous FH who were heterozygous for LDLR gene mutations. Proband Z.P. (LDL-C 13.39 mmol/L and pCAD) was heterozygous for an LDLR mutation (p.E228K) inherited from her father (LDL-C 8.07 mmol/L) and a PCSK9 mutation (p.R496W) from her mother (LDL-C 5.58 mmol/L). Proband L.R. and her sister (LDL-C 11.51 and 10.47 mmol/L. xanthomatosis and carotid atherosclerosis) were heterozygous for all LDLR mutation (p.Y419X) inherited from their mother (LDL-C 6.54 mmol/L) and a PCSK9 mutation (p.N425S) probably from their deceased father. The LDL-C levels in double heterozygotes of these two families were 56 and 44% higher than those found in simple heterozygotes for the two LDLR mutations, respectively. The two PCSK9 Mutations are novel and were not found in I 10 controls and 80 patients with co-dominant hypercholesterolemia. These observations indicate that Fare missense Mutations of PCSK9 may worsen the clinical phenotype of patients carrying LDLR mutations

    Análise de teses de programas interdisciplinares na UFSC: em questão as citações das teses de doutorado do Programa Interdisciplinar em Ciências Humanas no período de 2010 a 2011

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    TCC (graduação) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Ciências da Educação, Curso de Biblioteconomia.Pesquisa que trata da análise de citações em teses do Programa de Pós-Graduação Interdisciplinar em Ciências Humanas da Universidade Federal de Santa Catarina. Objetiva analisar as teses interdisciplinares em Ciências Humanas, para mapear as características da produção científica citadas nas teses do período de 2010 a 2011. Desenvolve uma pesquisa de natureza documental, descritiva e quantitativa. Realiza a análise das referências das teses, por meio da qual, obtêm dados referentes ao tipo de autoria, idioma, tipo de publicação, produtividade dos periódicos e autores mais citados. As variáveis foram analisadas sob o prisma da comunicação científica, dos estudos bibliométricos e da interdisciplinaridade. Os resultados obtidos possibilitaram identificar que a maioria dos documentos utilizados para embasar as pesquisas analisadas, foram livros (39, 76%) publicados por um autor (79,76%) e em português (68,37%), e ainda quando considerados os artigos (18,43%) publicados em revistas periódicas, a Revista Estudos Feministas obteve maior incidência de citações (6,11%). Conclui que estudos desta natureza são relevantes na medida em que os dados resultantes da análise de citação representam análise do embasamento teórico usado para o desenvolvimento das pesquisas dessa área interdisciplinar de conhecimento e possibilitam mapear as influências e, de alguma forma, contribui para entendimento do desenvolvimento desse programa no âmbito da pós-graduação do Brasil.Research that deals with the analysis of citations in theses Program Graduate Interdisciplinary Sciences, Federal University of Santa Catarina. Aims to analyze the theses interdisciplinary Humanities, to map the characteristics of scientific theses cited in the period 2010-2011. Develops a research nature documentary, descriptive and quantitative. It performs analysis of the references of theses, whereby, obtain data on the type of authorship, language, type of publication productivity of journals and authors cited. The variables were analyzed through the prism of scientific communication, the bibliometric studies and interdisciplinarity. The results enabled us to identify that most of the documents used to support the studies analyzed were books (39, 76%) published by an author (79.76%) and Portuguese (68.37%), and even when considering the articles (18.43%) published in medical journals, the journal Feminist Studies had the highest incidence of citations (6.11%). Concludes that such studies are relevant to the extent that the data resulting from the citation analysis represent the theoretical analysis used for the development of research in this interdisciplinary area of knowledge and enable mapping the influences and somehow contributes to understanding the development this program within the graduate Brazil

    Narrare con le immagini. Culture Visuali e Medical Humanities

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    Il saggio si sofferma sulla cultura visuale quale strumento di conoscenza del sé professionale per cui lo studente è incoraggiato a sviluppare competenze nelle ricerche culturali all’interno del complesso dibattitto che investe lo spazio sociale dei media, dell’arte, della costruzione dell’immaginario, e più in generale ad essere in grado di dispiegare queste competenze nel proprio ambito professionale. Le metodologie didattiche che si servono di supporti audio e video appaiono essere quelle che maggiormente stimolano le riflessioni degli studenti, favorendo il recupero e l’elaborazione di aspetti emotivi della propria esperienza formativa e il potenziamento di competenze riflessive
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