675 research outputs found

    Resistenza a corrosione da CMAS di barriere termiche (TBCs): influenza della microstruttura, materiali e architettura del rivestimento

    No full text
    Le barriere termiche (TBC) sono rivestimenti ceramici applicati su componenti metallici nelle sezioni calde delle turbine a gas industriali (IGT), dove le temperature dei gas sono superiori al punto di fusione dei substrati metallici. Le TBC forniscono isolamento termico alle parti metalliche sottostanti: agendo in sinergia con un sistema interno di raffreddamento ad aria, le TBC riducono le temperature superficiali del metallo. Lo “stato dell’arte” delle TBC è la zirconia stabilizzata con il 7-8% in peso di Y2O3 (YSZ) che ha un alto punto di fusione (2690°C), una stabilità di fase sopra i 1200°C, e bassa conducibilità termica. Un tipico sistema di rivestimento comprende un'architettura a doppio strato, in cui uno strato YSZ poroso e termoisolante è depositato mediante spruzzatura al plasma su un bondcoat metallico (leghe MCrAlY, M = Ni, Co o NiCo) che protegge il substrato di superlega dall'ossidazione e migliora l'adesione dello strato superiore. Durante l'esposizione ad alte temperature, tra questi due strati, si forma per ossidazione del bondcoat uno strato chiamato thermally grown oxide (TGO) costituito da α-Al2O3. Il cedimento delle TBC può essere dovuto sia a sollecitazioni termiche cicliche indotte dall’accensione e spegnimento delle turbine, che provocano la nucleazione e la crescita di cricche, sia alla degradazione chimica. Quando le turbine a gas operano in ambienti polverosi, possono ingerire polveri di silicati, che poi formano depositi fusi a base di miscele di CaO-MgO-Al2O3-SiO2 (CMAS) sulla superficie dei componenti delle parti calde. Il presente lavoro è incentrato sullo studio di sistemi TBC con una maggiore resistenza chimica ai depositi di CMAS. La prima parte di questa tesi studia l’infiltrazione e il meccanismo di reazione tra la CMAS e i rivestimenti 8YSZ con diverse microstrutture: porose ottenute tramite atmospheric plasma spraying (APS) utilizzando materie prime a standard e ad elevata purezza; dense-vertically cracked (DVC) APS; microstrutture colonnari ottenute tramite suspension plasma spraying (SPS). È stato riscontrato che la CMAS attacca la YSZ dissolvendo i suoi bordi grano e che l’utilizzo di un materiale a bassa purezza accelera la dissoluzione. Nella seconda parte di questo lavoro, dopo aver identificato la microstruttura DVC come la più promettente in termini di resistenza a corrosione da CMAS, sono stati effettuati test su tre nuovi rivestimenti: ZrO2 drogata con Gd/Yb/Y, Gd2ZrO7 e ZrO2 con 55% in peso di Y2O3. Tutti sono stati prodotti con una microstruttura DVC e depositati sullo stesso tipo di bondcoat. 8YSZ porosi e DVC sono stati utilizzati come termine di confronto. Inoltre, sono stati testati sei sistemi a doppio strato, in cui la 8YSZ con microstruttura porosa o DVC è stata impiegata come strato inferiore ad uno strato DVC di Gd/Yb/Y, Gd2ZrO7 e ZrO2 con 55% in peso di Y2O3. Questi sistemi sono stati sottoposti a test di corrosione CMAS e test di ciclaggio termico (TCF). I rivestimenti multistrato hanno mostrato una durata a TCF più lunga rispetto ai rivestimenti monostrato. D'altra parte, i test CMAS hanno mostrato che i nuovi materiali hanno una migliore resistenza alla corrosione. Il DVC Gd2ZrO7, ha mostrato un'eccellente resistenza alla corrosione CMAS dovuta alla formazione di uno strato solido di Gd-apatite all'interfaccia con CMAS fusa che blocca l'ulteriore reazione e rallentata la penetrazione di CMAS. La combinazione di uno strato superiore di Gd2ZrO7 con uno strato inferiore poroso 8YSZ mostra una maggiore resistenza a TCF. Sebbene il sistema a doppio strato non raggiunga la stessa resistenza TCF del puro YSZ, la combinazione tra una ragionevole durata a TCF e un'eccellente resistenza CMAS lo rende una buona scelta per le turbine che operano in condizioni ambientali ostili.Thermal barrier coatings (TBCs) are refractory-oxide ceramic coatings applied on metallic components in the hot section of industrial gas turbines (IGT), where gas temperatures are higher than the melting point of the metallic substrates. TBCs provide thermal insulation the underlying metal parts: acting in synergy with an internal air-cooling system, TBCs reduce the temperatures of the metal down to tolerable levels. The “state of the art” for TBCs is 7-8 wt.% (≈3.5 mol.%) Y2O3-stabilized zirconia (YSZ) with high melting point (2690 °C), phase stability up to 1200 °C, and low thermal conductivity. A typical coating system comprises a bi-layer architecture, where a porous, thermally insulating YSZ layer is deposited by plasma spraying onto a metallic bond coat (MCrAlY alloys, M = Ni, Co or NiCo) which protects the superalloy substrate against oxidation and improves the top layer adhesion. During exposure to high temperatures, between these two layers, a further layer called thermally grown oxide (TGO) made of α-Al2O3 is formed by oxidation of the MCrAlY bond coat. Failure of TBCs during service can be due either to the cyclic thermal stresses induced by starting and stopping the turbine, which cause the nucleation and growth of delamination cracks, or by chemical degradation. Specifically, when gas turbines operate in dusty environments, they can ingest silicate powders, which then form molten deposits based on CaO-MgO-Al2O3-SiO2 (CMAS) mixtures on the surface of hot-section components. The present work is especially focused on studying TBC systems with improved chemical resistance to molten CMAS deposits. The first part of this Thesis studies the infiltration behaviour and reaction mechanism between the CMAS deposit and 8YSZ coatings with various kinds of microstructures: porous, layers from atmospheric plasma spraying (APS) of standard and high-purity YSZ feedstock; a dense-vertically cracked (DVC) APS layer; and a columnar YSZ coating obtained by suspension plasma spraying (SPS). It was found that CMAS attacks YSZ by dissolving its grain boundaries, and a low-purity material accelerates the dissolution by molten CMAS. It was also found that the DVC microstructure is effective for reducing the infiltration of molten CMAS. In the second part of this work, having established the DVC microstructure as the most promising for improved resistance to CMAS corrosion, tests were carried out on three novel coating materials: Gd/Yb/Y co-doped ZrO2, Gd2ZrO7 and ZrO2-55 wt.%Y2O3. All were manufactured as DVC layers on the same type of MCrAlY bond coat. Porous and DVC 8YSZ were employed as terms of comparison. In addition, six ceramic bilayers systems were also tested, where 8YSZ with either porous or DVC microstructure was employed as a bottom layer under a DVC top layer of either Gd/Yb/Y co-doped ZrO2, Gd2ZrO7 or ZrO2-55 wt.%Y2O3. These systems were subjected to CMAS corrosion tests and thermal cycling fatigue (TCF) tests. Multilayered coatings showed longer thermal cycling fatigue life compared to monolayer coatings. On the other hand, CMAS tests showed that the novel materials do exhibit improved corrosion resistance. DVC Gd2ZrO7 layers, in particular, exhibited excellent CMAS corrosion resistance because the formation of a solid Gd-apatite layer at the interface with molten CMAS blocked further reaction and slowed down CMAS penetration. The combination of a Gd2ZrO7 top layer with a porous 8YSZ bottom layer shows enhanced resistance to thermal cycling fatigue. Although the bi-layer system does not attain the same TCF resistance of pure YSZ, the combination between reasonable TCF life and excellent CMAS resistance makes it a good choice for turbines operating in demanding environmental conditions

    L'uno e il molteplice: su Catull. 5

    No full text
    In Catull. 5, the author cleverly works out two ancient topoi (‘let’s love, because the night/death is coming’; ‘kisses are the joy of lovers’), gaining a well balanced structure of the poem. In comparison with contemporary Graeco-Roman poetry (erotic epigrams – such as Philod. AP 9, 570 –, the Epitaph of Bion), both themes are handled with a remarkable taste for originality, especially in their ‘numerical’ aspects, in order to put special emphasis on the basic contrast between nox una and basia mille

    POTDESIGN educo/produco

    No full text
    Piani di Orientamento e Tutorato (POT) 2017-2018 / MIUR: Titolo del Progetto: [POTDESIGN educo/produco] Classe L-4 DISEGNO INDUSTRIALE Scheda di Candidatura codice POT1849001); Progetto approvato con Decreto MIUR del 04.03.2019; Importo del Progetto finanziato Euro 563.750,00; Durata del Progetto entro il 31.12.2019; Ateneo Capofila: Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", Rettore Prof. Giuseppe Paolisso; Referente Nazionale del Progetto: Prof. Sabina Martusciello, Presidente CdS DESIGN E COMUNICAZIONE; Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, Direttore Prof. Luigi Maffei Referente di Sede del Progetto: Prof. Maria Dolores Morelli Delegata Orientamento del Dipartimento; Il Piano prevede attività di formazione volta a indirizzare agli studi universitari gli allievi delle scuole, attraverso laboratori "per il riconoscimento delle abilità e lo sviluppo delle vocazioni" ed è stato redatto patrimonializzando la best practice del Gruppo di Ricerca LANDesign®. Il Presidente del CdS Design e Comunicazione ha costruito il Progetto “POTDESIGN educo/produco” formando una cordata Nazionale alla quale hanno aderito 12 di 15 Atenei con attivi CCdSS della Classe L4 - DISEGNO INDUSTRIALE - Università degli Studi di Firenze, referente di Sede Prof. Francesca Tosi - Politecnico di Torino, referente di Sede Prof. Paolo Tamborrini - Università degli Studi di Palermo, referente di Sede Prof. Dario Russo - Università degli Studi di Camerino, referente di Sede Prof. Luca Bradini - Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, referente di Sede Prof. Stefania Camplone - Università degli Studi di Perugia, referente di Sede Prof. Paolo Belardi - Università di Roma La Sapienza, referente di Sede Prof. Sabrina Lucibello - Università degli Studi di Genova, referente di Sede Prof. Giulia Pellegri - Politecnico di Bari, referente di Sede Prof. Rossana Carullo - Alma Mater Studiorum Università di Bologna, referente di Sede Prof. Elena Formia - Università degli Studi di Ferrara, referente di Sede Prof. Dario Scodelle

    Giovani, Solidarietà e Reti Sociali in Zone Vulnerabili del Sud in Tempo di Covid

    No full text
    Il lockdown ha rappresentato un importante banco di prova per la maturità dell’associazionismo nell’essere un punto di riferimento per la popolazione. Le associazioni hanno dovuto ripensare il loro agire andando incontro a nuovi bisogni e alle necessarie limitazioni. Da un lato, la solidarietà e il senso di comunità hanno aggregato nuovi volontari, dall’altro si sono pesantemente aggravati i termini delle diseguaglianze e si rileva la fatica di qualsiasi riflessione rivolta al futuro in un presente tutto ancora transitorio. Di fronte a queste sfide, abbiamo voluto intervistare le associazioni operanti in un’area del Sud caratterizzata da un’elevata vulnerabilità socio-economica, quale l’area metropolitana di Napoli, aventi come target i giovani o contraddistinte dall’impegno dei giovani nell’associazione stessa. Attraverso 20 interviste semi-strutturate, condotte tra settembre e novembre 2020, si sono indagate le pratiche associative e come queste sono cambiate durante il lockdown, l’impegno dei giovani prima e durante il lockdown e le connessioni stabilite dalle associazioni per fronteggiare l’emergenza e una crescente fragilità. I risultati evidenziano come i giovani siano effettivamente difficili da coinvolgere nel volontariato, ma rilevano anche come in molti casi la pandemia abbia funzionato da attivatore di giovani della comunità, in condizioni normali non impegnati in pratiche di solidarietà, che sono resi disponibili ad aiutare laddove c’era bisogno. Inoltre, le associazioni hanno dato grande prova di maturità modificando o reinventando completamente le loro pratiche per essere davvero al servizio della popolazione e, in alcuni casi, anche ripensando e ricostruendo logiche di relazione con altri attori

    Membranotropic peptides mediating viral entry

    No full text
    The means used by enveloped viruses to bypass cellular membranes are well characterized; how- ever, the mechanisms used by non-enveloped viruses to deliver their genome inside the cell remain unresolved and poorly defined. The discovery of short, membrane interacting, amphipathic or hydrophobic sequences (known as membranotropic peptides) in both enveloped and non- enveloped viruses suggests that these small peptides are strongly involved in breaching the host membrane and in the delivery of the viral genome into the host cell. Thus, in spite of noticeable differences in entry, this short stretches of membranotropic peptides are probably associated with similar entry-related events. This review will uncover the intrinsic features of viral membranotropic peptides involved in viral entry of both naked viruses and the ones encircled with a biological membrane with the objective to better elucidate their different functional properties and possible applications in the biomedical field

    Mobilità: vissuto, desideri e prospettive di altrove

    No full text
    Il contributo discute il rapporto tra i giovani e lo spazio geografico richiamando le teorie sulla mobilità giovanile e i risultati della rilevazione Ipsos per il Rapporto Giovani 2022. Nel capitolo viene presentato un inquadramento teorico della situazione della mobilità dei giovani italiani, con particolare riferimento alle motivazioni e alle condizioni strutturali di opportunità; a seguire, vengono analizzati i dati, raccolti nella rilevazione Ipsos, sui vissuti di mobilità e di radicamento territoriale degli intervistati nonché sulle previsioni di mobilità nel futuro. I risultati mostrano come un numero consistente di intervistati risieda nel luogo di origine e che le prospettive sul futuro denotino una vera e propria frattura di orizzonti. Se coloro che risiedono nel luogo di origine non prevedono di andare via, chi è andato via non prevede e non vuole rientrare a «casa». Nelle conclusioni si presentano alcune implicazioni di questa prima fotografia della propensione alla mobilità al tempo di una pandemia non ancora alle spalle

    Il mosaico delle professioni turistiche

    No full text
    Il contributo esamina il mosaico delle professioni turistiche mediante l'identificazione dei fabbisogni del settore turistico, sia formativi che di carattere informativo, e fa il quadro dell'offerta formativa relativa al settore nella regione Lazio

    L’innovazione nel turismo tra definizione e metodologie di misurazione: un dibattito ancora aperto

    No full text
    Dall’analisi della letteratura più recente non è possibile derivare una definizione condivisa a livello multidisciplinare di innovazione in ambito turistico e questo viene segnalato come il principale nodo critico sollevato tanto in ambito scientifico quanto dagli esperti del settore. Negli ultimi dieci anni si è assistito ad un decisivo aumento degli autori che concentrano la loro ricerca sull’innovazione applicata al settore dei servizi; comparto tuttavia profondamente variegato e che comprende settori produttivi molto eterogenei tra loro
    corecore