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Francesco Somaini. La stagione americana (o Memorie dell'"età del ferro")
In occasione di una mostra che presenta un importante nucleo delle opere di Somaini che sono appartenute a importanti collezioni americane, vengono presi in esame i contatti da lui intrattenuti negli anni Cinquanta-Sessanta con figure come Rockfeller, Philip Johnson, Winston Malbin, all'interno di una riflessione storico-critica sulle ragioni del suo successo americano dell'epoca, esplicitatosi in un serrato confronto con l'arte europea e americana del periodo, nei confronti della quale Somaini ha espresso una peculiarità nel connettere conoscenze tecniche con esplorazioni formali originali
Somaini in America. Somaini e l'America
In apertura dell'attività della Fondazione Francesco Somaini a Milano, il volume, realizzato per la mostra inaugurale, costituisce un ulteriore approfondimento sul tema delle relazioni tra lo scultore italiano e l'ambiente artistico americano, in relazione alla sua presenza nelle mostre e nel collezionismo degli anni Cinquanta-Settanta, e agli interventi da lui realizzati in spazi pubblici di alcune città americane (Atlanta, Philadeplhia, Rochester)
Francesco Somaini. Alle origini del sacro
The text regards the way into which the Italian artist Francesco Somaini has confronted with the themes of sacred art, with particular attention to the works he realized at the end of the Sixties for a project about the relation to life, death and regeneration in his way of creating plastic forms for a "retablo" that he exhibited during a show in Palazzo Te in Mantova. That project has been object of a reprise in his thinking about his work in a letter to the Italian critic Enrico Crispolti, very close to the artist. The opportunity to exhibit all the scultpures that were part of that project, with the documents and pictures concerning that moment, permitted to pursue the reflections about the terms into which Somaini related to the themes of "sacred" as part of his inspiration and his way of creating in his sculpture of different moments, starting with the "Crosses" he realized at the end of the Fifties
Verticale-Assolonne
General view; The agitated and twisted external surfaces, creating effects of picturesque disorder, establish a dialectic relationship similar to that found in volcanic activity, between endogenic tension and external phenomena (lava flows, mountains of cinders). Somaini further reinforced the metaphor by moving from the heat processes of these works to cold metallic materials such as cast iron and iron conglomerate, with which he broke into the ranks of the Art Informel movement that dominated the 1950s. Source: Grove Art Online; http://www.oxfordartonline.com/ (accessed 6/12/2009
F. SOMAINI, L'epistola V e l'ipotesi di un dossier dantesco per Enrico VII,
Il saggio propone l’ipotesi che l’epistola V di Dante sia stata scritta
in un momento molto ravvicinato rispetto al VI canto del Purgatorio, e che i due
componimenti siano stati concepiti come una sorta di dittico poetico-letterario
e retorico-politico da presentare a Enrico VII in vista della sua prossima (e però
già annunciata) venuta in Italia. In primo luogo si argomenta che Purg. VI sia
stato composto tra l’estate e l’autunno del 1310 a Poppi o comunque nel Casentino,
e si analizzano le analogie di contenuto tra il canto e il messaggio politico
della coeva epistola V. Vengono poi presi in esame punti di contatto e differenze
tra il progetto politico di Enrico VII e le idee di Dante, per concludere che canto
ed epistola potrebbero essere state composte in parallelo per presentare l’autore
come ispiratore della politica imperiale, ma che le differenze di orientamento
con l’imperatore potrebbero aver portato al fallimento del progetto di Dante.
The article argues that Dante’s epistle V was composed in close temporal proximity
to the VI canto of the Purgatorio, and that these two texts were conceived
as a poetic, rhetorical and political diptych to be presented to Henry VII in the
wake of his imminent, and already announced, Italian mission. First I suggest
that Purg. VI was composed between the summer and the fall of 1310 in Poppi,
or in the Casentino. Then I analyze the analogies between the canto and the
political message of the contemporary epistle V. Finally, I examine similarities
and dissimilarities between Henry’s political project and Dante’s ideas. I conclude
that the canto and the epistle might have been composed together for
presenting their author as an inspirer of the imperial politics, but also that Dante’s
project likely failed because of the differences between his conceptions and
Henry’s
F. SOMAINI, Per Giuseppe Galasso. Una piccola testimonianza
L'intervento svolge alcune riflessioni sulla storiografia "includente" di Giuseppe Galasso. E si sofferma poi sui ricordi dell'autore nei suoi rapporti con Galass
F. SOMAINI, Filippo Maria e la svolta del 1435
Nel Medio Evo (e per vero dire non solo allora) la cattura di un re poteva essere un grosso affare per chi riusciva in simili colpi. Se ne potevano ricavare ingenti riscatti e spesso anche altri importanti vantaggi di natura politica o territoriale. Nel 1435 Filippo Maria Visconti, con la vittoria ottenuta da una sua flotta genovese nella battaglia di Ponza contro Alfonso d’Aragona, riuscì nell’impresa di mettere le mani non solo su uno, ma addirittura su due re: lo stesso Alfonso, che regnava sull’ampia costellazione di regni facenti capo alla corona d’Aragona e il fratello Giovanni, re di Navarra. Nella battaglia finirono anzi catturati più di cento altri importanti principi e baroni provenienti dal Regno di Napoli e dai numerosi altri stati del sistema politico cui Alfonso si trovava a capo. Per la potenza aragonese era di fatto un colpo mortale, mentre il duca di Milano si ritrovò di fronte all’opportunità inopinata non solo di diventare l’arbitro dei destini del Regno di Napoli (conteso fra Alfonso e Renato d’Angiò), ma anche di assicurarsi una cospicua fonte di entrate finanziarie e di imporsi di fatto come il dominus dell’intero scacchiere politico peninsulare. Eppure il duca scelse di liberare i suoi prigionieri senza alcun riscatto e di concludere con Alfonso una strana e frettolosa alleanza (che si rivelò decisiva per risollevare le sorti aragonesi, ma che non parve politicamente troppo utile dal punto di vista visconteo).
Il saggio indaga su questa strana vicenda. Se ne analizzano le premesse (le relazioni di Filippo Maria con Angioini ed Aragonesi); se ne ricostruisce lo svolgimento (la battaglia di Ponza e soprattutto gli eventi che ne seguirono) e se ne considerano le conseguenze. Il saggio si conclude con una riflessione sulle ragioni e le modalità di quella svolta politica, che finì oggettivamente per cambiare il corso della storia italiana e in parte anche europea, e che rivelò i limiti e le contraddizioni della visione politica dell’ultimo dei Visconti
Mappe informatiche e storia. Considerazioni metodologiche e pirme ipotesi cartografiche sui domini orsiniani
Il saggio, maturato nell’ambito di un’esperienza di ricerca PRIN, consta di due diverse sezioni. Nella prima sezione si svolgono delle considerazioni di ordine metodologico circa l’utilità sul piano conoscitivo della cartografia storica di tipo informatico (intesa come costruzione di mappe informatiche di carattere storico), e si avanzano nel contempo delle osservazioni circa le grandi potenzialità euristiche dei GIS (Geographic Information Systems) di argomento storico. A tele proposito vengono in particolare sviluppati alcuni argomenti a sostegno del fatto che questo particolare strumento informatico sembra offrire la possibilità per gli storici di superare alcuni degli ostacoli – di ordine pratico non meno che concettuale – che in passato hanno di fatto impedito o fortemente condizionato la realizzazione al di fuori di un contesto prettamente divulgativo di una seria cartografia storica di tipo scientifico.
I GIS, infatti, essendo uno strumento di lavoro emendabile all’infinito, liberano di fatto lo studioso (e l’utente) dalla pretesa e dall’angoscia di dover pensare ad una cartografia che debba essere necessariamente considerata “definitiva”. Inoltre, essendo fondati sulla possibilità di far interagire tra loro un livello potenzialmente infinito, di strati (layers) informativi, i GIS offrono la possibilità per un verso di realizzare mappe che esprimano un singolo e determinato punto di vista (per esempio quello fornito da una singola e fonte storica) e per un altro verso di far interagire fra loro strati diversi.
La seconda parte del saggio cercando di offrire alcuni esempi di queste potenzialità mostra alcune prime ipotesi cartografiche (realizzate in ambito GIS) relative ad una realtà territoriale che mai in precedenza era stata “cartografata”: quella dei domini dei principi di Taranto alla fine del Medioevo (al tempo cioè in cui questo vasto aggregato di feudi si ritrovò ad essere nelle mani della casa dei principi Orsini del Balzo). La serie di 6 mappe che corredano il saggio, e che si riferiscono al periodo 1399-1465, rappresentano in effetti una rappresentazione del tutto inedita della realtà storica del più grande complesso feudale del Regno di Napoli della fine del Medio Evo e mettono a disposizione della comunità scientifica uno strumento di raffigurazione di cui a tutt’oggi non si disponeva
F. SOMAINI, La cartografia storica. Considerazioni a premessa di un possibile progetto geomatico sulle geografie (anche fiscali) del regno di Napoli tra età angioina e aragonese
Lectura Dantis Lupiensis vol. 2 - 2013
Si tratta della pubblicazione, provvista di breve introduzione, del ciclo di conferenze organizzate dai curatori del volume e tenutesi nel maggio 2013 a Lecce, per la seconda edizione di quella che è storicamente la prima iniziativa di lecturae Dantis sotto egida universitaria nella città salentina. Contiene i contributi di Francesco Somaini («Dante e il quadro politico italiano»), Giaime Rodano («La politica della Chiesa al tempo di Dante»), Marcello Ciccuto («Cortesia e dismisura: i compagni avversi di Brunetto Latini [Inferno XVI]»), Rosario Coluccia («Lettura di Purgatorio XV»), Francesco Tateo («Fato e fortuna in Dante: un percorso didattico nella Commedia»)
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