1,066 research outputs found

    Aldo Setaioli, II proemio dei Carmina oraziani

    No full text
    Tordeur Pol. Aldo Setaioli, II proemio dei Carmina oraziani. In: L'antiquité classique, Tome 43, fasc. 1, 1974. p. 479

    Aldo Setaioli, Seneca e i Greci. Citazioni e traduzioni nelle opere filosofiche

    No full text
    Dubuisson Michel. Aldo Setaioli, Seneca e i Greci. Citazioni e traduzioni nelle opere filosofiche. In: L'antiquité classique, Tome 59, 1990. p. 377

    Recensione di K. KAVAFIS, Non sono morti gli dèi. Kavafis e l’eredità dell’Ellenismo, a cura di Aldo Setaioli

    No full text
    Review of Konstantinos KAVAFIS, Non sono morti gli dèi. Kavafis e l’eredità dell’Ellenismo, Antologia poetica con testo greco a fronte, traduzione, introduziοne e note di Aldo Setaioli, Calligraphia [poesia] 27, Graphe.it Edizioni, Perugia 2023, 224 pp., ISBN 9788893721912.Compte rendu de Konstantinos KAVAFIS, Non sono morti gli dèi. Kavafis e l’eredità dell’Ellenismo, Antologia poetica con testo greco a fronte, traduzione, introduziοne e note di Aldo Setaioli, Calligraphia [poesia] 27, Graphe.it Edizioni, Perugia 2023, 224 pp., ISBN 9788893721912.Recensione di Konstantinos KAVAFIS, Non sono morti gli dèi. Kavafis e l’eredità dell’Ellenismo, Antologia poetica con testo greco a fronte, traduzione, introduziοne e note di Aldo Setaioli, Calligraphia [poesia] 27, Graphe.it Edizioni, Perugia 2023, 224 pp., ISBN 9788893721912

    Aldo Setaioli, Arbitri Nugae. Petronius’ Short Poems in the Satyrica : Frankfurt am Main, Peter Lang, « Studien zur klassischen Philologie » Band 165, 2011

    No full text
    Yeh Wei-jong. Aldo Setaioli, Arbitri Nugae. Petronius’ Short Poems in the Satyrica : Frankfurt am Main, Peter Lang, « Studien zur klassischen Philologie » Band 165, 2011. In: Vita Latina, N°187-188, 2013. pp. 374-375

    The Poem at Petronius, Sat. 137,9

    No full text
    The poem at Petr. Sat. 137,9, the last to appear in the Oenothea episode, develops the theme of the omnipotence of money and, along with the prose narrative, provides a sobering assessment of the situation, in contrast with the literary idealization apparent in the previous verse intermezzos. It is cast in the form of a ‘Priamel’ listing the traditional lifestyles, which, however, appear to be made possible by money alone. Gold is more powerful than Jupiter himself – the tongue-in-cheek allusion to the mythological seduction of Danae and the final picture of the supreme god boxed up in the rich man’s money-chest actually border on the sacrilegious, like other poems in the Croton part of the Satyrica.Petronius adroitly weaves a fine literary web, in which themes taken from comedy and diatribe converge with a travesty and reversal of motifs from Alexandrian and Roman poetry, just as he conflates mythology and situations from everyday life.A final paragraph tackles textual and interpretive problems connected with specific points of the poem.Professor Aldo Setaioli was born inFlorence,Italy, on Feb. 10, 1941. He graduated in classics from theUniversityofFlorencein June 1966 with a dissertation on the allegorical interpretations of Virgil. Immediately after he was hired as an assistant professor for Latin Literature in the same university. In 1969 he was given charge of a chair for Latin Language and Literature at theUniversityofBologna, where he taught until 1976. In that year he attained full professorship and was transferred to theUniversityofPerugia, where he successively held the chairs for Latin Grammar and for Latin Language and Literature. He retired on November 1, 2002 for reasons of health, though later he completely recovered.From 1973 to 1982 he was a member, and subsequently head, of the editorial staff of the philological journal Studi Italiani di Filologia Classica, then edited by Professor Alessandro Ronconi. At present he is a member of the ‘Consejo Asesor’ of the Spanish philological journal Cuadernos de Filo-logía Clásica. Estudios Latinos published by the Universidad Complutense ofMadrid.His scientific interests span the fields of both Latin and Greek literature. In particular he devoted his attention to such writers as Seneca and other Stoics, Virgil, Horace, Servius, Macrobius, Petronius, as well as several others. He has also studied the beliefs on afterlife in philosophy and religion atRomeand in Greek and Roman late antiquity.His publications include seven books and over 130 papers – some of which are extensive – published in philological journals inItalyand abroad, including several in foreign languages. He has also edited two miscellaneous books and published translations of books and papers into and from foreign languages. He has often lectured at conferences or as an invited guest in Europe and inAmerica, in Italian, English, Spanish, French, and German

    Il silenzio di Didone, le parole di Cornelia. Due note su Virgilio e Properzio

    No full text
    L’incontro tra Enea e Didone nell’oltretomba è denso di modelli epici. Il personaggio di Didone trova certamente un modello in Aiace, campione omerico di virilità ed eroismo e modello tragico di eroe trattato ingiustamente; ma il confronto con Odisseo in Iliade 3.217 finisce inevitabilmente per complicare il facile parallelismo Enea/Didone = Odisseo/Aiace più volte sottolineato dalla critica. Didone è non solo Aiace ma anche Odisseo, al pari di Enea; forse anche un Odisseo migliore, dato che l’eloquente silenzio di Aiace e Didone rappresenta una risposta senza dubbio vincente alle parole di Odisseo ed Enea 17. Il silenzio di Didone, paradossalmente, sembra portare all’estremo l’abilità oratoria dimostrata da Odisseo stesso nell’Iliade. Codici epici ed elegiaci contribuiscono ambedue a determinare il comportamento di Enea e Didone, in modo tale da creare una situazione del tutto particolare che enfatizza il pathos della scena: da una parte Didone, pur rivitalizzando modelli di varie eroine tragiche, fa mostra di una durezza virile ed eroica, mentre dall’altra l’emozionalità tipica degli eroi epici è ulteriormente sottolineata in Enea dall’influenza di quella che Harrison definisce la “unconventional gender-characterization of elegy, whose male lovers were often seen as soft and effeminate”. Il mutismo di Didone offre a sua volta un modello contrastivo e paradossale alla loquace Cornelia di Properzio 4.11. Cornelia incoraggia il marito a pensare a lei in termini del tutto opposti a Didone: non l’imago di una regina africana suicida, che non ha saputo restare fedele al marito defunto e si è lasciata prostrare da una Fortuna avversa, ma la facies/simulacrum di una nobildonna romana orgogliosamente uniuira, discendente dei grandi generali romani che sottomisero l’Africa, che ha regolato la propria vita solamente secondo i valori trasmessi a lei dagli antenati; e, soprattutto, un’ombra che – almeno nei sogni notturni del marito – promette di non restare muta quando lui le rivolge la parola

    Un esempio della ricezione di Lucano nel Medioevo: Giovanni di Salisbury

    No full text
    Si offre una classificazione ed un'analisi completa di tutte le citazioni di Lucano presenti nel Policraticus di Giovanni di Salisbur

    In causa ius est positum. Note su due frammenti di Alfeno

    No full text
    Lo studio di Silvia Stucchi analizza dal punto di vista linguistico e stilistico due frammenti di Alfeno Varo. Scopo dello studio è ribadire la dignità anche letteraria dei testi giuridici che costituiscono il "Corpus Iuris Civilis" ribadendo la loro dignità formale, tale per cui essi meriterebbero di essere inseriti nel canone dei classici presentato dalle antologie della letteratura latina

    Iacopo Angeli traduttore di alcuni esametri omerici

    No full text
    Nelle sue traduzione di due opuscoli plutarchei (De Alex. fort. aut virtute e De fortuna Romanorum) Iacopo di Angelo (c. 1370-1411) inserisce proprie traduzioni in esametri latini di passi di Omero: questo metodo di traduzione si allontana dai precetti che in quegli stessi anni Leonardo Bruni andava diffondendo su una traduzione in prosa dei poemi omerici e rappresentano un unicum oltre che un'ulteriore distanza tra Bruni e Iacopo. Le versioni di Iacopo non risentono di altre traduzioni, come quella di Leonzio Pilato, e attestano forse il possesso di un codice greco di Omero da parte di Iacopo
    corecore