1,721,224 research outputs found

    Ancora su poteri, relazioni, guerra nel regno di Ferrante d’Aragona. Studi sulle corrispondenze diplomatiche II

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    This volume has the same title of the one published in 2011. It collects a series of studies on the long reign of the second Trastàmara King of Naples, Ferdinand of Aragon (1458-1494), using mainly the great mass of information offered by diplomatic correspondences. The authors study some key events and protagonists of Italian history in the Quattrocento (the battle of Ponza, the condottiero Giacomo Piccinino, the journey of Lorenzo de’ Medici to Naples, the war of Ferrara) and important topics about politics and political communication: the relations between the Crown, the society and the fiscal institutions; the use of italian language in the autograph letters written by Lluís Dezpuig, a catalan; the “queenship” of the duchess of Ferrara / Il volume, che riprende il titolo di quello pubblicato nel 2011, presenta alcune ricerche sul lungo regno di Ferrante, secondo re aragonese di Napoli, utilizzando in maniera privilegiata lo straordinario patrimonio informativo costituito dalle corrispondenze diplomatiche. Alcuni cruciali eventi del Quattrocento italiano risultano irradiati di nuova luce (la battaglia di Ponza, le vicende regnicole del condottiero Giacomo Piccinino, il viaggio di Lorenzo il Magnifico a Napoli, la guerra di Ferrara), mentre emergono spunti stimolanti su temi afferentia originali ambiti di espressione del potere: i rapporti tra monarchia, società e istituzioni fiscali del regno napoletano; l’uso dell’italiano nelle lettere autografe del catalano Lluís Dezpuig; l’esercizio del “potere al femminile” da parte della duchessa di Ferrara

    Istituzioni, scritture, contabilità. Il caso molisano nell’Italia medievale (secc. XIV-XVI in.)

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    L’attenzione a una “storia documentaria” dei poteri tardomedievali si colloca al crocevia di una serie di ricerche recenti di grande interesse, legate d’un lato al rapporto fra scritture e potere, dall’altro ai processi di state-building. Il volume si propone di fare convergere questo fascio di tematiche attorno al case-study rappresentato dalle fonti relative alle comunità e alle grandi stirpi feudali e militari radicate in quel che ora consideriamo Molise e ai loro rapporti con la corona e con la capitale, Napoli, in età angioino-aragonese. Il caso molisano viene poi inserito nei più ampi scenari del Regno e della penisola, mettendo a fuoco lo specifico snodo costituito dal rapporto fra scritture cancelleresche e contabili e istituzioni nel costruirsi di relazioni complesse fra centri e territor

    Le cedole. Note sulle forme documentarie e linguistiche nell’amministrazione finanziaria del regno aragonese di Napoli

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    L’autore definisce tutti i significati della parola cedula/cedola nel lessico amministrativo del regno aragonese di Napoli mediante occorrenze tratte da fonti italiane, catalane e latine. Uno dei significati («elenco di pagamenti») sembra essere stato importato nel Mezzogiorno dagli ufficiali regi di origine catalana, mentre la definizione cedola di tesoreria, corrispondente al registro del tesoriere generale del re, è una creazione tarda degli eruditi napoletani, che definirono in questo modo una celebre serie archivistica ora distrutta. In realtà, quel tipo di registro era detto nel Quattrocento compte o libre ordinari. Esso non conteneva conti trascritti «alla rinfusa», secondo la tradizione storiografica, ma raccoglieva ordinatamente tutte le entrate e le uscite della tesoreria. The author defines every meaning of the word cedula/cedola in the administrative lexicon of the Aragonese Kingdom of Naples quoting occurrences from Italian, Catalan, and Latin sources. One of the meanings («list of payments») seems to had been imported to South Italy by Catalan officers of the king, while the definition cedola di tesoreria, corresponding to the accounts book of the king’s general treasurer, was a later creation of Neapolitan scholars, who gave this name to a famous archivial series, which is now destroyed. In fact, such a register was, in the 15th century, called compte or libre ordinari. It did not contain «random» accounts, according to the historiographical tradition, but recorded in good order all income and expenditure of the treasury

    Storia e memoria della pergamena bianca (1460-2020)

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    Storia del privilegio in bianco concesso da re Ferrante d'Aragona alla città di Cava [de' Tirreni] il 4 settembre 1460, del contesto in cui ciò avviene, della tradizione e della deformazione di questo evento nel lungo periodo, fino all'attualità, con focalizzazione sull'invenzione di una tradizione alternativa a metà Seicento. Pubblicazione in appendice di un dossier di documenti e test

    La processione del 2 giugno nella Napoli aragonese e la cappella di S. Maria della Pace in Campovecchio

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    [ITALIANO] La processione del 2 giugno commemorava la presa di Napoli da parte di Alfonso il Magnanimo, avvenuta nel 1442 dopo sette anni di guerra contro Renato d’Angiò. La processione, che come confermano nuove attestazioni documentarie ebbe luogo regolarmente in età aragonese, si ispirò a modelli iberici, ebbe un carattere prevalentemente militare al tempo di Alfonso, cortigiano al tempo del figlio Ferrante. Essa partiva dall’interno della città si chiudeva con una celebrazione liturgica nella chiesa di S. Maria della Pace in Campovecchio, nella pianura a oriente di Napoli, dove il Magnanimo era accampato. Particolare attenzione è data alle suggestioni di cui si caricò Campovecchio nei giorni stessi dell’assedio e all'importanza economica dell'intera area, occupata materialmente e simbolicamente dalla Corona. Viene contestata la tradizionale identificazione della chiesa, fondata dallo stesso Magnanimo e scomparsa già a metà Cinquecento, con quella omonima che ancora oggi si trova all’interno dell’ospedale cittadino dell’Annunziata. / [ENGLISH] The procession of 2nd of June commemorated the 1442 conquest of Naples by Alfonso the Magnanimous, after a seven years war against René of Anjou. The procession started from inside the city and ended after a Mass in the church of S. Maria della Pace in Campovecchio, in the eastern lowlands of Naples, where Alfonso had camped. Documentary evidence proves that the procession took place regularly during the Aragonese times. It derived from Spanish models; it had a military character under Alfonso, and a more courtly one under Ferrante. This paper focuses on the symbolic meanings of Campovecchio during the siege and on the economic wealth of Naples’ eastern lowlands, which were symbolically and materially occupied by the Crown. The church of S. Maria della Pace was founded by the Magnanimous and was destroyed in mid of 16th century. The author rejects the traditional identification of the church with the homonymous one that still exists within the Hospital of the Annunziata

    Manasse judìo todesco e Josep medico ebreo. Suppliche, ebrei e fisco nel regno di Napoli alla fine del Quattrocento

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    Many petitions of the Jews to the Aragon Kings of Naples during the 15th cent. are included in the letters sent by the Regia Camera della Sommaria, whose registers have been the most important sources used by scholars such as Ferorelli and Colafemmina. The essay offers a critical edition of two rare original petitions presented around 1495-98 by Manasse, probably an askenazi, and Joseph, a Sicilian physician recently immigrated to the Kingdom. Manasse proposed an innovative reform of the taxes regarding the Jewish communities. Complaining about his illegal detention, Joseph asked the Royal secretary to transfer his case to another judge. It emerges that both Jews were skilled in dealing with the Royal administration and were in control of political and juridical language of the Royal officers. Despite the critical conditions in which they lived in those years, Jews regularly interacted with Christian authorities in order to pursue their political and private issues

    Come nasce una città. Cava aragonese: la costruzione di una identità

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    Come nasce una città? A Cava, la città degli uomini nacque prima come comunità giuridica e politica, poi come città di pietra, come Borgo Scacciaventi. L’una e l’altra furono create dalle famiglie più importanti della valle nel corso di varie generazioni, fra la fine del Trecento e il primo Cinquecento, quando una federazione di villaggi rurali, l’«università di Cava e Sant’Adiutore», si trasformò in una città vera e propria, la Cava che conosciamo. Le tappe di questo processo sono analizzate in questo libro, alla luce del contesto storico e grazie allo studio di fonti edite e inedite e al confronto con la storiografia più recente: il conflitto con Salerno, alla cui giurisdizione Cava si sottrasse intorno alla fine del ’200; l’elevazione a città e a diocesi, con l’abate della S.ma Trinità, signore e padrone del luogo, che diventa vescovo di Cava (1394), la condizione di città demaniale (1432), la concessione della pergamena bianca e di vantaggi fiscali e giurisdizionali (1460), lo scontro con la Badia per la gestione delle risorse naturali (1497-1514), la seconda elevazione a diocesi (1514), lo sviluppo urbanistico del borgo Scacciaventi (XVI sec.). L’identità della città fu costruita, collegialmente, da un patriziato urbano che seppe cogliere le migliori occasioni per incrementare i diritti giuridici e fiscali dei cavesi. La fedeltà ai sovrani aragonesi, rappresentata simbolicamente dalla pergamena bianca e dalle insegne della città con i colori degli Aragona, fu per secoli l’elemento portante di questa identità, anche quando fu collegata a un evento mai avvenuto. Nel Seicento, infatti, la storia della pergamena bianca fu falsificata per rafforzare gli argomenti contro l’infeudazione di Cava. Saggi di Bianca De Divitiis, Giuseppe Foscari, Amalia Galdi, Davide Morra, Davide Passerini, Francesco Senatore, Pierluigi Terenz

    Cedole e cedole di tesoreria. Note documentarie e linguistiche sull’amministrazione aragonese nel Quattrocento

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    [ITALIANO] L’autore definisce tutti i significati della parola cedula/cedola nel lessico amministrativo del regno aragonese di Napoli mediante occorrenze tratte da fonti italiane, catalane e latine. Uno dei significati («elenco di pagamenti») sembra essere stato importato nel Mezzogiorno dagli ufficiali regi di origine catalana, mentre la definizione cedola di tesoreria, corrispondente al registro del tesoriere generale del re, è una creazione tarda degli eruditi napoletani, che definirono in questo modo una celebre serie archivistica ora distrutta. In realtà, quel tipo di registro era detto nel Quattrocento compte o libre ordinari. Esso non conteneva conti trascritti «alla rinfusa», secondo la tradizione storiografica, ma raccoglieva ordinatamente tutte le entrate e le uscite della tesoreria. / [ENGLISH] The author defines every meaning of the word cedula/cedola in the administrative lexicon of the Aragonese Kingdom of Naples quoting occurrences from Italian, Catalan, and Latin sources. One of the meanings («list of payments») seems to had been imported to South Italy by Catalan officers of the king, while the definition cedola di tesoreria, corresponding to the accounts book of the king’s general treasurer, was a later creation of Neapolitan scholars, who gave this name to a famous archivial series, which is now destroyed. In fact, such a register was, in the 15th century, called compte or libre ordinari. It did not contain «random» accounts, according to the historiographical tradition, but recorded in good order all income and expenditure of the treasury
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