1,721,064 research outputs found
L'assente presenza. I servizi di telefonia erotica tra rappresentazioni e pratiche del corpo
Obiettivo di questo articolo è discutere il ruolo giocato dal corpo in una particolare forma di sex work: i servizi di telefonia erotica. In questa tipologia di lavoro l’interazione tra operatrice e cliente è mediata dal telefono e questo rende apparentemente assente la dimensione del corpo. Attraverso l’analisi in profondità delle conversazioni tra operatrici e clienti, nel corso del capitolo verranno discusse le molteplici modalità attraverso cui le operatrici, attraverso una narrazione culturalmente competente, sono in grado di rendere il corpo ‘un’assente presenza’ (Shilling 1993)
Recensione a: Isabel Georges, Les opératrices du téléphone. La face cachée d'un métier relationnel en France et en Allemagne
recensione al volum
Nuove soggettivazioni: appunti sulla costruzione dell'identità di genere dei e delle giovani di origine marocchina residenti in Italia
Sulla scorta di una ricerca transnazionale di stampo sociologico svolta tra il Marocco el‟ Italia, obiettivo di questo contributo è esplorare le modalità narrative attraverso cui gli/le giovani di origine marocchina residenti in Italia articolano la propria esperienza identitaria di genere. Alla tensione tra appartenenza ed esclusione sia nel paese di arrivo che nel paese di destinazione, ragazze e ragazze rispondono attraverso nuove forme di soggettivazione che fanno riferimento ad uno spazio simbolico transnazionale che permette loro di sottrarsi alle aspettative provenienti da entrambi i modelli culturali e di trovare un proprio spazio di libertà e di identificazione soggettiva. Sotto il profilo metodologico, l‟ articolo si basa su 25 interviste con ragazzi/e tra i 15 ei 23 anni e realizzate attraverso una metodologia narrativa
I genitori LGBT+ tra impossibilità simbolica e lavoro di visibilità nella relazione con spazi pubblici e istituzioni educative. Quali sfide per la ricerca empirica.
Nel contesto italiano, la mancanza di un riconoscimento consolidato, sul piano legale e simbolico, del legame genitori-figli/e nelle coppie omogenitoriali costringe le famiglie nella forma dell’imprevisto nel momento in cui incontrano gli spazi collettivi. Questo ha importanti conseguenze sulle modalità con cui l’identità genitoriale e il senso di “essere famiglia” sono costruiti e negoziati nella relazione con il mondo esterno. L’articolo si propone di evidenziare come una situazione di questo tipo interroghi sia la pratica professionale, in particolare nei servizi educativi e di cura, sia la metodologia della ricerca. A partire dai dati della ricerca Family Lives ed entro una cornice teorica ecoculturale sulla genitorialità, saranno messe in luce le forme attraverso cui le coppie omosessuali con figli incontrano gli spazi pubblici, le strategie di visibilità situata che mettono in atto e i modi con cui queste interpellano le professioni educative. Inoltre, si metterà in evidenza come la relazione tra intimità e spazi collettivi costituisca una sfida epistemologica che interroga la ricerca pedagogica e le sue prassi, soprattutto in riferimento al rischio di riprodurre meccanismi di oppressione silenziando o sovrascrivendo le voci di esperienze familiari non normative.In the Italian context, the lack of established legal and symbolic recognition of the parent-child bond in LGBT+ couples forces to frame the families as “unexpected” as they encounter collective spaces. This has important consequences for how parental identity and the sense of "being family" are constructed and negotiated in relationship with the outside world. The article highlights how this situation questions both professional practice, particularly in educational and healthcare services, and research methodology. Starting from data of the Family Lives research and within an ecocultural theoretical framework on parenting, the research explores the ways homosexual couples with children encounter public spaces, the strategies of situated visibility they enact, and how these families challenge the educational professional practices. In addition, the article will highlight how the relationship between intimacy and collective spaces constitutes an epistemological challenge that questions educational research and its practices, especially concerning the risk of reproducing mechanisms of oppression by silencing or overwriting the voices of non-normative family experiences
Sfidare i confini del genere
Editoriale al numero monografico "Sfidare i confini del genere
Same-Sex Parents Negotiating the Law in Italy: Between Claims of Recognition and Practices of Exclusion
Italy represents a particular case in the panorama of Southern Europe; it is going through a very crucial moment when issues of sexual politics are at the forefront of the political and societal debate. Against the backdrop of the plurality of ways in which individuals arrange their intimate lives, the increased visibility in the public and political sphere of LGBT issues, and the de-traditionalisation of gendered relations, we are witnessing a strong, at times violent heterosexist/conservative backlash. Against this background LGB individuals organise their intimate lives, make reproductive choices and develop strategies to protect themselves and their most vulnerable next of kin. Drawing on qualitative interviews with gay and lesbian couples in Italy this chapter aims to investigate the intersection between the context and the ways in which individuals in same-sex relationships organise their intimate lives. It highlights the impact of the law and the socio-cultural context on the intimate choices of individuals, but also contribute to the growing body of literature that complicates the assimilation/disruption dyad and caution against the translatability of notions of heteronormativity and homonormativity
Da San Precario a Wonder Queer: rappresentazioni di genere nell'attivismo precario italiano
Il presente contributo si propone di aprire uno spazio di riflessione a proposito di come la dimensione di genere sia entrata in gioco (e sia stata più o meno destrutturata) nel processo di produzione e di affermazione dei nuovi immaginari e identità sociali della precarietà. Interpretando il genere quale costrutto material-semiotico (Haraway, 1999), sarà nostro interesse descrivere e mettere in rilievo dapprima (attraverso un breve excursus di carattere teorico) come l’immaginario simbolico tradizionalmente legato al lavoro ed al movimento operaio abbia raccolto e contribuito a riprodurre un preciso modello di maschilità egemone (Carrigan, Connell e Lee, 1985; Connell, 1995) e, di rimando, di rapporto tra le differenti forme di maschilità e femminilità. Quindi, attraverso il riferimento a diversi artefatti simbolici (testi, immagini, performance) prodotti dai gruppi e dalle reti che in Italia si mobilitano contro la precarietà, mostreremo come l’aver sostituito al piano della rappresentanza quello della rappresentazione abbia contribuito a far emergere (e, in un secondo momento, a tematizzare esplicitamente) l’ordine simbolico di genere che fa da sfondo tanto alle relazioni lavorative, quanto alla narrazione di nuove identità sociali, problematizzando così le relazioni tra soggettività individuale e collettiva, lavoro e non lavoro, maschile e femminile
"Inspire and conspire": Italian precarious workers between self-organization and self-advocacy
The scenario we see today in the labor market in Italy is composed of a progressive proliferation of non-standard contracts. This involves first and foremost a problem of citizenship and welfare, due to the lower or almost nonexistent possibility of access to social rights associated with these types of contracts. Faced with this situation, over the last ten years, Italy has seen the emergence of a complex social movement to counter precariousness. This movement at first concentrated its efforts in the rewriting of the symbolic vocabulary and imagination at work, in an attempt to consolidate the precarious as a collective subjectivity beyond its traditional representations. In recent years, however, this process of “self-representation” in terms of a collective narrative is matched by a process of “self-advocacy”: an effective self-organization of temporary workers to handle the conflict in the workplace. In a scenario of no confidence in political parties and trade unions in addressing the issue of precariousness, these movements refuse the delegation of the conflict, promoting instead a modality of action based on the organizational form of the network, sharing knowledge and direct representation. This paper explores two particular movement experiences in the Italian context
- …
