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    Minaccia, sfida, opportunità. Una panoramica sulle contaminazioni

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    Introduzione al concetto di contaminazione in ottica diacronica e interdisciplinar

    Gli dèi nascosti: una lettura di Pretexta, di Federico Campbell

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    Questo articolo, focalizzato sul primo e più celebre romanzo del messicano Federico Campbell, Pretexta (1979), analizza innanzitutto il suo elusivo e ambiguo antagonista: l’anonimo sovrintendente dell’archivio di stato di Tijuana, ambientazione principale della vicenda. Dopo una riflessione sul contesto storico di Pretexta, si mostrerà che questo misterioso responsabile rappresenta l’intera casta politica messicana del tempo, colpevole di violente repressioni e censura dei media. Inoltre, verrà preso in considerazione anche il narratore principale di Pretexta, vero e proprio elemento ‘innaturale’ del romanzo e strettamente legato al personaggio del direttore.This paper focuses on the first and most famous novel by the Mexican author Federico Campbell, Pretexta (1979), and analyses its elusive and ambiguous antagonist, the unnamed director of Tijuana’s state archive, which is the main setting of this work. After a reflection on the historical context of Pretexta, it will be explained how this mysterious overseer represents the Mexican political caste of that time, responsible for violent repressions and media censorship. Moreover, this article will deal with Pretexta’s main narrator, that can be considered a real ‘unnatural’ element of the novel and, also, he is strictly tied to the forementioned director

    Nel limbo di Juan Rulfo: spettralità e allucinazione in Pedro Páramo

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    Il contributo, incentrato su Pedro Páramo (1955) di Juan Rulfo, consiste nell’analisi ravvicinata di uno dei passaggi più ambigui del romanzo e, in particolare, di due figure: la coppia di fratelli che accompagna Juan Preciado verso la morte. Se una lettura superficiale potrebbe consegnare l’episodio al paradigma del realismo magico o a quello contiguo della narrativa innaturale, che in buona sostanza vertono su una conciliante accettazione di qualsiasi elemento inverosimile, sarà piuttosto il ricorso a un’intervista del 1983 a sollevare delle riflessioni articolate sul rapporto fra autore, opera e lettore. In effetti, da un lato le dichiarazioni di Rulfo spiegano ed esaltano certe caratteristiche dei due personaggi che, senza le prime, tenderebbero a passare in sordina, quasi inosservate; dall’altro, invece, lo stesso intreccio di Pedro Páramo sembra smentire categoricamente questa intentio auctoris. Il cortocircuito dato dall’‘inattendibilità’ del medesimo Rulfo rende ancora più inestricabile la scena esaminata, alimentando l’indeterminatezza di un testo già opaco, ermetico e reticente.This paper, focused on Juan Rulfo’s Pedro Páramo (1955), is a close reading of one of the most cryptic episodes of the novel. More specifically, this article deals with the two brothers who accompany Juan Preciado to death. If, at first glance, these characters may be related to magical realism or unnatural narrative, both basically consisting in the normalization of any implausible content, a 1983 interview with Rulfo encourages more articulated considerations about the interaction between the author and the reader of Pedro Páramo. On the one hand, the explanations given by Rulfo prove to be perfectly coherent with some traits of the brothers which, without this interview, would go unno-ticed; on the other hand, it is also true that the very plot of Pedro Páramo seems to deny his intentio auctoris. Such a paradoxically unreliable –or at least dubious– interpretation makes the episode involving the brothers even more fascinating and exemplary for an already enigmatic novel

    [Ensayo-reseña:] Álvaro Cepeda Samudio, Obra Literaria, Edición crítica de Fabio Rodríguez Amaya y Jacques Gilard. Poitiers/Medellín: CRLA-Sílaba, 2017, 734 pp. Colección Archivos vol. 66

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    Ensayo-reseña sobre la Obra Literaria de Álvaro Cepeda Samudio, Edición crítica de Fabio Rodríguez Amaya y Jacques Gilard

    [Recensione a:] Efrén Giraldo, Cartas a una joven ensayista, Medellín, Fondo Editorial Universidad EAFIT, 2017, 144 p.

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    Sin duda el ensayo escrito en forma epistolar no es una propuesta original en el escenario de la literatura contemporánea: fue difundido en época romana, se consolidó a inicios del siglo xx con Rainer María Rilke (Briefe an einen jungen Dichter, Cartas a un joven poeta, 1929) y más recientemente lo han vuelto a proponer Mario Vargas Llosa (Cartas a un joven novelista, 1997), Maurice Béjart (Lettres à un jeune danseur, Cartas a un Joven bailarín, 2001), Edward O. Wilson (Letters to a young scientist, Cartas a un joven científico, 2013). Sin embargo, Cartas a una joven ensayista (2017) de Efrén Giraldo, que se dirige específicamente a una ensayista inexperta, resulta pionero en su género

    La casa grande

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    Nel dicembre del 1928 viene soffocato nel sangue lo sciopero dei lavoratori della United Fruit Company, compagnia bananiera statunitense. A sparare sugli operai, i soldati colombiani, ragazzi del popolo che il governo, da sempre fautore degli interessi dei latifondisti del Paese, invia per sedare la “rivolta”. La masacre de las bananeras è un episodio destinato a lasciare un segno indelebile nelle coscienze dei colombiani: García Márquez ne scriverà quarant’anni dopo in alcune memorabili pagine di Cent’anni di solitudine, e Cepeda Samudio – ricordato tutt’oggi come uno dei più grandi innovatori del-la letteratura colombiana contemporanea – ci offre la cronaca obliqua di quei giorni nient’affatto lontani. Se da un lato il male insiste nella storia della nazione e nella vita intima degli uomini che la abitano, dall’altro la modernità incalza tutt’intorno, ridisegna i confini, inventa nuovi e inauditi spazi

    Una 'vampira' en la selva: la mujer indígena en La Nieve del Almirante

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    One of the secondary characters in Álvaro Mutis’ La Nieve del Almirante (1986), the first novel about Maqroll, is an indigenous woman, both mysterious and beastly, who approaches the protagonist and almost rapes him. The description of the native woman, the act, and its consequences for Maqroll recall, on the one hand, local models which have been already recognized by Mutis’ scholars. On the other hand, certain traits stand out that recall the European Gothic imaginary, particularly the figure of the feminine vampire. By comparing these features with some counterparts from La Morte amoureuse (Gautier 1836), Carmilla (Le Fanu 1872), and Dracula (Stoker 1897), where lady vampires play a central role, parallels with La Nieve del Almirante will be shown that highlight a deep affinity and a certain ‘tropicalization’ of the most famous of the femmes fatales.Uno de los personajes secundarios de La Nieve del Almirante (1986) de Álvaro Mutis, primera novela sobre Maqroll el Gaviero, es una mujer indígena que, de manera sibilina y animal, se acerca al protagonista, casi lo viola y, después, se acuesta con él. La descripción de la nativa, de la cópula y de sus consecuencias para Maqroll remiten, por un lado, a modelos locales ya reconocidos por la crítica. Por otro lado, destacan algunos rasgos que evocan el imaginario gótico europeo y, más en detalle, la figura de la vampira. A través de una comparación con La Morte amoureuse (Gautier, 1836), Carmilla (Le Fanu 1872) y Dracula (Stoker 1897), donde ella desempeña un papel central, se demostrará, si no una influencia directa de estas obras en La Nieve del Almirante, por lo menos su profunda afinidad y cierta ‘tropicalización’, a la manera de Mutis, de la más célebre entre las femmes fatales

    I fantasmi del Gabbiere. Percorsi comparativi sul fantastico nella saga di Maqroll

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    Maqroll il Gabbiere è il personaggio più celebre dello scrittore colombiano Álvaro Mutis. Protagonista di un ciclo di romanzi e racconti, e prima ancora di diverse poesie, questo marinaio indolente attraversa una lunga serie di ‘imprese e tribolazioni’ attorno alla metà del ’900, per lo più in una Colombia appena dissimulata. Pur muovendosi in scenari apparentemente realistici, Maqroll si imbatte talvolta in figure, oggetti o luoghi che sfidano la sua comprensione, e la logica in generale. I fantasmi del Gabbiere indaga proprio queste incrinature, soffermandosi sulle intrusioni del fantastico – talora sottili, talora manifeste – nel ciclo narrativo di Maqroll. Attraverso un confronto con modelli canonici di questa modalità, ma pure con autori che, come Mutis, vi si rifanno senza aderirvi pienamente, il volume propone una serie di percorsi comparativi tra letteratura e arti visive, tra cinema e fumetto, costituendo un tassello pressoché inedito nel panorama degli studi sullo scrittore colombiano

    “Figli della stessa letteratura”: Maqroll il Gabbiere e Corto Maltese

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    Questo articolo è incentrato su Maqroll il Gabbiere e Corto Maltese, protagonisti rispettivamente della narrativa di Álvaro Mutis e dei fumetti di Hugo Pratt. Dopo una breve introduzione, dedicata per lo più a un dialogo fra Mutis e Pratt, si mostreranno alcune convergenze tra Maqroll e Corto nel segno della ‘degradazione’ del genere d’avventura e della comune influenza di Joseph Conrad. L’articolo, infine, proporrà un’analisi specifica dell’albo di Pratt Teste e funghi (1970) e del romanzo di Mutis La Nieve del Almirante (1986).This paper focuses on Maqroll el Gaviero and Corto Maltese, the main characters of Álvaro Mutis’s fiction and Hugo Pratt’s comic strips, respectively. After a brief introduction, mostly about an interview to both Mutis and Pratt, analogies will be shown between Maqroll and Corto. In particular, it will be analysed their ‘degradation’ of the adventure fiction, and the common influence of Joseph Conrad. Finally, this article will provide a close reading of Pratt’s comic book Teste e funghi (1970) and Mutis’s novel La Nieve del Almirante (1986)
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