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Famiglie migranti e relazioni intergenerazionali: sfide culturali, pratiche di rinegoziazione e mutamento sociale
International studies have confirmed the central role played by families in defining migration routes and strategies. Adopting a family perspective to view the migration phenomenon means observing the different relationships between the various components along a multi-generational temporal and relational axis. Migration experiences from one generation to another are very different, and they often underline or exacerbate generational differences. A generational approach could therefore be the leitmotiv of innovative debates in the field of contemporary migration studies. Furthermore, introducing generation as a key variable may help to understand migration processes through a broader perspective in this time of multiple crises and transformations. This contribution, which is of a theoretical nature, aims to reflect on state-of-the-art research in the field. Reviewing the most recent literature, it aims to add to the available knowledge by observing how cultural complexity, intergenerational relationships and renegotiation practices within migrant families could be regarded as empirical evidence of ongoing social change.Gli studi internazionali confermano il ruolo centrale svolto dalle famiglie nella definizione dei percorsi e delle strategie migratorie. Adottare una prospettiva familiare per osservare il fenomeno migratorio significa, in modo peculiare, indagare rete dei legami esistenti tra i vari componenti lungo un asse temporale e relazionale multigenerazionale. Le esperienze migratorie da una generazione all’altra sono difatti molto diverse e spesso possono sottolinearne o esasperarne le differenze. Un approccio generazionale può quindi rappresentare un leitmotiv di dibattiti innovativi nel campo degli studi sulle migrazioni contemporanee. Inoltre, nell’attuale periodo di crisi e trasformazioni multiple, l’introduzione della generazione come variabile chiave può aiutare a comprendere i processi migratori attraverso una prospettiva di più ampio respiro. Il contributo proposto di natura teorica, si propone di riflettere sullo stato dell’arte della ricerca incentrata sulle famiglie migranti. Passando in rassegna la letteratura più recente, esso mira ad arricchire le conoscenze disponibili osservando come le relazioni intergenerazionali, le complessità culturali e le pratiche di rinegoziazione possano essere considerate quali prove empiriche del mutamento sociale in corso
‘Second generation’: a theoretical reflection on an ever-changing concept
In recent decades, the issue of migrants’ children has received increasing attention within scientific research. This is due to the ongoing nature of the most current global migration phenomena. “Second generation” is the category often used in studies to define the field of reference, namely that of youth with foreign origin. However, this definition is sometimes generic or rather crossed by different interpretations depending on the application context, references considered or even used approaches. This contribution of theoretical nature aims to examine this concept by highlighting its empirical complexity. Based on a critical revision of classical and contemporary definitions, the analytical reflection focuses on a particular context, specifically the Italian one, about which the most recent conceptualisations proposed from below, for instance by the youth associationism’s world, are also considered. In conclusion, a broad conceptual reflection emerges that seeks to problematise the use of this ever-changing category
L’esperienza degli italiani emigrati in Belgio attraverso le generazioni: il ruolo dell’associazionismo
Sociology and Sociological Education in Italy Between Universities and Upper Secondary Schools
Dalla teoria alle variabili
Il volume si propone come una guida operativa rispetto al questionario,inteso come strumento di ricerca e di indagine nelle scienze umane esociali, focalizzandosi in particolar modo sulla sua costruzione pratica. Il libro affronta i temi dell’elaborazione delle domande e delle risposte, del campionamento, delle modalità di somministrazione e dell’esplorazione dei dati raccolti. Nel testo vengono affrontati i diversi argomenti con un approccio pratico, discutendo e presentando numerosi esempi di riferimento. Il volume è pensato infatti per aiutare e guidare gli studenti dei corsi di laurea che devono costruire un questionario durante il lavoro di tesi, oltre che i professionisti e gli operatori dei diversi settori. È inoltre incluso nei processi di diagnostica sociologica, psicologica, pedagogica
L’interpretazione dei dati: elementi di base
Il volume si propone come una guida operativa rispetto al questionario,inteso come strumento di ricerca e di indagine nelle scienze umane esociali, focalizzandosi in particolar modo sulla sua costruzione pratica. Il libro affronta i temi dell’elaborazione delle domande e delle risposte, del campionamento, delle modalità di somministrazione e dell’esplorazione dei dati raccolti. Nel testo vengono affrontati i diversi argomenti con un approccio pratico, discutendo e presentando numerosi esempi di riferimento. Il volume è pensato infatti per aiutare e guidare gli studenti dei corsi di laurea che devono costruire un questionario durante il lavoro di tesi, oltre che i professionisti e gli operatori dei diversi settori. È inoltre incluso nei processi di diagnostica sociologica, psicologica, pedagogica
Famiglie e relazioni di cura tra generazioni in Italia: cambiamenti, opportunità e sfide dopo la pandemia
Famiglie, generazioni e percorsi (e)migratori. Una ricerca sulle seconde e terze generazioni di italiani emigrati in Belgio
Il tema delle migrazioni è oggi di grande attualità e presente tanto nelle agende politiche quanto nel dibattito pubblico globale, in cui spesso sono protagonisti i paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo come luoghi di partenza, di transito e di destinazione dei flussi (Castles and Miller 2014; De Haas, 2010; Massey, et al. 1998; Scholten, et al. 2015; Zufferey, Steiner, Ruedin 2020; Baas, SA Yeoh 2019; Pisarevskaya et al. 2019). Per quanto riguarda la realtà italiana, le vicende sociali, culturali, identitarie legate alle passate emigrazioni costituiscono una lente indispensabile per comprendere le emigrazioni ed immigrazioni più attuali. Riferimenti storici rilevanti attraverso cui è possibile costruire una lettura diacronica del fenomeno (Colucci 2008a; 2008b; 2012; Colucci, Gallo 2015; Colucci, Sanfilippo 2009; 2010; Corti, Sanfilippo 2012; Gjergji 2015; Sanfilippo 2011). Studiare i fenomeni migratori in un’ottica di lungo respiro, aiuta a sottolinearne la natura profondamente processuale e sottoposta a continue evoluzioni (Ambrosini 2011). Ciò nonostante spesso il rapporto con la tradizione migratoria del nostro Paese e quindi con le comunità dei cittadini italiani oggi residenti all’estero, risulta essere ancora molto complesso (Corti 2003). In questa ricerca è sembrato quindi interessante proporre uno studio che si occupasse dell’emigrazione italiana del passato, analizzandone però i risvolti più recenti, per diversi ordini di ragioni. In primo luogo per sottolineare come le migrazioni sono fenomeni i cui effetti permangono nel tempo e attraversano i confini, collegando persone e generazioni in una logica ormai transnazionale, che travalica il nazionalismo metodologico che oggi rischia di essere un limite della “ricerca” stessa (Schiller, 2010; Sayad, 1999). Inoltre è sembrato rilevante far emergere un punto di vista diverso sul fenomeno in considerazione, quello degli italiani come stranieri, spesso accantonato nonostante le evidenze emerse non solo dalle statistiche riguardanti la più recente emigrazione italiana all’estero (Fondazione Caritas Migrantes 2019a) ma anche dalla lunga tradizione migratoria che è parte del patrimonio della Storia d’Italia. Infine, come emerso dalla letteratura presa in considerazione, negli anni l’interesse scientifico sull’emigrazione italiana si è principalmente concentrato sull’evoluzione storica del fenomeno o piuttosto sui recenti flussi che in contesti diversi sono tornati a emigrare verso l’estero e dunque, il vissuto delle seconde generazioni risulta ad oggi poco indagato per quanto è proprio attraverso la loro presenza che si assiste ad un sostanziale cambiamento nei rapporti classici tra immigrati e società ospite.
La ricerca attraverso una metodologia qualitativa (Gobo 1998; Bichi 2002) analizza come i processi di socializzazione possono evolvere nel tempo all’interno della dimensione familiare, soprattutto tra chi non ha scelto di emigrare (Zanfrini 2012; Regalia, Scabini e Rossi 2008; Regalia 2012). Assumere una prospettiva familiare sul fenomeno migratorio significa in modo peculiare ampliare lo sguardo e considerare la rilevanza e la forza dei legami tra i diversi componenti lungo un asse temporale e relazionale plurigenerazionale (Baldassar, Merla, 2014; Bauer, Thompson 2006). Facendo particolare riferimento agli studi di Lewitt (2009), se le famiglie transnazionali inseriscono bambini e giovani in un campo sociale caratterizzato da legami che attraversano i confini tra società di origine e quella di arrivo, risulta interessante osservare quali pratiche vengono condivise nella dimensione familiare. Il paese scelto per lo studio del caso è stato anche per questo motivo il Belgio, dove la presenza italiana è tra le più numerose del paese ed è inoltre molto stratificata e radicata sul territorio (Martiniello, Mazzola, Rea 2017). Il focus della ricerca è incentrato sulle seconde e terze generazioni (Demarie, Molina 2004) degli italiani residenti in Belgio, figli e nipoti dei primo migranti arrivati nel paese tra il 1946 ed il 1976. Le 32 interviste biografiche realizzate, sono state anticipate da 6 interviste semi strutturate con testimoni privilegiati, cui hanno preso parte rappresentanti del mondo dell’associazionismo, delle missioni e della comunità locale. L’approccio scelto per lo studio e l’analisi dei dati è stato di tipo intergenerazionale (Schmoll, Dubucs, Pfirsch, 2017) al fine di indagare nello spazio del quotidiano la complessità delle dinamiche di socializzazione delle diverse generazioni coinvolte.In recent years, the issue of migration is very topical and present in the global public debate, where the countries bordering the Mediterranean basin are often protagonists, as places of departure, transit and destination of the migration flows (Castles and Miller 2014; De Haas, 2010; Massey, et al. 1998; Scholten, et al. 2015; Zufferey, Steiner, Ruedin 2020; Baas, SA Yeoh 2019; Pisarevskaya et al. 2019). As for the Italian reality, the social, cultural and identity events linked to the past emigration constitute an indispensable lens for understanding emigrations and current immigration (Colucci 2008a; 2008b; 2012; Colucci, Gallo 2015; Colucci, Sanfilippo 2009; 2010; Corti, Sanfilippo 2012; Gjergji 2015; Sanfilippo 2011). Nevertheless, often the relationship with the migratory tradition and therefore with the Italian communities abroad, it still turns out to be very complex (Corti 2003). In this research it seemed interesting to propose a study that dealt with the Italian emigration of the past, analyzing however the most recent implications, for different orders of reasons. First of all to underline how migrations are phenomena whose effects persist over time and borders, connecting people and generations through a transnational logic, which goes beyond the methodological nationalism that today risks being a limit of the "research" in itself (Schiller, 2010; Sayad, 1999). It also seemed to be relevant to bring out a different point of view on the migration phenomenon, the ones of Italians as foreigners, often set aside despite the evidence emerged from statistics concerning the most recent Italian emigration abroad (Fondazione Caritas Migrantes 2019a). Finally, as shown from the literature taken into consideration, over the years the scientific interest on Italian emigration has mainly focused on the historical evolution of the phenomenon or rather on the recent flows and therefore, the experiences of second generations is currently little investigated. The research in question through a qualitative methodology (Gobo 1998; Bichi 2002) analyzes how socialization processes can evolve over time within the family dimension, especially among those who have not chosen to emigrate (Zanfrini 2012; Regalia, Scabini e Rossi 2008; Regalia 2012). Taking a family perspective on the migration phenomenon means in a peculiar way, considering the relevance and strength of the links between the different components along a multi-generation temporal and relational axis (Baldassar, Merla, 2014; Bauer, Thompson 2006). With reference to Lewitt's studies (2009), if transnational families place children and young people in a relevant social field characterized by ties and networks that cross the boundaries between the society of origin and that of arrival, it is interesting to observe which practices are shared in the family dimension.
The country chosen as case study is also for this reason Belgium, where the Italian presence is among the most numerous in the country and is also very stratified and rooted in the territory (Martiniello, Mazzola, Rea 2017). The contribution has been focused on the second and third generations (Demarie, Molina 2004) of Italians living in Belgium, descendents of first migrants who arrived in the country between 1946 and 1976. The 32 biographical interviews carried out were anticipated by 6 semi-structured interviews attended by members of Italian associations, unions and local communities in the country. The approach chosen for the study and analysis of data was an intergenerational type (Schmoll, Dubucs, Pfirsch 2017) in order to investigate the complexity of the socialization dynamics of different generations in the space of everyday life
Generazioni di origine straniera: nuovi paradigmi e buone pratiche di intercultura. Il progetto di scambi giovanili Macerata- Marsiglia
Nonostante lo studio sulle giovani generazioni di origine straniera si sia maggiormente concentrato sui temi dell’identità e dell’appartenenza oltre- ché dell’inclusione scolastica, l’attivismo sociale si rivela essere una chiave di lettura indispensabile per comprendere le nuove narrazioni e auto-rappre- sentazioni che esse condividono della propria esperienza sociale. Considera- zione che sottolinea il ruolo, reale o potenziale, svolto da questi giovani nella costruzione di società interculturali, rispetto anche al tema del razzismo, soprattutto nella sua percezione sociale e culturale. Il progetto di ricerca-a- zione Macerata-Marsiglia rappresenta in tal senso un peculiare esempio di coinvolgimento attivo di giovani di origine straniera, fornendo a riguardo una lettura interessante dei nuovi orientamenti di studio sociologico. _________________________________________________________Although sociological literature on second generations has focused more on the issue of identity as well as school inclusion, also the social activism of these young people proves to be a considerable key to understand new narratives and self-representations they share about their social experienc- es. This consideration underlines the role, real or potential, played by these generations in the creation of intercultural societies, also related to the racism issue, especially in its social and cultural perception. Considering that, the research-action project Macerata-Marseille represents a peculiar example of second generation’s involvement, providing an interesting reading of socio- logical studies on youth and young people from migrant background
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