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EDO500. Edoardo Sanguineti e il Cinquecento italiano
Edoardo Sanguineti è stato un intellettuale a tutto tondo che, a novant’anni dalla nascita e a dieci dalla morte, non smette di sorprendere. «EDO500» ne indaga il duraturo e proficuo rapporto col Cinquecento italiano, in particolare con Ariosto, Tasso, Folengo, Bruno, Aretino e Bandello. La prima parte del volume affronta la narrativa, la poesia, la lingua, la lessicomania, l’ideologia e le referenze iconografiche di Sanguineti e accoglie sei contributi critici di studiosi sanguinetiani di lunga fedeltà o di nuova generazione: Erminio Risso, Clara Allasia, Chiara Tavella, Giordano Rodda, Gian Luca Picconi e Aurora Conde Muñoz. Grazie al lavoro e col commento di Stefano Verdino, Eleonora Sartirana e Lorenzo Resio, la seconda parte colleziona materiali inediti, rari o per la prima volta trascritti, commentati e pubblicati in volume: un’orazione-omaggio per Tasso, un’intervista radiofonica, delle video-lezioni su Ariosto, su Tasso e sul Cinquecento, una lettura a teatro dell’«Orlando furioso» e alcune schede lessicografiche per il Grande Dizionario della Lingua Italiana
Sanguineti e la storia
Analisi del rapporto tra Sanguineti e il concetto di storia, come questo viene a concretizzarsi nella visione del mondi di un aspirante materialista storic
Rotorilievi, conversazione tra Edoardo Sanguineti e i componenti del Magazzino Sanguineti
conversazione tra Edoardo Sanguineti e i componenti del Magazzino Sanguineti su i Rotorilievi e su Marcel Ducham
Alle origini della Wunderkammer lessicografica: Edoardo Sanguineti e Luca Terzolo
Il saggio ricostruisce il costituirsi del primo nucleo documentario del Centro Studi Interuniversitario Edoardo Sanguineti, con l’arrivo del Fondo lessicografico alla redazione di UTET Grandi Opere, reso possibile dall’amicizia con Tullio De Mauro e dal rapporto di stima, personale e professionale, fra Sanguineti e Luca Terzolo. Le appendici del saggio, tra le quali figura la trascrizione di un’intervista poco nota rilasciata dal poeta allo stesso Terzolo, permettono di approfondire il ruolo dei materiali contenuti nella «tana del lessicomane»
Sanguineti e i “suoi” musicisti. Una bussola per orientarsi
Il contributo indaga cinquant'anni di relazioni tra Edoardo Sanguineti e la musica, prendendo in considerazione l'attenzione prestata dal compositore alle componenti linguistiche e sociali del discorso musicale, così come le intonazioni di testi sanguinetiani realizzate da più generazioni di compositori dal 1959 al secondo decennio del XXI secolo.The essay explores 50 years of relationships between the poet Edoardo Sanguineti and music. It considers the poet's reflections on linguistic and social implications of music and texts by Sanguineti set to music by several generations of composers from 1959 to the second decade of the 21rst century
Affinità e divergenze tra Sanguineti e Balestrini. La "Premessa" a "L'Opera di Pechino"
Alla fine degli anni Sessanta, la grande risonanza della rivoluzione culturale cinese e del Mao Tsetung pensiero anima il dibattito letterario italiano ed europeo. Sullo sfondo dell'esperienza della rivista "Quindici", Sanguineti e Balestrini stendono la premessa a "L'Opera di Pechino", un'antologia di opere cinesi a tema rivoluzionario contemporaneo, confrontandosi su temi centrali quali l'atteggiamento da tenere nei confronti della tradizione, il ruolo del realismo borghese, le forme della contestazione nella letteratura e nella società
La tentazione dell’alfabeto: Baj, Sanguineti e un’apocalisse multimediale
In this paper, I attempt to highlight the icon-textual qualities of Edoardo Sanguineti and Enrico Baj’s Alfabeto apocalittico, placing it within a multimedia operation which goes beyond the boundaries of the book-object. Furthermore, I will show the intertextual dialogue with the iconic tradition of the alphabet, the role of performance as an enunciative and theatrical characteristic of the iconotext and, finally, the place of mnemonics within the poetics of Alfabeto apocalittico.In questo articolo cerco di mostrare le qualità iconotestuali dell’Alfabeto apocalittico di Edoardo Sanguineti e Enrico Baj, collocandolo all’interno di una operazione multimediale, che fuoriesce dai confini dell’oggetto-libro, e ragionando sul dialogo intertestuale con la tradizione iconica dell’alfabeto figurato, sulla funzione della performance come caratteristica enunciativa e teatrale dell’iconotesto, sul ruolo della mnemotecnica nella poetica del libro
Edoardo Sanguineti e il gioco paziente della critica
Pubblichiamo qui una serie di scritti critici di Edoardo Sanguineti apparsi su varie testate dal 1948 fino al 1965 e mai più riproposti in altra sede. Si trovano le primissime recensioni a libri e film di un Sanguineti neppure ventenne pubblicate su riviste come “Sempre Avanti!”, “Numero” e “il verri”, che si arricchiscono di contributi più tardi dedicati da Sanguineti a Foscolo, Kafka, Landolfi, all’estetica di Tolstoj, alle traduzioni dallo spagnolo di Ungaretti. Tra queste carte disperse e ora ritrovate si legge anche una breve ma fondamentale recensione a Come si agisce di Nanni Balestrini uscita su “marcatré” nel 1963 oltre al resoconto dello storico incontro del gruppo 63 a Palermo, pubblicato anonimo e ora qui attribuito a Sanguineti in modo inequivocabile dai curatori Gian Luca Picconi e Erminio Risso. Il volume si conclude con una serie di saggi critici di Surdich, Rodda, Morando, Lorenzini, Zublena e Ottonieri che si confrontano con la figura di Sanguineti storico della letteratura a partire proprio dal materiale bibliografico qui riproposto
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