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Correspondence: Laura Kephart and Arthur Stupka
This 1936 correspondence, between Laura Kephart (Mrs. Horace Kephart) and Arthur Stupka, concerns a possible Kephart Memorial. Horace Kephart (1862-1931) was a noted naturalist, woodsman, journalist, and author and promoter of the Great Smoky Mountains National Park. Arthur Stupka (1905-1999) was the first park naturalist to work at the Great Smoky Mountains National Park
Mindscapes: Laura Riding's poetry and poetics /
Tese (doutorado) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão.Esta tese propõe uma leitura revisionista da poesia contemporânea através do exame do caso de um dos mais esquecidos escritores norte-americanos do século XX: Laura (Riding) Jackson (1901-1991). O objetivo é demonstrar que Riding não apenas possuía uma poética definida e singular, mas que ela permanece uma das instâncias mais extremas e paradoxais do modernismo anglo-americano, a ponto de Riding abandonar a escrita da poesia em 1938. Recorrendo a conceitos de "formação do cânone" bem como às noções de "discurso" e "função do autor", em Foucault, investigo a construção do cânone da poesia moderna anglo-americana, recuperando o contexto e as circunstâncias da ocultação de Riding. Enquanto cubro os "discursos" poéticos em circulação na primeira metade do século XX-o "imagismo" de Pound, a "dissociação da sensibilidade", "impersonalidade" e "tradição" de Eliot, a "unidade orgância" e "ambigüidade" da Nova Crítica-ofereço um panorama crítico de modernismos alternativos sendo articulados à época. Minha intenção é demonstrar que os poemas de Riding são expressões vigorosas de um escritor para quem "a mente pensando se torna a força ativa do poema", para usar a apta formulação de Charles Bernstein. Entre minhas descobertas sobre as várias e complexas razões que levaram à não-canonização de Riding estão a hegemonia da Nova Crítica, o exílio voluntário de Riding da cena literária (onde são feitas ou desfeitas as reputações), sua recusa em ser antologiada, bem como em ser explicada em termos críticos que não os dela. Todos esses fatores, mais a "dificuldade" de sua poesia, contribuíram para fazer de Riding "a maior poeta esquecida da poesia norte-americana", como escreveu Kenneth Rexroth. Ajudado pelos insights de dois importantes críticos de poesia norte-americana, Charles Bernstein e Marjorie Perloff, defendo que a "poesia da mente" de Riding-onde o que está em jogo é que o que pensamos ser a nossa realidade-representa uma mudança radical no paradigma da poética modernista: de uma poesia centrada na imagem para uma poesia centrada na linguagem. Focalizando a experiência consciente e o tempo duracional do pensamento presente em seus poemas, concluo que as "pensagens" de Riding têm o objetivo preciso de constatar um fato universal: enquanto seres humanos e pensantes, estamos numa condição permanente chamada linguagem
La Strada tra invenzione tipologica e costruzione del paesaggio
Nella letteratura e nella progettazione corrente, soprattutto di matrice anglosassone, strada, piazza, percorso sembrano costituire gli attori principali di una disciplina autonoma l’Urban Design che, a cavallo tra architettura e pianificazione, prosegue la linea di lavoro inaugurata alla fine del secolo da Camillo Sitte.
Poiché ne L’arte di costruire le città, i tracciati urbani sono intesi come puro fatto tecnico - la rete viaria -, Sitte individua le leggi della costruzione e della forma della città nella “bellezza” di “ciò che può essere abbracciato con lo sguardo, cioè la singola strada, la singola piazza” . Se la ricerca di “artisticità” di Sitte - intesa come ricerca di figurabilità -, vale per il suo empirismo e per la contrapposizione al carattere bi-dimensionale di certa strumentazione tecnica dell’urbanistica, tuttavia - come osserva Le Corbusier - essa "confonde il gusto del pittoresco con le leggi che garantiscono la vitalità di una città" .
Sotteso alla sua lezione, vi è l’equivoco che la città sia riducibile a singoli episodi artistici eccezionali , mentre nella “grande casa” - secondo la nota definizione albertiana - le leggi che presiedono alla composizione tra i diversi “oggetti” non risiedono nelle singole parti, ma nel rapporto di queste con il tutto. L'impianto complessivo che ne deriva è infinitamente più importante delle singole parti: anche i tracciati, la topografia, l’orografia, insieme alla scena fissa dell’architettura, concorrono, in sostanza, a definire il paesaggio, quell’“immenso deposito di fatiche” che, come ha scritto Carlo Cattaneo, “per nove decimi non è opera della natura, è opera delle nostre mani; è una patria artificiale” .
In questo senso, considerando il paesaggio nella sua natura antropizzata, la strada diviene l’atto iniziale di una trasformazione che modella l’ambiente dell’uomo e si fonda, innanzitutto, sul valore di elemento di connessione, di tramite delle relazioni e degli scambi - quel concedere la Strada inteso, ad esempio, come libertà di commercio all’indomani della Pace di Costanza - che sono poi il dato fondativo della centralità della città, ovvero l’origine del suo decollo o della sua decadenza.
Per altro verso, l’astratta contrapposizione tra composizione per vuoti come modalità specifica dell’Urban Design, in cui lo spazio pubblico, esso stesso elemento positivo, relega l’architettura a sua cornice bidimensionale e composizione per oggetti tridimensionali, in cui, viceversa, lo spazio pubblico rimane uno sfondo ritagliato dagli elementi architettonici, ci sembra ridurre la complessità della progettazione a scala urbana ad aspetti “di cucina” definibili a priori e indipendentemente dal contesto. Inoltre, tale interpretazione prospetta, per entrambe le modalità compositive, la separazione tra disegno dell’architettura e disegno della strada o dello spazio urbano, alternativamente ridotti a giocare un ruolo passivo di sfondo .
In questo contributo, a partire dal riconoscimento della “funzione insediativa” della strada, si propone una lettura dei caratteri propri dell’accessibilità non da un punto di vista tecnico e specialistico ma, al contrario, ricercandone la trasfigurazione degli aspetti strutturali in termini di paesaggio e di architettura.
Attraverso il montaggio di sei “tipologie insediative” della strada, intese quali successivi punti di stazione (1. La strada che viene “da fuori e dal lungi”; 2. La strada nella città su più livelli; 3. La strada tra machine à circuler e community room; 4. La strada nuova e vitale; 5. La strada come percorso organizzato; 6. La strada come manufatto costruito), ci proponiamo di esplorare, rivelandolo gradualmente, un punto di vista che considera il progetto come pronunciamento sui caratteri insediativi del contesto e interpreta i temi di strada e percorso coinvolgendoli nella costruzione tridimensionale del paesaggio.
Si escludono, pertanto, i progetti che si affidano all’”illusione delle piante” - ovvero la composizione a scala urbana affidata al “bel piano” -, privilegiando, invece, nel nostro montaggio alcuni esempi determinati dal confronto con gli aspetti “dinamici” e le “linee di forza” che agiscono su un dato insediamento, e dove tracciato e percorso, concepiti tridimensionalmente, si fanno da subito disegno di paesaggio e progetto di architettura.
Trasversalmente ai temi generali, è possibile riconoscere, inoltre, alcune modalità compositive così sintetizzabili: la strada come percorso costruito continuo e articolato su differenti livelli, dove la strada stessa è l’oggetto della costruzione; il percorso come successione di elementi architettonici puntiformi, fisicamente discontinui ma organizzati secondo una sequenza narrativa o lungo una via dello scambio; la strada come stanza all’aperto, dove la lettura del vuoto prevale e determina il pieno
Letter, Julia Gardiner Tyler to Mrs. Laura Holloway, author of First Ladies, dated September 20, 1869
ALS of Julia Gardiner Tyler to Mrs. Laura Holloway, author of First Ladies, dated September 20, 1869, about interviewing other first ladies. ALS.Found in:Mss. 65 T97 Additions, Series 1: Mss. Acc. 1993.19 Addition, 186
Heritage tourism: a case study of the Laura Ingalls Wilder Heritage Site at Pepin, Wisconsin
Plan BMany things must be taken into consideration when developing a heritage tourism site. It can be a wonderful opportunity for the community involved to benefit economically and historically. Heritage tourism can keep alive the heritage and traditions of the communities past. When it is discovered that a heritage site exists, the first step is to consult with the community. A site will not succeed without the acceptance and assistance from the community involved. Once the interest is known, the development process can proceed. After determining that there is a heritage tourism site possibility in their area, a commumity must do research to determine the feasibility of the site, what will make it a success, and how to obtain that success. This study will examine a community with a heritage tourism site that has been successful in developing and maintaining it's site. By conducting this study, other communities seeking information for developing their site will have an example and tool to work with. The site chosen for this study is the Laura Ingalls Wilder site in Pepin, Wisconsin. The town is rich with it's heritage associated with Laura Ingalls Wilder. The development and success for this town will be documented through this study. Laura Ingails Wilder is a perfect choice for examining heritage tourism. The author of many American Pioneer books, she has become famous all over the world. In turn all places that she or her family members lived are or are becoming heritage tourism sites. There are older ones that have been in progress for some years, such as the one in Pepin, and there are ones that are being discovered through the popularity of new books written about Laura's family. These communities would benefi greatly from the information this study will produce. Without the bene-fit of this knowledge communities who are unaccustomed to tourism or the way the other Laura Ingalls Wilder sites operate, may make terrible errors in development, tarnishing the site. This may also reflect badly on the other Laura Ingalls Wilder sites. It is important for new Wilder sites to examine all information and know exactly what they are doing when developing the site. If all the Laura Ingalls Wilder sites can benefit from each other's knowledge and experience it will greatly increase the market for all sites. The more detailed and expansive the sites are about their knowledge and sites to see, the more people are going to want to travel to as many sites as possible, learning all they can about the life of Laura Ingalls Wilder and her family. These sites not only attract Laura Ingalls Wilder fans but all people that are interested in the American Pioneer period of the United States history. This study will provide the knowledge for communities who are developing heritage tourism sites, especially those focusing on Laura Ingalls Wilder. This is a very important study for tourism and especially heritage tourism. When a heritage site is discovered communities run into the barrier of not having the experience and knowledge to develop the site properly. This study will analyze tourism in Pepin, Wisconsin to determine it's successfulness due to the fact that it is a Laura Ingalls Wilder heritage tourism site, and Wfit was developed in a way to provide tourists with a view of Laura Ingalls Wilder's past and the past of many Pioneer Americans. By studying this subject it will allow for many people to benefit. Tourist who are seeking the pleasure of the knowledge of the past, and communities who want to preserve their past and profit from tourism
Core Journal Lists: Classic Tool, New Relevance
Reviews the historical context of core journal lists, current uses in collection assessment, and existing methodologies for creating lists. Outlines two next generation core list projects developing new methodologies and integrating novel information/data sources to improve precision: a national-level core psychology list and the other a local institutional core list for the interdisciplinary field of urban studies and planning. The paper is based on the authors’ panel presentation at the 2009 ACRL National Conference (Seattle, Washington) titled “Core Journal Lists Re-viewed and Re-imagined.”This is an electronic version of an article published in Robin A. Paynter, Rose M. Jackson & Laura Bowering Mullen (2010): Core Journal Lists: Classic Tool, New Relevance, Behavioral & Social Sciences Librarian, 29:1, 15-31. Behavioral & Social Sciences Librarian is available online at: http://www.tandfonline.com, http://dx.doi.org/10.1080/01639260903571096Peer reviewe
The role of rockfall protection barriers in the context of risk mitigation: The case of the autonomous province of bolzano
“The ‘Ars vivendi’ of Laura Mañà’s Morir en San Hilario/To Die in San Hilario (2005)”
Over the past decade Spanish-Language Cinema has established itself beside Spanish and Latin American Cinema, and Morir en San Hilario is a good example of these new flexible collaborations rather than a strict transnational co-production. Billed as a comedy, the film could also be described as a variation on the road film, a circular journey to Utopia, a Spanish village/pueblo film, and a twenty-first-century ‘Ars moriendi’ developing the topos of ‘Homo viator’. This is not a frequent combination to be found on cinema screens and Laura Mañà’s gamble was to integrate these ingredients and create a fable to reflect on life and death. She does this through comedy, exaggerations, parody and a narrative style identified as magic realism. Her originality, however, overlaps with the lasting legacy of the fifteenth-century Castilian soldier-poet, Jorge Manrique (c.1440-1479) and his ‘Stanzas written upon the death of his father’, a landmark of Spanish Literature.Peer reviewe
Lettere sulla cavalleria e il romance di Richard Hurd. Introduzione, traduzione e note di Laura Bandiera
Letters on Chivalry and Romance (1762) è l’opera di un critico neoclassico – Richard Hurd – impegnato coi suoi stessi strumenti ad abbattere i pregiudizi classicisti. All’apparenza informale, in realtà sorvegliatissimo, questo scritto di Hurd è quindi un tour de force argomentativo e ironico inteso ad agire su più fronti: l’emancipazione dall’egemonia classicista e dal gusto francese; la valorizzazione del patrimonio letterario nazionale; la creazione di una categoria storico-estetica – il ‘gotico’, ovvero il ‘sublime’ – utile a riabilitare l’antico non meno che ad assecondare la sensibilità moderna. Hurd rivaluta capolavori al tempo negletti quali la Gerusalemme Liberata di Tasso e, ancor più, The Faerie Queene di Spenser, indicandoli come grandi realizzazioni artistiche che aprono la strada alla modernità. Letters on Chivalry and Romance è quindi un’opera sottile e provocatoria che prepara la grande svolta culturale verso il Romanticismo, toccando questioni ancora cruciali quali la nozione di genere letterario, la tradizione sottesa a un’opera d’arte, la relazione tra letteratura e società. Il volume a cura di Laura Bandiera presenta il testo di Hurd in traduzione italiana e, per la prima volta, in un’edizione annotata comprensiva di un’ampia introduzione
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