262,939 research outputs found

    Il concetto di felicità nella psicologia ingenua

    No full text
    Nelle ricerche empiriche sulla salute, il benessere psicologico e la qualità della vita viene chiesto spesso ai partecipanti di formulare dei giudizi quantitativi sulla percezione soggettiva del proprio livello di felicità, senza però fornire una definizione del termine “felicità” e assumendo implicitamente che tutte le persone attribuiscano a questa parola lo stesso significato (cfr. Averill e More, 1993; Sotgiu et al., 2011). Il presente contributo intende analizzare alcune delle motivazioni per le quali una tale assunzione potrebbe essere ingiustificata. A questo scopo, verranno illustrati i risultati di un recente filone di ricerca che ha indagato come le persone comuni si rappresentano il concetto di felicità e il suo spazio semantico. Considerati nel loro insieme, i lavori condotti in questo ambito evidenziano che le persone si rappresentano la felicità come una categoria concettuale molto ampia all’interno della quale possono trovare posto componenti di significato e temi anche molto diversi fra loro: ad esempio, la salute, il denaro, le relazioni affettive, la realizzazione di sé, il successo, la fede, le emozioni positive e le esperienze edoniche. È stato altresì documentato, però, che l’importanza attribuita a queste componenti cambia in modo significativo in funzione delle caratteristiche del contesto socio-culturale nel quale le persone conducono la propria vita e della loro età. Verranno discussi i punti di forza e i limiti delle indagini presentate, sottolineando le loro implicazioni teoriche ed empiriche e suggerendo nuovi percorsi di ricerca

    L’idea di felicità nella psicologia ingenua

    No full text
    Il presente contributo si propone di esplorare lo spazio semantico della felicità, illustrando e discutendo criticamente i risultati di un recente filone di ricerca che ha indagato come le persone comuni definiscono e si rappresentano questo concetto. Considerati nel loro insieme, i lavori condotti in questo ambito evidenziano che la felicità è una categoria concettuale molto ampia all’interno della quale trovano posto componenti di significato e temi anche molto diversi fra loro: ad esempio, la salute, le relazioni affettive, le emozioni positive, il successo e l’auto-realizzazione. È stato altresì documentato, però, che l’importanza attribuita ad alcune di queste componenti cambia in modo significativo in funzione del contesto socio-culturale nel quale le persone conducono la propria vita e della loro età. Nelle conclusioni, l’autore discute le implicazioni di questi risultati per la misurazione dei livelli di benessere soggettivo e qualità della vita della popolazione generale.The present work aims to explore the semantic space of happiness, illustrating and critically discussing the results from a recent research line which investigated how common people define and represent this concept. Overall, studies conducted in this field indicate that happiness is a broad conceptual category covering a wide range of meaning components and themes: for example, health, affective relationships, positive emotions, success, and self-actualization. However, it was also found that the perceived salience of some of these components significantly varies according to the socio-cultural context people live in and their age. In the conclusions, the author discusses the implications of these results for the measurement of subjective well-being and quality of life of the general population

    La pandemia da Covid-19 e i ricordi autobiografici emozionali del primo lockdown

    No full text
    Il presente studio si proponeva di indagare gli effetti del primo lockdown della pandemia da Covid-19 sulla memoria autobiografica emozionale di un gruppo di adulti della provincia di Bergamo, uno dei territori che ha sperimentato le conseguenze più drammatiche della prima ondata della pandemia da Covid-19. Hanno partecipato allo studio 83 persone (43 femmine e 40 maschi) di età compresa tra i 20 e i 69 anni. La ricerca è stata condotta sul web mediante la somministrazione di tre strumenti self-report: un compito di narrazione autobiografica tramite il quale è stato chiesto ai partecipanti di raccontare un evento emozionale che avevano vissuto durante il primo lockdown, un questionario sulle caratteristiche fenomenologiche del ricordo e una scala per la valutazione della centralità dell’evento per la storia di vita dei partecipanti. Dall’analisi del contenuto delle narrazioni autobiografiche è emerso che l’86% dei partecipanti aveva raccontato un evento emozionale con valenza edonica negativa, mentre il restante 14% aveva raccontato un evento con valenza positiva. Gli eventi negativi più citati includevano decessi e ricoveri ospedalieri dovuti al Covid; quelli positivi avevano a che fare invece con attività di svago, riunioni familiari e guarigioni dal Covid. Ricordi negativi e ricordi positivi presentavano delle somiglianze sostanziali in relazione alle loro caratteristiche narrative e fenomenologiche e al loro grado di centralità. Nelle conclusioni, gli autori interpretano i risultati alla luce della letteratura contemporanea sulla memoria autobiografica emozionale e delle caratteristiche del contesto di emergenza indagato.The present study aimed to investigate the effects of the first lockdown of the Covid-19 pandemic on the emotional autobiographical memory of a group of adults from the Bergamo province, one of the areas that experienced the most dramatic consequences of the first wave of the Covid-19 pandemic. Eighty-three people (43 females and 40 males) aged between 20 and 69 years took part in a web survey. We administered three self-report instruments: an autobiographical narrative task asking participants to recount an emotional event that occurred during the first lockdown, and two questionnaires assessing the memory features of reported events and their centrality for participants’ life stories. Content analysis of the autobiographical narratives showed that 86% of participants recounted an emotional event with negative hedonic valence, while the remaining 14% recounted an emotional event with positive hedonic valence. The most cited negative events included deaths and hospitalizations due to Covid; on the other hand, the positive events dealt with leisure activities, family reunions, and recovery from Covid. Negative memories and positive memories were highly similar in relation to their narrative and phenomenological characteristics, as well as with respect to their centrality for participants’ life histories. In the conclusions, the authors interpret the results in light of both the contemporary literature on emotional autobiographical memory and the characteristics of the emergency context they investigated

    La pandemia da Covid-19 e i ricordi autobiografici emozionali del primo lockdown

    No full text
    Il presente studio si propone di indagare gli effetti del primo lockdown della pandemia da Covid-19 sulla memoria autobiografica emozionale di un gruppo di adulti della provincia di Bergamo, uno dei territori che ha sperimentato le conseguenze più drammatiche della prima ondata della pandemia da Covid-19. Hanno partecipato allo studio 83 persone (43 femmine e 40 maschi) di età compresa tra i 20 e i 69 anni. La ricerca è stata condotta sul web mediante la somministrazione di tre strumenti self-report: un compito di narrazione autobiografica tramite il quale è stato chiesto ai partecipanti di raccontare un evento emozionale che avevano vissuto durante il primo lockdown, un questionario sulle caratteristiche fenomenologiche del ricordo e una scala per la valutazione della centralità dell’evento per la storia di vita dei partecipanti. Dall’analisi del contenuto delle narrazioni autobiografiche è emerso che l’86% dei partecipanti aveva raccontato un evento emozionale con valenza edonica negativa, mentre il restante 14% aveva raccontato un evento con valenza positiva. Gli eventi negativi più citati includevano decessi e ricoveri ospedalieri dovuti al Covid; quelli positivi avevano a che fare invece con attività di svago, riunioni familiari e guarigioni dal Covid. Ricordi negativi e ricordi positivi presentavano delle somiglianze sostanziali in relazione alle loro caratteristiche narrative e fenomenologiche e al loro grado di centralità. I risultati vengono interpretati alla luce della letteratura contemporanea sulla memoria autobiografica emozionale e delle caratteristiche del contesto di emergenza indagato

    Otto studiosi della memoria alle prese con lo studio della propria memoria autobiografica

    No full text
    Il presente contributo intende offrire una valutazione critica delle ricerche condotte da otto eminenti studiosi della memoria che hanno indagato empiricamente il funzionamento della propria memoria autobiografica: Francis Galton (1822-1911), Madorah Smith (1887-1965), Alan Baddeley (1934-), Richard White (1935-), Marigold Linton (1936-), Willem Wagenaar (1941-2011), Steen Larsen (1944-1999) e Dorthe Berntsen (1962-). Considerati nel loro insieme, questi otto studiosi hanno valutato la capacità di ricordare il proprio passato personale servendosi di un’ampia gamma di procedure: dai compiti di rievocazione guidata da stimoli verbali, comunemente usati negli studi di laboratorio sulla memoria autobiografica, ai compiti di rievocazione libera e i diari di episodi personali, che sono invece metodologie più tipiche della tradizione di ricerca sul campo. Nel corso della presentazione congressuale verrà sottolineato come il rigore e l’estensione temporale delle indagini al centro del presente lavoro abbiano permesso di acquisire delle conoscenze rilevanti, e probabilmente uniche, su alcuni dei principali argomenti che animano il dibattito contemporaneo sulla memoria autobiografica. Tra questi figurano l’oblio, l’accuratezza e la fenomenologia dei ricordi personali, l’organizzazione della memoria autobiografica e i suoi contenuti. Verranno discussi infine i limiti, i punti di forza e le prospettive future delle ricerche che si basano su un’auto-analisi della memoria autobiografica

    Investigating the psychometric properties of the questionnaire for eudaimonic well-being: A Rasch analysis

    No full text
    Eudaimonic well-being (EWB) has been defined as the positive psychological functioning deriving from the development of one’s best potentials in accordance with one’s true self. The main aim of this study was to investigate the psychometric properties of the Questionnaire for Eudaimonic Well-Being (QEWB; Waterman et al., 2010) within the theoretical framework of Rasch models. One thousand two hundred five Italian adults (aged 18-60) completed the Italian version of the QEWB, along with the Italian versions of two other well-being scales. Results showed that the QEWB provides a reliable and valid measure of EWB. However, it might be inadequate for measuring the highest levels of EWB. Furthermore, the item measures were invariant across gender but not across age. The theoretical and empirical implications of the results are discussed
    corecore