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Uno spessore fragile : approcci socio-ecologici per il progetto del litorale italiano
Since the second half of the 20th century, the Italian coasts have undergone a radical transformation. On the one hand, there has been a massive displacement of populations, particularly from inland territories to the coast. On the other hand, the change in society's ways of living has contributed to the settlement of a recreational thickness, consolidating what we call a tourist civilization. In recent years there has been a general tightening of some meshes on the coast, which by nature have varying thickness.
Over time, a seaside tourist imaginary begins to settle, contributing to massive colonization of some coastal areas, sometimes by opening access, sometimes by privatizing them. We have gone within a few years from keeping our distance from a sphere of recognized instability to the presumption that we can inhabit it with the help of rigid and stable structures.
Today, climate change has exacerbated the regime of instability inherent in these places, showing the inadequacy of some tourist settlements and facilities in terms of responding to environmental drives and incompatibility with the dynamism of the dune movement. According to IPCC predictions, sea level rise will heavily reshape national coastal areas, highlighting the need to explore possible future geographies through the project. A recognition of state-owned land and a new season of public property acquisition is needed, both for the implementation of defense policies and sustainable tourism projects and to imagine the depth of the coast of the future, recognizing its role as public infrastructure.
The contribution envisions the coast as a democratically accessible community asset recognized as state property. While there is a need to ensure that a fair percentage of the beach remains outside the logic of the market, there is also an emerging need to reorder the way the maritime state property is managed.
The regime of tourist-recreational concessions, and the allocation criteria related to them, need a renewed view that aims at coastal regeneration, taking into account the parameters of transparency, sustainability, and accessibility.
In this sense, current beach concessions should ensure virtuous socio-ecological designs that, by encouraging sustainable forms of tourism, favor the construction of eco-friendly removable structures, investment in dune care practices, including monitoring of erosion phenomena and environmental awareness, but above all, guarantee accessibility and a set of minimum services, recognizing the coast as a public good.
Building on these assumptions, the paper proposes a recognition of significant actions to reimagine the coastal thickness, a series of dune restoration and protection projects, or some policies that have begun to recognize the coastline's role as a public good and its relationship with its backshore
La costruzione dei suoli in Sardegna. Antropo-pedogenesi delle grandi trasformazioni territoriali dall’Ottocento a oggi.
Il suolo è oggi al centro di una rinnovata attenzione scientifica e progettuale. Non solo supporto all’antropizzazione ma agente attivo della transizione ecologica. Questa tesi si interroga su come le trasformazioni territoriali moderne abbiano inciso sulla costruzione materiale e simbolica dei suoli, adottando come caso studio la Sardegna: un contesto insulare, attraversato da cicli selettivi di modernizzazione agraria, industriale, turistica, energetica. L’ipotesi alla base del lavoro è che, a partire dall’Ottocento, l’isola sia stata investita da una sequenza di grandi trasformazioni che non solo hanno modificato l’organizzazione economica e insediativa del territorio, ma hanno costruito spessori antropogenici di suolo, alterando e sedimentando nuove morfologie, valori e relazioni ecologiche. Questi processi vengono qui letti come forme di antropo-pedogenesi: trasformazioni profonde del suolo generate dall’intervento umano.
Il lavoro affianca alle letture degli storici un’ampia raccolta di materiali tecnici e visivi: piani, progetti, mappe, cartografie tematiche, e immagini d’archivio. Queste fonti permettono di leggere il suolo non come un’entità astratta o un dato fisico da quantificare, ma come un archivio materiale delle trasformazioni, un dispositivo che condensa economie, tecniche, politiche e conflitti. L’approccio scelto consente di risalire alle genealogie territoriali della modernità attraverso ciò che nei suoli si è depositato e modificato nel tempo.
La struttura della tesi si articola in quattro parti. La prima offre uno sfondo teorico, introducendo le nozioni chiave (suolo, spessore, palinsesto, antropo-pedogenesi, progetto di suolo) e inquadrando la rilevanza del tema nella crisi climatica e nei dibattiti sulla transizione ecologica. La seconda parte ricostruisce le grandi stagioni di trasformazione del territorio sardo a partire dal XIX secolo: dal riformismo sabaudo alle bonifiche passando per la riforma agraria, dall’industrializzazione mineraria a quella dei grandi poli, fino all’esplosione del turismo costiero e delle energie rinnovabili. Tali processi sono letti come capitoli di una modernizzazione selettiva, che ha ridefinito lo spessore di certi suoli dell’isola. La terza parte si concentra su un caso studio specifico: il Sulcis Iglesiente, arcipelago minerario e industriale che si rivela oggi un laboratorio emblematico per studiare la costruzione e rigenerazione dei suoli antropogenici attraverso la transizione dei territori minerari. Qui l’osservazione si fa più ravvicinata e il lavoro apre a una lettura cartografica e fotografica che mette in luce spessori compromessi, processi di rigenerazione spontanea e nuove traiettorie d’uso. La quarta parte, infine, propone alcune mosse progettuali orientate alla cura e alla rigenerazione del suolo: depavimentazioni, riuso delle eccedenze edilizie, costruzione di spessori vegetali e strategie adattive in territori segnati da profondi processi di transizione.
La tesi si configura così come un tentativo di rileggere la storia del territorio sardo dal punto di vista del suolo, e al tempo stesso di proporre alcune mosse per il progetto urbanistico. Parlare di progetto di antropo-pedogenesi significa infatti assumere il suolo come agente di transizione, come interfaccia tra natura e artificio, come dispositivo attraverso cui immaginare nuovi scenari
Elogio delle vagabondə. Riappropriarsi del diritto al suolo per un patto socio-ecologico
Dall’innesco del dibattito sulla transizione ecologica, il suolo acquisisce sempre più importanza, non più percepito come una superficie inerte, ma come uno spessore vivo, seppur fragile. Guardando alla città con questa lente, lo spazio degli standard urbanistici acquisisce una nuova rilevanza, non solo perché garante di una infrastruttura pubblica, ma anche come fornitore di servizi ecosistemici nella porosità dei suoi suoli. A partire da un’esperienza di vagabondaggio (peri)urbano, il contributo riflette sulla pratica del camminare come strumento capace di costruire un dibattito inclusivo sulla coscienza socio-ecologica. La serie di passeggiate esplorative e laboratori di mappatura hanno visto la collaborazione tra un gruppo di giovani e alcune associazioni di Sinnai, un comune al margine della Città metropolitana di Cagliari, in cui esiste ancora una domanda di espansione urbana. Durante le esplorazioni, si è guardato al potenziale socio-ecologico del suolo, per scardinare una visione antropocentrica che nella pianificazione determina una classificazione omogenea da cui dipende uno specifico indice volumetrico e una conseguente possibilità di urbanità. Raggiungere una consapevolezza collettiva (a partire dai più giovani) di un diritto al suolo plurale, può essere una leva per altre possibilità inclusive di spazio pubblico, con una maggiore qualità urbana e ambientale, soprattutto in vista del progetto della transizione ecologica, a cui siamo chiamati
When Conflict Spills Over: Identities, Memories, Politics and Representations of the Israeli-Palestinian Conflict in Italy— The 1960s
The Israeli-Palestinian conflict has been fought also outside the Middle East, reverberating into the domestic political and social dynamics of many countries. By investigating these dynamics, and therefore the cultural and political aspects of the Israeli-Palestinian conflict in Italy, I analyze how this conflict came to be inextricably connected with political and existential questions of local relevance, and therefore with the lives, the memories, and the positioning of Italian Jews on the one hand, of Palestinians living in Italy (and/or Palestinian Italians) on the other, and with Italian politics in general. Inevitably, I also investigate how the Israeli-Palestinian conflict interlocked with anti-Semitism and, in part, also with Islamophobia
Territorializzare la transizione: ripartire dalla dimensione spaziale per nuovi patti territoriali
Il concetto di transizione, nella sua definizione più comune, indica un processo da un punto A a un punto B che
include fasi di instabilità, di trasformazione e di ricerca di un nuovo equilibrio. Guardando al territorio
contemporaneo si notano processi di transizione che si traducono in esiti spaziali accidentali con diverse criticità, tra
cui il consolidamento di alcune inerzie e disuguaglianze. Da qui emerge la necessità di territorializzare la transizione
partendo dall’osservazione diretta di specifici contesti, dove è possibile leggere le ricadute nei frammenti fisici di tale
processo. I frammenti di transizione diventano quindi i vetrini su cui porre attenzione e cura, l’unità di base da cui è
possibile cogliere alcuni indizi che, se interpretati, possono portarci a definire alcune prese progettuali per la
costruzione di scenari. Lo strumento dello scenario, includendo una dimensione di vaghezza del progetto, è
particolarmente utile in quanto permette di gestire l’indeterminatezza propria dei processi di transizione: così i
frammenti vengono risignificati all’interno di una maglia soggetta a continue trasformazioni e in costante
mediazione e interazione con gli attori territoriali. Il contributo propone alcune riflessioni per la costruzione di nuovi
strumenti di lettura e di progetto spaziale dei processi di transizione, all’interno di un più ampio obiettivo che è
quello di contribuire alla costruzione di nuovi patti territoriali che provino a rispondere alla complessità e ai
paradossi delle nuove questioni urbane
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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