314,627 research outputs found

    Lingue e apprendimento multimodale per lo sviluppo sociale, inclusivo, multiculturale, a cura di Concetta Cavallini e Silvia Silvestri

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    Un volume dal titolo “Lingue e apprendimento multimodale per lo sviluppo sociale, inclusivo e multiculturale” (Language Learning and Digital Tools for Social, Equal, Inclusive Growth) ha bisogno di essere contestualizzato, per comprenderne appieno il senso. Il volume nasce all’interno delle ricerche condotte per un progetto finanziato dal bando Horizon Europe Seeds, 3LGames4Prevention. Serious Games for Lifelong Language Learning to Prevent Neurodegenerative Disorders: From Gut Microbiota to Brain Networking. Le unità incluse sono state quattro, una unità didattico-linguistica, una unità medica, una unità psico-pedagogica e una informatica. Questo volume rappresenta un prolungamento delle ricerche degli assi linguistico e pedagogico. Esso mira ad aprire la riflessione anche alle potenzialità sociali derivanti dall’apprendimento linguistico in prospettiva di lifelong learning, con adattamento a diversi contesti culturali, e con supporti tecnologici multimodali. Ne è risultato un volume di apertura, multilingue, come tutta la didattica del progetto, con l’auspicio di contribuire a creare delle piste per la ricerca nell’ambito della didattica delle lingue e dell’apprendimento multimodale e di indicare delle direzioni, anche nuove o poco percorse finora, per delle pratiche più performanti, al passo con i tempi e volte non solo allo sviluppo delle competenze, ma anche alla crescita sociale delle comunità. Il volume mira ad aprire la riflessione riguardante l'apprendimento linguistico a dinamiche sociali, inclusive e multiculturali attraverso una prospettiva multilingue e multiculturale

    Alcune considerazioni sulle modalità d'uso dell'acqua in agricoltura

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    La prima considerazione che deve essere sempre tenuta presente è quella di pensare all’acqua come un bene sempre più prezioso, la cui disponibilità di fatto non è illimitata e le cui caratteristiche qualitative devono essere, per quanto possibile, salvaguardate. Un aspetto tecnico di primaria importanza in termini da carenze operative che emerge da quanto si osserva semplicemente attraversando durante la stagione estiva i comprensori irrigui è quello del calcolo del volume specifico di adacquamento; e ciò non solo per le implicazioni di ordine tecnicoagronomico ed economico che comporta, ma anche per i riflessi di questo sugli eventuali rischi di impatto ambientale collegati alla pratica irrigua. È infatti assodato, ad esempio, che la lisciviazione dei nitrati dai terreni irrigati decresce con l’aumentare dell’efficienza distributiva dell’acqua di irrigazione e adattando il volume di adacquamento alla capacità di ritenzione idrica dello strato di terreno interessato dall’apparato radicale

    Un approccio interdisciplinare per lo studio del mosaico bizantino in area alto-adriatica

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    Viene in questa sede presentata una sintesi dei risultati del progetto di studio interdisciplinare sui cicli musivi paleocristiani dei Sacelli di S. Prosdocimo a Padova e di Santa Maria Mater Domini di Vicenza. Il contributo della storia dell’arte, curato da Valentina Cantone, vede nel contributo dell’archeometria, curato da Alberta Silvestri e Gianmario Molin, un percorso “parallelo” con il quale instaurare un continuo confronto dialettico per confermare o confutare, attraverso l’oggettività del riscontro materico, la sostenibilità delle ipotesi derivanti dall'approccio storico-artistico

    Estudios sobre geofilomorfos neotropicales X : Contribución al conocimiento del género Dinogeophilus Silvestri, 1909. (Chilopoda: Geophilomorpha: Geophilidae)

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    El célebre entomólogo italiano F. Silvestri, propuso en 1909, el nuevo género Dinogeophilus para la recepción de una nueva especie de Geofilomorfo proveniente de Salto, Uruguay, a la cual llamó D. pauropus. Desde ese entonces, no fue descripta ninguna otra especie dentro del género citado. Al analizar material colectado por nosotros, en la localidad de Puerto Iguazú, provincia de Misiones, Argentina, hemos encontrado algunos ejemplares que por todas sus características corresponden a este género, tratándose de una nueva especie, la cual proponemos aquí bajo el nombre de D. oligopodus. Gracias a la gentileza del Prof. Dr. E. Tremblay del Istituto di Entomologia Agraria, Facoltá di Agraria, Portici, Italia, al cual expresamos nuestro sincero reconocimiento, hemos tenido la oportunidad de revisar el material tipo de D. pauropus Silvestri, el cual aunque incompleto, nos ha permitido tener seguridad en cuanto a la ubicación genérica de la nueva especie aquí propuesta. En este trabajo se describe e ilustra en detalle el nuevo taxón citado y se redescribe e interpreta la especie de Silvestri en base a su material tipo y descripción original, rectificándose algunos datos sobre diversos caracteres de valor especifico y genérico que habían sido dados erróneamente por Silvestri, incluyéndose algunas ilustraciones originales. En base a ello se efectúa también, la redescripción del género en cuestión, enumerándose sus características diagnósticas y rectificándose algunas de ellas, erróneamente definidas por su autor.Contribución científica Nº 114 del Centro de Estudios Parasitológicos y de Vectores (CEPAVE).Facultad de Ciencias Naturales y Muse

    Archivi senza archivisti. I Maestri notai e la gestione delle scritture nel Regno di Sicilia (prima metà XV sec.)

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    Nel 1412, con l'avvento della dinastia di Trastamara sul trono aragonese, la Sicilia perse definitivamente la propria indipendenza e divenne parte della Corona d'Aragona. Le istituzioni siciliane furono quindi riformate e il loro funzionamento adeguato alle esigenze dei nuovi sovrani, ma l'intervento regio si riverberò anche sui sistemi legati alla conservazione delle scritture pubbliche, sia al centro sia nelle periferie, in considerazione del fatto che l'accesso e la gestione dell'informazione rappresentava uno strumento essenziale per il controllo a distanza dell'isola. I sovrani provvidero quindi alla concentrazione delle magistrature centrali e dei loro archivi a Palermo, presso palazzo Steri ed emanarono una serie di disposizioni che imponevano agli ufficiali il versamento degli archivi – che tal volta erano gestiti alla stregua di una proprietà privata – presso alcuni depositi centrali. Nel contempo, fu sviluppato un sistema pluriarchivistico, sulla base del quale Maestri Notai di ciascuna magistratura erano investiti di funzioni archivistiche e gestivano personalmente i diversi depositi documentari prodotti dagli uffici. Solamente nel caso dell'organo giudiziario della Magna Regia Curia – e in conseguenza della complessa attività di questa magistratura – si mantenne la figura di un vero e proprio archivarius . I Maestri Notai, per lo più esponenti delle élite cittadine dell'isola e in possesso di competenze tecniche derivanti principalmente dalla loro attività in Cancelleria – ma in alcune circostanze anche dall’attività notarile – rappresentavano il vertice ‘tecnico’ delle ca ncellerie amministrative. Essi erano gli elementi che godevano della maggiore fiducia da parte dei governanti e dei titolari delle magistrature, e proprio per questo erano investiti – ma anche premiati per via degli introiti che ne derivavano – della responsabilità di tenere gli archivi. I Maestri Notai non solo si occupavano materialmente della conservazione delle carte, ma si preoccupavano anche di aggiornare i sistemi di registrazione esistenti, allo scopo di rendere fruibili gli archivi. Nel corso del Quattrocento, l'interesse della Corona per l'amministrazione degli archivi e l'efficente gestione delle scritture da parte degli ufficiali incaricati, permisero quindi lo sviluppo di un sistema archivistico funzionale alle esigenze della monarchia e al governo dell'isola, testimoniato peraltro dalla continuità nell'uso di queste pratiche archivistiche nei secoli successivi e dalle centinaia di registri sopravvissuti per il secolo XV e oggi conservati presso l'Archivio di Stato di Palermo

    George Sand, Leone Leoni. Cura e traduzione di Agnese Silvestri. Con Introduzione (p. IX-LVIII), Cronologia e Bibliografia selettiva

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    Invertendo il genere sessuale dei protagonisti del celebre romanzo di Prévost, George Sand dà vita al mirabile racconto di una passione irresistibile e distruttrice che invischia per perderla ‒ o per svegliarla alla vita? ‒ la giovane vittima innocente di un avventuriero italiano. Una meditazione acuta e moderna sui ruoli sociali attribuiti all’uomo e alla donna, sulle loro conseguenze nella vita delle persone, sulla pervasività dei modelli culturali che la letteratura partecipa a costruire

    Urochordeuma Silvestri 1909

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    Genus Urochordeuma Silvestri, 1909 Urochordeuma Silvestri, 1909, p. 230; 1913, p. 303. Chamberlin, 1941, p. 23. Shear, 1972, p. 260. Hoffman, 1999, p. 265. Type species Urochordeuma bumpusi Silvestri, 1909.Published as part of Shear, William A. & Marek, Paul E., 2019, Urochordeumatidae Silvestri, 1909, a millipede family endemic to Washington State, USA (Chordeumatida, Striariidea, Striarioidea), pp. 352-360 in Zootaxa 4657 (2) on page 353, DOI: 10.11646/zootaxa.4657.2.7, http://zenodo.org/record/377233

    Il comportamento strutturale del Duomo di Modena in campo statico e dinamico

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    Obiettivo principale dell’ingegneria strutturale è garantire che una data opera sia in grado di assolvere alle funzioni per cui è stata concepita e realizzata, riuscendo a mantenere predefiniti livelli di sicurezza e prestazioni per un prefissato periodo di tempo (tipicamente indicato come «vita utile») e sotto l’effetto di assegnate condizioni di carico. Per sicurezza si intende il grado di protezione di persone e beni rispetto alla perdita di una prefissata prestazione (fruizione, conservazione, resistenza ecc.). Il problema della valutazione della «sicurezza» si presenta pertanto in ogni processo di analisi e di progettazione delle opere dell’ingegneria civile e comporta tipicamente l’analisi degli effetti che le azioni hanno su di una data struttura. Per struttura, in generale, si intende un sistema di elementi (membrature o componenti) in grado di trasferire, in sicurezza, i carichi dal loro punto di applicazione al terreno. Con il termine «carichi» o, più correttamente, con il termine «azioni» agenti su una struttura si intende l’insieme di fenomeni (forze di gravità legate ai pesi permanenti, sovraccarichi dovuti ad azioni antropiche o naturali, variazioni termiche, deformazioni impresse, accelerazioni indotte da movimenti tellurici...) capaci di indurre stati di sollecitazione e deformazione in una struttura, tipicamente indicati con il termine «effetti» delle azioni stesse. Al fine di valutare la sicurezza e le prestazioni di una struttura tipicamente si confrontano gli effetti con le resistenze della struttura, a loro volta dipendenti dalle caratteristiche geometriche e materiche del bene. Le incertezze legate alla predizione delle azioni, all’identificazione di modelli affidabili per la valutazione degli effetti di queste su di una struttura e alla stima delle resistenze degli elementi strutturali (che necessariamente discendono dalle caratteristiche geometriche e materiche) risultano estremamente complesse e articolate e fanno sì che le quantità sopra richiamate debbano essere più opportunamente trattate come variabili aleatorie. La valutazione della sicurezza e delle prestazioni di una data struttura deve pertanto necessariamente essere af- Il comportamento strutturale del Duomo di Modena in campo statico e dinamico Tomaso Trombetti, Stefano Silvestri, Simonetta Baraccani, Michele Palermo frontata con approcci di tipo probabilistico. Tali valutazioni non possono così portare all’identificazione di una sicurezza o di una prestazione «assolute» ma unicamente all’ottenimento di una ridotta (ridottissima, nel caso si voglia valutare il collasso di un bene) probabilità di accadimento della condizione non desiderata. È opportuno inoltre fare notare come le incertezze sulle azioni per gli edifici monumentali siano sostanzialmente equivalenti a quelle che si hanno per edifici nuovi; mentre le incertezze legate alla modellazione e alle caratteristiche materiche nel caso di edifici monumentali sono enormemente maggiori rispetto al caso delle nuove costruzioni, rendendo ancora più complessa la valutazione delle prestazioni e della sicurezza di queste opere (Romeo Ballardini 1998). I modelli analitico/matematici comunemente utilizzati per l’analisi del comportamento strutturale delle moderne costruzioni, nel caso di edifici storici (caratterizzati da specifiche tecniche costruttive, da impianti architettonici complessi e di difficile individuazione, da eterogeneità dei materiali utilizzati per la loro costruzione), mal si adattano a cogliere il reale stato della struttura

    Carta topografica dell\u27Etna, eseguita in Sicilia dal 1836 al 1843 dal B.ne Sartorius di Waltershausen e ridotta a piccola dimensione con l\u27aggiunta di tutte le eruzioni posteriori al 1843 dal prof. Orazio Silvestri nel 1879

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    L\u27esemplare della Carta topografica è stato utilizzato per designare l\u27eruzione del 1879. La carta è stata pubblicata nel volume: Sulla doppia eruzione e i terremoti dell’Etna nel 1879 di Orazio Silvestri https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99002250876020604

    La moltitudine, l'arcipelago, il monolinguismo dell'altro. Note e appunti per una ricerca

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    Il problema politico che contraddistingue l’assetto del Mar Mediterraneo in ragione degli attraversamenti che lo segnano in modo spesso tragico, ha diverse ragioni che non è facile risolvere, riportandole a coordinate certe per un’unica spiegazione. La situazione è tanto più complessa, perché inscritta in un assetto geopolitico allargato, ampio come il raggio d’azione e movimento che interessa persone che si spostano dall’Oceano Indiano attraverso il Medio Oriente, dall’Africa, per approdare in Europa, qui concentrandosi in quelle zone che sono economicamente interessanti, perché offrono migliori condizioni di vita. Data questa complessità cercheremo una lettura filosofica/politica, restringendo il nostro campo d’analisi a solo tre momenti della riflessione, in certa misura lontani ma sotto altri aspetti convergenti. Il nostro campo di studio sarà così circoscritto ad Empire di Michael Hardt e Antonio Negri, ad Arcipelago di Massimo Cacciari, toccando infine il Monolinguismo dell’altro di Jacques Derrida. Tutto il saggio che qui proponiamo nella forma dell'abstract taglia la lettura dei tre libri con una lente di lettura filosofica del linguaggio
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