1,721,102 research outputs found
Role of surgical reduction of condylar fractures in the management of panfacial fractures
We present nine panfacial fractures that were treated during a two-year period in which the first step in treatment was reduction of condylar fractures. There was no evidence of dental or skeletal alterations and measurement of the mandibular ramus and radiographic examination show that posterior facial height as well as projection and width of the inferior lower third of the face, was restored. The correct timing of surgical intervention and the use of rigid fixation allows the restoration of the morphological and functional nature of the face after panfacial fractures. (C) 2000 The British Association of Oral and Maxillofacial Surgeons
[Lymphatic metastases in the parotid region from malignant skin neoplasm of the head: considerations for surgical treatment based on personal clinical experience]. FT Metastasi linfatiche della loggia parotidea da neoplasie maligne della testa: considerazioni sul trattamento chirurgico in base all'esperienza clinica personale.
The present paper considers some of the problems linked to the surgical treatment of parotid metastases. The authors base these considerations on their limited personal cases and on the most accredited literature. In the presence of cutaneous malignancies of the upper portion of the face, accurate clinical-radiological evaluation must be made of the parotid and neck region. Elective parotidectomy is performed when the cutaneous carcinoma is quite extensive or located in proximity of the gland or when the case involves a melanoma. Depending on the oncological margins, a sub-total parotidectomy may be enough; however, the facial nerve must be sacrificed if there is a clinical deficit or if it is directly affected by the tumor. As the dimensions of the neoplasm increase, the feasibility of saving the nerve decreases. Prophylactic treatment of the neck is advisable in parotid metastases from cutaneous malignancies, particularly melanoma. Nevertheless, it is possible to perform a selective dissection, avoiding the V level of the neck as the incidence of its involvement is quite low. Prognosis for these tumors is extremely poor. Of the eleven patients surgically treated, only 4 (36%) survived: 2 passed away from other causes not involved in the base pathology; 2 for distant metastases but with no signs of local recurrence and 1 other for recurrence of the primary pathology in the maxillary sinus mucosa. There is no difference in the survival of the two main histological groups: 2 out of 3 of the patients with melanoma (67%) died as did 3 out of 5 (60%) of those with epidermal carcinoma. This does not, obviously, include the two patients who died from other causes
[Aggressive juvenile fibromatosis]. FT La fibromatosi aggressiva giovanile.
Aggressive juvenile fibromatosis is not metastasizing disease characterized by a neoplastic proliferation of fibroblasts that rarely involves surrounding bone. The Authors describe one case observed by them and suggest the surgical procedure as elective treatment of the disease. In cases where a mandibular resection is performed, a simultaneous bone reconstruction, when feasible, is indicated
L'accesso trans-cervico mandibolare nel trattamento dei tumori del cavo orale estesi posteriormente: nostra esperienza
Identificazione di caratteristiche istopatologiche ed immunoistochimiche rilevanti ai fini prognostici delle neoplasie del distretto testa-collo
Un problema importante nella valutazione dei pazienti con Carcinoma Squamoso Orale è la diagnosi differenziale tra recidiva e comparsa di seconda neoplasia primitiva. Esistono parametri clinici che considerano la sede d’insorgenza e la distanza temporale tra le due neoplasie come utili nella diagnosi differenziale, ma questi parametri non sono sempre di univoca interpretazione. Recentemente, l’analisi della clonalità delle neoplasie è stata proposta come indagine utile a questo proposito.
La relazione clonale è stata analizzata attraverso lo studio delle mutazioni della sequenza D-Loop del DNA mitocondriale, metodo già validato precedentemente presso il nostro laboratorio.
In un primo lavoro sono stati studiati tre casi nei quali era comparso carcinoma squamoso in situ sul lembo cutaneo utilizzato per ricostruire il difetto chirurgico derivante dall’asportazione del tumore primitivo. Si è visto che i tumori insorti sul lembo cutaneo avevano una relazione clonale con il carcinoma primitivo, e si potevano considerare come derivanti da un clone cellulare comune. E’ possibile che le cellule (derivanti dal clone comune precursore della prima neoplasia) si siano diffuse dalla mucosa alla cute, probabilmente attratte da citochine o da altri agenti chemotattici, analogamente a quanto avviene del carcinoma di Paget.
E’ stata inoltre studiata, sempre con analisi della sequenza D-Loop del DNA mitocondriale, una casistica retrospettiva di 9 pazienti che hanno presentato due neoplasie successive del cavo orale e i cui parametri clinici ponevano dubbi di interpretazione. In 49 casi è stata evidenziata una chiara relazione clonale tra le due neoplasie, confermando un quadro di recidiva, mentre nei restanti casi tale relazione non è risultata evidente, avvalorando l’ipotesi di seconda neoplasia. La casistica è ora in fase di ampliamento. Questo metodo ha importanti risvolti pratici nella gestione del paziente in quanto la dimostrazione esatta della natura primitiva o secondaria di una neoplasia può comportare scelte terapeutiche diverse.
Lesioni pre-neoplastiche: Si è proseguito lo studio dell’espressione di p16INK4A nelle condizioni pre-neoplastiche del cavo orale, in particolare nel lichen planus. Sono stati studiati 103 casi di cui 67 lichen planus orale, 20 lesioni pre-neoplastiche e 16 flogosi aspecifiche. Si è visto che l’ espressione immunoistochimica di p16INK4A aumentava con la comparsa della flogosi e diminuiva alla sua scomparsa. Questo dato fa ritenere che essa non sia correlata ad una maggiore tendenza a sviluppare il carcinoma ( manoscritto in preparazione)
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