1,720,992 research outputs found
Azione inibente del nitrito d sodio nei confronti di Campylobacter jejuni in campioni di salsiccia
Analisi microbiologiche su campioni di Mytilus galloprovincialis per il controllo igienico sanitario ed il monitoraggio ambientale
Evaluation of effectivenes of adenovirus and E. coli as indicators of presence of norovirus, Hepatitis A virus in mussels producted in La Spezia Gulf (Italy)
VALUTAZIONE DEL “RISCHIO ANISAKIS” IN SPIGOLE E ORATE ALLEVATE IN ITALIA: RISULTATI PRELIMINARI
Il Regolamento UE n. 1276/2011 dell'8 dicembre 2011, che ha modificato l’allegato III del
Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativamente al
trattamento per l’uccisione di parassiti vitali in prodotti della pesca destinati al consumo umano, ha
evidenziato la possibilità di deroga ai trattamenti di congelamento previsti per i prodotti della pesca
che vanno consumati crudi, praticamente crudi o sottoposti a trattamenti che non garantiscono
l’uccisione dei parassiti vivi, nel caso i prodotti siano “derivati da piscicoltura, da colture di
embrioni e nutriti esclusivamente secondo una dieta priva di parassiti vivi che rappresentano un
rischio sanitario, e purché uno dei seguenti requisiti sia soddisfatto: i) sono stati allevati
esclusivamente in un ambiente privo di parassiti vivi; oppure ii) l’operatore del settore alimentare
verifica mediante procedure approvate dall’autorità competente che i prodotti della pesca non
rappresentano un rischio sanitario con riguardo alla presenza di parassiti vivi”. Queste indicazioni
sono state inserite tenendo conto del parere scientifico emesso dall’EFSA nel 2010 sulla
valutazione del rischio correlato alla presenza di parassiti nei prodotti ittici, che raccomanda di
condurre studi epidemiologi approfonditi in tutte le specie ittiche allevate (così come già fatto in
passato nel salmone atlantico) e stabilisce criteri per valutare a quali condizioni i prodotti della
pesca da acquacoltura non presentano rischi per la salute pubblica. Si è quindi intrapresa
un’indagine preliminare in tre allevamenti in gabbia, uno situato nel Mar Adriatico e due nel Mar
Ligure, volta a fornire i primi dati specifici sulla presenza/assenza di larve di Anisakis spp. in
spigole (Dicentrarchus labrax) e orate (Sparus aurata) d’allevamento. I tre siti sono stati scelti in
quanto localizzati in areali dove la presenza di stadi larvali di Anisakis spp. viene registrata in
diverse specie ittiche selvatiche. Sono stati effettuati 10 campionamenti ed esaminati in totale 268
pesci, di cui 238 spigole e 30 orate, 73 dall’impianto del Mar Adriatico (43 spigole con peso medio
di 275,5 g e 30 orate con peso medio di 247,6 g) e 195 da quelli nel Mar Ligure (150 spigole dal
primo allevamento e 45 spigole dal secondo, con peso medio di 400 g). Tutti gli esemplari sono
stati sottoposti ad esame parassitologico per la ricerca di larve di Anisakis spp. mediante esame
visivo della cavità viscerale e, previo sfilettamento, delle masse muscolari secondo quanto previsto
dalla normativa. L’esame parassitologico non ha evidenziato in alcun esemplare analizzato la
presenza di larve di nematodi Anisakidae né a livello viscerale né a livello muscolare. Questi
risultati preliminari, che andranno avvalorati da ulteriori indagini condotte su un numero maggiore
di esemplari/allevamenti ed applicando tecniche diagnostiche più sensibili, sembrano confermare
che i pesci marini allevati in gabbia presentano bassi livelli di rischio per quanto riguarda i parassiti
zoonotici. In particolare, oltre alla provenienza degli avannotti da ambienti confinati e controllati,
la somministrazione continuativa di mangimi commerciali inerti durante tutta la vita produttiva dei
pesci negli ambienti in gabbia sembra rappresentare un elemento di estrema importanza nel
prevenire il coinvolgimento dei pesci allevati nella catena trofica naturale, fattore che potrebbe
comportare l’assunzione di prede parassitate da larve di nematodi Anisakidae. La futura raccolta di
dati epidemiologici esaustivi su questo argomento potrà rafforzare in maniera determinante
l’immagine dell’acquacoltura nazionale e mediterranea, conferendo un maggior valore
commerciale ai prodotti ittici d’allevamento
Study of the mutational spectrum of lactase gene in the inherited lactose intolerance (adult-type hypolactasia)
Evaluation of Adenovirus and E. coli as indicators for human enteric viruses presence in mussels produced in La Spezia Gulf (Italy)
Aims: The purpose of this work was to verify whether E. coli is a good indicator of viral contamination in mussels and Adenovirus could represent a better alternative as indicator organism of viral presence to guarantee consumer health protection. Methods and Results: Eighty samples of mussels from La Spezia Gulf were analysed for E. coli, Salmonella, Adenovirus, Norovirus and hepatitis A virus with cultural and biomolecular tests. The results of bacterial parameters showed E. coli within the law's limits and the absence of Salmonella. Twelve samples were positive for Adenovirus presence, one for Norovirus genogroup II and two for hepatitis A virus. None of these positive mussels was found to be contaminated with more than one virus at the same time. Conclusion: This study showed that there was not a direct correlation between the presence of human pathogenic viruses and bacterial indicators. Significance and Impact of the Study: Both E. coli and Adenovirus cannot be considered valid substitutes for the direct research of human pathogenic viruses in mussels. To improve consumer health protection, the European Commission will provide standardized methods for Norovirus and hepatitis A virus detection as soon as possible
Sensibilità di Campylobacter jejuni al nitrito di sodio nell’impasto di salsiccia fresca.
Sono stati contaminati con una concentrazione
nota (105 ufc/g) di Campylobacter jejuni
(ATCC n. 29428) dei campioni di impasto
di salsiccia, addizionati con nitrito di sodio,
alle concentrazioni di 100 e 150 ppm per
verificare l’effetto inibente dell’additivo nei
confronti del microrganismo. La sopravvivenza
di quest’ultimo, nel tempo, in presenza e in
assenza del sale, è stata valutata conservando
il prodotto alle temperature di refrigerazione
(4°C), di cantina (12°C) ed ambiente (20°C):
per ciascuna temperatura sono stati esaminati
cinque campioni. Il microrganismo è risultato in
grado di sopravvivere nell’impasto di salsiccia,
in tutte le condizioni ambientali considerate,
in assenza di nitrito di sodio. L’addizione del
sale all’impasto, inoltre, è risultato efficace nei
confronti di C. jejuni già al dosaggio di 100 ppm
(temperatura di cantina e temperatura ambiente).
In tutte le prove, comunque, si è potuto osservare
che l’aggiunta di 150 ppm di nitrito di sodio,
specialmente nell’arco delle prime 48 ore, ha
influito negativamente sulla sopravvivenza di C.
jejuni in modo più evidente rispetto all’impiego di
100 ppm del sale
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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