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Rituali funerari in epoca altomedievale: il caso dell'inumato della tomba 57 di Vicenne Campochiaro (VII s.)
La necropoli altomedievale (VII secolo) di Vicenne-Campochiaro è riferibile ad un gruppo nomade eurasiatico, probabilmente identificato con gli Avari. Dei 130 scheletri riesumati a partire dal 1987, il presente studio prende in considerazione l’indagine antropologica relativa all’inumato della tomba 57. Tale scelta è dovuta alle particolarità della sepoltura emerse già dalle prime rilevazioni in situ, come la posizione marginale della tomba nella necropoli, la superficialità della sepoltura e l’assenza di alcuni distretti scheletrici (cranio, patelle e parte dei piedi), che nel complesso rendono la sepoltura anomala.
L’individuo si riferisce a un giovane adulto maschio. I resti scheletrici presentano alcune patologie come la scoliosi e la sublussazione dell’anca che hanno causato all’individuo un deficit deambulatorio. Sono inoltre presenti fratture a carico degli arti superiori, di cui una sull’ulna sinistra riconducibile a violenza interpersonale (frattura da parata).
La posizione marginale in cui era collocata la sepoltura, l’assenza di alcuni distretti scheletrici unitamente alle patologie riscontrate e alla violenza interpersonale subita evidenziano un quadro presumibilmente riconducibile ad una forma di emarginazione sociale dell’individuo.
Lo stato di conservazione dello scheletro e le condizioni di sepoltura vengono esaminati in relazione a quanto emerge per gli altri inumati della necropoli
Primatology in the Italian universities: from the colonial experience to the end of the XX century. In: Veracini, C. Casanova, C. Scalfari F Eds, History of Primatology: yesterday and today. The Mediterranean Tradition. Aracne Editrice: Ariccia (RM, Italy). Pp: 135-154
Book's Abstract. Non–human primates have been perceived and classified with different approaches according to different cultural and philosophical traditions throughout the centuries. This book contains contributions that illustrate various aspects of the development of non-human primate natural history, starting from the ancient Greek world, through the Renaissance and European expansion, to the rise of Darwinism and finally to the work of Italian, French, Spanish and Portuguese scholars of the 20th and 21th centuries, concluding with an original work regarding the role of images in primate taxonomy and conservation
Influenza dell'ambiente sul fenotipo: nuova interpretazione di un vecchio studio
Tra gli studi sugli effetti della malnutrizione sull’età di eruzione dei denti, in questa sede è stato preso in considerazione quello di Enwonwu (1973) per la possibilità di rielaborare e rianalizzare i dati da lui presentati. L’Autore, esaminando lo sviluppo dentario di un gruppo di bambini nigeriani, metteva in evidenza che la malnutrizione generava un aumento nella media dell’età di eruzione.
Prestando attenzione non solo alla media ma a tutta la distribuzione nei campioni, abbiamo notato che le distribuzioni osservate sono molto asimmetriche: un muro sinistro coincidente con l’età minima di eruzione dentaria, una moda che si mantiene costantemente nelle vicinanze del muro e una coda destra di lunghezza variabile. In situazioni come questa la media è una statistica fuorviante poiché risente molto dei valori estremi della coda. L’aumento della media può essere spiegato con un aumento della variabilità nel campione malnutrito che, a causa dell’asimmetria della distribuzione, si risolve a carico della coda destra. L’utilizzo del test Kolmogorov-Smirnov ha mostrato come le differenze tra i due campioni possano essere ricondotte a un aumento della variabilità dell’età di eruzione dentaria nel campione malnutrito rispetto a quello sano. Questa nuova interpretazione è compatibile con un modello di sviluppo in cui un’alterazione ambientale possa aumentare la variabilità di un fenotipo modificando in varia misura i pattern di sviluppo
www.anthroponet.it: proposta per un catalogo ad accesso aperto del materiale scheletrico italiano
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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