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88. Lilla (Salvatore R. C), Clement of Alexandria, a Study in Christian Platonism and Gnosticism
Mondésert Claude. 88. Lilla (Salvatore R. C), Clement of Alexandria, a Study in Christian Platonism and Gnosticism. In: Revue des Études Grecques, tome 87, fascicule 414-418, Janvier-décembre 1974. pp. 481-482
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Fantasmi del desiderio. L'istanza masochistica in Fassbinder
All’interno del volume della rivista Fata Morgana dedicato al tema del fantasma, il presente saggio ripercorre il tema del fantasma masochistico nei film di Rainer W. Fassbinder Martha, Effi Briest, Le lacrime amare di Petra von Kant, Un anno con 13 lune, adottando una prospettiva di analisi inquadrabile nell’ambito dei Film Studies, arricchita da porzioni del pensiero psicoanalitico in relazione al tema affrontato. Nella prospettiva lacaniana il fantasma è finestra-inquadratura, ovvero la scena nella quale per il soggetto prende corpo e significato, si costruisce il campo della realtà. Esso assume altresì la forma di schermo, ovvero una costruzione psichica volta a schermare, a fornire una cornice, a delimitare l’angoscia determinata dall’incontro con un reale non assimilabile. Il cinema del regista tedesco è pervaso dal fantasma masochistico che modula comportamenti e scelte dei singoli personaggi. In particolare nei rapporti di coppia o nelle amicizie erotiche assistiamo alla battaglia crudele che alimenta una lotta di potere al cui interno i protagonisti vacillano tra sottomissione e obbedienza e inconsapevole dominio sull’altro. Asserviti alla tirannia della pulsione sono spinti a farsi oggetto del godimento dell’Altro. I film scelti tracciano le coordinate della presenza del fantasma masochistico delineandone la modulazione in forme differenti: in alcuni casi sotterranea nelle relazioni tra i protagonisti ma non per questo meno pervasiva (si pensi a Effi Briest e Le lacrime amare di Petra von Kant), in altri, come Martha e Un anno con 13 lune, maggiormente esplicita
L'incontro con l'altro, il cinema di Andrea Sgre
I due lungometraggi di Andrea Segre Io sono Li e L’ordine delle cose vengono analizzati concentrando l’attenzione sul tema dello straniero, centrale nel cinema del regista. La chiave interpretativa si avvale di riflessioni in ambito psicoanalitico di matrice lacaniana in relazione alla dimensione soggettiva e identitaria nel complesso confronto con l’alterità. Un ulteriore spunto di riflessione riguarda la costante nelle opere di Segre di ambientare i film di finzione in località circoscritte osservate con uno sguardo ampio, non localizzato. Infine se in Io sono Li protagonisti sono due stranieri, in L’ordine delle cose viene messo l’accento su come il cineasta sposti il punto di vista su noi occidentali, sollecitando nello spettatore inediti interrogativ
Il volto di Karin, impercettibili rifrazioni fantasmatiche
L’affastellarsi di ricordi autobiografici puntella romanzi, testi drammaturgici, sceneggiature, autobiografie costruite da Ingmar Bergman. La presenza di ritratti fotografici partecipa in alcuni suoi film a tale riconfigurazione di ricordi. In molti casi la messa in scena delle fotografie è contaminata da costruzioni fantasmatiche che, a loro volta, modellano la scrittura di autobiografie e romanzi. Il saggio si concentra sull’analisi del prezioso film Karin Ansikte (Il volto di Karin, 1984) proponendo accostamenti tra le fotografie che ripercorrono l’esistenza della madre di Bergman e riflessioni autobiografiche proposte dal cineasta in Lanterna magica. Viene inoltre messo in luce una sorta di scheletro figurativo sotterraneo al film in cui si possono rintracciare immagini di altre opere di Bergman e sue riflessioni personali in merito. Un’ultima sezione è dedicata al film Trolösa (L’infedele, 2000), quest’ultimo scritto da Bergman e realizzato da Liv Ullmann e alla funzione generativa di un ritratto fotografico dell’attrice Lena Endre, interprete principale del film
Lo spazio concentrazionale dell’a-mur
Il saggio si inserisce all’interno del numero 21 della rivista Arabeschi, tematicamente dedicato allo spazio domestico, testimonianza degli interventi che si sono tenuti al Convegno «Ho ucciso l’angelo del focolare». Lo spazio domestico e la libertà ritrovata, tenutosi presso l’Università di Sassari. Il presente testo esplora le traiettorie delle dinamiche di dipendenza e di potere all’interno degli spazi chiusi della villa in cui vive la coppia formata da Helmut e Martha nel film di Rainer Fassbinder Martha, interni che assumono all’interno della narrazione connotati concentrazionali. Particolare attenzione è posta alla ricorrenza figurativa di specchi, finestre, soglie, scale, oggetti d’arredo. Tale ricorrenza non è al servizio di una funzione decorativa, non è scena inerte, manifesta piuttosto metaforiche allusioni al vissuto dei protagonisti e all’accentuazione delle dinamiche affettive che vedono nell’incontro tra donna e uomo, nel caso in particolare di Martha, protagonista del film, un oscillare tra obbedienza e inconsapevole dominio sull’altro. Il saggio si sofferma inoltre sulle modalità che regolano l’imperioso ordine con cui Helmut convoca Martha a unirsi a lui e sugli effetti che la brutalità con cui la prende le procurano, dando in tal modo forma alle dinamiche affettive e psichiche legate all’atto sessuale. Gli interni e gli specifici elementi architettonici partecipano delle rispettive posizioni. L’austera scala della villa e lo spazio antistante della camera da letto assurgono a spazio scenico dell’istanza di dominio di Helmut su Martha, evocando il sistema di potere tra due posizioni che sintomaticamente colludono l’una con l’altra. Porzioni del pensiero psicoanalitico arricchiscono l’analisi formale del lungometraggio
Ricigliano nel Settecento. Appunti storici dei notai Martorelli
alcune notizie storiche della cittadina di Ricigliano, in provincia di Salerno, ai confini con la Basilicata. Notizie ricavate dai protocolli notarili dei notai Gerardo e Gabriele Martorelli
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