1,720,993 research outputs found
Vivere la disabilità in contesti multiproblematici. L’azione pedagogica del Progetto Casa Raoul
Alfabeti emotivi nell’infanzia: per una educazione integrata all’affettività tra scuola e famiglia
Vietato l’accesso.: Una ricerca-azione partecipativa sull'inclusione nei contesti multiproblematici
Is the school available for everyone? In other words, does it allow every child, young man and woman to easily access and, most importantly, to stay in there? What are the characteristics of accessible schools? May the children find welcoming environments in the classrooms if their family serves the underworld, they live in a context of sociocultural deprivation and they may have developed a learning difficulty due to these circumstances (or even due to biological issues)? To address these questions, some reflections, which arise from an action research experience that has been carried out in Campania for the last 18 years, are shared in this paper. Specifically, the investigation is part the Integra Project and it started on 2005 involving children from Camorra families. Therefore, after a brief description of the research background, the aim of the paper is to identify what gave the children the possibility to create trajectories of change, but also to highlight which good practices may be transferable to similar contexts or situations.La scuola è veramente aperta a tutti? Consente cioè ad ogni bambino e bambina, ragazzo e ragazza di accedervi con facilità e, soprattutto, di restarci? Quali sono le caratteristiche di una scuola accessibile? Un bambino che viene da una famiglia al servizio della malavita, che vive un contesto di deprivazione socio-culturale e che, magari, sviluppa a causa di queste circostanze (o anche per cause biologiche) una difficoltà di apprendimento, trova davvero il suo spazio di accoglienza nella classe? E questo spazio assume realmente le dimensioni della possibilità e del cambiamento come costitutive di un processo educativo inclusivo o ha, piuttosto, le caratteristiche di un “parcheggio”, di uno spazio delimitato dal suo stare fisicamente in aula, co-esistendo con i compagni? Questo contributo intende proporre possibili riflessioni e strumenti a partire da un’esperienza di ricerca-azione che da 18 anni si realizza in un contesto di deprivazione socio-culturale con bambini provenienti da famiglie di camorra o comunque appartenenti alla folta schiera dei gruppi sociali “a servizio” della malavita organizzata. Molti di questi bambini sommano a gravi limitazioni economiche, sociali e culturali, anche difficoltà di apprendimento, o disabilità che li rendono assolutamente lontani dalle possibilità, pur eventualmente presenti nel sistema scolastico e extrascolastico, del loro territorio. Si tenterà di isolare gli elementi che nel corso degli anni hanno reso possibile la costruzione di traiettorie di cambiamento per questi bambini e bambine, ragazzi e ragazze ed evidenziare quali buone pratiche appaiono trasferibili a contesti o situazioni similari
Raccontare le famiglie. Legami, società, educazione
Il presente saggio, a partire dall’analisi fenomenologica del materiale trascritto di interviste somministrate a donne migranti che lavorano nel nostro Paese, per lo più come assistenti domiciliari, definite riduttivamente quali badanti, offre una riflessione sui processi e le pratiche di costruzione sociale della maternità migrante. Il materiale biografico delle donne immigrate presentato in questo lavoro fornisce una serie di spunti interessanti per leggere e comprendere il fenomeno della maternità migrante, che in questo caso si rivela il processo ed il risultato di un intervento innanzitutto interculturale, nel senso che la funzione materna delle donne immigrate viene vissuta ed interpretata nella prospettiva di crescere ed educare i propri figli come cittadini italiani pur nella conspevolezza di appartenenze culturali differenti
Gestire il conflitto in un mondo di conflitti. Un approccio inclusivo tra povertà educativa e marginalità
Lo scopo di questo contributo è esaminare alcuni
aspetti della relazione intercorrente tra povertà
educativa e conflitto. Attraverso la lente della
Pedagogia Speciale, si indaga come il conflitto, spesso radicato in bisogni educativi insoddisfatti, possa manifestarsi in contesti caratterizzati da una
scarsa qualità ed efficacia degli interventi educativi. In tal senso, i contesti di povertà educativa possono incentivare comportamenti antisociali, disagio, stress e ansia, comportando un’ulteriore marginalizzazione degli studenti. L’adozione di una prospettiva ecologica, pertanto, consente di sottolineare l'importanza di trattare la povertà educativa non solo come deficit di risorse, ma come fenomeno interazionale, ossia come punto di incontro di relazioni, percezioni e azioni. Da questa prospettiva, il dialogo e la collaborazione si delineano come strumenti per trasformare il conflitto in un'opportunità di crescita e di apprendimento, valorizzando processi di agency collettiva e individuale entro cui il conflitto, nella sua valenza formativa, può contribuire al benessere individuale e collettivo della società
L’alleanza tra scuola e famiglia come dispositivo pedagogico inclusivo: dalla riflessione all’azione?
Il ruolo del non formale tra formazione, cultura e lavoro. Un’indagine in progress nella Regione Campania
La formazione degli adulti, come viatico di crescita e di sviluppo sociale, culturale ed economico, richiede una segmentazione dell’intervento sul territorio, per modalità, tenore e qualità, che possa tener conto dell’ampiezza, molteplicità e complessità dei settori di popolazione che appaiono bisognosi di un coinvolgimento in attività di educazione e formazione continua. Operare in tal senso significa costruire una metodologia di ricerca del tessuto sociale e professionale che consenta di attivare le strategie adeguate per la realizzazione di una offerta formativa che possa rispondere ai bisogni e alle emergenze più diverse, in sintonia con le esigenze di sviluppo del territorio stesso, esigenze umane prima che professionali, socio-culturali prima che economiche, nella consapevolezza che le une sono imprescindibili dalle altre. Il contributo presenta l'impianto metodologico di una ricerca-intervento finalizzata alla progettazione e allo sviluppo di percorsi di formazione degli adulti fortemente connessi all’utilizzo di criteri pedagogici, costruiti nell’analisi delle forme del sapere, delle dimensioni culturali, delle variabili sociali, che implicitamente li governano; in tal direzione, la ricerca coinvolge in special modo i contesti non formali, quei contesti cioè dove, a causa dell’assenza di specifiche politiche formative formalizzate o poste in rapporto con impianti teorici e metodologici scientificamente condivisi e conclamati, tenda ad esservi una predominanza di modelli di formazione di tipo tradizionale, più direttamente connessi ad un sapere di senso comune o, più semplicemente, alla buona volontà dei singoli
La narrazione come strumento vicariante nella progettazione didattica inclusiva. Un’indagine esplorativa
Transfer of Non-Academic Skills in Academic Context: towards a Sustainable Employability
This essay is an element of dialogue between educational practices
acquired in territorial education contexts and the University. In particular, starting
from the 10-year long experience consolidated in three educational centres
operating in border areas of the Province of Naples, a series of ‘key competences’
have been highlighted that are indispensable to the containment of social risk
disadvantage in an inclusion (Bertolini 1977; Freire 2004; Rossi 2014; Sabatano
2015a, 2015b) and well-being project (Iavarone 2007, 2009) from an educational
point of view. Such competencies have become subject of a ‘participatory didactic
planning’ between expert educators working in these contexts and a university
course on ‘Pedagogy of relationships’ within the Department of Motor Science
and Well-Being at the University of Naples Parthenope. The participatory planning
practice has set the most ambitious goal of achieving a ‘system methodology’
to be used in the curriculum-design of the university courses in order to
make the academic education offer a proper link element between the educational
demand of young people, the demand for professional skills in the territory
and the emerging social needs in order to improve employability processes. The
main results that this experience has highlighted can be deducted from the student’s
satisfaction survey, as well as from the data collected and processed by the
University Assessment Team, in the Department’s Joint Commission Reports,
which show a clear and overall improvement of the communication processes
between non-academic institutions collaborating with the University for the
conduct of internships, training sessions and placement-targeted activities. The
empirical evidence and the positive results obtained provide substantial comfort
in considering that the experience gained can be a ‘good practice’ to be included
in the didactic planning process of the courses, even in relation to the need to
improve the educational and didactic offer with reference to the new quality assurance
parameters (QA) for the periodic accreditation of the CdS according to
the AVA-ANVUR legislation in force
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