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    Lo scrittore tedesco Friedrich Wilhelm Hackländer e la Prima guerra d’indipendenza italiana : un renano nel Piemonte del 1849

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    Il saggio si concentra sulla figura dell'autore tedesco Friedrich Wilhem Hackländer, analizzando biografia e produzione, e soffermandosi principalmente sull ́opera Bilder aus dem Soldatenleben im Kriege. Tale testo è infatti ricco di riferimenti al Piemonte, ai suoi luoghi e alle sue genti, e consente di gettare maggiore luce sugli eventi del marzo 1849 (seconda fase della Prima guerra d'indipendenza) visti con altri occhi, da chi si ritrovò a scrivere dal lato degli Austriaci

    Novara resterà indimenticabile per ciascuno di noi : la battaglia del 23 marzo 1849 vissuta tra le linee austriache : memorie, lettere, prose

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    La disfatta di Novara del 23 marzo 1849, momento propulsore dell'intera esperienza risorgimentale, è analizzata in questo volume dal punto di vista degli Austriaci. Alla luce della frantumazione dei grands récits, espedienti che spiegano i moti storici con una spiccata tendenza generalizzatrice, diventa fondamentale intrecciare alla grande storia le vicende private dei singoli, le piccole narrazioni che non sono entrate nelle cronache dei manuali storici, ma che pure hanno un loro – non indifferente – contributo di verità da apportare. Tale è l'approccio qui utilizzato per ripercorrere la storia della Battaglia di Novara. Grazie a un'attenta analisi e alla traduzione di resoconti di viaggio, lettere e memorie – documenti mai consultati prima d'ora dalla storiografia italiana – vengono portati alla luce aneddoti ignoti e caratterizzate figure storiche in maniera più completa. La Germanistica si rivela così disciplina necessaria e complementare agli Studi storici, proprio perchè in grado di analizzare i testi originali contestualizzando consapevolmente gli elementi letterari, artistici e culturali in essi contenuti

    Emilio Teza traduttore di Goethe : una riscoperta delle versioni teziane dal tedesco

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    Emilio Teza (1831-1912) fu un letterato poliedrico oggi pressoché dimenticato: docente di Letterature comparate, classicista, linguista, poeta in grado di parlare numerosi idiomi, traduttore apprezzato anche nel mondo accademico d’oltralpe, è noto soprattutto per essere stato amico e collega di Carducci a Bologna. In lui istillò la passione per la letteratura tedesca, che lo portò alla realizzazione delle versioni dai tedeschi delle Rime nuove e delle Odi barbare. Le versioni goethiane di Teza, qui presentate e confrontate per la prima volta con gli originali, comparvero quasi sempre in tirature estremamente ridotte, destinate ad amici fidati. Solo in parte vennero poi pubblicate. Ciò denota la natura schiva di un autore la cui produzione risulta però essere enorme: alla Marciana di Venezia sono infatti custoditi ulteriori inediti dal tedesco e un ricco epistolario con personalità di spicco del mondo germanico, materiale che conferma il ruolo di mediatore culturale di Teza e offre al contempo interessanti spunti di ricerca per la Germanistica italiana

    Novalis e Pascal. L’influsso degli “antichi maestri” nelle opere di Thomas Bernhard

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    L’elaborato si pone come obiettivo l’analisi degli influssi che due pensatori del calibro di Novalis e Pascal esercitarono sulla poetica e sulla produzione di Thomas Bernhard (1931-1989). Partendo da citazioni ricorrenti nei testi dell’autore, si passerà ad una loro contestualizzazione e ad un esame del ruolo che le due figure ricoprirono nella cosmogonia bernhardiana. Personalità di per sé molto diverse, poeta romantico il primo e teologo il secondo, vissute in epoche e contesti differenti, costituiscono tuttavia punti di riferimento fondamentali e ineludibili per la comprensione dei testi dell’autore austriaco. Novalis, teoreta di quella filosofia della malattia che così profondamente pervade le opere di Bernhard, influenzò fortemente la sua oscura poetica della morte e della Hoffnungslosigkeit, e proprio il frammento, l’unità minima e paradigmatica della produzione novalisiana, venne erto da Bernhard a modello compositivo, sia nella prosa che nel teatro. Altro campione di questo espediente stilistico, di questo testo breve ma ricchissimo di significato, fu Blaise Pascal, che nei Pensées, formidabile apologia del Cristianesimo nonché introspezione del rapporto tra l’uomo e il Divino, mise a nudo i punti cardini della miseria e della finitezza umana, sui quali Bernhard fece leva in maniera personalissima, per consolidare la propria visione del mondo e per dare vita alla teologia negativa che pervade le sue opere

    Il muschio della memoria. Echi del passato in “Moos auf den Steinen” di Gerhard Fritsch. Con una postilla su Thomas Bernhard

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    Gerhard Fritsch’s early novel Moos auf den Steinen (1956) represents a turning point in post-WWII Austrian literature. As other authors did just after the fall of the Habsburg Monar­chy, Fritsch outlines the new reality and the legacy his generation inherited from a dissolv­ing past. This essay focuses on the relevance of past memory in Moos auf den Steinen and on the way each character deals with it. Moreover, since Fritsch’s production represents a significant contribution to the poetics of Thomas Bernhard, the last chapter focuses en­tirely on their personal and professional relationship

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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