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Pratiche didattiche per il successo formativo nella scuola secondaria di II grado. Un’esperienza presso un liceo romano.
La scuola secondaria di secondo grado, seppur con
fatica rispetto ad altri ordini di scuola, si sta
aprendo a pratiche didattiche capaci di garantire il
conseguimento del benessere e del successo formativo da parte degli studenti e delle studentesse. A tale proposito, viene presentata una buona prassi inclusiva realizzata presso un liceo romano, volta a promuovere lo sviluppo delle life skills e del metodo di studio
Alto potenziale e plusdotazione tra dono eccezionale e difficoltà. Una ricerca sulla percezione e sulle esperienze dei docenti.
La tematica dell’alto potenziale e della plusdotazione è ancora poco approfondita in Italia. Nonostante si stimi che gli allievi con questo profilo cognitivo rappresentino circa il 5% degli studenti italiani, tale bisogno educativo speciale è ancora scarsamente conosciuto e riconosciuto. Ne consegue che spesso gli allievi ad alto potenziale o con plusdotazione vivono una situazione di estraniamento rispetto al contesto scolastico, noia e demotivazione. Per indagare come questo fenomeno è percepito e conosciuto dai docenti italiani, le autrici hanno svolto un’indagine esplorativa tramite questionario per raccogliere le loro riflessioni ed esperienze in merito. I risultati ottenuti Evidenziano, oltre a una scarsa conoscenza della plusdotazione, la difficoltà della
scuola nel predisporre ambienti di apprendimento stimolanti attraverso metodologie attive e partecipative
Paideia, scuola, pandemia, educazione civica: riflessioni e intrecci in ottica inclusiva.
L’evento emergenziale-sanitario della pandemia da Covid-19 che si è riversato in maniera drammatica e sconvolgente, dagli inizi del 2020, sull’intero globo ha Influenzato e tutt’oggi influenza ogni aspetto del vivere umano, compreso quello educativo. La modificazione strutturale dell’organizzazione scolastica, impegnata a proporre una formazione sempre più digitalizzata, pone un’avvincente sfida alla comunità educante da realizzarsi sotto il segno dell’inclusione. All’interno di tale prospettiva, ci si domanda se e come la recente introduzione dell’educazione civica possa contribuire a costruire una nuova paideia, un modello di “scuola per la vita” che ponga al centro dell’azione educativa sia la sostenibilità, intesa come ridefinizione degli stili di vita, sia l’accessibilità di strumenti, di metodologie, di contenuti e di visioni pedagogiche, anche inedite e rigeneranti
Il collaboratore scolastico nella scuola dell'inclusione: criticità e prospettive di miglioramento. Esiti di una ricerca sull'autopercezione del ruolo
Over the past two decades, the school employee has been strongly reviewed. In fact it hasreceived, as stressed by the overcoming of the term "janitor", used until the 1990s, a wider rangeof functions and responsibilities. However, this change did not give life to new practices, as resultsfrom the weakness of the training courses involved in favor of collaborators. They scarsely participatein their school life, too. These critical issues highlight that inclusion is a so complex challengethat requires the synergistic partecipation of each school worker. The aim of the following paperis to detect how collaborators perceive their role within the school, focusing in particular oncollaborative relationships with other professional and non-professional roles (managers,teachers, families, students, assistants autonomy, etc.). Specifically, researchers submitted anexploratory qualitative-quantitative questionnaire to a group of 41 schools assistants, chosenthrough different methods. The results highlight the existence of some critical aspects, such as apoor appreciation of the role of the school employee, that stress the importance of structuraltraining courses
Ripensare l’inclusione scolastica durante e dopo la pandemia: alcuni spunti di riflessione
Ripensare l'inclusione scolastica durante e dopo la pandemia: alcuni spunti di riflessione.
Il presente contributo, di carattere teorico, si focalizza sulla complessa situazione educativa delineatasi subito dopo il periodo del lockdown e prorogatasi finora. Le autrici, difatti, riflettono su come le restrizioni normative, emanate in favore della riduzione del contagio da Covid-19, abbiano sensibilmente diminuito le possibilità di costruire/mantenere legami relazionali significativi. Questo ha, conseguentemente, avuto un impatto negativo sullo sviluppo dei processi inclusivi nonché sul livello apprenditivo di numerosi alunni, soprattutto di quelli più vulnerabili. In ragione di ciò, le autrici provano a interrogarsi su quali prospettive e su quali possibilità si aprano nel periodo post-pandemia, avendo bene in mente l’ineludibile esigenza di ri-pensare la scuola, tanto dal punto di vista organizzativo quanto da quello educativo-didattico
Disabilità ed emergenza sanitaria: quale inclusione scolastica?
Il contributo, di natura teorica, intende riflettere sulle conseguenze (a livello di socializzazione e di apprendimento) che la chiusura delle scuole, dovuta al Covid-19, ha avuto sui bambini e sugli adolescenti, in maniera particolare su quelli che presentano delle disabilità, e sulle loro famiglie. La situazione emergenziale ha, secondo le autrici, reso più tangibile la loro solitudine ed evidenziato i limiti della scuola italiana nel divenire realmente inclusiva
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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