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    Capitolo 19.1 Beddings plants. In "Floricoltura" a cura di S. De Pascale , D. Romano, A. Ferrante, V. Scariot

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    Nei paesi di lingua anglosassone con bedding plants tradizionalmente si indicano le piante erbacee utilizzate all’esterno per la realizzazione di aiuole (in inglese flower beds) o di spazi privati di esigua superficie (es. davanzali e balconi), il cui ciclo prende avvio in vivaio in condizioni controllate e che sono poi vendute a hobbisti o a giardinieri per essere trapiantate a dimora. La locuzione di bedding plant dovrebbe quindi essere utilizzata per indicare tutte quelle piante che, prodotte da vivai specializzati, sono utilizzate, dopo il trapianto, per la realizzazione di spazi a verde,anche minimi. Secondo tale definizione, ad esempio, la begonia(Begonia × semperflorens-cultorum hort.) può essere considerata sia bedding plant, se trapiantata e ricoltivata dopo l’acquisto, sia pianta d’appartamento, se lasciata nel contenitore originario

    Istituzioni greche e municipalizzazione nell’Egitto romano (II-III sec.)

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    Il contributo affronta il problema del supposto 'ritardo' nel processo di municipalizzazione in Egitto rispetto al resto dell'impero romano, con particolare attenzione alla valorizzazione e alla rifunzionalizzazione di istituzioni e realtà di origine greca (boule, archai civiche, ginnasio) da parte romana

    Romano Guardini. Rilke

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    Il volume presenta in traduzione italiana tutti gli scritti di Romano Guardini dedicati a Rainer Maria Rilke nonchè della recensione di Hans Georg Gadamer del volume di Guardini dedicato alle Elegie Duinesi. Al centro della lunga frequentazione del teologo e filosofo italo-tedesco con il poeta tedesco sta infatti l'interpretazione integrale delle Elegie Duinesi

    In Sapienza

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    L'antico palazzo della Sapienza ha accompagnato la storia dell'Università di Pisa fin dall'età medicea. Nella stagione lorenese il grande progetto riformatore di Pietro Leopoldo trovò ampia discussione proprio in quelle sale. In seguito, già nella prima metà dell'Ottocento, gli ambienti della Sapienza furono al centro degli interessi dei viaggiatori e indimenticabile teatro per la formazione di una coscienza politica. Basti in tal senso ricordare Giacomo Leopardi, che volle assistere alle lezioni di Giovanni Carmignani, e la prima Riunione degli Scienziati Italiani, tenutasi nella sala centrale della Biblioteca universitaria. Dal cortile del palazzo, invece, partirono gli studenti diretti a Curtatone e Montanara, ispirati dagli ideali risorgimentali che erano risuonati nelle lezioni dei docenti di ogni disciplina. Anche nelle successive fasi della storia nazionale, fino ai nostri giorni, l'Università di Pisa, e con essa la Sapienza, si confermò al centro delle evoluzioni politico-culturali del paese. Non pare casuale, infatti, che proprio in quei locali venne elaborato il testo-simbolo del Sessantotto universitario, le Tesi della Sapienza. Questo volume, che riproduce alcune significative opere esposte in una mostra apertasi a Pisa presso Palazzo Lanfranchi nell'aprile 2013, propone uno stimolante itinerario attraverso il patrimonio iconografico che rimanda alla storia dell'edificio accademic

    “Come una ciotola greca”. Romano Guardini lettore di Mörike

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    The volume Gegenwart und Geheimnis (1957) by Romano Guardini is dedicated to the interpretation of five poems by Eduard Mörike: Guardini draws attention to the modernity of the Swabian poet’s verses, whose apparent lightness actually conceals the manifestation of arcane dimensions of existence. Guardini’s interpretative praxis, the culmination of more than thirty years of activity, becomes, on closer inspection, an opportunity to reflect on the very meaning of literary interpretation

    Crypta Balbi (Roma): lo scavo nell'esedra del monumento romano. Relazione preliminare

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    Risultati dello scavo nell'esedra del monumento romano. Si analizzano in particolare le testimonianze medievali e un balneum di questo periodo

    "La parola di un uomo onesto significa ciò che dice". Romano Guardini lettore di Rilke

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    La visione dell’esistenza che Rainer Maria Rilke ha rappresentato nei versi impervi delle Elegie Duinesi, una delle vette della lirica del Novecento, è stata oggetto di una lunga, rigorosa ed illuminante meditazione da parte di Romano Guardini. Per ricordare il grande intellettuale, teologo e filosofo cattolico italo-tedesco in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa (1968-2018), il contributo anticipa in estrema sintesi alcuni dei contenuti che saranno sviluppati nel volume degli scritti rilkiani di Guardini curato da chi scrive e in uscita nel 2019 per i tipi di Morcelliana. Tre sono gli aspetti messi a fuoco: dopo aver illustrato le ragioni didattico-accademiche che portarono Guardini ad occuparsi di Rilke e dopo aver tracciato le linee essenziali della sua ermeneutica, vengono individuati alcuni snodi tematici che indussero Guardini ad una presa di posizione molto critica sulla poesia rilkiana, specchio drammatico e doloroso della dissoluzione dell’uomo modernoThe reflection on human existence described by Rainer Maria Rilke in the arduous verses of the Duineser Elegien, one of the highest expressions of 20th century poetry, has been the object of a long, rigorous and illuminating meditation by Romano Guardini. To remember the great Italian-German Catholic intellectual, theologian and philosopher on the 50th anniversary of his death (1968-2018), this contribution anticipates some of the contents developed in the collection of Guardini's writings on Rilke edited by the author, which will be published in 2019 by Morcelliana. Three are the main elements highlighted here: the academic and didactic reasons that led Guardini to reflect on Rilkes’ work; the essential outline of his hermeneutics; finally, the main reasons that caused Guardini to take a very critical stand towards Rilkes’ poetry, which represents a painful and dramatic reflection on the annihilation of the modern man
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