16,875 research outputs found

    Dizionario del western americano 1899-2022

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    Il western, il genere che più di ogni altro identifica Hollywood fin dalle sue origini, è nato, cresciuto e maturato con il cinema, e quasi tutti i più importanti registi statunitensi si sono confrontati con il mito della Frontiera, così come quasi tutti gli attori hollywoodiani sono saliti prima o poi in sella a un cavallo impugnando la Colt con lo Stetson sul capo. Mai come oggi per gli appassionati è facile avere a disposizione (grazie a DVD, blu-ray, copie in streaming o comunque reperibili in rete) buona parte degli innumerevoli film western realizzati in più di un secolo di cinema. Proprio pensando a tale pubblico, abbiamo cercato di dar conto di questa produzione immensa, dai primordi del genere alle ultime uscite, in schede che comprendono circa 1500 pellicole ordinate alfabeticamente. Ci sono tutti i western interpretati da divi come John Wayne e James Stewart, Gary Cooper e Gregory Peck, Henry Fonda e Burt Lancaster, ma anche quelli con attori apparentemente minori come Rod Cameron, Audie Murphy e Randolph Scott. Ci sono ovviamente tutti i film di autori celebrati come John Ford, Howard Hawks, Anthony Mann e Sam Peckinpah, ma anche opere di registi dimenticati come Joseph Kane o Lesley Selander. Sfogliando a caso il volume, non mancheranno sicuramente preziose scoperte perfino per i più documentati estimatori del genere. Gli autori delle schede, tra i maggiori esperti italiani, sono poco meno di trenta, ciascuno con il suo stile e i suoi gusti. E se in linea di massima le schede più lunghe sono quelle dei film più importanti, vi sono anche western considerati a torto o a ragione minori che hanno avuto in questa sede uguale spazio e considerazione. Circa 1500 titoli analizzati nei contributi di: Francesco Ballo, Marco Daperno, Steve Della Casa, Andreina Di Sanzo, Ilaria Feole, Giampiero Frasca, Enrico Giacovelli, Gabriele Gimmelli, Roberto Guarino, Mario Guidorizzi, Massimo Lastrucci, Mariella Lazzarin, Roberto Manassero, Mario Molinari, Alberto Morsiani, Sabrina Negri, Massimo Olivero, Meo Ponte, Lorenzo Rossi, Antonio Rubini, Giulio Sangiorgio, Roberto Silvestri, Simone Tarditi, Emanuele Tealdi, Bruno Ugioli, Carlo Valeri, Paolo Vecchi, Roberto Vezzani

    St. George and the Dragon or the town planner as a story-teller. In conversation with Bernardo Secchi about Il racconto urbanistico / Der heilige Georg und der Drache, oder: Der Stadtplaner als Geschichtenerzähler. Ein Gespräch mit Bernardo Secchi über Il racconto urbanistico

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    At the end of the second edition of his Storia dell’architettura italiana, Manfredo Tafuri declares that “one book assumes a crucial relevance”1 in finding a way out of the endemic crisis of modern architecture in the 1980s: Il racconto urbanistico. The publication of this work by the Italian urban planner 2 Bernardo Secchi in 1984 constitutes a unique event in recent European architecture—an event that still has not been appropriately described or analyzed. Matteo D’Ambros and Roberto Zancan met with the author to discuss the circumstances of the book’s publication. In a world of short memory, revisiting the possible contribution of literary studies to architecture and urban planning promises to shed light on the contemporary understanding of the disciplines. / Manfredo Tafuri schreibt am Ende der zweiten Auflage seiner Storia dell’architettura italiana, dass bei der Suche nach einem Ausweg aus der endemischen Krise der modernen Architektur in den 1980er Jahren „einem Buch entscheidende Bedeutung zukommt“1: Il racconto urbanistico. Die Ver­ öffentlichung dieses Werks des italienischen Stadtplaners 2 Bernardo Secchi im Jahr 1984 ist ein außergewöhnliches Ereignis in der neueren euro­ päischen Architektur – ein Ereignis, das noch nicht angemessen gewürdigt beziehungsweise analysiert worden ist. Matteo D’Ambros und Roberto Zancan trafen sich mit dem Autor, um über Aspekte rund um die Veröf­ fentlichung des Buches zu sprechen. In einer Welt mit kurzem Gedächtnis verspricht die erneute Betrachtung des Beitrags der Literaturwissenschaf­ ten zum Verständnis von Architektur und Stadt, neues Licht auf das berufliche Selbstverständnis zu werfen

    Un secolo dopo, Roberto Gabetti

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    Tra gli intellettuali architetti della sua generazione l’intreccio di teoria dell’architettura e pratica dell’architettura è stato una costante, ed ha prodotto i testi instauratori e le architetture caposaldo della seconda metà del Novecento italiano. Testi e architetture che gli ultimi vent’anni hanno rapidamente consegnato agli archivi, nelle scuole come nelle città. Nulla sembra restare utile – se non storicamente utile – di quella esperienza collettiva a due generazioni che hanno visto a partire dagli anni Novanta dissolversi le “scuole” dell’architettura italiana ed internazionalizzarsi (o meglio de-nazionalizzarsi) come mai la scena e le gerarchie dell’architettura, ridefinirsi codici e forme della pratica professionale e del rapporto tra professione e pubblico, esplodere e implodere i mercati della costruzione e dell’immobiliare, cambiare infine quasi etnograficamente il rapporto tra società e architetture. E’ però proprio all’interpretazione di questa “grande trasformazione” che occorre ancora lavorare, guardando agli strumenti che il lavoro storico di Roberto Gabetti ha costruito sulle scansioni del Settecento, dell’Eclettismo, del primo Moderno, della Ricostruzione: con la capacità di leggere in edifici e disegni una fenomenologia delle trasformazioni dei modi di produzione, dell’organizzazione del lavoro, dei processi decisionali, infine della società stessa oltre le culture artistiche e professionali. Capacità concretizzata in architetture e spazi in alcune delle opere di Gabetti & Isola che più di altre contengono una lezione di metodo utile oggi ad orientarci oltre le colonne d’Ercole del secolo breve

    Roberto De Nobili (1577-1656) missionario gesuita poliziano

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    è inserito il testo di uno dei due saggi di Matteo Sanfilippo: Roberto De Nobili: un’introduzione,pp. 13-22Collection of papers about the life of Roberto De Nobili, s.j., and the Catholic missions in Indi

    La questione della rendita pubblica nel pensiero di Matteo de Augustinis

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    Matteo de Augustinis è uno tra i principali pensatori del periodo riformista borbonico nel Regno delle due Sicilie. I suoi lavori si occupano di questioni economiche e di riforme amministrative e rientrano nel fervore culturale sviluppatosi nel Regno tra gli anni '20 e '40 del dicianovesimo secolo, prima della reazione conservatrice

    How does labor supply react to different tax rates? A field inquiry

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    Participants (96 students) were divided into three groups. Subjects in Group 1 were asked their labor supply, being their income burdened by a 25% tax rate. Then they were asked their labor supply if the tax rate were 40%. Subjects in G2 were asked their labor supply with a 25% tax rate, and subjects in G3 with a 40% tax rate. We first compared labor supplies within G1; then we compared labor supplies between G2 and G3. Finally we compared the two comparisons. In G1, subjects' labor supply is different, negatively related with the tax rate: this is probably due to how the questions are put, which suggest different answers. In fact, comparing G2 and G3, the labor supply is almost the same. Students who are part-time workers and students who are not supply different amounts of labor. There is no difference at all when comparing G2 and G3 as for non-working students, being the whole difference between G2 and G3 due to working students, who probably compare the tax rate they pay on their real income to the ones suggested in the questionnaire. Singling out non-biased responders, i.e. non-working students in G2 and G3, the tax rate on income, if given, independently of its level, does not influence the labor supply.labour supply, taxation, individual behaviour

    Laurea Honoris Causa: Roberto Ruffino

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    Laurea a Roberto Ruffino in in Scienze Pedagogiche. Nato a Torino nel 1940, dove si laureò in Filosofia con 110 e lode e diritto alla pubblicazione, Roberto Ruffino è dal 1967 socio fondatore, presidente nazionale e poi segretario nazionale di Intercultura Onlus, una organizzazione leader nel mondo nel campo degli scambi scolastici e internazionali. A livello internazionale, è stato fondatore nel 1971 della European Federation for Intercultural Learning (EFIL), di cui è stato anche componente del consiglio di amministrazione dal 1972 al 1978 e Presidente dal 1974 al 1978; nel 2006 è stato nuovamente eletto consigliere damministrazione e dal febbraio 2008 ha riassunto la presidenza. Ha sviluppato una lunga e intensa collaborazione fin dagli anni 70 con l\u27UNESCO.prorettore vicarioDigitale a color

    Laurea Honoris Causa: Roberto Ruffino

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    Laurea a Roberto Ruffino in in Scienze Pedagogiche. Nato a Torino nel 1940, dove si laureò in Filosofia con 110 e lode e diritto alla pubblicazione, Roberto Ruffino è dal 1967 socio fondatore, presidente nazionale e poi segretario nazionale di Intercultura Onlus, una organizzazione leader nel mondo nel campo degli scambi scolastici e internazionali. A livello internazionale, è stato fondatore nel 1971 della European Federation for Intercultural Learning (EFIL), di cui è stato anche componente del consiglio di amministrazione dal 1972 al 1978 e Presidente dal 1974 al 1978; nel 2006 è stato nuovamente eletto consigliere damministrazione e dal febbraio 2008 ha riassunto la presidenza. Ha sviluppato una lunga e intensa collaborazione fin dagli anni 70 con l\u27UNESCO.Ruffino sul podio e i presidi (o loro rappresentanti) di facoltà sedutiDigitale a color

    Laurea Honoris Causa: Roberto Ruffino

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    Laurea a Roberto Ruffino in in Scienze Pedagogiche. Nato a Torino nel 1940, dove si laureò in Filosofia con 110 e lode e diritto alla pubblicazione, Roberto Ruffino è dal 1967 socio fondatore, presidente nazionale e poi segretario nazionale di Intercultura Onlus, una organizzazione leader nel mondo nel campo degli scambi scolastici e internazionali. A livello internazionale, è stato fondatore nel 1971 della European Federation for Intercultural Learning (EFIL), di cui è stato anche componente del consiglio di amministrazione dal 1972 al 1978 e Presidente dal 1974 al 1978; nel 2006 è stato nuovamente eletto consigliere damministrazione e dal febbraio 2008 ha riassunto la presidenza. Ha sviluppato una lunga e intensa collaborazione fin dagli anni 70 con l\u27UNESCO.Ruffino fra i presidi (o loro rappresentanti) di facoltàDigitale a color

    Laurea Honoris Causa: Roberto Ruffino

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    Laurea a Roberto Ruffino in in Scienze Pedagogiche. Nato a Torino nel 1940, dove si laureò in Filosofia con 110 e lode e diritto alla pubblicazione, Roberto Ruffino è dal 1967 socio fondatore, presidente nazionale e poi segretario nazionale di Intercultura Onlus, una organizzazione leader nel mondo nel campo degli scambi scolastici e internazionali. A livello internazionale, è stato fondatore nel 1971 della European Federation for Intercultural Learning (EFIL), di cui è stato anche componente del consiglio di amministrazione dal 1972 al 1978 e Presidente dal 1974 al 1978; nel 2006 è stato nuovamente eletto consigliere damministrazione e dal febbraio 2008 ha riassunto la presidenza. Ha sviluppato una lunga e intensa collaborazione fin dagli anni 70 con l\u27UNESCO.Digitale a color
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