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The black box society: per un’agenda di ricerca sull’Automated Decision Making
Nei sistemi amministrativi delle democrazie più avanzate del mondo è in corso
una rivoluzione silenziosa, che sta avvenendo in buona parte fuori dalle arene pubbliche e
dalla portata dei cittadini. Coinvolge le tecno-élites più avvedute e passa sopra le teste dei
politici, senza suscitare – almeno per ora – le preoccupazioni di intere categorie umane,
molte delle quali minoranze suscettibili di subirne gli effetti. Si tratta, con un acronimo,
dell’ADM, Automated Decision Making, processi decisionali automatizzati che si avvalgono
di due risorse: i big data, in forma di serie storiche, e gli algoritmi. In teoria, l’ADM può
essere considerata una nuova forma di tecno-politica finalizzata a migliorare la vita dei
cittadini attraverso processi decisionali più rapidi e meno discrezionali. In pratica però, per
come vengono implementati e per l’assenza di una cultura della valutazione degli algoritmi,
i sistemi di ADM presentano molti rischi e, ancora, pochi vantaggi per i cittadini.
Nel 2015, il professore della Brooklyn Law School Frank Pasquale ha definito
black box society una società in rete basata su sistemi algoritmici opachi. Oggi la metafora
non solo resta valida ma descrive la condizione verso cui tendono le amministrazioni di tutti
i paesi del mondo. Questa comprende una rilevante mancanza di trasparenza dei sistemi
ADM nel settore pubblico e privato, e una generalizzata assenza di meccanismi di controllo
basati su dinamiche condivise e pubbliche di auditing. Su tutto questo Algorithm Watch
ha fatto il punto, in maniera chiara ed impietosa, mettendo in luce come – sul piano del
rapporto tra politica, amministrazione e società – in termini di decision making e di accountability
si stia imboccando una strada a ostacoli, dove l’attenzione ai rischi deve essere
pari all’analisi delle potenzialità d’impiego (Automating Society Report)
In and Out. Federica Experience in the Rugged Terrain of MOOCs Inclusion in Institutional Strategies of University Education
Ed-tech e trasformazione didattica
La transizione forzata allo spazio online durante l’emergenza pandemica sta influenzando gli aspetti strategici e di policy nell'istruzione superiore, portando a un'erogazione della formazione più flessibile, scalabile e multimodale, rivolta a una popolazione studentesca più diversificata. Il termine "ibrido", nelle sue diverse interpretazioni, è elemento cardine di questa evoluzione, con un'attenzione crescente alle possibilità offerte dalle classi remote e alla loro capacità di fornire una componente interattiva, umana e coinvolgente in un ambiente di apprendimento online potenzialmente alienante. Il presente contributo esplora un'esperienza di apprendimento ibrido, asincrono-sincrono, basata su un corso di lingua online e realizzato nell’ambito delle attività di Federica Weblearning, Centro di didattica a distanza dell’Università di Napoli Federico II. Agli iscritti di un corso Mooc di inglese, di livello intermedio e della durata di 40 ore per 6 moduli, pubblicato sul portale Federica.eu, è stata offerta la possibilità di partecipare a sessioni settimanali dal vivo, utilizzando la piattaforma di remote classroom tool (Rct) “Engageli”. Le sessioni live hanno offerto l'opportunità di attivare gli obiettivi didattici di ogni modulo del corso, nonché la possibilità di interagire e fare pratica con l'insegnante e i compagni di classe, attraverso sessioni di apprendimento attivo, opportunamente pianificate ed eseguite. L'obiettivo è stato quello di verificare se l'aggiunta di sessioni sincrone dal vivo migliorasse l'esperienza di apprendimento sul Mooc, riducesse il senso di alienazione e incoraggiasse la motivazione e la ritenzione degli studenti. L’osservazione è stata combinata con i dati d’opinione e di fruizione raccolti sui partecipanti alle live, poi incrociati con i report della piattaforma Mooc per quanto riguarda la fruizione dei corsi. I risultati positivi dell'esperienza, sia per l'insegnante che per gli studenti, sembrano confermare il valore d'uso dei Rct, come parte integrante delle strategie di sviluppo degli ambienti ibridi di apprendimento per le università; evidenziando anche la necessità di estendere la pratica e le collaborazioni, per una crescente trasferibilità e capitalizzazione delle esperienze realizzate
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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