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    L'housing sociale diffuso all'interno dei quartieri Erp. Risorsa per nuove domande di casa? Il caso del progetto Abitagiovani (Milano)

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    Il contributo vuole ragionare sulle risposte prodotte nel contesto milanese al bisogno di casa di una particolare categoria di abitanti, i giovani, attraverso l'analisi del quadro dell'offerta abitativa e con particolare riferimento al progetto "Abitagiovani". Il contributo analizza potenzialità e criticità nella risposta elaborata dal social housing alla domanda abitativa flessibile e precaria dei giovani alla ricerca della propria indipendenza abitativa

    Quartieri come reti. Le reti territoriali come dispositivi di inclusione tra competenza e rappresentanza

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    Nel quadro dei mutamenti avvenuti con la crisi del fordismo, la figura della rete si è affermata come metafora della società. Le politiche sociali e urbane hanno assunto così un assetto “reticolare”, affermando un regime di orizzontalità tra attori differenti che ha generato importanti rinnovamenti nell’approccio al territorio - i principi dell’integrazione della partecipazione e della attivazione. Nel corso degli ultimi decenni, l’affermazione degli orientamenti neoliberisti al governo urbano hanno tuttavia posto una forte ipoteca sulle prospettive di allargamento e democratizzazione dei processi di produzione di politiche pubbliche. In questo quadro incerto, la figura della rete è stata assunta come riferimento di un nuovo ordine di rapporti societari, valori e bisogni culturali di autonomia, autoimprenditorialità e libero scambio che hanno sollevato numerose critiche alla presunta apertura e orizzontalità dei processi reticolari e del principio cardine dell’autoorganizzazione. In questo scenario, le periferie urbane attraversate da significativi cambiamenti sociodemografici sono state tra i principali bersagli sia delle politiche urbane che dell’azione autorganizzata del terzo settore. Questi due processi stanno sollevando interessanti interrogativi sugli strumenti per accompagnare lo sviluppo di territori soggetti ad uno scollamento tra domande sociali e target dalle politiche di welfare. Una condizione che apre un interessante prospettiva intorno al concetto di rete come strumento organizzativo per operare all’interno di contesti che sono nella loro multiproblematicità anche frontiere culturali della società. La tesi guarda al caso della città di Milano, in cui il nuovo scenario di politiche ha riportato al centro del governo urbano il concetto di rete territoriale. Attraverso l’analisi di due quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica, la tesi esplora tre domande di ricerca, che esaminano i concetti sviluppati negli studi organizzativi e nei diversi approcci alla network analysis nella prospettiva specifica delle reti territoriali: 1) quali dinamiche caratterizzano il funzionamento delle reti territoriali per garantire un bilanciamento tra autonomia e collaborazione tra le organizzazioni; 2) quale ruolo di intermediazione è svolto dalle reti territoriali nella relazione con le politiche e le istituzioni pubbliche; 3) quale ruolo dei singoli nelle reti. Per rispondere a queste domande è stato utilizzato un approccio immersivo e partecipante, raccogliendo dati prevalentemente di natura qualitativa attraverso note di campo e osservazioni, conversazioni, interventiste in profondità e biografiche. Gli esiti della ricerca mostrano che le reti di quartiere si manifestano come contesti organizzativi emergenti, in cui la dimensione culturale dell’interazione sociale risulta determinante per la convergenza degli attori, influenzandone i repertori delle competenze, delle esperienze comuni e i discorsi. Motore del funzionamento della rete sono però i processi di coinvolgimento dei singoli operatori e volontari e l’interpretazione data del proprio mandato di azione nella rete. La possibilità di rielaborare creativamente la tensione tra interesse individuale, collettivo e organizzativo ha sostenuto nei due casi lo sviluppo di pratiche di intervento e il riconoscimento ruoli inediti, che stanno ridefinendo le figure tradizionali sia dell’intervento sociale territoriale che dell’attivismo civico politico. Queste figure si stanno facendo portatrici nelle reti del terzo settore di un nuovo mandato politico rispetto al territorio, introducendo la variabile del legame affettivo. L’interazione tra queste figure e i processi di governance reticolare assunti dal welfare locale può determinare una ridefinizione dei percorsi e degli obiettivi dell’attivazione in rete, ricostruendo un rinnovato ruolo di intermediazione del terzo settore di prossimità, cura e rappresentanza

    Problematizing critiques in planning research engaged with citizen initiatives: the journey of two doctoral researchers

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    Il cambiamento è un tema centrale della pianificazione urbana. Molti studiosi hanno guardato in questo senso alle esperienze di organizzazione dal basso, spesso con l’obiettivo di contribuire direttamente a questi esperimenti di cambiamento sociale. Queste ricerche si caratterizzano per un forte coinvolgimento politico ed emotivo dei ricercatori che può rendere però difficile l’esplicitazione di una critica delle esperienze studiate. L’articolo riflette sul tema della critica alle pratiche di auto-organizzazione dei cittadini utilizzando le ricerche di dottorato degli autori per esplorare la difficile costruzione di uno spazio di critica da parte dei ricercatori implicati concentrandosi sui vincoli emotivi, etici e relazionali. In conclusione l’articolo afferma che le voci critiche non dovrebbero essere omesse per ragioni ideologiche, di amicizia o di appartenenza, ma accolte come strumento di cambiamento e di riflessione collettiva con i partecipanti della ricerca. Since its beginnings planning has focused on how to change society. Many scholars have looked at insurgent experiences, aiming to contribute with their competences to these experiments of social change. Considering the political and emotional engagement between researchers and subjects in this field of research, the cultivation of spaces of critique is at least problematic. However, there is a lack of reflection and understanding on this issue. The article discusses the issue of critique within urban planning literature on citizen self-organization, then uses the authors’ doctoral engaged researches to explore the problematic generation of spaces of critique, focusing on emotive, political and relational issues. The paper concludes that in order for engaged research to be an effective instrument of change, critical voices should not be hidden (for ideological, friendship or belonging reasons), but should be embraced as shared fields of reflection with the participants of the research

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Reti per una città che cura. Dispositivi per politiche urbane inclusive

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    Di fronte a dinamiche sociali e territoriali sempre più complesse e transcalari appare urgente ritrovare orizzonti di senso e operativi per risignificare l’azione pubblica alla scala micro-locale. Le reti attive nei contesti fragili rappresentano in questo senso un dispositivo privilegiato per affermare una diversa pertinenza dell’intervento pubblico. Il legame con il territorio e il radicamento nel quotidiano possono aprire prospettive di innovazione e integrazione tra le politiche urbane e il trattamento ravvicinato delle marginalità. Il quartiere Giambellino Lorenteggio a Milano è riletto come esempio di processi di attivazione collettiva che nel campo intermedio tra intervento sussidiario e azione autorganizzata si stanno affermando come sistemi territoriali di cura. Rilanciando la funzione territoriale del welfare e ripristinando la relazione dialogica tra competenza e advocacy, questa rete ha dato un diverso significato al proprio ruolo di agente di inclusione e sviluppo locale. La cura diventa così una prospettiva attraverso cui interrogare le politiche urbane per un rinnovato dialogo tra quartiere e città

    Off Campus San Siro. Ricerca ‘a bassa soglia’ nei margini della città

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    The article reflects on the challenges of conducting co-research in fragile and marginalized contexts, where many potential interlocutors are usually excluded from knowledge production processes and are not recognized as legitimate bearers of knowledge. The case of Off Campus San Siro, a pioneering initiative in Italy of academic public engagement within a marginalized working-class neighborhood, offers an insightful perspective on how universities can become more accessible by experimenting with “low-threshold research” as a tool for encounters and knowledge exchange with vulnerable subjects who are typically excluded from participation. By exploring the link between urban deprivation and visibility, the article examines the role of research in creating spaces for self-representation among culturally marginalized social groups through relational, non-substitutive, and empowering modes of inquiry
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