1,047 research outputs found

    Dario Fo: Kegilaan dan perlawanan

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    Il teatro parodico di Dario Fo mostra la pazzia vera e presunta del protagonista e dei personaggi di una delle commedie più importanti dello scorso secolo. Alcune note relative allo sviluppo degli eventi recenti completano il quadro socio-politico italiano degli ultimi trenta ann

    The symbols in the poetry of ruben dario

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    碩士本論文主要分為三個章節,第一章,何為象徵符號?本章節主要藉由象徵理論學家,威爾伯 (Wilbur Marshall Urban)、弗萊(Northrop Frye)、托多羅夫(Tzvetan Todorov)、賽洛特(Juan-Eduardo Cirlot)以及其他學者的相關文獻解釋象徵符號的定義以及象徵符號在文學作品中的定義。 第二章針對達里歐的生平、作品以及達里歐在現實主義時期的重要性為論述重點。筆者根據達里歐的生平以及生長年代來了解他的作品特色,達里歐一生多采多姿,尤其感情方面更為豐富,這些人生際遇皆影響達里歐的寫作風格。達里歐不只是詩人,也是歷史的見證者,從他的作品中可以看到政治歷史的變化趨勢。達里歐著作極為豐富,筆者在本章節挑選三本可以代表達里歐的作品:《藍》(Azul)、《每日詩》(Prosas profanes)以及《生命與希望之歌》(Cantos de vida y esperanza)。達里歐與現實主義有著密不可分的關係,他的寫作風格不僅受到現實主義作家的影響,同時也是影響現實主義作家的重要人士之一。 第三章筆者不僅針對達里歐的詩集作品分析,同時也分析其散文作品,如《稀奇》(Los raros)。筆者將經常出現於達里歐作品中的象徵符號分為三個部分:顏色符號、禽鳥符號和寶石符號。顏色符號部分主要分析的顏色為藍色、綠色、白色以及黑色。禽鳥符號則針對天鵝、鴿子、孔雀和老鷹。而最後的寶石符號則以珠寶、寶石、鑽石、琥珀、黃金和水晶為主要分析內容。 最後筆者希望藉由這篇論文的研究,能讓大家了解象徵符號經由作家的詮釋,即使相同的符號,也擁有不同的意義。此外也希望大家能透過此篇論文認識文學史上重要的拉丁美洲作家盧本達里歐先生。In this thesis we explore definitions of symbols and the life of the author in the book of Ruben Dario. Dario is an author who emphasized the importance of the use of symbols though out his books. Therefore we might consider him as a master specialized in writing with symbols. We divide the thesis into three chapters. In the first chapter, we give details to the definition of the symbols. According to scholars like Urban, Frye, Todorov and Cirlot, we are able to understand symbols in forms of signs, images and words. The concept of the symbols is relatively comprehensive, taking into consideration that a symbol is not always a sign; in fact, it is much more than a sign. In the second chapter, we describe Ruben Dario about his life, literary works and the times when he lived. His life was interesting, colorful and varied. He was not only a poet but a public figure, having been an ambassador of Nicaragua in Spain. Dario wrote many pieces and each was important to him. Based on his narration, there are three books that can represent Ruben Dario, Azul, Prosas profanas and Cantos de vida y esperanza. Dario was the master of Modernism, mainly because of the great influence of Latin America. Not only did Ruben Dario influence the poets of Modernism but was influenced by other poets in the same period. In the last chapter we examine the symbols in the poetry of Dario and we divided the symbols into three parts: the colors, birds and precious stones. The first part, we examine the colors. There are blue, green, and black. In the second part, we deal with the symbols of birds, including swans, pigeons, peacocks and eagles. And in the last part, we talk about precious stones. We analyze the symbols of agate, ruby, diamond, crystal and gold. Finally, we end up with the conclusions and bibliography.INTRODUCCION 1 Motivo y objetivo 1 Metodologia de trabajo 3 CAPITULO I: ¿QUE SON LOS SIMBOLOS? 5 1.1 Teorias del simbolo 6 1.2 Los simbolos en la literatura 15 CAPITULO II: RUBEN DARIO Y SU OBRA POETICA 22 2.1 Vida 22 2.2 Obra literaria 28 2.3 Ruben Dario y el Modernismo 35 CAPITULO III: LOS SIMBOLOS EN LA POESIA DE RUBEN DARIO 40 3.1 Colores 40 3.2 Aves 45 3.3 Piedras preciosas 59 CONCLUSION 72 BIBLIOGRAFIA 77 ANEXOS 83學號: 698120028, 學年度: 10

    ’The Prison and the Factory’ Revisited (2017): Penality and the Critique of Political Economy Between Marx and Foucault

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    An assessment of the "fortune" of the book by Dario Melossi and Massimo Pavarini, The Prison and the Factory, 40 years after the original publication. In particular, the author deals with the relationship with the work by Michel Foucault and the linkages of both to the Marxist tradition

    Riflessioni sui problemi del Terzo settore con il Prof. Avv.to Alessandro Dario Cortesi

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    L'intervistato si interroga sui recenti guai giudiziari che hanno coinvolto fondazioni e realtà appartenenti al terzo settore in genere, cercando di individuarne le cause e suggerendo l'adozione di codici etici e di controllori esterni come fattori di miglioramento e prevenzion

    Traduzione aperta, quasi spalancata: tradurre Dario Fo

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    Questo volume è il risultato di una ricerca volta a indagare le dinamiche della traduzione teatrale alla luce delle più recenti acquisizioni teoriche e pratiche. Il concetto di traduzione entra a far parte della storia del teatro molto tardi, poiché per lungo tempo si preferì ricorrere alla tecnica dell’imitazione e dell’adattamento. A partire dal Settecento e in modo sempre più marcato sino ai nostri giorni, ci si è posti il problema del rapporto tra traduzione e messinscena, tra traduttore e regista, giungendo alla conclusione che tradurre per la scena richiede implicazioni e abilità del tutto diverse da quelle impiegate nel tradurre un lavoro letterario. Al centro dei saggi che compongono questa pubblicazione vi è il teatro di Dario Fo, uno degli autori contemporanei più rappresentati e tradotti all’estero. Al di là delle questioni teoriche e critiche, il libro vuole essere un omaggio non solo a un grande drammaturgo ma a colui che in ogni sua opera ci ha indicato una via alla libertà di pensiero e al sapere, il cui vero senso risiede nel leggere, interpretare, verificare di persona. Perché, come ebbe a dire Fo, “La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere”

    cinque architetti / cinque storici

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    Produzione architettonica e dimensione storico-critica hanno intrattenuto in passato fecondi rapporti, in particolar modo nel corso della fortunata stagione degli anni sessanta e settanta, che ha visto l’Italia recitare un ruolo da protagonista sulla scena mondiale. Negli anni successivi tali rapporti si sono progressivamente affievoliti, finendo per cessare quasi del tutto in tempi più recenti. Difficile dire a quale delle due componenti ciò sia da ascrivere. Crisi della critica e crisi dell’architettura in realtà sono sempre l’una specchio dell’altra, e difficilmente si potrebbe pensare di rianimare l’una senza riattivare contestualmente anche l’altra. La circostanza di questo proficuo riavvicinamento tra critica e progetto è stata la prima edizione della rassegna annuale “Architettura italiana contemporanea”, un ciclo d’incontri sul tema dell’abitare, svoltosi al Parma Urban Center nella primavera del 2010. Coordinati da Dario Costi, Marco Biraghi e Baukuh, Federico Bucci ed Enrico Molteni per Liverani/Molteni, Giovanni Leoni e Paolo Desideri per ABDR, Marco Mulazzani e Mauro Galantino, Sergio Pace e Vincenzo Melluso, hanno dato vita a cinque intensi momenti di dialogo costruiti intorno alla presentazione delle opere degli architetti e finalizzati alla discussione del loro agire progettuale. Ma in modo meno occasionale, tale riavvicinamento è da fare discendere dal rinnovato interesse che architetti e storico-critici appartenenti alla generazione dei quaranta e cinquantenni sono tornati a manifestare reciprocamente. Un interesse che trova alimento nella ricerca – ciascuno dal proprio punto di vista – delle ragioni e del senso del progetto d’architettura oggi

    Black Fashion Designers Symposium: Elizabeth Way in conversation with Teri Agins, Dario Calmese, and Constance White

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    Elizabeth Way, in conversation with Teri Agins, Dario Calmese, and Constance White at The Museum at FIT's annual fashion symposium, Black Fashion Designers, held on Monday, February 6, 2017.The one-day symposium featured talks by designers, models, journalists, and scholars on African diasporic culture and fashion.Elizabeth Way is curatorial assistant at MFIT. She co-curated the exhibitions Black Fashion Designers and Global Fashion Capitals.Teri Agins spent 25 years as a reporter for The Wall Street Journal, where she continues to write the “Ask Teri” fashion advice column. She is author of The End of Fashion.Dario Calmese writes for The Daily Beast and is a photographer, visual director, and whose clients have included Beyoncé, Pyer Moss, and Public School.Constance White is an award-winning journalist and author of Stylenoir, a pioneering book on black culture and style

    Critica e progetto architettura italiana contemporanea

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    Produzione architettonica e dimensione storico-critica hanno intrattenuto in passato fecondi rapporti, in particolar modo nel corso della fortunata stagione degli anni sessanta e settanta, che ha visto l’Italia recitare un ruolo da protagonista sulla scena mondiale. Negli anni successivi tali rapporti si sono progressivamente affievoliti, finendo per cessare quasi del tutto in tempi più recenti. Difficile dire a quale delle due componenti ciò sia da ascrivere. Crisi della critica e crisi dell’architettura in realtà sono sempre l’una specchio dell’altra, e difficilmente si potrebbe pensare di rianimare l’una senza riattivare contestualmente anche l’altra. La circostanza di questo proficuo riavvicinamento tra critica e progetto è stata la prima edizione della rassegna annuale “Architettura italiana contemporanea”, un ciclo d’incontri sul tema dell’abitare, svoltosi al Parma Urban Center nella primavera del 2010. Coordinati da Dario Costi, Marco Biraghi e Baukuh, Federico Bucci ed Enrico Molteni per Liverani/Molteni, Giovanni Leoni e Paolo Desideri per ABDR, Marco Mulazzani e Mauro Galantino, Sergio Pace e Vincenzo Melluso, hanno dato vita a cinque intensi momenti di dialogo costruiti intorno alla presentazione delle opere degli architetti e finalizzati alla discussione del loro agire progettuale. Ma in modo meno occasionale, tale riavvicinamento è da fare discendere dal rinnovato interesse che architetti e storico-critici appartenenti alla generazione dei quaranta e cinquantenni sono tornati a manifestare reciprocamente. Un interesse che trova alimento nella ricerca – ciascuno dal proprio punto di vista – delle ragioni e del senso del progetto d’architettura oggi

    Casa pubblica e città

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    Il libro raccoglie gli esiti di una convenzione di ricerca tra Comune di Parma e Dipartimento di Ingegneria Civile, dell'Ambiente, del Territorio e Architettura con responsabile scientifico Dario Costi ed una serie di contributi dallo scenario italiano ed europeo . La pubblicazione è suddivisa in tre parti. La prima raccoglie approfondimenti sui due momenti (la rifondazione postbellica e la condizione contemporanea) del consolidarsi del rapporto tra casa pubblica e città in Spagna, Portogallo, Francia e Italia attraverso interventi selezionati da varie Università internazionali tra studiosi e protagonisti delle vicende ricostruite (Antonio Pizza da ETSAB Barcellona, Carlos García Vásquez dall’ETSAS di Siviglia, Nuno Portas e Francisco Barata dalla Faup di Porto, Nathalie Simonnot dal CERMA di Nantes e Thierry Mandoul da Paris-Malaquis, Rosalia Vittorini da Roma tor Vergata e Marco Mulazzani da Ferrara). Ognuno di questi ricercatori coinvolti ha indicato tre progetti d’interesse che sono stati analizzati e rielaborati dal gruppo di ricerca in schede analitiche ed interpretative alla scala della città, dell'architettura e della tipologia dell'alloggio. La seconda parte costituisce una panoramica sui recenti studi sul tema svolti all'interno di sedi universitari italiane (Andrea Sciascia da Palermo, Sergio Stenti da Napoli, Andrea Vidotto da Roma 3, Elena Marchigiani da Trieste, Matteo Agnoletto da Bologna). La terza parte raccoglie un saggio metodologico del curatore ed una serie di schemi tipologici di alloggi studiati rispetto ad una serie di fattori: ai riferimenti normativi, alle verifiche dimensionali della soddisfazione degli utenti, alla richiesta del Comune di flessibilità e di combinabilità degli alloggi, all'esigenza di un interpretazione compositiva della sostenibilità, all'idea di ricercare un articolazione urbana dell'architettura attraverso la variazione e la combinazione dei diversi tipi di alloggi. L’esito sperimentale – i Tipi di casa pubblica flessibile e sostenibile – sono stati adottati dal Comune di Parma come “Linee guida per la progettazione dell’Edilizia Residenziale Sociale” nel 2008
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