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    Dalle Nuove Tecnologie al CRM: profili operativi per la competitività dell’Azienda Pubblica in tempo di deregolamentazione e New Economy

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    Le nuove tecnologie (tra cui le più visibili sono sicuramente internet e le collegate soluzioni intranet ed extranet, ma non sono obiettivamente trascurabili le tecnologie wireless, le tecnologie satellitari, le tecnologie embedded, etc.) e soprattutto le “nuove” soluzioni gestionali (si pensi in particolare al CRM, customer relationship management) rappresentano le componenti dinamiche di quell’orizzonte economico-aziendale che prende genericamente il nome di new economy. Gli innovativi modelli d’impresa a cui la new economy fa riferimento sono differenti non soltanto per forma (nella new economy come nella old economy rileva sempre la creatività d’impresa), ma anche per tipologia: modelli di business, modelli di finanziamento, modelli organizzativi, modelli di marketing, etc. E i modelli d’impresa della new economy, normalmente propri dell’azienda privata, non trascurano di impattare (e consistentemente) anche le competenze dell’azienda pubblica. A ben vedere, in effetti, l’adozione delle nuove tecnologie all’interno dei processi aziendali mira a promuovere fattori di sviluppo (vere e proprie “leve di valore”) quali razionalizzazione, innovazione, condivisione, misurabilità e così via, che proprio nelle strutture a maggiore complessità, quali per l’appunto quelle pubbliche, diventano elementi essenziali di sopravvivenza, crescita e sviluppo. Nel lavoro in oggetto, pertanto, si sottopongono a un’analisi sistemica le principali problematiche e soluzioni collegate all’ingresso della new economy nel governo, nella gestione e nella fruizione (dal lato del “cittadino elettronico”) delle aziende pubbliche

    Riorganizzazione territoriale della Provincia di Caserta: Teano, cerniera Tirreno - Adriatico.

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    Riorganizzazione territoriale della provincia di Caserta: la cerniera Tirreno-Adriatico di Teano di Emma Buondonno * e Rosaria Parente** La Provincia di Caserta, dopo quelle di Napoli e Salerno, risulta la più popolata della Campania, in essa è rilevante lo squilibrio territoriale in termini di distribuzione sia della popolazione che delle strutture funzionali. I comuni contermini ad Aversa e Caserta presentano una densità demografica, pari a 1.000 ab/kmq su una superficie di 579 kmq, contro i 131 ab/kmq su una superficie di 2.045 kmq dei comuni dell’alto casertano. L'obiettivo da perseguire è quello di bilanciare lo squilibrio territoriale con la finalità di innalzare la qualità della vita delle sue città e di elevare la capacità di cooperazione del territorio nel suo insieme. A fronte di ciò, risulta necessario distribuire in maniera nuova i pesi demografici, migliorare il sistema infrastrutturale ed incrementare i servizi sociali per i cittadini; solo perseguendo questa linea si potrà avere uno sviluppo reale di sistemi urbani minori che presentano potenzialità peculiari di sviluppo. Per la Provincia di Caserta possono essere, definiti 6 comprensori suddivisi in 24 città medie. Nella riorganizzazione territoriale della Provincia di Caserta e dell’Agro Caleno, le città di Teano e di Grazzanise devono, quindi, svolgere un ruolo complementare rispetto a Caserta, al fine di rafforzare l’armatura urbana dell’intera Provincia. Teano rappresenta l’opportunità di comporre la costellazione delle città medie casertane e di realizzare l’aggancio della direttrice tirrenica a quella adriatica con un nuovo svincolo autostradale in prossimità delle attuali aree di servizio e con una nuova autostrada Caianello-Sulmona Popoli-Pescara. Il territorio comunale di Teano è attraversato da nord a sud dalla S.S. 608, che taglia il centro abitato definendo il perimetro orientale del centro storico. Il tracciato, che costituisce l’arteria principale della mobilità di Teano, ha una lunghezza di circa 16,488 Km innestandosi ad est con la S.S. 6 (strada Casilina), presso la Stazione di Vairano - Caianello - Teano, che la unisce a Roma via Cassino, e con la S.S. 7 (strada Appia), presso Maiorisi, che la collega a Roma via Formia. Al grande sistema della mobilità nazionale costituito dalle tre SS, si agganciano due sistemi di livello inferiore. Il primo è costituito dalla mobilità intercomunale, che consente il collegamento tra Teano e i comuni limitrofi, delineato dalle arterie di traffico della Sp11 Roccamonfina-Teano e la Sp31 per il trasporto verso Sessa Aurunca e Carinola. Il secondo sistema è invece costituito da una serie di tracciati intercomunali, ancora in condizioni precarie, che delineano il collegamento interno tra le diverse frazioni. Le principali infrastrutture che consentono il collegamento del territorio comunale al sistema nazionale della mobilità sono l’autostrada A1 con gli svincoli di Capua e di Caianello, e la linea ferroviaria Napoli - Roma via Cassino con la stazione Teano Scalo situata a 2 Km dal Centro. Nonostante l’asse dell’autostrada A1 percorra l’intero territorio Comunale da nord a sud senza la presenza di alcuno svincolo autostradale, insistono lungo il tracciato ben due stazioni di servizio Teano- est e Teano- ovest, che occupano una superficie territoriale di 7,8 ha. Inoltre il territorio comunale di Teano, pur senza una stazione di scalo, è attraversato nord-sud dalla linea ferroviaria veloce della TAV. E’ significativo, in questo senso, il rilievo di forti carenze di servizi ed attrezzature pubbliche: livelli variabili di congestione hanno, inoltre, colpito i centri abitati per la netta preferenza data alla mobilità su mezzo privato, favorita dagli investimenti in strade a scorrimento veloce. L’attuale inadeguatezza è sempre più evidente, a fronte di una domanda di mobilità locale che è cresciuta con la crescita dei centri urbani e che tende a modificare i tradizionali percorsi centro-periferia nell’area metropolitana, differenziando e riarticolando le direttrici di movimento, sia in un ambito molto locale e su spostamenti brevi, sia in un ambito infraperiferico dell’area. Il sistema di trasporti per il collegamento con Caserta e con i comuni limitrofi, quindi, con i loro servizi risulta discretamente efficiente per la presenza di una rete di trasporto veloce su gomma: ciò rappresenta chiaramente un vantaggio per lo sviluppo turistico dell’area. E' necessario, quindi, intervenire sui collegamenti al sistema nazionale con la proposta di pensare a Teano come la vera e propria cerniera Tirreno-Adriatico. Ciò è possibile attraverso la creazione di un nuovo svincolo autostradale a Teano dove i ben due già esistenti autogrill occupano una superficie territoriale di circa 8 ettari con una configurazione idonea ad accogliere lo stesso nuovo svicolo. Lo svincolo autostradale si deve trasformare in un moderno scambiatore intermodale di traffico e deve consentire la realizzazione integrata del bus e taxi-terminal e della nuova stazione ferroviaria di Teano. La linea su ferro, quindi, Teano-Roma via Cassino, si deve agganciare alla linea per Roma via Formia, attraverso la trasformazione del “ramo secco” esistente in linea metropolitana, per connettere Teano con Roma via Formia. Riutilizzando un tracciato ferroviario preesistente e trasformandolo in metrò si doterebbe l’Agro Caleno di una linea per un bacino d’utenza di circa 50mila abitanti. Il ruolo di cerniera Tirreno-Adriatico di Teano, con il conseguente rafforzamento della città media di circa 50mila abitanti rispetto ai 12mila attuali, rappresenta il volano per le città calene. In conclusione risulta necessario, nelle visioni strategiche e strutturali, programmare la crescita selettiva delle città medie. Razionalizzare lo sviluppo territoriale implica interventi decisivi sul sistema infrastrutturale. Quella di Teano può essere la proposta vincente sotto questo punto di vista

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Semplificazione politica e amministrativa in Campania

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    Semplificazione politica e amministrativa in Campania di Emma Buondonno * e Rosaria Parente** Proposte di riequilibrio della Regione metropolitana campana La città e, più in generale, il suo territorio stanno affrontando un periodo di profondo cambiamento per cui vengono assegnati all’urbanistica e al suo primario strumento d’intervento, il piano, un ruolo maggiore e più importante rispetto al passato. Nello scenario ancora confuso circa la “riforma urbanistica”, ciò che pesa in maniera evidente è l’assenza dello Stato; solo recentemente è stata depositata alla Camera la proposta di legge Norme per il contenimento del consumo del suolo e la rigenerazione urbana alla quale si aggiunge quella del Governo nell’ambito del Decreto del fare. Per quanto la prima proposta di legge risolverebbe molti aspetti del governo del territorio ma non quelli legati alla copianificazione e alla nuova forma del piano, essa darebbe una visione molto uniformata dello scenario in Italia, dimenticando alcuni casi emblematici come quello della Campania e ancor più nello specifico della provincia di Napoli e Caserta. I dati parlano chiaro: >(1). Un caso isolato è rappresentato dalla Campania e in maniera evidente dalle provincie di Napoli e di Caserta. La Campania attualmente conta più di 5.801.000 abitanti ripartiti in 551 comuni, che insistono su una superficie territoriale di 13.595 kmq. La provincia con il più elevato squilibrio è quella di Napoli che raccoglie il 53% degli abitanti regionali su una superficie di 1.171 kmq, appena il 9% del territorio regionale. Questo squilibrio non interessa soltanto la componente demografica, ma investe tutte le altre componenti dello spazio: quelle sociali, economiche e produttive. Il magma edilizio della metropoli napoletana continua ad attrarre funzioni urbane e popolazione residente dalle altre province della regione. La politica, condotta dal governo del territorio locale, ha assecondato il trend in atto includendo progressivamente i comuni limitrofi nell’area di gravitazione della metropoli napoletana come quelli del basso casertano e dell’agro nocerino-sarnese, creando un unico asse di collegamento tra Roma e Napoli. Rispetto alle problematiche presenti in Campania occorre proporre una semplificazione politico-amministrativa in grado di perseguire concretamente una programmazione strategica e strutturale del territorio. La riorganizzazione dello spazio deve essere finalizzata a generare città che funzionino bene per tutti i cittadini, sì da risolverne i problemi della vita quotidiana. Bisogna per di più puntare alla qualità delle trasformazioni urbane e territoriali ed a proposte capaci di valorizzare unitamente le caratteristiche locali e globali, attraverso la considerazione e l’analisi dei fattori notevoli quali le infrastrutture e le attrezzature, il rapporto con l’antico, il recupero e la valorizzazione delle risorse, la nuova residenza, le periferie, i luoghi di aggregazione. Poiché la dimensione metropolitana è ormai una realtà diffusa, la sfida non è quella di subirne gli effetti negativi ― il grande inquinamento atmosferico e acustico, il traffico caotico, la carenza di parcheggi, di attrezzature pubbliche e di servizi collettivi, la progressiva riduzione di aree pedonali, ciclabili, verdi, eccetera ― , ma governarli in una logica di sviluppo sostenibile, ragionando in termini di risposta ai bisogni delle persone e nella consapevolezza che il territorio non è un bene di infinita disponibilità, tenendo nel debito conto, lo si ribadisce, che i bisogni del cittadino di oggi non si limitano più solo a quelli essenziali quali la casa ed i servizi di base, ma intercettano nuove priorità tra le quali la qualità della vita, dell’ambiente e degli spazi urbani, l’identità dei luoghi costruiti e verdi. È su queste priorità che occorre indirizzare le scelte di progetto per orientare lo sviluppo futuro delle città medie. È palese come sia urgente progettare una griglia di riferimento per le città in cui l’infrastrutturazione del territorio e la dotazione di nuovi servizi diventino gli elementi strategici da perseguire e sui quali disegnare lo sviluppo dei tessuti seriali urbani ― residenze, attività produttive, turistiche, eccetera ― e non il viceversa. Non si può non ritenere che il nuovo disegno della Campania debba essere un progetto di nuove città in relazione alla sostenibilità ambientale all’impatto antropico del territorio. In particolare la complessità degli argomenti che si trattano è coniugare il binomio della progettazione della nuova città con la pratica del consumo di suolo zero. La distribuzione dei pesi di popolazione e delle attività produttive, delle attrezzature e dei servizi in funzione delle capacità di accoglimento del territorio fisico e l’alleggerimento dei pesi stessi a Napoli e nella sua area metropolitana conducono ad una visione strategica e strutturale che non può prescindere dalla semplificazione politica e amministrativa degli enti locali e di tutti gli attori preposti al governo del territorio. Va detto no ai piani di densificazione urbana di Napoli, se implicano la definitiva scomparsa di corridoi ecologici e l’impossibilità di comporre la rete ecologica a scala urbana e provinciale, e si alla creazione di una “nuova” armatura urbana della Regione metropolitana Campana per il riequilibrio territoriale demografico e produttivo, con la formazione di nuove città medie, sannite, irpine, cilentane e casertane. Come esempio di semplificazione politica ed amministrativa della Campania, per il riassetto e il riequilibrio della regione metropolitana stessa, è necessario proporre l’accorpamento dei comuni con la riduzione di questi ultimi di circa l’80%, da 551 a 118 municipalità, ricordando che sia il Governo Tremonti che quello Monti hanno proposto l’abolizione dei piccoli comuni tralasciando il problema del riequilibrio tra i piccoli comuni a senescenza funzionale e quelli metropolitani ad alta densità territoriale poiché entrambi costituiscono diseconomie e spreco di ingenti risorse della collettività. La crisi economica attuale non consente di assecondare organizzazioni territoriali che fagocitano in maniera esponenziale le risorse economiche del paese. In Campania si possono definire comprensori con unioni di comuni a seconda del patrimonio delle risorse naturali, dell’armatura urbana e della sostenibilità ambientale all’impatto antropico di ciascuno con il risultato di uno scenario semplificato di enti locali. Infine, per ogni comprensorio è necessario progettare il sistema integrato dei trasporti allo scopo di favorire l’accessibilità interna alle municipalità (comuni uniti) e alla rete delle infrastrutture principali delle province campane. Il caso dell’Agro-Caleno e della cerniera Tirreno - Adriatico di Teano La Provincia di Caserta, dopo quelle di Napoli e Salerno, risulta la più popolata della Campania, in essa è rilevante lo squilibrio territoriale in termini di distribuzione sia della popolazione che delle strutture funzionali. Essa, con i suoi 104 comuni ed una popolazione di 887.820 abitanti, distribuiti su una superficie di 2.639 kmq, ha una densità demografica pari a 336 ab/kmq seconda solo a quella della provincia di Napoli, presentando aree in fase di disgregazione urbana. I comuni contermini ad Aversa e Caserta presentano una densità demografica, pari a 1.000 ab/kmq su una superficie di 579 kmq, contro i 131 ab/kmq su una superficie di 2.045 kmq dei comuni dell’alto casertano. Bilanciare lo squilibrio territoriale ha la finalità di innalzare la qualità della vita delle sue città e di elevare la capacità di cooperazione del territorio nel suo insieme, attraverso la redistribuzione dei pesi demografici, il miglioramento della dotazione infrastrutturale e di servizi sociali per i cittadini, lo sviluppo di sistemi urbani minori che presentano potenzialità peculiari di sviluppo. Per la Provincia di Caserta possono essere, definiti 6 comprensori suddivisi in 24 città medie. Nella riorganizzazione territoriale della Provincia di Caserta e dell’Agro Caleno, le città di Teano e di Grazzanise devono, quindi, svolgere un ruolo complementare rispetto a Caserta, al fine di rafforzare l’armatura urbana dell’intera Provincia. Teano rappresenta l’opportunità di comporre la costellazione delle città medie casertane e di realizzare l’aggancio della direttrice tirrenica a quella adriatica con un nuovo svincolo autostradale in prossimità delle attuali aree di servizio e con una nuova autostrada Caianello-Sulmona Popoli-Pescara. Le principali infrastrutture che consentono il collegamento della nuova cerniera urbana al sistema nazionale della mobilità sono l’autostrada A1 con gli svincoli di Capua e di Caianello, e la linea ferroviaria Napoli-Roma via Cassino con la stazione Teano scalo situata a 2 Km dall’attuale centro urbano. L’asse dell’autostrada A1 percorre l’intero territorio di Teano da nord a sud, lungo il tracciato insistono ben due stazioni di servizio Teano est e ovest, tuttavia non esiste alcuno svincolo autostradale e gli autogrill occupano una superficie territoriale di circa 8 ettari con una configurazione idonea ad accogliere lo stesso nuovo svicolo. Teano è attraversata in direzione nord-sud dalla linea ferroviaria veloce della TAV senza la stazione di scalo. Lo svincolo autostradale si deve trasformare, a sua volta, in un moderno scambiatore intermodale di traffico e deve consentire la realizzazione integrata del bus e taxi-terminal e della nuova stazione ferroviaria di Teano. La linea su ferro, quindi, Teano-Roma via Cassino, si deve agganciare alla linea per Roma via Formia, attraverso la trasformazione del “ramo secco” esistente in linea metropolitana, per connettere Teano, Francolise, Sparanise, Carinola, Sessa Aurunca con Roma via Formia. La linea metrò costituisce il collegamento delle due reti ferroviarie per Roma, via Cassino e via Formia, servendo circa sei degli attuali 18 comuni dell’Agro Caleno. Riutilizzando un tracciato ferroviario preesistente e trasformandolo in metrò si doterebbe l’Agro Caleno di una linea per un bacino d’utenza di circa 50mila abitanti. La strategia di valorizzazione dell’Agro Caleno e dei 40 km di costa della Provincia di Caserta ha significato se si potenzia l’intera armatura urbana dell’Agro Caleno. Il progetto di riutilizzo del ramo secco della ferrovia per un moderno sistema su ferro di mobilità pubblica sostenibile potrebbe costituire l’aggancio alle reti su ferro di mobilità nazionale per Roma. Il ruolo di cerniera Tirreno-Adriatico di Teano, con il conseguente rafforzamento della città media di circa 50mila abitanti rispetto ai 12mila attuali, rappresenta il volano per le città calene, le quali raggiungerebbero ulteriori valori urbani con l’accrescimento dei poli sia di Teano che di Grazzanise. In conclusione se da un lato è opportuno perseguire la densificazione attraverso l’utilizzo dei brownfields, dall’altro lato è necessario, nelle visioni strategiche e strutturali, programmare la crescita selettiva delle città medie come risultato della semplificazione politica ed amministrativa dei comuni della Regione Campania con il loro accorpamento. Le idee in grado di guidare le scelte della politica al fine di contenere l’investimento delle risorse economiche pubbliche non possono prescindere dalla razionalizzazione dello sviluppo territoriale. In quest’ottica, si risolverebbe, inoltre, un problema cardine dell’infrastruttura dell’intero mezzogiorno d’Italia. Figura 1– Teano Cerniera Tirreno-Adriatico/Scambiatore intermodale di traffico ferro-gomma. Aggancio della direttrice tirrenica a quella adriatica con un nuovo svincolo autostradale in prossimità delle attuali aree di servizio e la futura autostrada Caianello-Sulmona-Popoli-Pescara Note * Dipartimento di Architettura, Università di Napoli Federico II, [email protected] ** Benecon, Dipartimento di Architettura, Seconda Università di Napoli, [email protected] 1. Proposta di legge Norme per il contenimento del consumo del suolo e la rigenerazione urbana www.camera.it Bibliografia Buondonno, E. (2011), “Il protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’Agro Caleno-basso Volturno-sud Garigliano e del water-front della provincia di Caserta. Idee e proposte dei comuni e dell’università oltre il P.T.C.P. Masterplan 2009”, Doppiavoce Edizioni. Napoli. Buondonno, E. (2012), “Valorizzazione delle risorse turistico – ricettive e museali - formative dei Regi Tratturi di Molise, Sannio e Abruzzo in località Colle Alto di Rionero Sannitico”, Doppiavoce Edizioni. Napoli. Buondonno,E. (2013), “Valorizzazione turistico-ricettiva delle risorse termali dell'acqua calena e del fiume Savone di Francolise. Verso il parco naturalistico termale dell'Appia”. Doppiavoce Edizioni. Napoli. Buondonno, E. (2013), “Orientamenti strategici e programmi integrati per Giugliano in Campania”. Doppiavoce Edizioni. Napoli. Buondonno, E. (2013), “Progettazione ecosostenibile di una polarità urbana di mille abitanti”. Doppiavoce Edizioni. Napoli

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods
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