8,163 research outputs found

    Therapeutic consultation, early detection of alarm symptoms in infants and treatment with parent-infant psychotherapy

    No full text
    Chapter 6, by Negri, presents the infant from a neurodevelopmental and psychological perspective. She works in Bergamo, Italy, and in her therapeutic consultations, which treat disorders in the parent-child relationship, she links the infant's neurological development with his or her emerging emotional life. Negri describes her way of observing infants and parents - inspired by Bick's method of infant observation - that focuses on infants who present autistic-like symptoms. She calls these "alarm symptoms" - they are present in children at risk, and may become a predominant part of their personality in that there is a loss of variability and a decrease in the ability to interact with the environment. Negri helps parents to draw their baby out of potential autistic encapsulations (Alvarez 1992, Tustin 1981). Her supportive affirming of parental strengths and non-interpretative guidance is rooted in her deep understanding of the unconscious relationship between parents and sick babies. We read that Daniel, a very troubled baby at risk of developing a serious psychopatology, is now a healthy seventeen-year-old young man, thanks to his parents' courage and trust in Negri's sensitive therapeutic input

    Le erosioni silenziose del contraddittorio

    No full text
    L’attacco ai canoni dell’oralità e del contraddittorio, architravi del modello accusatorio prescelto dalla riforma processuale del 1988-‘89, dapprima fu frontale ma scoperto. La magistratura combatté la propria battaglia sollevando questioni di costituzionalità che trovarono accoglimento presso il giudice delle leggi. Una volta innalzato il contraddittorio nella formazione della prova al rango di principio costituzionale, quella strategia è divenuta impercorribile, tuttavia l’ostilità verso il metodo dialettico di accertamento giudiziale non è affatto tramontata. L’insofferenza prende ora la via di interpretazioni-applicazioni surrettizie dei disposti del codice, di erosioni appunto silenziose, sottotraccia; senza il clamore delle insurrezioni d’un tempo, ma infiacchendo nella prassi quotidiana la vitalità del principio del contraddittorio. Tali storture emergono copiose dai repertori giurisprudenziali; più spesso però restano consegnate all’oblio dell’amministrazione routiniera della giustizia, dove giudici e pubblici ministeri si ritrovano alleati e concordi nel perseguire il valore dell’efficienza a scapito di altri interessi coinvolti nella vicenda processuale. La sensazione è che sia andata smarrita ogni speranza di recuperare la caratura genuina del contraddittorio; che il declino di quel metodo sia ormai inesorabile, malgrado qualche segnale incoraggiante dovuto al modo d’intendere il processo equo – specie nel giudizio di secondo grado – da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo L’opera qui sottoposta al lettore intende perlomeno registrare con la maggiore consapevolezza possibile la distanza che separa l’ideale del contraddittorio dalla prosaica realtà dell’esperienza applicativa. Ciò nell’intento di fornire strumenti utili a comprendere le ragioni di quel divario tanto pronunciato e nella prospettiva – forse illusoria – di ridurre la distanza fra il modello e la sua traduzione pratica, prima di abbandonarsi alla definitiva rassegnazione

    Peripezie del contraddittorio: dalla caduta fragorosa al muto declino

    No full text
    L’attacco ai canoni dell’oralità e del contraddittorio, architravi del modello accusatorio prescelto dalla riforma processuale del 1988-‘89, negli anni Novanta del secolo scorso fu frontale ma scoperto. La magistratura combatté la propria battaglia sollevando questioni di costituzionalità che trovarono accoglimento presso il giudice delle leggi. Una volta innalzato il contraddittorio nella formazione della prova al rango di principio costituzionale, quella strategia è divenuta impercorribile, ma l’ostilità verso il metodo dialettico di accertamento giudiziale non è affatto tramontata. L’insofferenza prende ora la via di interpretazioni-applicazioni surrettizie dei disposti del codice, di erosioni appunto silenziose, sottotraccia; senza il clamore delle insurrezioni d’un tempo, ma infiacchendo nella prassi quotidiana la vitalità del principio del contraddittorio. Tali storture emergono dai repertori giurisprudenziali; più spesso però restano consegnate all’oblio dell’amministrazione routiniera della giustizia, dove giudici e pubblici ministeri, solitamente alleati e concordi nel perseguire il valore dell’efficienza a scapito di altri interessi coinvolti nella vicenda processuale, profittano della rassegnazione o della scarsa professionalità di taluni difensori. La sensazione è che sia andata smarrita ogni speranza di recuperare la caratura genuina del contraddittorio; che il declino di quel metodo sia inesorabile. L’opera che qui si sottopone al lettore intende perlomeno registrare con la maggiore consapevolezza possibile la distanza che separa l’ideale del contraddittorio dalla prosaica realtà dell’esperienza applicativa. Ciò nell’intento di fornire strumenti utili a comprendere le ragioni di quel divario tanto pronunciato e nella prospettiva – forse illusoria – di ridurre la distanza fra il modello e la sua traduzione pratica, prima di abbandonarsi alla definitiva rassegnazione

    Proyecto de incremento de la productividad en la cía. Ind. R. NEGRI S.A.

    No full text
    El fundador de esta institución fue Don Roberto Negri D' Lorenzo nacido en Nápoles, Italia de profesión escultor y cincelador. Ganador de Un concurso para cinceladores celebrado en París al ejecutar una miniatura en plata del David de Miguel Ángel, al tamaño de 10 cm., se hizo acreedor a un contrato en Buenos Aires con la casa acuñadora de medallas y monedas "Bella gamba y Rossi" para crear los modelos de dicha casa; viniendo a América a principios de siglo. Como escultor ejecutó diversos monumentos en bronce en Buenos Aires, Montevideo y Santiago de Chile, donde posteriormente se radicará y fundará su fábrica de esculturas y artefactos artísticos para decorado e iluminación. Motivos de salud y clima lo trajeron a Lima en el año 1928. Instaló aquí su fábrica, cuyo primer local estuvo ubicado en Chacra Colorada. Luego se trasladó a la Victoria donde funcionaba la fundición y en la Calle San Agustín (Lima) se instaló un taller de montaje y almacén de ventas. Fallecido en 1946 lo sucedieron en la dirección de la fábrica sus dos hijos, Roberto y Armando Negri Schuldroich. Por motivos de erradicación de industrias en las citadas zonas, en el año 1952 se construyó el actual local, situado en la calle Virrey Abascal 275, Distrito de San Martín de Porres (en aquel entonces Distrito Industrial 27 de Octubre). Al mismo tiempo se instaló un almacén de ventas en el Pasaje Santa Rosa de Lima, el cual se cerró en 1962 por motivos de falta de demanda suficiente de la línea antigua y el hecho de encontrarse la fábrica dedicada prácticamente en su totalidad a un nuevo giro, más industrial y técnico. Este nuevo giro consiste en trabajos de Fundición de Fierro, Bronce, Cobre y Aluminio; y carpintea ría y cerrajería metálica, casi en su totalidad para las Empresas Eléctricas Asociadas, y en el ramo técnico. Por supuesto no se ha descartado por completo la línea antigua para la cual se dispuso de un muestrario en dos grandes salas de exhibición y ventas dentro de la misma fábrica.Tesi

    Correction to: Pediatric elbow arthroscopy: clinical outcomes and complications after long-term follow-up (Journal of Orthopaedics and Traumatology, (2021), 22, 1, (55), 10.1186/s10195-021-00619-2)

    No full text
    Following publication of the original article [1], the authors identified an error in the author names. The given name and family name were erroneously transposed. The incorrect author names: Micheloni Gian Mario, Tarallo Luigi, Negri Alberto, Giorgini Andrea, Merolla Giovanni and Porcellini Giuseppe. The correct author names: Gian Mario Micheloni, Luigi Tarallo, Alberto Negri, Andrea Giorgini, Giovanni Merolla, Giuseppe Porcellini. The author group has been updated above and the original article [1] has been corrected

    L'esperienza di "Costruire l'Europa" e il senso di questo libro : Qualche parola a mo' d'introduzione

    No full text
    Introduzione al volume "Fictio, falso, fake: sul buon uso della filologia".Introduction to the volume "Fictio, falso, fake: sul buon uso della filologia"

    Antonio Negri e i classici

    No full text
    Engramma no. 221 publishes essays that reflect on Antonio Negri’s thought from different perspectives. The intention is not to produce a hagiography or a memorial eulogy, but to contribute to the process of historicisation and theoretical valorisation of the impressive work of one of the most important Italian philosophers of the second half of the twentieth century. The relationship with the classics cannot be reduced to the tension between past glory and present greyness. On the contrary, it is always and essentially a break with tradition, a rejection of nostalgia. A disenchanted look at the present, certainly, but also a critical questioning, an ontological construction and an ethical hypothesis. Negri constructs a large, complex, heterodox materialist building site in tension with the Classics. The issue focuses on Negri’s relationship to Machiavelli, Spinoza, Kant, Leopardi, Marx, Foucault and, implicitly, Lucretius. The volume contains contributions by Giacomo Marramao; Massimo Cacciari, Marco Assennato; Elia Zaru; Tania Rispoli; Peppe Nanni; Mario Farina; Giorgiomaria Cornelio; Matteo Polleri; Bernardo Prieto; Nicolas Martino
    corecore