622 research outputs found
Con-vivere-con l'autismo. Contributi psicodinamici e strategie educative
Questo libro nasce da quell’inevitabile desiderio di capire e di fare che attraversa inevitabilmente chiunque, per qualche ragione, incontri nel suo cammino una persona autistica. La disabilità fisica e/o psichica impone spesso violentemente la propria mancanza e solleva interrogativi che non sempre trovano risposte soddisfacenti, talvolta “disturbando” i nostri bei progetti psico-pedagocici, nonché i progetti di vita di tante famiglie.
Il nostro percorso di ricerca ha quindi a che fare con domande del tipo: cosa si fa con un bambino così? Come si possono sviluppare alcune sue autonomia nell’ottica di migliorare la sua qualità di vita? Come si possono incontrare quei genitori su un piano umano e professionale?
Lo scopo centrale di questo libro è raccogliere criticamente i contributi delle tante discipline che, negli ultimi anni, concentrano i loro sforzi attorno al tema della sindrome autistica per rinvenirne possibili ipotesi causali, descriverne sempre più accuratamente manifestazioni comportamentali, compromissioni e potenzialità evolutive, per delineare possibilità di trattamento che si basino sull’educazione del soggetto autistico e sulla presa in carico psicoeducativa dei genitori
“Assente giustificato”? L’imputato assente per «volontaria sottrazione» tra perplessità gnoseologiche e spunti sovranazionali
ITA: Il contributo indaga i presupposti del rito in assenza nell’ordinamento italiano, in particolare dando conto delle problematiche esistenti quando viene in rilievo la c.d. volontaria sottrazione dell’interessato, ipotesi codificata all’art. 420-bis, comma 2 c.p.p. Alla luce della pertinente giurisprudenza europea, proveniente dalla Corte di Giustizia e dalla Corte di Strasburgo, l’Autore suggerisce possibili soluzioni de iure condendo allo scopo di rendere più coerenti le connessioni tra disciplina interna e quadro giuridico europeo.
ENG: The paper investigates the grounds for proceedings in absentia within the Italian legal system, glancing a picture of the existing issues related to the so-called ‘voluntary absconding’ of the suspect, a hypothesis laid down in Article 420a(2) of the Italian Code of Criminal Procedure. In the light of the relevant European case law, stemming from theCJEU and the ECtHR, the Author suggests possible solutions de iure condendo in order to make the connection between the domestic discipline and the European legal framework more consistent
Multisensor piezoelectric polymer insole for pedobarography
Analysis of the pressure distribution under the foot in walking and standing patients (pedobarography) can be used to detect orthopaedic as well as neurological defects. Sensorized insoles are increasingly used, at least for research purposes, because of the inherent advantages they offer compared to the force platforms presently available. We have developed and evaluated a piezoelectric polymer insole for pedobarography, using a 200 μm thick polyvinylidene fluoride (PVDF) film which had been uniaxially stretched and poled in selected areas. Sixteen circular aluminium disks, 6 mm diameter each, deposited onto the film by vacuum evaporation, served as the electrodes for the pressure sensors and were located so as to optimize the response of the five metatarsal transducers, which are particularly critical for a correct gait analysis. The 16 sensors were disposed on the ideal loading surface, the response of which identified incorrect foot conformation on loading. Sixteen conductive tracks, one for each transducer, converged toward a side of the insole, where 16 contact pads were provided to bond connecting wires, leading to an electronic unit conveniently attached to the leg of the patient. A system was designed to allow data acquisition and processing by a Digital MINC 11 minicomputer. This sensorized insole is currently evaluated for gait analysis, and tests on a normal subject are reported
IL PROCESSO ALL'IMPUTATO ASSENTE
La tesi sviluppa il tema del processo all’imputato assente.
Il presente lavoro trae spunto dalla riforma operata con la legge 28 aprile 2014, n. 67. Esso si prefigge l’obiettivo di analizzare, da un lato, il contenuto della nuova disciplina – sia sotto il profilo statico, sia sotto quello dinamico - con particolare riferimento all’imputato assente e all’irreperibile e, dall’altro lato, di verificare se il nuovo assetto normativo italiano possa dirsi conforme ai dicta sovranazionali.
Il primo capitolo è dedicato allo studio delle fonti sovranazionali e alla ricostruzione degli status processuali connessi alla mancata presenza dell’imputato vigenti nell’ordinamento interno prima dell’entrata in vigore della riforma del 2014.
In particolare, nella prima sezione, vengono analizzate le fonti internazionali (Nazioni Unite) ed “europee” (Consiglio d’Europa ed Unione Europea), oltre alla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e del Comitato dei diritti umani dell’O.N.U. Viene illustrato il contenuto degli atti normativi e delle sentenze al fine di delineare le caratteristiche del processo all’assente così come emerge in sede sovranazionale.
La seconda sezione è, invece, dedicata alla disciplina italiana pre-riforma. In essa vengono, in particolare, descritti gli istituti della contumacia e dell’assenza, nonché le problematiche ad essi connesse e le critiche che - in particolar modo a margine della contumacia - la dottrina aveva sollevato, per giungere alle figure dell’imputato latitante e dell’imputato irreperibile.
Descritta la situazione previgente ed evidenziate criticità e proposte di riforma, si passa al secondo capitolo in cui vengono analizzati i profili statici della riforma. Si prendono, tra gli altri, in esame gli art. 420-bis - 420-quater c.p.p., individuando i presupposti applicativi sia della dichiarazione dell’assenza dell’imputato, sia della sospensione del processo per irreperibilità dell’imputato. Vengono inoltre analizzati i profili problematici: il rapporto tra conoscenza legale e conoscenza effettiva; le intersezioni tra consapevolezza e diritto ad una corretta informazione; la trasformazione del diritto ad essere informato in dovere di informarsi; nonché il difetto di coordinamento evidenziato dalla permanenza del termine “contumacia” – anche dopo la riforma – in alcuni ambiti dell’ordinamento processuale.
Il capitolo si conclude con la valutazione della disciplina italiana alla luce dei precetti sovranazionali.
Si passa poi, nel terzo capitolo, allo studio dei profili dinamici del processo in absentia, analizzandone l’iter in udienza preliminare - con particolare riferimento alla revoca dell’ordinanza dichiarativa dell’assenza - e in dibattimento. Lo studio prosegue con l’analisi delle impugnazioni, con particolare riguardo al giudizio di secondo grado, all’annullamento con rinvio della Corte di Cassazione e alla rescissione del giudicato.
Il capitolo si conclude con l’esame della disciplina transitoria conseguente all’entrata in vigore della legge 28 aprile 2014, n. 67 e con il confronto tra i profili dinamici del processo in assenza dell’imputato e i dicta sovranazionali.
Nel quarto capitolo, si analizzano le ricadute che la riforma del processo in absentia manifesta su delle specifiche branche del sistema processuale. In particolare, si prendono in esame gli effetti derivanti dall’abolizione della contumacia e della conseguente introduzione della figura dell’assente e dell’irreperibile sul processo penale a carico degli enti, sul processo dinanzi al Tribunale per i Minorenni, sul giudizio dinanzi al giudice di pace e sul processo penale militare.
Il quarto capitolo si conclude con un’analisi dei riflessi che la legge 28 aprile 2014, n. 67 ha avuto sulla cooperazione giudiziaria in materia penale, con specifico riferimento all’estradizione, al mandato d’arresto europeo e al reciproco riconoscimento delle sentenze.The topic of this thesis is the trial in absentia.
The starting point of the analysis is the reform introduced with Act 28 April 2014, No. 67. The objective of the thesis is to analyse the content of the new rules – from both the static and the dynamic point of view - with special reference to defendants who fail to appear and those who are untraceable- and to assess whether the new Italian legislation complies with supranational dicta.
The first chapter contains a review of supranational sources and the description of the procedural status deriving from non-appearance of the defendant as defined in the Italian legislation before the entry into force of the reform in 2014.
Specifically, in the first section, I analyse the international (United Nations) and “European” (Council of Europe and European Union) sources, as well as the decisions of the European Court of Human Rights and the Human Rights Committee of the United Nations. I describe the content of the legislation and court decisions in order to identify the characteristics of the trial in absentia as specified at the supranational level.
The second section focuses on Italian legislation before the reform. Here I specifically describe the institutions of “contumacia” [non-appearance without legitimate impediment] and “assenza” [defendant waiving the right to be present], as well as the related issues and the objections - in particular those concerning “contumacia” - levelled by the jurisprudence, to arrive to the case of the defendant who wilfully absconds and the one who is untraceable.
After describing the pre-existing situation and pointing out problems and reform proposals, in the second chapter I analyse the static aspects of the reform. I review, among others, art. 420-bis to 420-quater of the Code of Criminal Procedure, identifying the conditions for the application of the declaration of non-appearance by the defendant and the suspension of the trial when the defendant is untraceable. The problematic aspects are also analysed: the relationship between legal and actual information; the overlap of awareness and right to be properly informed; the transformation of the right to be informed in duty to become informed; and the lack of consistency shown by the continued use of the term “contumacia” in some parts of the procedural system, even after the reform.
The chapter ends with an assessment of the Italian legislation in the light of the supranational rules.
In the third chapter, I then review the dynamic aspects of the trial in absentia, analysing its iter at the preliminary hearing - particularly with regard to the revocation of the declaration of non-appearance - and at the trial. This is followed by an analysis of the appellate process, particularly with regard to the judgement of second instance, the nullification with judicial review of the Court of Cassation, the highest appeal court in Italy, and the breach of res iudicata.
The chapter ends with an analysis of the transitory rules applied after the entry into force of Act 28 April 2014, No. 67, and with the comparison of the dynamic aspects of the trial in absentia with the supranational dicta.
In the fourth chapter, I analyse the repercussions of the reform of the trial in absentia on some specific areas of the procedural system. Specifically, I review the effects of the elimination of the concept of “contumacia”, and the resulting introduction of the categories of the non-appearing and untraceable defendant, on criminal trials against organisations, trials in the Tribunale per i Minorenni (the Italian Youth Court), judgements by the Giudice di pace (Justice of the Peace), and military criminal trials.
The fourth chapter ends with an analysis of the implications of Act 28 April 2014, No. 67 on judicial cooperation in criminal law issues, with specific reference to extraditions, European arrest warrant, and reciprocal recognition of judgements
Note in margine a una vita assente di Paolo Milano: tra diario e aforistica dell\u27esilio
Il contributo riflette su Note in margine a una vita assente di P. Milano (1904-1988), intellettuale ebreo che visse gran parte della sua vita esiliato negli Stati Uniti. L’opera si presenta come una raccolta autoriale di note, «voci», tutte legate dal tema comune del «dispatrio», il quale comporta la percezione del proprio inaridimento artistico dovuto alla perdita delle radici linguistiche, culturali e identitarie. Come si evince dal titolo, lo zibaldone di Milano e? un’opera di commento (di note in margine) alla vita, testo-madre negato (assente) a causa del dispatrio. In altre parole, siamo di fronte a un’opera letteraria che aprioristicamente nega il proprio statuto ontologico e artistico. Sono presenti molti punti di contatto con il campo, ancora poco conosciuto in Italia, dell’Exilaphoristik, i cui autori, ebrei esiliati e scrittori di aforismi come Milano, hanno affrontato l’esilio non come tema ma processo letterario, sfruttando le caratteristiche formali dell’aforisma per resistere all’isolamento, trasformare la loro tragedia in opportunita? di crescita comunitaria. Nell’analisi dell’opera ha assunto rilievo anche il ruolo del margine e della marginalita?, che riflette la percezione che l’autore ha di se? nel mondo e collega l’espediente tecnico della scrittura in note alla condizione del dispatriato. Tale espediente permette la creazione di un’opera costruita da «voci» solo apparentemente isolate, in realta? legate indissolubilmente tra loro, come coblas di un moderno poema in prosa per aforismi. In conclusione, si e? rilevato che il testo di Milano, con il suo negare continuamente la propria esistenza artistica, non fa che affermarne prepotentemente la forza.This paper introduces to the reader the works of P. Milano (1904 – 1988), an Italian-Jewish writer who moved to New York fleeing from Fascism in 1938. In particular, this article focuses on his masterpiece Note in margine a una vita assente (Notes alongside a non-lived life), because it is linked to the literary genre of the Exilaphoristik, which is a field of study that in recent years is becoming popular in German and American studies. The link to this literary field permits to highlight that Milano transformed the displacement, a negative evolution of the exile that implies the lack of identity, the distance of mother tongue and the fade of memory, in a literary process, which elevates this trauma in an opportunity to grow as a community, instead of to suffer his loneliness. Moreover, this paper underlines the artistic value of Note in margine, which is a selection of notes and aphorisms, but also a work of comment (Notes) about an absent text, the life, due to the displacement (alongside a non-lived life). Each of its «voices», the notes, is linked to the following not only because they were selected to the author, but because they are tied as a contemporary prose poem through aphorisms, which transforms the «voices» in coblas.Il contributo riflette su Note in margine a una vita assente di P. Milano (1904-1988), intellettuale ebreo che visse gran parte della sua vita esiliato negli Stati Uniti. L’opera si presenta come una raccolta autoriale di note, «voci», tutte legate dal tema comune del «dispatrio», il quale comporta la percezione del proprio inaridimento artistico dovuto alla perdita delle radici linguistiche, culturali e identitarie. Come si evince dal titolo, lo zibaldone di Milano e? un’opera di commento (di note in margine) alla vita, testo-madre negato (assente) a causa del dispatrio. In altre parole, siamo di fronte a un’opera letteraria che aprioristicamente nega il proprio statuto ontologico e artistico. Sono presenti molti punti di contatto con il campo, ancora poco conosciuto in Italia, dell’Exilaphoristik, i cui autori, ebrei esiliati e scrittori di aforismi come Milano, hanno affrontato l’esilio non come tema ma processo letterario, sfruttando le caratteristiche formali dell’aforisma per resistere all’isolamento, trasformare la loro tragedia in opportunita? di crescita comunitaria. Nell’analisi dell’opera ha assunto rilievo anche il ruolo del margine e della marginalita?, che riflette la percezione che l’autore ha di se? nel mondo e collega l’espediente tecnico della scrittura in note alla condizione del dispatriato. Tale espediente permette la creazione di un’opera costruita da «voci» solo apparentemente isolate, in realta? legate indissolubilmente tra loro, come coblas di un moderno poema in prosa per aforismi. In conclusione, si e? rilevato che il testo di Milano, con il suo negare continuamente la propria esistenza artistica, non fa che affermarne prepotentemente la forza.This paper introduces to the reader the works of P. Milano (1904 – 1988), an Italian-Jewish writer who moved to New York fleeing from Fascism in 1938. In particular, this article focuses on his masterpiece Note in margine a una vita assente (Notes alongside a non-lived life), because it is linked to the literary genre of the Exilaphoristik, which is a field of study that in recent years is becoming popular in German and American studies. The link to this literary field permits to highlight that Milano transformed the displacement, a negative evolution of the exile that implies the lack of identity, the distance of mother tongue and the fade of memory, in a literary process, which elevates this trauma in an opportunity to grow as a community, instead of to suffer his loneliness. Moreover, this paper underlines the artistic value of Note in margine, which is a selection of notes and aphorisms, but also a work of comment (Notes) about an absent text, the life, due to the displacement (alongside a non-lived life). Each of its «voices», the notes, is linked to the following not only because they were selected to the author, but because they are tied as a contemporary prose poem through aphorisms, which transforms the «voices» in coblas.Il contributo riflette su Note in margine a una vita assente di P. Milano (1904-1988), intellettuale ebreo che visse gran parte della sua vita esiliato negli Stati Uniti. L’opera si presenta come una raccolta autoriale di note, «voci», tutte legate dal tema comune del «dispatrio», il quale comporta la percezione del proprio inaridimento artistico dovuto alla perdita delle radici linguistiche, culturali e identitarie. Come si evince dal titolo, lo zibaldone di Milano e? un’opera di commento (di note in margine) alla vita, testo-madre negato (assente) a causa del dispatrio. In altre parole, siamo di fronte a un’opera letteraria che aprioristicamente nega il proprio statuto ontologico e artistico. Sono presenti molti punti di contatto con il campo, ancora poco conosciuto in Italia, dell’Exilaphoristik, i cui autori, ebrei esiliati e scrittori di aforismi come Milano, hanno affrontato l’esilio non come tema ma processo letterario, sfruttando le caratteristiche formali dell’aforisma per resistere all’isolamento, trasformare la loro tragedia in opportunita? di crescita comunitaria. Nell’analisi dell’opera ha assunto rilievo anche il ruolo del margine e della marginalita?, che riflette la percezione che l’autore ha di se? nel mondo e collega l’espediente tecnico della scrittura in note alla condizione del dispatriato. Tale espediente permette la creazione di un’opera costruita da «voci» solo apparentemente isolate, in realta? legate indissolubilmente tra loro, come coblas di un moderno poema in prosa per aforismi. In conclusione, si e? rilevato che il testo di Milano, con il suo negare continuamente la propria esistenza artistica, non fa che affermarne prepotentemente la forza.This paper introduces to the reader the works of P. Milano (1904 – 1988), an Italian-Jewish writer who moved to New York fleeing from Fascism in 1938. In particular, this article focuses on his masterpiece Note in margine a una vita assente (Notes alongside a non-lived life), because it is linked to the literary genre of the Exilaphoristik, which is a field of study that in recent years is becoming popular in German and American studies. The link to this literary field permits to highlight that Milano transformed the displacement, a negative evolution of the exile that implies the lack of identity, the distance of mother tongue and the fade of memory, in a literary process, which elevates this trauma in an opportunity to grow as a community, instead of to suffer his loneliness. Moreover, this paper underlines the artistic value of Note in margine, which is a selection of notes and aphorisms, but also a work of comment (Notes) about an absent text, the life, due to the displacement (alongside a non-lived life). Each of its «voices», the notes, is linked to the following not only because they were selected to the author, but because they are tied as a contemporary prose poem through aphorisms, which transforms the «voices» in coblas.Il contributo riflette su Note in margine a una vita assente di P. Milano (1904-1988), intellettuale ebreo che visse gran parte della sua vita esiliato negli Stati Uniti. L’opera si presenta come una raccolta autoriale di note, «voci», tutte legate dal tema comune del «dispatrio», il quale comporta la percezione del proprio inaridimento artistico dovuto alla perdita delle radici linguistiche, culturali e identitarie. Come si evince dal titolo, lo zibaldone di Milano e? un’opera di commento (di note in margine) alla vita, testo-madre negato (assente) a causa del dispatrio. In altre parole, siamo di fronte a un’opera letteraria che aprioristicamente nega il proprio statuto ontologico e artistico. Sono presenti molti punti di contatto con il campo, ancora poco conosciuto in Italia, dell’Exilaphoristik, i cui autori, ebrei esiliati e scrittori di aforismi come Milano, hanno affrontato l’esilio non come tema ma processo letterario, sfruttando le caratteristiche formali dell’aforisma per resistere all’isolamento, trasformare la loro tragedia in opportunita? di crescita comunitaria. Nell’analisi dell’opera ha assunto rilievo anche il ruolo del margine e della marginalita?, che riflette la percezione che l’autore ha di se? nel mondo e collega l’espediente tecnico della scrittura in note alla condizione del dispatriato. Tale espediente permette la creazione di un’opera costruita da «voci» solo apparentemente isolate, in realta? legate indissolubilmente tra loro, come coblas di un moderno poema in prosa per aforismi. In conclusione, si e? rilevato che il testo di Milano, con il suo negare continuamente la propria esistenza artistica, non fa che affermarne prepotentemente la forza.This paper introduces to the reader the works of P. Milano (1904 – 1988), an Italian-Jewish writer who moved to New York fleeing from Fascism in 1938. In particular, this article focuses on his masterpiece Note in margine a una vita assente (Notes alongside a non-lived life), because it is linked to the literary genre of the Exilaphoristik, which is a field of study that in recent years is becoming popular in German and American studies. The link to this literary field permits to highlight that Milano transformed the displacement, a negative evolution of the exile that implies the lack of identity, the distance of mother tongue and the fade of memory, in a literary process, which elevates this trauma in an opportunity to grow as a community, instead of to suffer his loneliness. Moreover, this paper underlines the artistic value of Note in margine, which is a selection of notes and aphorisms, but also a work of comment (Notes) about an absent text, the life, due to the displacement (alongside a non-lived life). Each of its «voices», the notes, is linked to the following not only because they were selected to the author, but because they are tied as a contemporary prose poem through aphorisms, which transforms the «voices» in coblas
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