196,214 research outputs found

    Variation in auxiliary selection, syntactic change, and the internal classification of Campidanese Sardinian

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    In this paper, we analyse some aspects of syntactic variation in Campidanese, comparing the urban varieties of Cagliari and Oristano with some selected rural dialects. The main focus of the paper is on perfective auxiliary selection. Assuming Perlmutter’s Unaccusative Hypothesis, we shall show a) that it is possible to formulate rules accounting for the distribution of perfective auxiliaries in the different dialects; b) that these rules also account for the verb occurring in existential constructions (although with some exceptions); and c) that the different auxiliation options documented in these varieties can be ordered along an implicational scale. Building upon previous similar comparative work on Romance perfective auxiliation, we shall also show that present-day Oristanese and some of the rural varieties in our sample display a triple, rather than a binary, auxiliation choice, and that this is to be understood as a transitional stage between the more conservative auxiliation rule still attested by the rest of rural Campidanese, and the more innovatory system of urban Cagliaritano. Not surprisingly, given what is independently known about the linguistic history of Sardinia, the syntax of auxiliation in conservative rural Campidanese coincides with that of Logudorese. Finally, we shall discuss the implications of our morphosyntactic study for the internal subclassification of Campidanese

    Il Palazzo Ducale di Gubbio

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    Il palazzo ducale di Gubbio, situato sulle pendici del monte Ingino, venne realizzato per volontà del Duca Federico da Montefeltro, inglobando e modificando il preesistente palazzo della Guardia, il quale a sua volta risulta il frutto di diversi interventi succedutisi nel tempo. L’edificio venne edificato in un arco temporale compreso tra il XII e il XIV secolo e poi inglobato all’interno della costruzione federiciana. Nel presente studio è stato preso come riferimento di base la pianta seicentesca, la più antica della quale si sia a conoscenza e, operando un raffronto con le piante realizzate successivamente e con lo stato attuale, sono state messe in evidenza le differenze, al fine di delineare una storia dell’evoluzione costruttiva dell’edificio dal Seicento ad oggi. Lo studio storico, eseguito attraverso l’analisi diretta e indiretta del monumento, ha dunque permesso d’individuare, evidenziando alcuni particolari tutt’ora presenti, ma parzialmente celati dai numerosi interventi realizzati nel corso dei secoli, le principali fasi costruttive e le differenti letture che di esse sono state date sia nei restauri pregressi e sia in quelli più recenti, arrivando a dipanare le controverse e dibattute interpretazioni degli interventi progettuali operati a seguito di errate letture storiche

    Testimonianze del gotico arborense, problemi di conservazione (1250-1350)

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    L’articolo descrive sinteticamente il tema della Tesi di Laurea in Restauro Architettonico: Testimonianze del gotico arborense, problemi di conservazione (1250-1350), evidenziando la metodologia di studio adottata e la descrizione del progetto di conservazione e valorizzazione delle emergenze architettoniche oggetto di approfondimento e del contesto urbano e territoriale, proponendo la realizzazione di un percorso storico, con l’obiettivo di ricucire e coordinare spazi e funzioni, non solo mediante il recupero strategico di ambienti già predisposti eppure attualmente sottopotenziati, ma anche e soprattutto mediante la creazione di nuovi, ideati sulla base delle esigenze e delle pertinenze specifiche

    Ricostruzione, quotidiano del partito democratico del lavoro

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    Il quotidiano “Ricostruzione, quotidiano del partito democratico del lavoro”, che uscì clandestinamente a Roma dall’aprile al giugno del 1943 con il titolo di “La Ricostruzione”, nacque, nell’ambito culturale della Resistenza, come organo di un partito politico e come tale ne segna le tappe del suo sviluppo. Il Quotidiano si occupò di tutti gli aspetti della ricostruzione, prediligendo la ricostruzione in senso politico, economico e sociale, ma, come si può vedere dagli articoli riportati in allegato al testo in oggetto, non trascurando gli aspetti materiali, e toccando, se pur marginalmente, le polemiche ampiamente dibattute su altra stampa nazionale, in merito ai tempi e ai modi della “ricostruzione” dei monumenti e alla riorganizzazione dell’amministrazione delle Belle Arti. Inoltre viene data notizia dello stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione prioritariamente nel Lazio, ma volgendo uno sguardo anche alla situazione nazionale

    LINGUE E LINGUAGGIO

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    The papers gathered in this volume of LeL were originally presented as talks in a workshop on Sardinian Morphology at the VIII Mediterranean Morphology Meeting, held in Cagliari in September 2011. The versions presented here are the extension of the research and the elaboration of the cues and observations which were provided in that debate. Sardinian morphology is a field of inquiry which has been scarcely researched. In front of this, a great amount of variation does exist and should be described and explained in a systematic way, with deep-reaching studies based on the field-work materials, which can be submitted to the analysis possibly in different theoretical frameworks. This is the basic attempt of these papers. Albeit provided of partially different theoretical backgrounds, they share a solid bulk of common references in the literature on the different fields of morphology and give high relevance to a careful description of phenomena. Given this, il va sans dire, the relevance accorded to the empirical phenomena and their description does not in any way subtend an assumption that observation can be free of theory ladenness (in the sense of N.R. Hanson’s Pattern on Discovery, 1958)

    Camp. (Oristano) [kanʧɔfˈfai̯]: una ipotesi etimologica

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    This chapter takes into consideration the meaning of verbs derived from the lexical basis [kanˈʧɔffa] ‘artichoke’ (Cynara cardunculus L. var. Scolymus)’ in a variety of Campidanese Sardinian (Oristano). In particular, the article examines the verb [kanʧɔfˈfai̯], semantically ‘to deceive intentionally’, so far not attested in dictionaries. The etymological motivation of this meaning is hypothesized, relating it to the consumption and trade of wines. Tannins in artichokes create a strong sense of bitterness which alter the perception of taste, and because of this artichokes in Sardinia were consciously linked to the consumption of particularly acidic wine. It is therefore hypothesised that the verb [kanʧɔfˈfai̯] may have shifted from indicating a deceptive practice in the food trade, especially regarding wine, carried out at the expense of a naïve person who is unaware of a highly widespread notion, to one generically associated to serious fraud
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