163,734 research outputs found
Tempo e spazio nella poesia di Antonia Pozzi
La recente riscoperta delle opere scritte da Antonia Pozzi negli anni Trenta del Novecento si è spesso tradotta in studi nei quali la tragica fine della poetessa ha condizionato ogni altra valutazione. Il presente contributo individua la tensione poematica sottesa a non poche singole liriche, mirando a un''interpretazione che riporti in primo piano i valori estetici. Si mostra in tal modo come l''espressione di una drammatica inquietudine esistenziale sia tanto più convincente quanto più si accompagna con un''attitudine meditativa che supera largamente la soglia del diarismo
La psicanalisi, di G. Dragotti
Volume pubblicato da Pozzi, Roma, nel 1923 con note e appunti di Vittorio Benuss
O que ganhamos com isso? Politiche di patrimonializzazione, logiche di turistificazione e conflitto sociale a Cidade Velha, Capo Verde
Piave 1918
Piave 1918 / Arrigo Pozzi. - Roma : Cremonese, [1939]
Dedica manoscritta dell\u27autore a Nina Bodrero: A donna Nina Bodrero / questo modesto ricordo della / guerra che visse e pati\u27 / con noi combattenti / in reverente / omaggio / Arrigo Pozzi / 10-3-XVII
https://galileodiscovery.unipd.it/discovery/fulldisplay?context=L&vid=39UPD_INST:VU1&search_scope=MyInst_and_CI&tab=Everything&docid=alma99000235167020604
Penile Length Measurement: Methodological Challenges and Recommendations, a Systematic Review
Background: Penile length measurement techniques vary widely in published studies leading to inaccurate and nonstandardized measurements. Aim: To review the methodology used to report data in studies evaluating penile length and provide a detailed recommendation in conducting future high-quality research. Methods: The MEDLINE database was searched for randomized clinical trials and open-label prospective or retrospective studies. Outcomes: The panel reviewed the modality of data reporting on these specific areas: patients’ age and assessment, patient position, type of measurement instrument used, penile length technique description, examination conditions, and actual examiner. Results: Overall, 70 studies investigating penile length were selected; among these, 72.85% included at least 50 patients: 16 prospective studies, 5 randomized clinical trials, and 49 retrospective cross-sectional studies. Amongst all studies, 90% reported to measure penile length by health care practitioners in clinical settings. Penile length was assessed in all 70 studies, whereas penile girth was measured in 57.14% of patients. A semi-rigid ruler was the most commonly used measurement aid to assess penile length/girth in 62.86% of studies. Penile measurements were reportedly obtained: (i) stretched state, 60%; (ii) flaccid state only, 52.68%; and (iii) during erection, 27.43%. All studies investigating the penile length in an erect state were simultaneously assessing penile length in the flaccid state. About 90% of studies investigated penile length in adults, whereas 10% were conducted in adolescents. Clinical Implications: The use of shared methodology to assess penile length in both adults and adolescents allows more accurate and standardized measurements. Strength & Limitations: A systematic review of the published literature allowed proper data interpretation in order to provide accurate recommendations. Main limitations of the study relied on a relatively limited number of databases for the identification of potentially eligible studies. Conclusion: The methodology used in studies measuring penile length should be precise and standardized in order to provide accurate data to both clinicians and researchers. Cakir OO, Pozzi E, Castiglione F, et al. Penile Length Measurement: Methodological Challenges and Recommendations, a Systematic Review. J Sex Med 2021;18:433–439
L’Esprit des lois, o sport come post-democrazia
Nessun evento ai nostri tempi riesce a coinvolgere tante persone quanto i grandi eventi sportivi, Olimpiadi e mondiali di calcio soprattutto: emozioni, investimenti, stravolgimenti urbanistici, geopolitica fra popoli e stati.
Altrettanto riesce ancora a fare la “politica”? E se vedessimo lo sport come forma d’organizzazione sociale, la più coinvolgente nell’epoca della post-democrazia?
Non esisteranno più dibattiti politici ma competizioni sportive. D’ogni tipo: gli sport consueti, di squadra ‒ calcio, basket, volley etc ‒ o individuali – atletica, nuoto, lotta, sci, pattinaggio etc – solitamente conosciuti; sport solitamente di nicchia, praticati da piccole comunità o nelle fiere di paese; sport paraolimpici, che includono varie disabilità fisiche, attestate da perizie mediche; sport adatti per disabilità intellettive e sport chiamati “inclusivi”, che modificando le regole comprendono ogni sorta di abilità e disabilità; e sport mentali, giochi conosciuti – scacchi, dama, giochi di carte etc – o meno conosciuti – giochi da tavola, di memoria, giochi di ruolo etc – in un’infinita moltiplicazione di possibilità per dimostrare talento e bravura.
Come per le leggi elettorali, gli sport cambieranno continuamene; le regole verranno discusse e votate dall’intera collettività, modificando sport che già esistono o inventandone di nuovi, sia negli sport del corpo sia quelli della mente; e gli sport potranno combinarsi fra di loro in ogni possibile combinazione di biathlon, triathlon, pentathlon, decathlon etc
Dai risultati delle gare verranno prese decisioni collettive, come un tempo competeva alle istituzioni e alle prassi politiche: politiche economiche, scelta dei referenti in istituzioni pubbliche, votazione delle leggi, concorsi pubblici, referendum, a livello locale e nazionale, ogni passaggio che riguarda la vita pubblica nascerà dal responso di una competizione sportiva
I pozzi votivi della val d'Enza
Il testo prende in esame i pozzi etruschi costruiti lungo la Val d'Enza. Escludendo il pozzo di Taneto, funzionale all’attività dei forni per la produzione delle ceramiche, e il presunto pozzo sulla Pietra di Bismantova, per il quale non si hanno evidenze certe, le altre strutture garantivano l’approvvigionamento idrico dei centri abitati posti a controllo della valle dell’Enza, e dei piccoli insediamenti rurali dislocati lungo l’importante via commerciale, come confermano la presenza della falda freatica, nonché degli strumenti e del vasellame per attingere acqua rinvenuti nei pozzi. Essi svolgevano, quindi, una funzione di pubblica utilità, la cui importanza poteva essere, in alcuni casi, enfatizzata dalla monumentalizzazione. Da queste strutture di rilevanza pubblica provengono tracce di azioni rituali connesse alla loro fondazione e/o dismissione. L'esame della documentazione disponibile, purtroppo disomogenea e, in alcuni casi, lacunosa, ha consentito di trarre qualche riflessione sulle pratiche rituali che si svolgevano presso questi pozzi.
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Pozzi sacri: ipotesi ricostruttive
Già dal 1974 mi ero posto il problema della ricostruzione grafica, o restituzione che dir si voglia, dei pozzi sacri (o "templi a pozzo") della Sardegna nuragica; ma solo nel 1980 avevo tradotto graficamente la mia ipotesi in un disegno - che per gran parte qui riconfermo nella sua relativa validità - concernente la struttura generale originaria di questa categoria di monumenti. Tutto ciò riguardava anche le fonti sacre, che, per essere l'acqua
sorgiva più facilmente accessibile rispetto a quella che viene da falda freatica, e perciò necessitando - quand'anche essa ci sia - di una scala molto breve, risultano essere, per dir così, dei pozzi sacri in miniatura.
Nella mia ricostruzione grafica, sia passata che presente, del pozzo sacro di Santa Vittoria di Serri-NU mi sono
limitato agli elementi principali dell'architettura, trascurando persino, volutamente, sia il recinto o temenos ellittico che racchiude l'edificio - data la sua modesta rilevanza architettonica e perché
deve trattarsi di un'aggiunta successiva, piuttosto recente - sia il problema della sistemazione originaria di altri elementi non direttamente riferibili all'edificio: quali i betili-torre, o modellini in pietra di nuraghi, e i bronzetti; e infine le due statue di toro in calcare
(conservate in due distinti frammenti). Comunque questi due tori potevano stare, uno per lato davanti alle due ante, sulla fronte del pozzo, all'incirca come i leoni alati assiri del palazzo di Nimrud o quelli stilofori delle chiese romaniche
Pozzi sacri: ipotesi ricostruttive
Già dal 1974 mi ero posto il problema della ricostruzione grafica, o restituzione che dir si voglia, dei pozzi sacri (o "templi a pozzo") della Sardegna nuragica; ma solo nel 1980 avevo tradotto graficamente la mia ipotesi in un disegno - che per gran parte qui riconfermo nella sua relativa validità - concernente la struttura generale originaria di questa categoria di monumenti. Tutto ciò riguardava anche le fonti sacre, che, per essere l'acqua
sorgiva più facilmente accessibile rispetto a quella che viene da falda freatica, e perciò necessitando - quand'anche essa ci sia - di una scala molto breve, risultano essere, per dir così, dei pozzi sacri in miniatura.Nella mia ricostruzione grafica, sia passata che presente, del pozzo sacro di Santa Vittoria di Serri-NU mi sono
limitato agli elementi principali dell'architettura, trascurando persino, volutamente, sia il recinto otemenosellittico che racchiude l'edificio - data la sua modesta rilevanza architettonica e perché
deve trattarsi di un'aggiunta successiva, piuttosto recente - sia il problema della sistemazione originaria di altri elementi non direttamente riferibili all'edificio: quali i betili-torre, o modellini in pietra di nuraghi, e i bronzetti; e infine le due statue di toro in calcare
(conservate in due distinti frammenti). Comunque questi due tori potevano stare, uno per lato davanti alle due ante, sulla fronte del pozzo, all'incirca come i leoni alati assiri del palazzo di Nimrud o quelli stilofori delle chiese romaniche
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