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Plastici, Costruzioni e modelli astratti
Analisi della partecipazione di Ettore Sottsass alle principali esposizioni realizzate tra 1945 e 1948 in cui porta le sculture legate al dibattito sulla astrazione
The Use of the Wheel in the Production of Pithoi: Preliminary Results and Lessons Learnt from Experimental Sessions
Large earthenware storage vessels, known as pithoi, were very widespread in the Mediterranean Basin area, both in domestic and non-domestic contexts, throughout the entire Bronze Age. From a technological point of view, due to their large dimensions, the production of pithoi is very demanding
and requires highly skilled and expert artisans. However, despite their large diffusion and their prominent role in resource management, pithoi have received less attention in terms of research in
comparison to other types of vessels; technological studies, in particular, stand out for their relative rarity. Indeed, experimental approaches are scant, thus preventing a comprehensive understanding of the manufacturing process of pithoi. This paper presents the preliminary results of two experimental
sessions dedicated to the examination of the use of the wheel in the manufacture of these large clay containers. Experimental vessels have been analysed by way of the naked eye and through X-ray analysis
Pyla-Kokkinokremos (Cyprus) and Late Bronze Age Mediterranean networks. The role of the pithoi
The aim of the present chapter is, however, to analyse the entanglement of Pyla
in this broader Mediterranean scenario by drawing attention to pithoi. Pyla pro-
vides us with an ideal context since it preserves a particularly high number of
pithoi; thus far about 300 individual pieces have been recognised. As evidenced by
petrographic analyses, some of these are clearly non-local and originate elsewhere
in Cyprus or outside the island. The discovery at Pyla of non-local specimens is,
therefore, quite remarkable and can serve as additional evidence of the intense
interconnections of this defensible site during the late thirteenth century BCE
Zum Geleit. Introduzione alla tesi di Francesca Aldrighetti
Enorme il cammino compiuto nell’Europa occidentale dal 1952. Quella storia è parzialmente scritta negli Heimatjahrbücher del Landkreis Mainz-Bingen. A quei volumi ha voluto dedicare la propria attenzione Francesca Aldrighetti, che già nella scelta del tema della sua tesi di laurea, dava prova dell’europeismo da cui è animata. La sua sensibilità europeistica la porta a studiare una regione particolarmente ricca di storia e di cultura, il Landkreis Mainz-Bingen, che lei visita sfogliando appunto gli Heimatjahrbücher. Questa preziosa pubblicazione le racconta prima di tutto le tappe principali dell’integrazione europea con Verona, ma poi anche il proprio volto geofisico, la propria storia dalle origini al presente, come pure la vita economica, agraria e industriale.
E’ un denso e prezioso lavoro quello di Francesca Aldrighetti, che meriterebbe una più ampia conoscenza proprio in Italia e in particolare nella provincia di Verona per dare più solide basi a un’amicizia tra i popoli che si nutre di storia e di cultura oltre che di contatti personali
The case study profiles
The present chapter aims at illustrate the six adaptive reuse case studies
basing on the analytical framework’s structure described according to the following
labels: local context, architectural characters, origin and stakeholders, pills of history
and value proposition. This chapter constitutes a synthetic qualitative and quantitative
description of the investigated adaptive reuse experiences whose objective is
to support and sustain theoretical and practical reasoning about the adaptive reuse
concept
Progetto di musealizzazione del Ponte romano presso la porta occidentale di Concordia Sagittaria
Il progetto prevede la musealizzazione dei resti del ponte romano presso la porta occidentale di Concordia Sagittaria, delle tracce del fiume Reghena così come del sedime dell'antica cinta muraria. Il progetto è finalizzato alla valorizzazione del luogo antico, attraverso la ricomposizione e l'esposizione di tutti gli elementi urbani (rovine e tracce) stratificati nel tempo costituenti l'area di scavo e mediante la costruzione di un padiglione espositivo integrato al paesaggio acqueo.
Il progetto è sviluppato nell’ambito del Programma Operativo Regionale 2007-2013 Fondo Sociale Europeo in sinergia con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Titolo del progetto: Prassi d’indagine e d’intervento per la valorizzazione delle relazioni tra il patrimonio antico e il contesto fisico e culturale: interrelazioni sulle tematiche dell’archeologia veneta per il settore dell'energia e del turismo. Responsabile scientifico: Serena Maffioletti.
Il progetto di musealizzazione è stato elaborato da Serena Maffioletti e Federica Alberti; il progetto illuminotecnico da Marcello Alderuccio, Manuel Remeggio e Francesca Cremasco
Biblioteca Francesca Bonnemaison, accés
Cessió del Consorci de les Biblioteques de Barcelona.Escala d'accés a la Biblioteca Francesca Bonnemaison. La seva creació es remunta al 1909-1910 quan Francesca Bonnemaison va crear l’Institut de Cultura i la Biblioteca Popular de la Dona, la primera biblioteca per a dones de tota Europa. La missió d’aquestes dues institucions era la d’oferir accés a la cultura, a la formació i a la informació a les dones treballadores. El creixement de les sòcies fou el motiu del trasllat el 1922 a la seu del carrer Sant Pere més Baix, núm. 7; l’actual ubicació de la biblioteca. Des del 1963 és oberta a tota mena de públic: infants, joves i adults, i a partir del 1976 porta el nom de la seva fundadora: Francesca Bonnemaison.
L'arquitecte de la reforma és Jordi Campanillas
L’innovazione sociale tra pratiche e politiche: il caso della portineria di comunità di Porta Palazzo
L’innovazione sociale è diventata un «magic concept» (Pollitt and Hupe, 2011;
Bragaglia, 2020) nelle politiche urbane delle città contemporanee alle prese
con scarsità di risorse e un malessere socioeconomico diffuso e articolato
nelle sue forme. Ma l’innovazione sociale è anche evidente nelle pratiche che
cittadini attivi e associazioni del terzo settore attivano per rispondere a bisogni
insoddisfatti. Il contributo mira a mettere in evidenza queste due dimensioni
dell’innovazione sociale - quella promossa dalle istituzioni attraverso discorsi
e politiche ad hoc e quella che nasce nel territorio - affrontando l’esperienza
torinese della Portineria di Comunità di Porta Palazzo, inaugurata a luglio 2020. Il
progetto, che nasce dall’idea di un’associazione del terzo settore, la Rete Italiana
di Cultura Popolare, e che intercetta i finanziamenti Pon Metro 2014-2020, è un
interessante esperimento di innovazione sociale su misura delle esigenze degli
abitanti di Porta Palazzo
Biblioteca Francesca Bonnemaison, interior
Cessió del Consorci de les Biblioteques de Barcelona.Zona antiga de prestatgeries de la Biblioteca Francesca Bonnemaison. La seva creació es remunta al 1909-1910 quan Francesca Bonnemaison va crear l’Institut de Cultura i la Biblioteca Popular de la Dona, la primera biblioteca per a dones de tota Europa. La missió d’aquestes dues institucions era la d’oferir accés a la cultura, a la formació i a la informació a les dones treballadores. El creixement de les sòcies fou el motiu del trasllat el 1922 a la seu del carrer Sant Pere més Baix, núm. 7; l’actual ubicació de la biblioteca. Des del 1963 és oberta a tota mena de públic: infants, joves i adults, i a partir del 1976 porta el nom de la seva fundadora: Francesca Bonnemaison.
L'arquitecte de la reforma és Jordi Campanillas
Biblioteca Francesca Bonnemaison, sala polivalent
Cessió del Consorci de les Biblioteques de Barcelona.Exposició a la sala polivalent de la Biblioteca Francesca Bonnemaison.
La seva creació es remunta al 1909-1910 quan Francesca Bonnemaison va crear l’Institut de Cultura i la Biblioteca Popular de la Dona, la primera biblioteca per a dones de tota Europa. La missió d’aquestes dues institucions era la d’oferir accés a la cultura, a la formació i a la informació a les dones treballadores. El creixement de les sòcies fou el motiu del trasllat el 1922 a la seu del carrer Sant Pere més Baix, núm. 7; l’actual ubicació de la biblioteca. Des del 1963 és oberta a tota mena de públic: infants, joves i adults, i a partir del 1976 porta el nom de la seva fundadora: Francesca Bonnemaison. L'arquitecte de la reforma és Jordi Campanillas
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