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Le relazioni tra istituzioni pubbliche
Indagare le interdipendenze tra istituzioni pubbliche, per organizzarle, scegliendo le coerenti forme di coordinamento e i relativi strumenti di management per la gestione degli accordi di collaborazion
I percorsi di selezione ed auto-selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie pubbliche: evidenze e proposte di policy
Il capitolo indaga il «mercato» e la selezione dei Direttori Generali in sanità. Il ruolo del Direttore Generale (DG) è, infatti, di fondamentale importanza per la definizione dell’indirizzo strategico delle Aziende Sanitarie e, di conseguenza, delle performance aziendali. Diviene pertanto interessante analizzare quali meccanismi formali ed informali influiscono nella selezione di tali figure. Obiettivo dello studio è quindi di individuare (i) come le regioni selezionano i DG e (ii) quali motivazioni spingono questi ultimi ad auto-selezionarsi rispetto alla candidatura/accettazione di un incarico con caratteristiche particolari (settore pubblico/sistemi sanitari regionali «deboli»). Per il raggiungimento dei due obiettivi citati lo studio utilizza due principali metodi: (i) effettuazione di interviste semi-strutturate a policymaker ed esperti di selezione di Direttori Generali nella sanità pubblica; (ii) raccolta dati tramite l’invio di un questionario semi-strutturato in formato
elettronico a un campione di manager privati e pubblici. La prima parte dello studio è dedicata all’indagine delle caratteristiche di un processo
di selezione ideale, il profilo manageriale ricercato e i vantaggi e gli svantaggi insiti nell’espansione del bacino di reclutamento al settore privato e alla mobilità interregionale. La seconda parte dello studio analizza invece le aspettative e le preferenze (in termini di retribuzione, autonomia decisionale, prestigio, relazioni istituzionali) degli aspiranti DG. In questo senso si analizzano quali vincoli esistono sul fronte delle rappresentazioni dei potenziali candidati nello scegliere di candidarsi per posizioni da DG cross-sector o interregionali. L’analisi effettuata porta in luce alcune criticità, come per esempio la difficoltà dei sistemi regionali nel definire le specificità professionali attese per il proprio
top management o la scarsità di politiche attive per l’attrazione di competenze professionali robuste. Il capitolo presenta quindi alcune proposte per il miglioramento dei processi di selezione dei DG fra settori e aree geografiche differenti
I Punti Unici di Accesso (PUA) nel settore socio-sanitario: una riflessione teorica e una proposta per la progettazione dei PUA
Negli ultimi anni, numerose Regioni italiane si sono interrogate sulle modalità di governo dell’accesso al sistema dei servizi sociosanitari, con particolare attenzione ai temi dell’integrazione tra servizi e dell’accompagnamento del cittadino nei percorsi assistenziali. L’articolo, dopo aver analizzato lo stato dell’arte rispetto ai Punti Unici di Accesso nel nostro Paese e i principali contributi teorici e pratici oggi esistenti, si pone l’obiettivo di proporre un modello basato su sei dimensioni che possa essere utile a ricercatori, professionisti e policy maker del settore nell’analisi dei sistemi PUA già implementati e nella progettazione futura di soluzioni alternativ
Accesso e selezione degli utenti nel settore sociosanitario: modelli di gate unici (PUA) a confronto
il capitolo descrive i punti unici di accesso per anzian
Le inidoneità e le limitazioni lavorative del personale SSN : dimensioni del fenomeno e proposte
Le inidoneità e le idoneità parziali alla mansione nelle Aziende sanitarie pubbliche della Regione Umbria
Il capitolo 11 presenta i primi risultati di un programma di ricerca che raccoglie informazioni quantitative e qualitative sul fenomeno delle inidoneità lavorative nelle aziende sanitarie pubbliche. Nello specifico, si presentano i risultati relativi all’Umbria, con dati raccolti presso le quattro aziende del SSR e studi di caso svolti presso due di esse. Le inidoneità lavorative rilevate dal medico competente nell’attività di sorveglianza sanitaria hanno importanti conseguenze sull’organizzazione delle aziende del SSN e sono destinate a diventare centrali per il loro funzionamento, considerati i limiti al turnover attivi in tante Regioni e l’invecchiamento degli organici. Nonostante tale rilevanza, non sono disponibili né informazioni sistematiche e confrontabili, né analisi economico-aziendali capaci di verificare se e come l’azione manageriale può contribuire a gestire le inidoneità. Le inidoneità riguardano il 12% dei lavoratori, pur escludendo quelle poi risolte per “guarigione” (da una malattia o dalla gravidanza) e le “idoneità parziali con prescrizioni” (ad esempio la necessità di utilizzare i guanti a causa di allergie). Il 47% delle inidoneità riguardano la movimentazione manuale dei carichi (ad esempio sollevamento pazienti) e il 20% le posture incongrue. Limitazioni diffuse riguardano anche lavoro notturno e reperibilità (12%). La relazione tra prevalenza delle limitazioni ed età dei lavoratori è forte, passando dal 4% dei 25-29enni al 24% dei 60-64enni. La prevalenza è del 15% tra le donne, del 10% tra gli uomini. Infine, la più alta prevalenza (23%) riguarda le categorie A, B, Bs e C di ruolo sanitario o tecnico di area sanitaria (che comprendono OSS, OTA, ecc.). I due studi di caso mostrano differenze con riguardo a collocazione organizzativa e grado di coinvolgimento del medico competente, al ricorso
a medici specialisti, all’utilizzo dei diversi possibili giudizi per la sorveglianza sanitaria, ecc
Inidoneità e idoneità parziali alla mansione specifica del personale SSN: rilevanza e gestione organizzativa del fenomeno
Il tema delle inidoneita e delle idoneita parziali alla mansione dei dipendenti del SSN e estremamente rilevante per la politica sanitaria. Si riscontrano infatti crescenti difficolta nella gestione degli organici aziendali a causa dell’invecchiamento del personale SSN, delle misure di contenimento della spesa pubblica e della limitata fungibilita delle mansioni lavorative. L’articolo, a seguito di un inquadramento del contesto in cui tale fenomeno si articola, analizza i riferimenti normativi vigenti e successivamente descrive le criticita esistenti in relazione al tema della sorveglianza sanitaria. Emergono in particolar modo le difficolta di quantificazione del fenomeno, il ruolo e la professionalita del medico competente e degli altri attori istituzionali, nonche la necessita di rafforzare le evidenze di efficacia e di costoutilita della sorveglianza sanitaria
Risposta al bisogno sociosanitario e sociale: rete dei servizi e relazione con l’assistenza ospedaliera per gli anziani non autosufficienti
Il capitolo propone dati aggiornati circa il settore sociosanitario italiano
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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