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    Mitochondrial DNA reveals genetic structuring of <i>Pinna nobilis</i> across the Mediterranean Sea

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    Pinna nobilis is the largest endemic Mediterranean marine bivalve. During past centuries, various human activities have promoted the regression of its populations. As a consequence of stringent standards of protection, demographic expansions are currently reported in many sites. The aim of this study was to provide the first large broad-scale insight into the genetic variability of P. nobilis in the area that encompasses the western Mediterranean, Ionian Sea, and Adriatic Sea marine ecoregions. To accomplish this objective twenty-five populations from this area were surveyed using two mitochondrial DNA markers (COI and 16S). Our dataset was then merged with those obtained in other studies for the Aegean and Tunisian populations (eastern Mediterranean), and statistical analyses (Bayesian model-based clustering, median-joining network, AMOVA, mismatch distribution, Tajima’s and Fu’s neutrality tests and Bayesian skyline plots) were performed. The results revealed genetic divergence among three distinguishable areas: (1) western Mediterranean and Ionian Sea; (2) Adriatic Sea; and (3) Aegean Sea and Tunisian coastal areas. From a conservational point of view, populations from the three genetically divergent groups found may be considered as different management units

    Reply to Barris

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    We are grateful to Dr. Michael C. Barris for pointing out a resemblance between the subtle color gradients visible in Wassily Kandinsky’s 1916 painting (Fig. 1, below) and the assimilative watercolor spreading described by Pinna, B. (1987). Un effetto di colorazione. In V. Majer, M. Maeran, M. Santinello (Eds.), Il laboratorio e la cit

    Il bivalve più grande del Mediterraneo, Pinna nobilis, nella Laguna di Acquatina: indagini preliminari e prospettive

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    Visitare la Laguna di Acquatina, localizzata lungo la costa Adriatica del Salento, è un’esperienza sensoriale straordinaria, ricca di emozioni, che permette agli studiosi e a differenti gruppi di stakeholder di conoscere e apprezzare un patrimonio naturale dal valore inestimabile, di percepire i suoni dell’ambiente circostante e di osservare la biodiversità nelle sue molteplici forme. Fra queste, la biodiversità in specie è l’insieme delle specie animali, vegetali e microorganismi che si trovano in un ecosistema, in un habitat o in un’area predefinita. Le liste di specie, o checklist, sono gli strumenti di indagine con cui i ricercatori analizzano le variazioni della biodiversità in specie nel tempo, nello spazio e in relazione a differenti fattori di perturbazione, naturali e antropici, inclusi i cambiamenti climatici. Nella Laguna di Acquatina si può facilmente osservare anche la biodiversità a un livello di organizzazione ecologica superiore, cioè la biodiversità tra gli habitat. Quest’ultima è definita come l’eterogeneità degli habitat presenti in un ecosistema o in un’area predefinita. Ad Acquatina è facile osservare e individuare distintamente l’habitat acquatico, la macchia mediterranea, il cordone dunale, l’antistante spiaggia e il mare. La biodiversità in specie della Laguna di Acquatina è elevata, caratterizzata dalla presenza di tutti i gruppi tassonomici caratteristici degli ecosistemi acquatici di transizione e costieri dell’Ecoregione Mediterranea. Sono anche numerose le specie di interesse prioritario, cioè quelle specie che a seguito di forti minacce di degrado ed estinzione vengono sottoposte a un regime di tutela straordinario da parte delle istituzioni internazionali, europee e nazionali. A causa della presenza di numerose specie e habitat di interesse prioritario, la Laguna di Acquatina è inserita all’interno di un più ampio sito facente parte della Rete NATURA 2000. La Rete NATURA 2000 è stata istituita dall’Unione Europea e ha la finalità di tutelare e conservare le specie e gli habitat di interesse prioritario. L’ultimo censimento ufficiale relativo al 2015 elenca 33 specie di interesse prioritario per il sito NATURA 2000 denominato Aquatina di Frigole (IT9150003). La maggior parte delle specie riportate nel censimento appartengono all’avifauna, ma Pinna nobilis (Linnaeus, 1758) non era presente nel censimento del 2015. A partire dalla seconda metà del 2017, le attività didattiche, anche di rilievo internazionale, e di ricerca scientifica a carattere ecologico si sono rafforzate. La Laguna di Acquatina si è trasformata in un autentico laboratorio su campo, utile anche per azioni di divulgazione scientifica e di promozione degli sport acquatici ecosostenibili. Alla fine del 2017 sono stati rinvenuti i primi esemplari di Pinna nobilis (L.) durante lo svolgimento di un campionamento scientifico. Si tratta di un mollusco bivalve appartenente alla famiglia “Pinnidae”, comunemente chiamato cozza penna, nacchera o stura. Pinna nobilis è una specie endemica del Mar Mediterraneo, in cui è il più grande bivalve raggiungendo dimensioni anche superiori a un metro di lunghezza. È una specie protetta dall’Unione Europea attraverso le Direttive 92/43/CEE e 2006/105/CE. La pesca e la rimozione sono assolutamente vietate, e sono previste ingenti ammende per chi agisce illegalmente. Usualmente Pinna nobilis viene associata ad ambienti marini, essa vive sepolta per circa un terzo della sua lunghezza nel sedimento, tipicamente in fondi mobili, preferenzialmente associata alle praterie di fanerogame marine (Posidonia oceanica, Cymodocea nodosa e Zostera marina), e anche in zone sabbiose prive di vegetazione. Le pareti esterne delle valve vengono colonizzate da numerose specie incrostanti animali e vegetali, ciò contribuisce a incrementare la biodiversità in specie dell’area in cui si trova P. nobilis. Questa specie può anche colonizzare le porzioni più prossimali e protette di lagune e stagni costieri, in cui può costituire popolazioni ad elevata densità. Gli ambienti lagunari costituiscono, infatti, un “cosmo” singolarmente variegato ed attraente, per la complessità dei fattori ed interazioni ecologiche, e per la varietà di condizioni trofiche e climatiche che, nel complesso, favoriscono la colonizzazione di questi ambienti da parte di specie marine e d’acqua dolce, siano esse indigene o aliene. Per le sue caratteristiche ecologiche, Pinna nobilis è una specie utilizzata nel biomonitoraggio degli ecosistemi acquatici costieri, inclusi quelli marini, e come specie target nella Strategia Marina (Direttiva MSFD 2008/56/EC). Per quanto riguarda il suo ruolo ecologico, P. nobilis è una specie “filtratrice”- e fornisce numerosi servizi ecosistemici: filtra dalla colonna d’acqua una grande quantità di materia organica e detriti sospesi contribuendo alla rimozione dei nutrienti e alla trasparenza dell’acqua; ospita altre specie determinando un aumento della biodiversità locale; attira subacquei e snorkeler incentivando le attività ricreative e di educazione ambientale. Essendo una specie commestibile, già gli Egizi, i Romani e alcuni popoli Islamici utilizzavano questa specie per scopi alimentari, tessevano il suo bisso per fare dei pregiati ricami e lavoravano le valve per ottenere preziosi ornamenti per le loro vesti. A scala Mediterranea, le informazioni e la letteratura scientifica più recenti su Pinna nobilis (L.) ci raccontano, invece, di una specie esposta a numerose minacce di degrado, di una progressiva riduzione della densità di popolazione e scomparsa dovute alla pesca illegale, ai cambiamenti climatici, agli ancoraggi delle imbarcazioni da turismo e all’azione di un protozoo parassita, denominato Haplosporidium pinnae, che induce la morte degli organismi. La presenza di Pinna nobilis (L.) nella Laguna di Acquatina, Sito di Interesse Comunitario appartenente alla Rete NATURA 2000, sembra essere in controtendenza rispetto alla situazione attuale della specie. Probabilmente la laguna è utilizzata come nursery o habitat rifugio, avendo le condizioni ecologiche ottimali per la specie (Marrocco et al., 2018). L’indagine preliminare a cui si riferisce la ricerca è stata effettuata in un’area limitata della laguna, in vicinanza della foce, e ha permesso di individuare la presenza di undici individui, orientati verso la direzione Nord-Est. I principali parametri biometrici sono stati rilevati in ciascun individuo secondo il seguente schema. La larghezza massima e minima al fondo erano di 15,16 cm ± 0,726 e di 13,81 cm ± 0,611 rispettivamente, e la lunghezza della valva non coperta dal sedimento era di 16,66 cm ± 0,441. Il campionamento è stato “non distruttivo” e nessun individuo è stato rimosso o manipolato. Sono stati anche registrati i parametri abiotici della colonna d’acqua nella zona in cui P. nobilis è stata rilevata (temperatura 12,69 °C ± 0,207; ossigeno disciolto 7,21 mg*l-1 ± 0,278; salinità 24,77 PSU ± 0,963, pH 7,73 ± 0,084) (Marrocco et al., 2018). Benché si tratti di una indagine preliminare, ipotizziamo che la Laguna di Acquatina rappresenti un ambiente protetto per questa specie; qui potrebbe raggiungere dimensioni numeriche tali da permettere il reclutamento e il trans-planting in altri siti idonei, e quindi agevolarne il ripopolamento e la diffusione. La scoperta, effettuata da un team di ricercatori e studenti italiani e stranieri, provenienti da alcuni Paesi asiatici partecipanti al progetto INTER-ASIA, ha suggerito di approfondire l’attività di ricerca, di comunicazione scientifica e di citizen science nell’ambito del progetto IMPRECO “Common strategies and best practices to IMprove the transnational PRotection of ECOsystem integrity and services” – finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Europea “ADRION Adriatic-Ionian Programme INTERREG V-B Transnational 2014-2020, 1st call”. In particolare la ricerca è finalizzata al monitoraggio della specie su una scala spaziale che coinvolge il Mar Adriatico, Ionio ed Egeo. Infatti grazie alla partnership del progetto IMPRECO, distribuita nell’area di riferimento della Strategia Europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR), sarà possibile avviare lo studio della dinamica di popolazione di Pinna nobilis, delle risposte alle perturbazioni e pressioni antropiche, ed ai parassiti mortali. Un protocollo di monitoraggio congiunto e semplificato (Joint Monitoring Protocol of IMPRECO) permetterà di raccogliere dati utili per la conservazione di Pinna nobilis su una ampia scala spaziale, e di coinvolgere gruppi interessati di stakeholder e cittadini nella raccolta dei dati e nella salvaguardia della specie. Per la sua rilevanza scientifica, la ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Nature Conservation (Marrocco et al., 2018)

    A single-azimuth pinna-related transfer function database

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    Pinna-Related Transfer Functions (PRTFs) reflect the modifications undergone by an acoustic signal as it interacts with the listener’s outer ear. These can be seen as the pinna contribution to the Head-Related Transfer Function (HRTF). This paper describes a database of PRTFs collected from measurements performed at the Department of Signal Processing and Acoustics, Aalto University. Median-plane PRTFs at 61 different elevation angles from 25 subjects are included. Such data collection falls into a broader project in which evidence of the correspondence between PRTF features and anthropometry is being investigated

    Alla soglia del gesto: sequenze operative in incisioni su ciottolo del Neolitico antico della Sardegna

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    During the past 20 years, an unusual production of deeply engraved pebbles has been reported from a few open-air sites in central-western Sardinia. Such engravings normally appear to replicate the same patterns. In the lack of reliable stratigraphic associations to this kind of artefacts, preliminary analyses of the respective archaeological contexts have led to ascribe their production to the Early Neolithic.In order to ensure an interpretation to the complex, iterated technical gestures made to the purpose of carving these signs, we applied an integrated experimental procedure combining a traceological investigation with a newly-applied micro-GIS analysis. In the first place, this study aimed at identifying the articulated gestural sequences that lie behind each group of carvings. Secondly, we sought the possible presence of operational constants correlated with any functional repetitiveness of the patterns. The general goal of this research is to provide an interpretive hypothesis for the aim of the marks and, in the final analysis, for the aimed function of the whole artefacts

    Greenways as Integrated Systems: A Proposal for Planning and Design Guidelines Based on Case Studies Evaluation

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    Greenways (GWs) can play a key role in the context of policies and strategies for sustainable territorial development because they contribute to the development of integrated plans and interventions for environmental safeguarding and socio-economic growth. As is generally understood, in their modern conception, GWs are not only develop soft mobility, but they also represent supporting elements of a new concept of development and use of territory, attentive to its particular characteristics and the needs of resident populations. Beginning with a critical analysis of the most significant case studies of greenways, the authors propose a system of design and evaluation guidelines useful in identifying specific GW-related actions. The identified actions are divided into two categories, which are tangible and intangible actions. The first category corresponds with concrete actions that are directly implemented through different design and construction phases; the second category corresponds with processes activated in the design phase and are concretized after the “commissioning” of the path and has repercussions on the sphere of place identity. These categories are often difficult to distinguish between because many actions can be considered to be both tangible and intangible

    author-bios-SRD-19-0063.R1 – Supplemental material for The Network Structure of Police Misconduct

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    Supplemental material, author-bios-SRD-19-0063.R1 for The Network Structure of Police Misconduct by George Wood, Daria Roithmayr and Andrew V. Papachristos in Socius</p

    Cornu cutaneum of Pinna

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    Introduction Cornu cutaneum is a nodule of dense keratin, resembling the horn of animals, an uncommon clinical condition predominantly seen in elderly men, and even rare to be seen on the pinna.   Case Report A 70 year old man, presented with a horn like swelling on the left pinna for 2 years. The lesion was excised and histopathological examination did not show any underlying or associated conditions.  Discussion The cause of worry here is not the disfigurement, but the probability of underlying premalignant or malignant condition. Exposure to sunlight is considered as the etiology. Ours being a tropical country where exposure to sunlight could not be avoided, a high clinical vigil and early intervention is recommended to reduce the mortality and morbidity from the spectrum of diseases resembling this condition
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